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Nintendo Conferenza E3. ‘na fregnaccia

Bentrovati ragassuoli, accomodatevi pure la vostra webbettola di fiducia appassionata dalla cultura pop che invade l’internet per sollazzarvi lo spirito tutto a giorni alterni, oggi vi racconta le sue impressioni (pessime) sull’ultimo Direct di Nintendo, conferenza che si e tenuta presso l’E3 ieri pomeriggio nella città degli angeli.

In generale sapete quanto tu sia sempre dalla parte di Nintendo anche quando ti vende Skyrim a 60 euro. Sapete quanto stai amando Switch che è la console che ti ha riportato a dedicare del tempo al mondo del videogames. Così come Breath Of The Wild è il gioco che ha ucciso qualsiasi altro gioco open world che tu conosca. Per questo questi motivi questa  conferenza la stavi attendendo con elefantiaca ansia, soprattutto perché erano nell’aria alcuni titoli importanti… e invece

Il direct di Nintendo e durato per quarantacinque minuti e parte benino, i primi annunci sono dei discreti antipasti, non brillano ma non si può neanche dire che sia tutto ‘na fetecchia.

Deamon X Machine sembra carino ma nulla che ti faccia dire “compriamolo” si tratta di uno sparaspara tra robottoni. Lo stile grafico in CellShadimg è molto bello ma honestly se devi scegliere un action di questo genere, Starlink di Ubisoft con la partecipazione di Fox ti è sembrato molto più accattivante.

Il trailer di Deamon X Machine è qui.

Mentriequello di Starlink invece è qua.

L’espansione per Xenoblade 2 sembra molto interessante. Ok, tutto pheego, tutto bello ma a te frega meno di zero magari dopo che avrei preso il gioco potrai pensarci anche se in generale se un po’ contro le espansioni digitali.

Viene poi mostrata una carrellata di titoli indie che usciranno nei prossimi tempi con l’annuncio anche che sono invece, disponibili da subito Fortnite e Hollow Knight. Sti cazzi per il primo, evviva per il secondo.

Questo è il trailer di Hollow Knight, metroidvania davvero gradevole che per quindici eurodollari è sicuramente un acquisto da tenere in considerazione.

Arriva poi il primo “nuovo” giuochino per Nintendo Switch. Super Mario Party. Ma a te che di far party nun tieni voja? Che dobbiamo fa’?

Viene poi confermato il ritardo sul nuovo Fire Emblem che arriverà nel 2019. Ma che cazz…

In pratica è passato un quarto d’ora e la tua carta di credito è ancora illibata. Oh my god. What happen?

Nei successivi 30 minuti si parla poi solo di Super Smash Bros Ultimate fino ai saluti.

Beccateve ‘sti venticinque minuti di video.

Cosa?

No, perché sorry ma cara Nintendo, davvero ma che cosa sei venuta a fare a Los Angeles?

Niente Metroid prime 4, niente Bayonetta 3, niente Yoshi, nessuno nuova IP ma che cactus!

Si certo, Smash Bros sarà bello finché vuoi ma se il titolo non interessa a qualcuno (tipo te) ammetterai che questa E3 sia stata davvero deludente.

Per carità di titoli “da giocare” nel catalogo Switch ci sono ancora ma molti sono remastered che a te van bene perché hai saltato WiiU ma per tutti gli altri?

Manco dell’online a pagamento si è parlato ma accipicchia!

Insomma, se da una parte ti è balenato nel cervello il pensiero che sono maturi i tempi per avere una PS4 e pur restando fedele alla linea che giochi per Switch ancora da giocare ci siano, questa conferenza Nintendo ti ha davvero lasciato l’amaro in bocca. Vabbè pace, nella vita ci sono cose più importanti ma ‘na gioia ogni tanto poteva starci.

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Un’ora con Mario Tennis Ace

Buon inizio settimana baldi ragassuoli, oggi la vostra appassionata e ciarlatana webbettola de borgata vi racconta le prime impressioni con il nuovo titolo sportivo con la casa della grande N (la Nintendo) in uscita a fine mese, per il quale c’è stato questo weekend il torneo online di presentazione: Mario Tennis Ace.

Mario Tennis Ace è l’ultima incarnazione della seria di titoli tennistici con i quali Nintendo intrattiene il suo piccolo già dai tempo del N64. L’ultimo titolo che tu avevi avuto modo di provare fu quello per Wii che si trattava di una riedizione del titolo per gamecube.

Tu e i videogiochi Tennistici avete sempre avuto un rapporto altalenante, sei sempre stato soggetto a innamoramenti facile per poi lasciar che la noia prendesse il sopravvento, forse a causa dell’assenza di un tuo vero interesse per lo sport in questione o per un modello di gioco forse ripetitivo anche se a difficoltà crescente.

In questi tre giorni, tra venerdì e domenica pomeriggio sei riuscito a ritagliarti il tempo per fare trenta partite online perdendole quasi tutte ma arrivando a dire “Mmm mi sa che questo gioco è fatto bene”. Ma cerchiamo di andare con ordine.

Il principale punto su cui fare attenzione è certamente la qualità delle connessione. Come per gli altri titoli multiplayer che Nintendo ha confezionato per Switch anche Mario Tennis Aces punta molto sul gioco online. Trattandosi di un titolo dove il tempismo è uno dei requisiti fondamentali, se non addirittura “Il” requisito, affrontare avversari verso i quali la connessione non è accettabile porterà inevitabilmente a una certa e motivata insoddisfazione.

Venerdì infatti, hai trovato spesso il titolo praticamente ingiocabile, fortuna che poi pian piano nel corso del weekend hanno sistemato, o almeno, hanno migliorato la situazione rendendo il titolo molto più stabile.

In ogni caso Mario Tennis Aces viene in soccorso al problema della qualità della connessione, mostrando una o più “tacche” tipo cellulare per indicare il valore. Da tre tacche in su le partite sono state piacevoli.

Sabato sei stato preso dallo sconforto. Avrai perso roba tipo dieci partite di fila senza capirne davvero il motivo, semplicemente non riuscivi a capire come gli altri giocatori riuscissero a fare tutto quello che vedevi a schermo.

Domenica, ti sei detto, vabbè dai un ultimo tentativo e poi ammettiamo che questo titolo è da scaffale e ci dedichiamo ad altro. Però ti sei anche chiesto ma possibile che non ci sia la possibilità di provare a giocare contro la CPU?

Tan dan, Johnny il tonno ha risolto l’arcano. Ti sei fatto un paio di partite contro il gioco e sbem, taaac, finalmente hai capito quanto fosse tecnico questo gioco.

Si, Mario Tennis Ace dal tuo punto di vista abbandona un po’ la formula di Nintendo, facile per tutta ma difficile da padroneggiare. Mario Tennis Ace è un gioco fortemente simulativo, nonostante ci sia sopra “tutto il mondo nintendo” tra colpi speciali, abilità e personaggi caratterizzati come sempre. Ogni colpo ha una sua contromossa e solo il giocatore che meglio riesce a portare avanti la sua tattica avrà maggiori possibilità di vincere la partita.

La demo aveva ovviamente solo una lista limitata di opzioni, una formula che sei molto curioso di provare è quella dei Tornei senza colpi speciali e poteri che dovrebbe trasformare il titolo in un vero gioco di Tennis.

Nonostante la tua epifania, le tue vittorie si possono contare sulle dita di due mani ma sei uscito Domenica pomeriggio con la convinzione che se avessi capito prima le meccaniche di gameplay, oggi parleresti del più importante titolo 2018 (almeno per il primo semestre) di Nintendo. Però a pensarci bene, l’impressione che sia invece proprio così.

Dayone quindi? Eh difficile a dirsi.La tentazione c’è. Però a luglio arriverà Octopath Traveller e con lo scarso tempo a disposizione forse potrebbe non valere la pena investire il prezzo pieno tanto che sei convinto che con la bontà del titolo, le sfide online dureranno per un bel po’ di tempo almeno sino all’arrivo si Smash Bros!

Per leggere i post precedenti de Un’ora con potete cliccare proprio “qui” oppure al link del gioco riportato qui sotto.

E voi ragassuoli, avete giocato a qualche videogioco nel weekend?

Come al solito scrivetelo nei commenti!

Cià!

Un’ora con SteamWorld Dig 2.

Buon inizio di settimana accaldati frequentatori di questa spumeggiante e libertina webbettola. Siamo felici di sapere che siete riusciti a sopravvivere a questo assaggio d’estate. Da parte tua hai già avuto un rapporto di un certo tipo con il tuo fidato condizionatore casalingo che altrimenti ti sarei già squagliato. Uh che calor.

Oggi, torniamo a parlare di videogames che era da un bel po’ che non ci cincischiavamo sopra e per farlo inauguriamo l’ennesima rubrica sconclusionata che chissà per quanto tempo andrà avanti.

L’idea nasce dal due fattori, il primo. La mancanza di tempo di cui potete immaginare i vari motivi. Secondo. RedBavon che condivide con te il prole motivo di assenza di tempo ha coniato un termine che ti ha sempre gustato. Ossia essere un Sommerlier del videogioco, un assaggiatore che da pochi momenti passati con il giochillo elettronico sa coglierne gli aspetti migliori e gustarvi quanto poco riesce per via degli ennemila fattori di impiccio.

Queste quindi non saranno recensioni, che poi lo sappiamo quanto i puristi delle parole se la prendono se poi una recensione non ha tutti i presunti crismi del caso. Ma si tratta quindi di prime impressioni, di impressioni a caldo o di impressioni accaldate se il clima dovesse restare lo stesso.

 

Cianciamo la banda che pronti noi zi va!

 

SteamWorld Dig 2 (sviluppato da Image and Form International AB) è uno dei titoli ricompensa che è possibile riscattare questo mese dagli abbonati amazon prime a gratis, per tutti gli altri è di facile reperibilità su tutti i principali store digitali ludici.

Fin dall’annuncio di una sua conversione per Nintendo Switch hai seguito le notizie a riguardo del gioco documentandoti a dovere e gioendo quando è uscita la news di sua release anche in formato fisico. Eh lo sappiamo il feticismo del supporto fisico scorre potente in te.

Nonostante non l’avessi mai provato eri pronto alla prenotazione sull’amazon quando ad inizio mese è successo che sbem eccolo li gratuito. Vuoi non provarlo? Messo in download e poi via!

SteamWorld Dig 2 è un platform assimilabile al genere chiamato metroidvania ossia tutti quei giochi che fanno chiaramente riferimento alla struttura di Castlevania Symphony Of The Night e Metroid nei quali per poter completare il gioco è necessario affrontare più volte le stesse stanza per riuscire a raggiungere luoghi inaccessibili con l’equipaggiamento iniziale ma che ottenuto l’oggetto giusto diventano raggiungibili.

L’ambientazione scelta è decisamente carina. Un mondo steam punk dal sapore western in cui impersoniamo un robot alla ricerca di un altro robot protagonista del precedente titolo. L’avventura ci dovrà visitare molti luoghi sottoterra perché per maggior parte del gioco si svolge scavando tra una miniera e l’altra.

Proprio come i giochi a cui si ispira in particolare alla serie di Castlevania, SteamWorld Dig 2 ha piccoli aspetti di GdR, infatti, il nostro alter ego robotico conquisterà punti esperienza per sbloccare nuove abilità e nuovi oggetti sempre più potenti.

Da un punto tennico sia grafico che audio (tu stai giocando su un portatile di media fascia) è tutto molto carino e colorato e le musiche di accompagnamento non disturbano noi ma anzi, aiutano e rendere più credibile l’ambientazione.

In questa prima fase il livello di difficoltà ti è sembrato adeguato, sei morto già alcune volte sia per salti calcolati male sia per combattimenti affrontati troppo alla garibaldina. L’impressione è la sfida sia quindi settata per impegnare ma senza mai sfociare nella frustrazione.

I controlli fino ad oggi li hai verificati solo su tastiera (un po’ come si giocava un tempo) e ti sono sembrati comunque di facile utilizzo. Certo un Joypad sarebbe meglio. Oh San Amazon patrono dell’acquisto compulsivo aiutaci tu!

A fronte di questa prova sei quindi convinto che SteamWorld Dig 2 sia uno dei titoli che spicca per qualità nel variopinto universo del videogioco indie, avrebbe chiaramente meritato l’acquisto su Switch cosa che purtroppo visto il favore di Twitch potrebbe non accadere mai a meno che, prima o poi, non caschi in qualche offerta e a quel punto a venti euro o meno non vedi motivo per non prenderlo anche se magari avrà già esaurito il suo ciclo vitale all’interno dei tuo parco titoli.

10 + 1 Curiosità su Tomb Raider

Ebbene ragassuoli, mancano pochi giorni all’uscita nei cinematografi del nuovo film di Tomb Raider. Film che in tutta onestà attendi con focoso interesse. Non solo per le forme del sempre valida Lara che purtroppo non hanno più le giunoniche vette di un tempo ma perché hai il sospetto, così a istinto, che nel suo genere possa essere discreto film.

Il nuovo film di Tomb Raider è dichiaratamente ispirato all’ultimo reboot videoludico di pochi anni fa avvenuto ad opera di Crystal Dynamics nella precedente generazione di videogiochi. Il gameplay rispetto ai primi titoli anni ‘90 è stata sensibilmente rivisto ereditando l’inevitabile influenza di Uncharted titolo di riferimento per quella stagione ludica. Ciò nonostante il cambiamento è stato vissuto bene da gran parte della stampa e dei giocatori che hanno trovato Tomb Raider un titolo riuscito e ben fatto.

Dopo quasi cinque anni da quel nuovo inizio anche il mondo del cinema ha pensato che fosse il momento di raccontare di nuovo la storia di Lara Croft affidando il ruolo della nostra eroina a Alicia Vikander attrice di qualità la quale ha vinto di recente un premio oscar. La regia è stata affidata a

Come di consueto, la vostra appassionata webbettola de borgata è lieta di sollazzarvi lo spirito tutto con il suo tradizionale post dedicato alle 10+(1 Bonus) curiosità di Tomb Raider le quali sono un mix delle tue ricerche tra videogiochi e film.

Pronti Noi Zi Va!

Le origini di Lara Croft

Nel corso della sua carriera videoludica possiamo identificare tre fasi ben specifiche ma non sempre distinte i primi tre capitoli della storia ci raccontano di una Lara nata nel 1968 di nobili origini. Lara ha ricevuto una istruzione privata di un certo livello. Poi per via delle sue scelte di vita è stata diseredata da suo padre.

La seconda serie di giochi già ad opera di Crystal Dynamics ha aggiunto che Lara Croft è contessa di undicesima generazione figlia di Lord Richard James Croft, il conte di Abbingdon, e della contessa Amelia De Mornay. All’età di nove anni Lara perde la madre scomparsa in circostanze misteriose.

Quando Lara compie diciassette anni, suo padre Richard scompare durante una spedizione in Thailandia. Divenuta maggiorenne, la ragazza disputa una battaglia legale contro lo zio paterno, Errol Croft, sul controllo delle tenute di Abbingdon dove fortunatamente lei vince.

Il reboot ad opera della scrittrice Rihanna Pratchett ci racconta invece di un personaggio completamente nuovo. Lara è nata nel 1992 ma soprattutto è il carattere della nostra protagonista ad essere completamente diverso. La scrittrice ha affermato di aver pensato di umanizzare più la protagonista mettendo in risalto la sua fragilità e la sua inesperienza. Proprio su questo personaggio si basa l’interpretazione di Alicia Vikander.

Gli omaggi a Tomb Raider.

Tomb Raider è stato citato in moltissimi altri prodotti di intrattenimento è fuori di dubbio che la figura di Lara Croft sia stata il simbolo di una più di una generazione. Lara è stata omaggiata dalla Bonelli, dai Simpson, in How I Met Your Mother da Topolino e tanti altri media.


Tomb Raider e McDonald

L’immagine di Lara Croft è stata utilizzata anche da McDonald in una sua campagna pubblicitaria. Ma pensa un po’

Broken Sword

In un videogioco chiaramente ispirato alle avventure grafiche di Indiana Jones non poteva mancare anche un omaggio alla bella lara, infatti in uno degli sketch preliminari de Broken Sword Il Sonno Del Drago (2003) Nicolle Collard la protagonista femminile è stata disegnata con una ben definita ispirazione. Che ne dite?

Casalinghi giuochi erotici

Già le cameriere in autoreggenti sono una condivisa fantasia, se poi queste signorine vogliose di lavorare hanno le fattezze di Lara, beh sappiamo come andrà a finire. Nell’europa dell’Est l’immagine della nostra avventuriera è stata utilizzata anche dalla Cillit Bang per i suoi prodotti di pulizia della casa. Uh Mamma.

Per restare in tema di fantasie, a proposito di erotismo, stando ai risultati pubblicati di Pornhub Lara Croft ha raggiunto il quinto posto tra i personaggi femminili di videogiochi più ricercati sul famoso portale porno.

Il Francobollo Di Lara.

Nel 2005 in Francia è stato emesso il francobollo con l’immagine raffigurante la copertina del gioco di Tomb Raider dal valore di 33 centesimi.


Lara Coft e i fumetti.

Tra il 1999 e il 2005 sono stati pubblicati dalla Top Cow production i fumetti ispirati al videogioco che hanno ripercorso le origini del personaggio più alcuni altri particolari Crossover come quello con Darkness. Nel 2013 è stato realizzato un reboot dalla Dark Horse. In italia è piuttosto complicato reperire gli albi, o almeno le tue ricerche non hanno prodotto grandi risultati. Giusto qualcosa sull’amazon e sulla baia.

100 Mariti per Lara.

Secondo un articolo del New York Times del 1998, la dirompente Lara ha ricevuto tantissime lettere d’amore e proposte di matrimonio. La fonte dell’articolo è interna allo studio Eidos che ai tempi curava il videogioco.

Una strada Per Lara.

Le origini di Lara sono sempre stati un po’ confuse e riviste più volte nel corso della sua storia. Una delle poche certezze è che la nostra signorina Croft sia una ricca ereditiera “nata” a Derby poiché lo studio di progettazione aveva il suo piccolo ufficio proprio li. Per celebrare la cosa è stata attacca una placca commemorativa per ricordare l’evento.

le Tette di Lara.

Non potevamo chiudere senza parlare di uno degli argomenti più importanti con cui Lara ha saputo costruire la sua fama ovvero le sue tette nate tra l’altro

pensate che neppure le generose forme di Angelina Jolie sono state sufficienti per portare al cinema l’eroina avventuriera. per riuscire a raggiungere un risultato accettabile signora Jolie ha dovuto utilizzare uno speciale reggiseno al fine di “pompare” il suo talento.

Bonus. Un Fan Da Sempre.

Proprio come mostra questa foto con la tua copia originale del primo Tomb Raider, sei sempre stato appassionato di questa saga videoludica. Insieme alle serie conosciute sul tuo nintendo 8Bit e a Devil May Cry, Tomb Raider è una saga che tempo permettendo cerchi di giocare sempre.

Ora, ciò che resta da definire è quando andrai al cinema a vedere il film? Ehm qualcuno vuole fare da Baby Sitter? Ci dobbiamo fidare?

Top 5 2017. I migliori Videogames giocati nel 2017

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Bentrovati ragassuoli, oggi continuiamo le fregnacce dedicate alle Top 5 del 2017.  Dopo aver parlato di Giochi Da Tavolo che se ve lo siete persi potete recuperarlo proprio qui, oggi tocca a Videogames.

Per questa Top 5 valgono delle regole simili a quelle già descritte: Valgono tutti i videogiochi a cui ha giocato per la prima volta nel 2017 o che hai terminato per la prima volta nel 2017. Quindi non sorprendetevi se qualcosa non vi torna potreste trovare tranquillamente titoli anzianotti. Inoltre per entrare in classifica hai deciso come requisito che per ogni titolo (in caso di non completamento) avresti dovuto giocare almeno 10 ore che equivale oggi al tempo richiesto medio per completare un titolo.

In generale il 2017 è stato l’anno di Nintendo, non giriamoci intorno. Scoprirete tra pochissimo come la classifica sia quasi dominata dalla casa nipponica. Il 2018 probabilmente sarà lo stesso e anche considerando il mare di uscite che arriveranno e il fatto che sei rimasto indietro di una generazione sul fronte Sony/Microsoft. Poi poter pescare titoli ad una decina di spicci, non ti spinge ancora al cambio di generazione che tra l’altro questa volta ti porterebbe verso la console di Bill Gates. Difficile però che arrivi un’altra console in quest’anno appena iniziato. Probabile che tenterai di recuperare la mole di titoli che hai perso della generazione passata e poi magari verso fine anno chissà che non arrivi l’ora di cambiare PC.

Pronti Noi Zi Va

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Stardew Valley (Nintendo Switch)

Stardew Valley è al momento l’unico gioco “Indie” che hai acquistato per il tuo Nintendo Switch. Si tratta di un gestionale, un simulatore di vita bucolica con alcuni elementi da gioco di ruolo che ti ha davvero convinto. La grafica da console 16Bit ha conferito al titolo un sapore nostalgico il quale ha esercitato su di te un fattore determinante per deciderne l’acquisto. Il fatto che, similarmente a Animal Crossing, sia possibile interagire con gli abitanti del tuo villaggio è un altro elemento per cui sei super soddisfatto dei soldi spesi anche se non avrai mai il titolo in edizione fisica. Unica vera pecca.

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Bioshock Infinite (PS3)

Uno dei pregi dell’amazon è trovare tanti titoli con qualche anno sul groppone ad una cifra mai oltre i 10 crediti imperiali. Bioshock Infinte lo hai preso a fine 2016 ma solo durante le vacanze di natale di inizio 2017 lo hai iniziato e poi giocato sino all’arrivo di Switch. Per i pochi che non lo sanno Bioshock è un FPS un po’ atipico rispetto a vari COD e Battlefield per via di alcune meccaniche non banali. L’ambientazione da Cloud City vittoriana è fantastica, la trama è molto interessante, per questo Bioshock è senza dubbio uno dei migliori spara-spara a cui tu abbia mai giocato ever!

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ARMS (Nintendo Switch)

Al terzo posto troviamo il titolo che per te è rivelazione del 2017. Se RedBavon non ti avesse dato l’ultima spinta prima del Deiuan non l’avresti preso e –accipicchiolina- avresti fatto un grosso e gigantesco errore. ARMS è uno dei nuovi Brand Nintendo che sono arrivati con Switch. Si tratta di un gioco molto tecnico travestito da gioco puccioso di gente che si piglia a cazzotti con braccia a molle. Giocare ad ARMS è semplice, padroneggiarlo è assai complicatello. Da parte tua però dopo più di cinquanta ore di gioco, senti che stai iniziando ad essere bravino. Se conoscete qualcuno che lo ha sulla nuova console Nintendo provatelo, però ricordate sempre che non state giocando a Tekken, pensate ad uno scontro di boxe, pensate a difendervi, a scoprire i punti deboli del vostro avversario e appena potete picchiate duro! Daje!

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Super Mario Galaxy 2 (Nintendo Wii)

Si è vero sei arrivato tardissimo, infatti provi una gran vergona ma l’uscita di questo titolo e del suo predecessore su Nintendo Wii coincidono con il tuo periodo di allontanamento del mondo nintendo, dalla nintendo difference. Super Mario Galaxy 2 è stato forse il gateway per riaccorgerti che, piaccia o meno, qualcosa nei giochi della signora nipponica madre di Mario, è sempre stato differente. Come un figlio al prodigo ludico, hai chiesto perdono e lo hai ricevuto a marzo di quest’anno. Appena in tempo dopo aver finito questo gioco che hai creduto perfetto, fino ad allora.

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The Legend Of Zelda Breath Of The Wild.

Beh, qui, banalmente non c’erano dubbi. Miglior gioco  2017, miglior gioco degli ultimi vent’anni forse di sempre. Nel 2017 hai scritto un mare di fregnacce tra il romantico lesso e il commento tennico per questo gioco. Breath Of The Wild è l’essenza del videogioco è una dichiarazione d’ammore verso questo media che ad oggi non può non essere considerato una forma d’arte a maggior ragione di fronte ad un gioco così.

Già, abbiamo finito sono rimasti esclusi un paio di titoli, alcuni perché li hai giocati solo in demo, altri perché li hai provati per troppo poco. L’impressione è, che aldilà dei tuoi discutibili gusti, l’anno appena concluso sia stato un anno davvero importante per gli appassionati di videogiochi.

Beh, ora tocca a voi! Quali sono stati i giochi che vi hanno sollazzato di più nel 2017. Scrivetelo nei commenti!

Cià!