Battlestar Galactica – Il Gioco da tavolo

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Il post di oggi arriva abbastanza inaspettato, quest’ultima settimana di settembre aveva ben altro in programma (ad esempio manca ancora l’articolo delle letture fumettistiche) ma ogni tanto un edizione straordinaria su questa webbettola (Cit RedBavon) ci sta oggettivamente tutta.

Ieri sera è tornato in gruppo Bomberone e per festeggiare il suo rientro abbiamo deciso di lanciarci in un bel cinghiale american degno delle serate migliori. La scelta era tra il gioco de Il Trono di Spade o quello di Battlestar Galactica. La decisione è stata il gioco dedicato alla fantastica serie Tv Sci-Fi che ha fatto compagnia all’infognatissima Carlotta e a te per tutta l’estate. Ecco di cos’altro dovresti scrivere. Vi siete visto tutto e alla fine avevi anche un paio di bruschette negl’occhi.

Il gioco di Battlestar Galactica si presenta come un gioco cooperativo con traditore dove uno o due giocatori ad un certo punto della partita si riveleranno Tostapane ehm Cyloni e formeranno un squadra che cercherà di fermare la squadra degli umani.

Tutto quello che scriverai in questo post è frutto della tua prima partita, non vuole essere una recensione e qualsiasi idea che ti sei fatto gioco può essere tranquillamente essere rivista magari in successive partite, magari una buona impressione può diventare pessima o anche il contrario.

è doveroso questo cappello introduttivo perchè sia tu che Carlotta vi siete assolutamente innamorati di questo gioco, folgorati con un scimmia da acquisto grossa più di Kong. Per chi come noi ha apprezzato la serie troverà in questo gioco tutte le stesse sensazioni che hanno reso fantastica la prima stagione di BSG. L’incertezza di chi sia un Cylone, la scarsità di risorse sono i temi più ricorrenti che vi sono capitati di affrontare.

L’ambientazione è il piatto forte di questo gioco, il metagioco che ne viene fuori è qualcosa di pazzesco. Giocato al tavolo con i giocatori giusti è uno spasso. Di per se le meccaniche sono banali e si riassumono in: Pesca carte abilità del tuo personaggio, muovi in un luogo fai un’azione risolvi una carta crisi. Fine. Meccanico e Ripetitivo. Ma il guardare con sospetto gli altri giocatori “perchè ha giocato quella carta?” “ma non poteva fare quell’altra cosa?” ti porteranno ad urlare “Sei un fottuto Cylone” con una soddisfazione incredibile.

Tu poi eri felice come un bambino eri Adama l’ammiraglio del Galactica e l’hai portata in giro per galassia dovendo però sopportare e avere sulla coscienza un discreto numero di perdite. Gaius (maledetto Gaius) era il presidente delle colonie che poi si è rivelato un fottuto tostapane così come Capo.

Kara (tua moglie) sbagliando completamente nonostante tu gliel’avessi detto più volte ti ha mandato in prigione pensando che tu fossi un cylone ma amavi troppo quella nave per poterlo essere. Questa mossa sbagliata ha permesso ai due Cyloni di avere vita facile. Tom Zarek invece si è comportato bene ma con il nome che aveva nessuno si è mai realmente fidato di lui. Alla fine ti mancava un salto per arrivare su Kobol e salvare la razza umana peccato che poi i centurioni sono riusciti ad assaltare la tua bellissima nave!

Gaius è stato un ottimo manipolatore è stato colui che ha spostato gli equilibri durante il metagioco, Carlotta ehm Kara si è fidata di lui e ha incastrato me capendo troppo tardi di aver accusato il giocatore sbagliato.

Avevi capito chi erano davvero i due Cyloni? In parte quello che avevi capito è che Gaius aveva mentito perchè alla domanda Kara è un Cylone? lui ha risposto (dopo aver guardato la carta ruolo) con lo sguardo in basso nel vuoto che lui e lei erano la stessa cosa ma i conti non tornavano. I Cyloni non potevano essere tre quindi c’era un pollo che aveva sbagliato le amicizie o uno che stava mentendo troppo bene. Dando per scontato ormai che Bomberone fosse un tostapane se Gaius aveva detto il vero era Zarek il Cylone oppure lo era lui.

Alla fine sono i giocatori a rendere memorabili alcuni giochi. Non era importante se c’era qualche bug nelle regole o se c’erano dei problemi di bilanciamento, in una partita è impossibile capirlo ma ciò che è stato esaltante è stata l’esperienza una fantastica esperienza ludica da ripetere al più presto!

Voto provvisorio un bel 8 pieno.

 

La rivalità nel villaggio medievale

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Le nostre escursioni in famigghia in quel di Puerto Rico hanno preso una pausa di un paio di settimane, giusto il tempo di provare qualcosa di nuovo cercando comunque di restare sul genere e di mantenere la complessità su un livello medio basso.

Su suggerimento di Carlotta hai proposto ai commensali un nuovo gioco: Village vincitore del premio Spiel des Jahres  e gioco dell’anno 2012. Village è un tedesco, un piazzamento lavoratori con sfondo un villaggio medievale la cui particolarità è che oltre alla gestione delle risorse guadagnate tramite l’azioni dei lavoratori, ogni azione ha anche un costo in tempo e così dopo un tot di punti tempo spesi, uno dei meeple più anziani passa a miglior vita.

Come ogni gioco di tipo tedesco, l’ambientazione è solo un pretesto al servizio delle meccaniche ma devi ammettere che in questo caso, l’idea alla base è decisamente interessante. Per rappresentare la vita in una cittadina medievale ogni giocatore può insegnare dei mestieri ai proprio lavoratori come lo stalliere piuttosto che il fabbro oppure avviarli verso la carriera politica o ecclesiastica o ancora trasformare il meeple in un viaggiatore che andrà a vedere il mondo oltre ai confini del villaggio.

Al momento del trapasso, quindo dopo aver speso un certo numero di punti tempo, il giocatore dovrà far “morire” il suo meeple e se è stato addestrato in qualcosa potrà far si che in ricordo del suo lavoratore il suo nome finisca nel libro degli annali delle cronache villaggio.

In Village come potete intuire, vince chi ha fine partita ha totalizzato il maggior numero di punti vittoria e le strade per vincere hanno capito che sono molteplici e tutte percorribili. Ad esempio nella prima partita in cui ha vinto Carlotta lei ha spinto tantissimo sui viaggi, mentre nelle seconda vinta da PolloFifo (si finalmente ha vinto una partita) vendere al mercato è stata la chiave per la vittoria.

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Quindi ciò che abbiamo compreso è che:

Viaggiare e basta non è sufficiente perchè costa molto in termini di risorse e tempo e costituisce solo un terzo dei punti che mediamente servono per vincere una partita. Ignorare l’azione di viaggiare però potrebbe togliere punti importanti. Secondo te uno o due azioni viaggio andrebbero comunque fatte.

Il Mercato. In queste due partite a cinque giocatori il mercato è l’azione che più ha portato punti sia suocero che pollofifo sono stati in entrambe le partite dei venditori folli (Pollofifo ha fatto un primo ed un terzo posto e suocero un secondo e un quarto). Quindi il mercato in partite a molti giocatori deve essere sicuramente sfruttato e bisogna far di tutto per portarsi a casa almeno 10-15 punti a meno di non impostare tutta la strategia su questa lavoro in quel caso i punti totalizzabili sono anche più di trenta.

La carriera ecclesiastica. Questo lavoro è sicuramente molto redditizio poichè da punti sia durante la partita che alla fine. In partite con pochi giocatori può essere un ottimo motore di punti in sostituzione dei viaggi ad esempio. In tanti diventa una corsa al grano che è il motore per far avanzare in carriera i propri preti meeple e quindi potrebbe rischiosa. Tu ad esempio che sei arrivato secondo e terzo hai sempre concentrato molti sforzi in questa sezione. Perchè non hai mai vinto? Per quello che dicevamo prima hai sottovalutato il perso del mercato!

La carriera diplomatica. Al momento è la struttura meno utilizzata ma forse solo perchè non ne capiamo ancora il reale potere. Tu credi che se utilizzata bene possa essere il motore base per il mercante o per i viaggi vedremo nelle prossime partite.

Infine c’è la strategia che si basa sugli annali. Questa è la strategia che porta ad una rapida chiusura del gioco. è la classica strategia Rush che non consegna tanti punti ma impedisce a tutti gli altri di farne in altri luoghi. Può essere un ottima soluzione se al tavolo ci sono venditori folli. Se la partita dura poco loro potranno vendere poco e i dodici punti che consegnano gli annali possono avere un gran peso.

In definitiva ciò che abbiamo capito è che è necessario capire come si stanno muovendo gli avversari al tavolo, in quanto non è possibile contrastarli direttamente ma bisogna capire come far punti in alternativa a loro. Come tutti i tedeschi l’interazione è bassa e solo indiretta. Bisogna concentrarsi su un paio di carriere senza dimenticare però anche le altre altrimenti si fanno tanti punti ma mai abbastanza.

Dopo due partite in Famigghia la classifica è la seguente.

  • Pollofifo 8 Punti (1 Vittoria)
  • Johhny 7 Punti
  • Carlotta 6 Punti (1 Vittoria)
  • Suocero 6 Punti
  • Mary 3 Punti

A differenza di Puerto Rico qua la situazione è molto più equilibrata!

 

New Zeland Story

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Dopo la solita inspiegabile assenza che ormai può valerti l’appellativo di Mastro dell’incostanza ritorni a scrivere per la rubrica amata da tutti i lettori vintaggi (e quindi di classe) di questa webettola (Cit Red Bavon) il Vintage Firday. La rubrica degli amori a 8 e 16 bit che hanno affollato la tua infanzia e che ora con un certa dose di nostalgiche bruschette ficcate dentro gli occhi, giochi ancora.

Il giochino di questa puntata è il gioco del pulcino o meglio così tutti nella sala giochi del paesino dove vivevano i tuoi nonni lo chiamavate. Solo tempo dopo hai scoperto che si chiamasse New Zeland Story.

La versione che sei riuscito a ritrovare è la cartuccia per NES. Prodotto da Taito nel 1988 New Zeland Story è un platform a scorrimento orizzontale, sulla falsa riga di tutti i cloni di Super Mario, in cui impersoneremo Tiki l’unico esemplare superstite di KiWi (l’animale simbolo neozelandese) scampato al rapimento che il malvagio tricheco Wally ha messo in atto. Il nostro scopo sarà quello di salvare tutti gli altri Kiwi attraverso cinque livelli, uno più difficile degli altro ma la verità è che a Kiwi non interessano i suoi amici ma solo la sua fidanzatina phee phee insomma a Tiki piace la pheee… (scusate non hai resistito a scrivere questa fregnaccia)

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Ah marrano tricheco!

Il nostro pulcino (ehm Kiwi) partirà armato di arco e frecce e nel corso dei livelli potrà destreggiarsi con diversi power up e mezzi di trasporto. Tiki è talmente scaltro che nascosta chissà dove dispone pure di una maschera per l’ossigeno per potersi muovere anche sott’acqua e utilizzerà diversi mezzi di trasporto come una mongolfiera o una paperella gonfiabile.

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Ditemi che non è un pulcino! Forza Forza!

New Zeland Story è sempre stato per te un gioia per gli occhi, un affascinante mondo coloratissimo dove passare un po’ di tempo e rimanerci male perchè il gioco era tremendamente difficile. Anche oggi fai una fatica immensa ad andare avanti non come con quello sciagurato di Donkey Kong ma siamo sulla buona strada.

Resta in ogni caso un titolo a cui sei particolarmente affezionato.

Curiosità

Il vero Kiwi è quello qui sotto. Quest’uccello incapace di volare, lungo circa 50-60 centrimetri e dal peso di circa 2Kg. Un po’ è bruttarello, il pulcino è decisamente più carino.

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Meglio pulcino no?

Se si perde l’ultima vita dal terzo livello in poi si potrà giocare un livello aggiuntivo in paradiso al cui termine ci sarà la madonna e dopo un breve incontro con phee phee ci sarà comumque il game over. Esiste però un trucco per saltare l’incontro per la vergine e rigiocare dal livello in cui si aveva perso.

Sparando a caso con un arma qualsiasi era possibile in alcuni punti sparsi per i livelli aprire dei Warp che permettevano di viaggiare tra i livelli sfruttando alcuni di essi era praticamente possibile giocare quasi all’infinito.

Pixels

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Ci sono film che se visti al cinematografo potrebbero farti pensare all’uscita: “oddio ma cosa ho fatto” “perchè ho speso 20 fiorini per sta fregnaccia?” “Ma davvero ho perso due ore della mia vita per stare a guardare ‘sta robba?”

Forse se un anno fa tu e Carlotta foste andati a vedere al cinema Pixels sareste usciti con quei sentimenti di delusione o un pelino di incacchiatura che accompagnano i brutti brutti film. Invece, messo nel contesto giusto, ovvero una serata (ieri sera) in cui eravate troppo stanchi per fare qualsiasi cosa e volevate solo passare un paio d’ore dopo cena senza troppi pensieri e pretese, Pixels ha saputo dare tutto quello che poteva dare nei limiti, si nei limiti, della sua allegra mediocrità.

Pixels, diretto da Chris Columbus (Gremlins e i primi due Harry Potter per dire) si basa su un cortometraggio ideato da dei mangia baguette d’oltralpe nel 2010 e vede la terra attaccata da una razza aliena che ha frainteso un messaggio trovato nello spazio. Messaggio che conteneva i principali videogiochi anni 80 che popolavano le salagiochi ai tempi dei paninari. Gli alieni hanno interpretato quei videogiochi come un messaggio di guerra e spaventati hanno attaccato utilizzando i personggi di quei giochi come armi. Si esatto, la terra sarà attaccata da Arkanoid, Space Invaders, Centipede e dal dolcissimo PacMan gigante.

Ovviamente l’unica ragione per cui si riesce ad apprezzare davvero questo film sono le molte citazioni ruffiane o meno (fate voi) di quel periodo. Che poi la maggior parte di loro siano sbagliate perchè il messaggio risale al 1982 mentre molti giochi citati vedranno la luce in seguito ma poco importa perchè Carlotta non se ne è accorta infondo per lei quei videogame sono ricordi sfuocati ma felici della sua infanzia.

La scena che ti ha colpito di più e quando hanno voluto mettere in relazione i videogiochi di una volta che agivano secondo degli schemi specifici i quali richiedevano riflessi, coordinazione capacità mnemoniche per essere risolti e i moderni videogame come The Last Of Us dove “l’intelligenza artificiale” dovrebbe garantirti maggiore realismo.

“Non ho mai visto giochi così violenti” dice il protagonista

“Non ci sono così schemi, i nemici attaccano a caso. dov’è l’abilità?”

“fai finta che sei il protagonista e che non vuoi morire” Così gli risponde il ragazzino che gioca alla play.

Solo questa frase potrebbe farti scrivere mille mila frasi noiose del perchè preferisci i retrogame ai giochi moderni o ancora perchè ami Nintendo nonostante tutte le cacchiate moderne che ha fatto ma forse questo non è il posto giusto o forse si? Però forse è vero. Una volta era diverso e tu sei un Nerd vintaggio. Bla Bla bla!

Altra frase che ti rivenderai a vita con tua moglie è quella del protagonista che ci prova con la bella (Michelle Monaghan) del film.

“Per la cronaca… Sono pazzesco a baciare, lo siamo tutti noi nerd, perché lo apprezziamo di più!”

Alla fine Pixels ha tante situazioni e personaggi carini. il Pac Man gigante davanti al suo padre ideatore Tohru Iwatani è da bruschette negli occhi così come il dolcissimo Q*Bert. O ancora Tyrion (Peter Dicknlage) che fa il duro sfigato che bara ai videogiochi con i Cheat. Però ci sono tanti -purtroppo- motivi per non apprezzare questo film a partire da Adam testa d’uovo Sandler che se non vi piace non vi piacerà neanche qui perchè vi propone il suo solito e unico personaggio così come tante scelte sia di regia che di sceneggiatura.

Pixels quindi raggiunge ai tuoi occhi una sufficienza nostalgica perchè non ci sono più le mezze stagioni e perchè una volta in ascensore almeno ci si salutava. Ci sono mille commedie migliori di questa anche lo stesso Adam Sandler ha fatto film migliori ma è una delle poche dedicate ai Nerd che oggi si sa si va di moda!

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Curiosità

Questo è l’elenco di tutti i videogiochi citati nel film:

  •  Pacman
  • Arkanoid
  • Asteroids
  • Burger Time
  • Centipede
  • Donkey Kong
  • Galaga
  • Space Invaders
  • Joust
  • Paperboy
  • Pole Position
  • Puffi
  • Q*bert
  • The Last Of Us
  • Tetris
  • Defender

 

International Gamers Awards

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Pochi giorni fa sono stati annunciati i vincitori dell’International Gamers Awards.

Per la categoria giochi per due giocatori ha vinto 7 Wonders Duel. Gioco che sponsorizzi da parecchio tempo di cui è possibile trovare un tuo breve commento su Lega Nerd qui. In italia è edito da Asterion Press.

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7 Wonders Duel ha trionfato su Patchwork, Raptor, Rebellion e Trambahn. Secondo te si tratta di un premio meritato. In trenta minuti si condensa un giocone che presenta molteplici strade per arrivare alla vittoria e tutte altrettanto valide. Certo anche Rebellion è un mostro ma la differenza chiave è che 7 Wonders è per tutti e costa “solo” 25 fiorini. Chiunque può giocarci mentre Rebellion è marcatamente un gioco per giocatori appassionati.

Per la categoria multigiocatore ha vinto Mombasa. Gestionale per 2-4 giocatori che leggendo le descrizioni sembra essere un ottimo mix di varie meccaniche in particolare Deck Building, Piazzamento Lavoratori e aste. In italia è edito da Uplay.

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Mombasa, invece, è stato preferito a Time Stories, Blood Rage, Pandemic Legacy, Quadropolis, Nippon, Isle Of Skye, Nome In Codice, Grand Austria Hotel e Food Chain Magnate.

In questo caso affermare che Mombasa ha meritato di vincere il premio ti viene difficile per due motivi. Il primo oggettivo non l’hai provato e quindi non puoi esprimerti in merito. Il secondo è che alcuni degli sconfitti li hai provati e apprezzati e mantenendo i criteri che hai applicato per concordare con la vittoria di 7 Wonders qua ti sembrano non valere. Non resta che provare Mombasa e verificare il valore di questo gioco!