VLOG – Che tipo di giocatore sei?

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Ciao Ragassuoli, ieri è uscito sul tubo il nuovo video del vostro amatissimo Cornerhouse. Si tratta di un episodio dedicato ad bel test il cui risultato descrive abbastanza bene che tipo di giocatore da tavolo siete.

Nel mio caso è andato molto molto vicino alla realtà per questo ho deciso di farci un video e di proporvelo.

Mi auguro che questa tipologia di video vi piaccia e che possiate apprezzare l’aspetto personale di ciò che ho detto. Io mi sono molto divertito nel farlo, molto di più che fare fare tutorial o recensioni. Per questo motivo è probabile che video chiaccherata come questo vengano fuori spesso.

Fatemi sapere come è andato il test e soprattutto se video di questo tipo vi garbano oppure no!

A presto!

 

The Flash 3×2 – Chi è Alchemy?

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Disclaimer del 2017. I’m not an expert i’m just a user! Che sia chiaro non sei un giornalista figuriamoci un critico. Non eleggi capolavori e, questo vale per tutti, non si deve utilizzare la parola “Assoluto” in questi post. Tutti i pensieri e le opinioni espresse in questo articoletto sono frutto della tua semplice visione del prodotto che hai deciso di commentare.

Torniamo a parlare del nostro amato Monarca della Velocità, commentando il secondo episodio della terza stagione di Flash.

Attenzione perchè ci sono dei potenziali spoiler, se non volete rovinarvi la sorpresa ammesso che la tua teoria sia vera non leggete oltre!

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Visto che si sta tentando di fare le cose per bene ritieni che sia giusto, non solo parlare della puntata in se, ma anche di come viene contestualizzata all’interno della stagione. Per questo motivo, alcune considerazioni che avevi fatto appena una settimana fa sono da rivedere.

“Voglio che uccidi di nuovo mia madre”

Ciò premesso, resta comunque il fatto che in tutte queste serie TV targate CW, l’esplorazione dei drammi non è sicuramente il loro punto forte, magari non per mancanza di capacità dei registri e sceneggiatori ma per il semplice fatto che questi prodotti devono essere fatti vedere ad un pubblico vastissimo al quale potrebbe non piacere (o non interessare) la parte più struggente.

Resta inevitabilmente questo il momento più alto fin’ora, il momento che condiziona per l’ennesima volta la vita di Flash e di terra uno. Post Flashpoint gli eventi non sono tornati esattamente come Barry li aveva lasciati. Perchè? cos’è successo? Come gestiranno narrativamente questa linea temporale? Un piccolo minuscolo indizio viene lasciato. Ovviamente ti sei fatto già un idea. Diciamo che un nome dovrebbe dar da pensare. Ah Malfoy Malfoy Malfoy!

Draco -Mr Element- Malfoy

E chi accidenti è Mr Element?

Come molti potrebbero immaginare Batman e i tutti i suoi Villanzoni hanno fatto scuola. Molte delle idee che caratterizzano i -terribili- nemici del cavaliere oscuro sono state spesso riciclate. In questa stessa serie TV, ad esempio, il Trickster è interpretato da sua santità Mark -Skywalker- Hamill ed è chiaramente ispirato al Joker (Non ha caso Mark è anche il doppiatore del Joker  a cartoni animati e videoludico).

Mr Element alias (occhio spoiler — J.A Desmond) è stato uno dei più famosi avversari di Flash . Il villanzone è una variante di Due Facce che ad un certo punto della sua carriera criminale riesce a mettere mano alla pietra filosofale diventando così Dott Alchemy.

Quello che Barry e il suo stravolto team di super amicici stanno scoprendo è che tutte le persone che erano “meta umani” in Flashpoint stanno riacquistando i poteri proprio grazie con buona probabilità al supporto di Alchemy.

Siamo sicuri sia solo colpa di Barry?

Questo è il paragrafo del buonismo. Pronti via! Hai scritto nel post della settimana scorsa che avresti voluto che si fosse dedicato più tempo al descrizione del mondo di Flash Point e invece con il senno di poi, hai capito che hanno gestito bene i tempi.Meglio di quanto potessi pensare.

Reverse Flash è stato sibillino -scoprirai tu da solo cosa ti è cambiato-. Tutto sembra far parte di un progetto più ampio pensato con intelligenza hai davvero l’idea che salvo le solite puntate loffie che ci sono state e che ci saranno l’idea di fondo che muove tutto è sempre la battaglia tra il velocista scarlatto e la sua nemesi gialla. Non è facile gestire una trama orizzontale sparsa su più stagioni ma d’altronde è tutto più facile quando vieni dal futuro!

10 Gennaio

rs-223784-19700101_zaf_u99_042.jpgRimini, Weekend dedicato ad una fiera di strumenti musicali. Era primavera. Circa due lustri fa.

Era il tempo dei sogni, delle illusioni ma anche dei pomeriggi passati a giocare a PES sulla PS2. Ibra all’Inter e Lampard all’apice della sua storia calcistica. Erano gli anni ruggenti, quelli Rock, del panino dal porcaro alle due di notte, quelli delle tue rincorse e degli schiaffi più grandi che tua abbia mai preso.

Eri partito con il tuo batterista dalla città della mole verso la romagna solo una toccata e fuga. Partenza sabato dopo pranzo e rientro domenica sera niente di più.

I Candida Glam erano forti gagliardi, iniziavano a suonare bene, eravate da poco passati dal power trio al quartetto con due chitarre. Carriera underground certamente, ovvio. Stava nascendo “Percezioni In Movimento” il vostro primo disco. Tra l’altro proprio uno degli scatti che andrà a comporre la copertina sarà scattato proprio in quel weekend.

I momenti più tesi all’interno della tua band arrivavano sempre per due motivi: Il primo era legato a tutte le volte che il tuo avere le mestruazioni da prima donna ti aveva fatto svegliare di pessimo e insoddisfatto umore. Ma perchè non siamo ancora famosi? Il secondo era per i gusti musicali di Enry, il batterista. Ovviamente Il Reverendo (il bassista carismatico) l’unico che ha davvero tenuto unito il gruppo, sapeva sempre come riportare il buon umore: Il culo di Geppina. Parlare del Culo di Geppina metteva tutti di buon umore. Sodo rotondo perfetto.

è facile immaginare date le circostante quanto un viaggio di circa cinquecento kilometri possa essere stato  decisamente faticoso. Il palinsesto musicale automobilistico era decisamente un problema, anzi la criticità maggiore. Il compromesso è stato: “Facciamo un bel cd pieno di mp3 in cui passiamo tre canzoni a testa e poi cambiamo”.  Andò bene anche se in alcuni momenti Phil Collins era davvero insopportabile.

Arrivati a destinazione in quel di Rimini siete stati accolti da un vento incredibile di quelli che con la giusta giacca a vento potevi anche decollare. Dopo aver preso la stanza, ricordi che siete andati nel primo centro commerciale che avete trovato. Vi siete infilati nel super mercato (un ipercoop con buona probabilità), per cercare qualcosa da mangiare, che si sa il musicista è solitamente un pezzente (un poraccio, diresti oggi) figurati se può andare in un ristorante che già per pagare il casello avevi ravanato il fondo del salvadanaio.

Mentre vagavi senza particolare fame tra le corsie, sei finito nel settore dell’intrattenimento, dove si trovavano ancora libri, cd e dvd. Una volta queste corsie andavano forte; si risparmiava sempre qualcosa o si trovavano delle offerte particolari. Oggi invece, nella maggior parte del supermercati questi reparti non li trovi più. Già, I tempi che cambiano.

I soldi per un cd c’erano sempre, ma quella volta è andata ancora meglio! è sempre stato il tuo motto: “Meglio spenderli subito in cd e dvd che vederli scorrere in litri di birra che hanno l’unico vantaggio di mandarti a pisciare”. In offerta tra le pile di DVD dedicati alla musica avevi trovato -incredibilmente- a cinque euro (come fare a dimenticarlo) il DVD del Best Of di David Bowie quando da Ricordi e Maschio (i famosi negozi di Torino) non stava a meno di trenta euro.

Al posto di comprarti la cena ti eri presentato con il cofanetto alla casa(tanto poi andiamo ad un pub giusto?) felice come una pasqua. Il weekend aveva già dato i suoi frutti potevi anche tornare a casa.

A quel tempo di David Bowie conoscevi davvero poco. Giusto un paio di pezzi, ricordavi The Man Who Sold The World grazie alla cover dei Nirvana o la sua cover di Under Pressure con i Queen privi della loro regina e Without I’m Nothing cantata con i Placebo. Della sua discografia conoscevi davvero nulla se non poche canzoni. Heroes e Changes su tutte che ti aveva insegnato uno dei bassisti con cui hai suonato , un tossico di quelli veri, di quelli che beh… chissà che fine avrà fatto. David Bowie o meglio, il suo personaggio, l’idea che ti eri fatto di lui, ti incuriosiva, ti intrigava. D’altra parte non avrebbe mai potuto essere diversamente. Molta della musica che ascoltavi in quel periodo (e ancora oggi) non aveva mai nascosto di ispirarsi al Duca Bianco e tu avevi il desiderio, la necessità di scoprire chi fosse davvero David Bowie.

A quel tempo che oggi sembra lontano quasi un’eternità non c’era Spotify e si, scaricavi ma non sei mai stato un fan della musica liquida, motivo per il quale quando potevi compravi sempre musica, cd o dvd non era importante.

Siete poi andati sul lungomare a cercare un locale, qualcosa per passare la serata e nel tuo caso mangiare. Dato che ogni tanto i weekend potevano uscire anche bene, avete trovato un locale congeniale a due pischelli come voi: un pub dall’aspetto country blues vuoi non entrare?

C’era una band la classica band che suonava classici blues Mi La Si la Mi non si scappava mai da quella gabbia e ad un certo punto è scattata la Jam Session. Vi siate buttati sul palco per rubate la scena al batterista e al chitarrista. Enry però è sempre stato quello più studioso e più scolastico. Lui è entrato subito nel mood della standard blues tu storto come sempre e in piena fissa con Greenwood dei Radiohead eri partito male fuori luogo, poi prima di farti accompagnare all’uscita, avevi ingranato ricordandoti di quelle poche lezioni che avevi preso di chitarra ma poi, tu sei tu, venne comunque fuori il porcaio. Psichedelia prendimi e portami via!

Quando hai iniziato a scrivere questa poche righe non sapevi che avresti ricordato tutto questo con grande piacere. Potresti romanzare ad esempio, per rendere più interessante la storia, che dopo il pub avete conosciuto due ragazze attratte dalla tua schizzofrenica performance, d’altronde un ragazzo truccato nel 2006 vestito di nero che idolatra Robert Smith in fondo piace sempre. Ma andresti fuori tema perchè la cosa più importante di questa storia è che Domenica sera quando tornasti la sera a casa hai subito messo il dvd nel tuo portatile hai messo le cuffie per non disturbare la mamma e sei finalmente entrato in contatto con il più grande musicista, autore anzi artista che tu abbia mai conosciuto.

Visionario, contemporaneo quindi fuori dal tempo eppure sempre così attuale, una geniale fusione di generi, l’estro che mai e poi mai ti era capitato di ascoltare per mano della stessa voce. Il vero colpo di fulmine.  Da quel personaggio ti sei sentito capito, perchè lui era mille personaggi insieme. Moriva e rinasceva, poi ancora giù e poi di un nuovo un altro volto, un’altra identità un’altra musica. Cambiamenti. La cosa che ti ha sempre stimolato di più. La noia, la monotonia ti uccidono così come è sempre stato. David Bowie è l’emblema del coraggio di non dormire mai su se stessi, di rimanere se stesse anche se si cambiano i connotati, il simbolo dell’amore viscerale non solo solo verso la musica ma verso il bello in tutte le sue forme.

Da quel momento la classifica dei tuoi cinque gruppi/cantanti rock storici preferiti è cambiata con un avvicendamento al secondo posto della classifica che ad oggi non è mai cambiata eccola qua: Al primo post non li toglierà mai nessuno, ci saranno sempre e comunque, senza il minimo dubbio (Welcome to the Machine) I Pink Floyd. Al secondo posto da quel momento si è infilato David Bowie (Ziggy Plays Guitar) che ha scavalcato i Cure del tuo amato Robert (Don’t Cry) Smith. Completano poi la classifica due mostri sacri i Beatles (Don’t Let me Down, A Day In A Life) successivi alla morte di Paul (si lo sai è una favola, ma come a Babbo Natale ci si crede) e i Led Zeppelin (Sometimes Words have two meaning).

In realtà per dire tutta la verità andrebbe fatta almeno una top 10 poichè Black Sabbath, The Who, Lou Reed, Beach Boys e Deep Purple è davvero un peccato tenerli fuori!

Un anno fa. Ziggy Stardust è tornato su marte. Oggi era giusto ricordarlo con qualcosa di personale, giusto due righe di come lui si entrato nella tua vita senza più uscirne al contrario della tua band, dei tuoi amori passati e del Reverendo che chissà se parla ancora del Culo di quella Geppina.

Temi i mort ca march?

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Disclaimer del 2017. I’m not an expert i’m just a user! Che sia chiaro non sei un giornalista figuriamoci un critico. Non eleggi capolavori e, questo vale per tutti, non si deve utilizzare la parola “Assoluto” in questi post. Tutti i pensieri e le opinioni espresse in questo articoletto sono frutto dalle tua semplice visione del prodotto che hai deciso di commentare.

The Walking dead sarebbe potuta essere la tua serie preferita -sarebbe quasi potuta essere- ti piaceva più del trono di spade ma meno di Battlestar Galactica che ti è garbata decisamente di più. Ma quella saggia di tua moglie si è stufata e da allora TWD non si vede più. A dirla tutta forse è anche un bene visto che continui a considerare le prime tre stagioni Ottima,Buona,più che buona e le possibilità di svaccare nella schifezza cominciavano a farsi sentire. Ecco se TWD fosse finita con la terza stagione… ma aimè..

Anche il fumetto che hai letto sino alla guerra con Negan è simile alla serie tv (tre, due, uno..ecco arrivano gli insulti) annoia uguale. Lo schema è lo stesso. Mondo ristretto, minaccia più piccola. Si allarga il mondo aumentano le difficoltà. Si ho capito è la metafora dell’uomo che messo alle strette tira fuori il suo lato cinico e bestiale e tanto altro bla bla bla. Ho capito il messaggio! Grazie passo ad altro. Rick Grimes ti ha già dato tutto quello che doveva dare. Si è il tuo personaggio preferito, al pari dell’ammiraglio Adama e di Tirione Lannister. Vederlo crollare sempre di più fino al giorno in cui morirà, beh è uno spettacolo che forse preferisci risparmiarti.

Quel senso di angoscia che c’era ieri oggi non c’è più

C’era qualcosa però nelle prime “avventure” di Rick e Daryl che ti aveva conquistato, la storia di un gruppo che stava solo cercando di salvarsi dal mondo degli zombi e dalle bestie che un tempo erano uomini. Nessuno era immacolato, tutti dovevano scendere a patti con la loro parte egoista attaccata alla vita, mors tua vita mea, o al proprio opportunismo e alla capacità di non perdere la calma e se necessario di sparare.

Shane era il contrasto perfetto esaltava il lato umano di Rick, il midseason della seconda stagione è stato scioccante, in quel caso fu proprio Shane con l’anima ormai già macchiata a compiere l’azione più giusta ma più difficile sparare quel colpo necessario in fronte ad una bimba che non c’era più.

Stessi significati solo più spazi più ampi

Poi tutto questo si è perso, Terminus, Alexandria ed infine Negan. Stessa trama solo sempre più vasta con l’unico risultato che ormai tutti i personaggi a cui eri affezionato non c’erano più. Morti male peggio del trono di spade, perchè il loro percorso narrativo non era finito bisognava solo scioccare mentre Martin si, lui si,i suoi personaggi li ha sempre gestiti molto, molto meglio.

Il presente invece è Primevideo di Amazon, la tua prima piattaforma online di Tv On demand, vorresti avere anche Netflix ma la moglie ancora non è d’accordo, prima o poi la convincerai, bisogna lavorare ai fianchi. Così nelle tue pause pranzo ti sei guardato Fear The Walking Dead ancora prima di vedere The Man In The High Castle (va’ che robba).

A prima vista Fear The Walking dead può sembrare la più becera delle operazioni commerciali visto che la serie madre è tra le più viste al mondo, ma nonostante tutto e i possibili pregiudizi, quel feeling che una volta c’era con i sopravvissuti di Atlanta è magicamente riapparso. Quel senso di angoscia che ormai ti mancava è tornato. Incredibile. Oh ma Negan? dico hai visto cosa ha fatto Negan? Si la prima puntata della settima stagione è dura molto dura ma il resto dai è da noia!

Puoi distruggere le civiltà ma non la razza umana

Inizialmente i personaggi non sono delineati benissimo ma poi vengono meglio definiti durante la narrazione. Forse proprio l’episodio pilota è il meno entusiasmante. Il punto di vista questa volta è leggermente diverso. Cosa è successo nei trenta giorni in cui Rick era in coma?  Come si è diffusa l’infezione? I militari che fine hanno fatto?

Una serie sugli zombi dove quasi di Zombi non se ne vedono e quando ci sono diventano pericolosi sul serio non semplice tappezzeria da sbudellare (Si è una metafora, lo zombi è un preteso… ho capito ho capito) Alcune sequenze come la parte centrale della stagione in cui scattano le sommosse contro la polizia prima che arrivino i militari e proclamino la legge marziale sono fatte troppo di fretta, come se in tre ore cambi tutto per sempre. Avresti voluto vedere qualcosa in più, peccato, ma il risultato è gradevole.

Ora siete tutti senza meta come me!

Travis (il capo famiglia interpretato da Cliff Curtis) all’inizio sembra un cretino. Un maestro di scuola, sfigato senza carattere ma poi per salvare i figli (legittimi e non) tirerà fuori gli attributi in maniera egregia (Ola per Travis). Travis credeva nell’aiuto dei militare infatti è molto bella la scena  in cui pesta a sangue un militare a mani nude o subito dopo le sue mani tremano (oddio ma cos’ho fatto) gagliarda davvero.

Mick è il personaggio migliore di tutti, il ragazzo tossico dipendente figlio di Maddy e interpretato da Frank Dillane. Non un caratterizzazione super originale ma è interessante come il problema della tossico dipendenza venga introdotto in un telefilm con gli zombi.

Gli altri personaggi pian piano convincono chi più e chi meno ma sono pochi e c’è spazio per tutti, per descriverli e  per dare loro un colore un modo di fare coerente con il mondo che li circonda per farli interagire senza la necessità di intere puntate dedicate a singoli personaggi o singoli luoghi che dopo un po’ ti stufa.

Il finale drammatico con quel colpo di pistola non visto e sentito solo in lontananza e le inquadrature grandangolari con i personaggi piccoli piccoli, sono un buon modo di chiudere questa storia che apre verso il mare e la domanda “ma il mare può proteggerci dalla morte?”

Tecnicamente poi, la serie è ben fatta. La fotografia è audace, propone inquadrature interessanti anche se alle volte un po’ barocche ma è un piacere per gli occhi vederle. Anche le musiche ti sono sembrate azzeccate sia la scelta dei brani sia i sottofondi che giustamente minimali creano la suspance giusta.

Temi la terza Stagione!

Fear The Walking Dead quindi è un prodotto confezionato (a tuo giudizio) con mestiere e capacità che parte da un idea non originale ma che forse ridà al pubblico nostalgico come te quel sapere di “aiuto gli zombi!” Quell’inconsapevolezza, quell’incertezza che ci sarebbero sempre dovute essere ma che per tutti i suoi (per carità giusti) motivi TWD ha smarrito.

Il punto è che questo spin-off dovrebbe concludersi presto, già alla fine della prima stagione siamo li li per arrivare al punto in cui Rick si sveglierà quindi a cosa servirebbe avere due serie che raccontano la stessa storia? Se fosse finito così avresti comprato subito il cofanetto come vorresti fare per almeno la prima stagione di TWD ma l’idea di avere un prodotto incompleto sulla mensola non ti attizza per nulla.

Invece (purtroppo) è già in programma una terza stagione, temi lo svacco o il clone nella migliore delle ipotesi. Quando verrà rilasciata la seconda stagione la guarderai, forse per deluderti ancora ma per il momento, a prescindere da tutto, questa prima stagione di Fear The Walking Dead ti è piaciuta!

PS. 

Solo i colti giocatori di Munchkin sapranno cogliere la citazione nell’immagine di copertina. Nessun Marcello è stato mangiato nello scrivere questo post!

The Flash 3×1 – Magari fosse davvero Flashpoint

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Disclaimer del 2017. I’m not an expert i’m just a user! Che sia chiaro non sei un giornalista figuriamoci un critico. Non eleggi capolavori e, questo vale per tutti, non si deve utilizzare la parola “Assoluto” in questi post. Tutti i pensieri e le opinioni espresse in questo articoletto sono frutto dalle tua semplice visione del prodotto che hai deciso di commentare.

Si sei stufo della supponenza e dei pontificatori dell’internet. Sei scappato da un mondo professionale falso e mediocre, dove il paraculismo e l’evasione fiscale vinceva sulle reali capacità ed ora ti guardi intorno e vedi quasi lo stesso strazio. Ti imbatti sempre più spesso negli assolutismi di utenti come te che guardano, leggono,giocano, videogiocano e proclamano i nuovi re, i nuovi hype senza averne il benchè minimo diritto o preparazione culturale. Ragassuoli rallentiamo, discutiamone, parliamone, condividiamo.

Bene dopo il pippone si riparte con le serialità dei pischelli DC Comics prodotti dal simpatico Greg Berlanti per la CW. Il palinsesto vivendi (ehm no Mediaset) prevedeva ben quattro primi episodi di cui purtroppo sono due ti interessavano e il secondo non sei riuscito a vederlo. Il divano aveva vinto e tu sconfitto ti sei infilato nel lettone con la moglie. Ah l’anzianitudine!

Come ogni anno, anche sei i vecchi post non sono più visibili, il Cornerhouse seguirà gli episodi della serie dedicati al velocista scarlatto, la meno peggio (secondo te) tra le serie proposte poichè Arrow è sempre stato un Bah… Gotham devi ancora riuscire di finire le prima serie che ti sembrava solo un po’ lenta ma promettente e per la prima volta hai visto SuperGirl.

SuperGirl, Uh per carità

SuperGirl, Uh per carità, è stata veramente una sofferenza vederla fino alla fine. Il target è chiaramente quello delle ragazzine astemie di fumetti e super eroi. Ma mi domando onestamente se una fanciulla adolescente che non ha mai letto fumetti possa essere attirata nel nostro mondo da una serie tv così. Si perchè il gentil sesso avvezzo al mondo dei comics non ha bisogno di vedere una SuperGirl di quel tipo, Kara Denvers che deve capire cosa fare da grande, capire se il suo amichetto può diventare il suo amico con beneficio o l’ammmore della sua vita etc etc. La cosa più massacrante per la mia virilità sono stati i dialoghi: “Diamoci da fare Supergirl” “Me ne occupo io Supergirl” “Noi siamo amicici Supergirl” eddai su ma davvero nel 2016 gli sceneggiatori hanno scritto ‘ste robbbe? 

E poi arriva Superman che sembra addirittura il personaggio meno peggio, chiaramente ispirato alla prova attoriale Christopher Reeve a tratti funziona a tratti ti piace, azzardi e dici meglio di Smallville!

Tutto questo per dire che salvo eventi probabilmente che non accadranno mai questa è la prima e l’ultima volta che si parla direttamente di Supergirl in questa webbettola!

Dopo un disclaimer e quasi 500 parole finalmente si parla di Flash il  nostro Barry Allen pischello che ha combinato un casino dalle dimensioni elefantiache tornando indietro nel tempo per impedire a Reverse Flash di uccidere la madre. Linea temporali, paradossi temporali erano i presupposti con cui la terza stagione doveva partite e almeno nelle intenzioni la volontà è ben presente.

La scelta del titolo FLASHPOINT è decisamente azzardata,

La scelta del titolo FLASHPOINT è decisamente azzardata ma dimostra quanto in base alle scelte di targettizzazione della serie,  i produttori vogliano prendere spunti e idee dai fumetti. Però solo di spunti si tratta -cosi come deve essere- perchè questo “Flashpoint” è contestualizzato nel mondo di quella serie non hanno incastrato eventi a forza che per quanto fighi non avrebbero detto niente allo spettatore perchè fuori luogo. Due differenze chiave: La prima è che qui è Barry a tornare indietro per il suo dolore per la scomparsa anche del padre e a imprigionare Zoom, nel fumetto invece Zoom è rimasto fuori dalla linea temporale e decide di torturare Barry e di ucciderlo perchè il legame tra i due è saltato! Nel fumetto Tomas Wayne (Batman, si Bruce non è batman in quella sezione temporale) avrà un ruolo determinante nel permettere a Barry di riavere i suoi poteri che invece nella serie tv comunque gli sono rimasti.

La fregatura è che si risolve tutto davvero in fretta, troppo in fretta, forse due episodi sarebbero stati più indicati? Il dubbio c’è. In ogni caso stiamo parlando di un prodotto almeno tre piani sopra la serie che l’ha preceduto e si percepisce la maturità da “terza stagione” dialoghi più curati e personalità definite meglio.

Certo il buonismo di Barry ha sempre il sopravvento sul suo egoistico desiderio di felicità e la sua voglia di trascorrere il suo tempo con la famiglia che i malvagi velocisti gli hanno portato via. Appena la sua morosa Iris è un difficoltà lui (frack!) rinuncia a tutto e tutti e torna indietro.

“Voglio che uccidi mia madre”

Bravi sceneggiatori che avete avuto l’idea di far tornare indietro Barry con Eobard. “Voglio che uccidi mia madre” e la scena migliore della puntata la più drammatica in assoluto forse dell’intera serie. Certo la fotografia poteva fare un po’ meglio. Troppo statiche e semplici le inquadrature troppo scontati i primi piani dei protagonisti.

Bravi ancora che nel salto nel tempo hanno avuto l’idea di far andare le cose in maniera leggermente diversa provocando altre novità che saranno sviluppate nelle prossime puntate.

Inutile però girarci intorno;  siamo sempre di fronte al solito prodotto

Inutile però girarci intorno;  siamo sempre di fronte al solito prodotto, tutti coloro che non hanno mai guardato questa serie di Flash per qualsiasi motivo possono continuare a non farlo e dormire sonni tranquilli, anche se questo episodio potrebbe colpirli positivamente . Coloro che come te -comunque l’apprezzano- nonostante i ventordici difetti resteranno soddisfatti di questo nuovo inizio.