Archivi categoria: Boardgames

Star Wars Legion. La vera battaglia è il commercio!

1503157188-picsay

In questi giorni (per chi non lo sapesse) si sta tenendo sul suolo amerriggano la GenCon ossia la più importante fiera di giochi da tavolo al mondo (o poco ci manca) diciamo che è tra le due più importanti al mondo e si gioca il primo posto con la fiera di Essen. Meglio Così?

Per questa ragione tutti i blogger seri, i siti web dedicati e questa povera webbettola poco considerata dai giocatori troppo snob, sono alla ricerca compulsiva di niuss, immagini esclusive e qualsiasi cosa pur di essere i primi e guadagnare due click in più. Prima si è spammato a testa bassa con Dragonholt, poi con i tuffi carpiati con Fallout poi con Civilization e ancora più istericamente con la quarta edizione di Twlight Imperium. é stato stupendo vedere come all’annuncio delle due riedizioni di questi due ultmi giochi citati sono apparsi sul mercatino le edizioni attuali in vendita anche a prezzi imbarazzanti. Ma la gente pensa che sono tutti stupidi? Vabbè sorvoliamo che è meglio… che al Cornerhouse i mercatini dell’usato con prezzi quasi pari al nuovo non si son mai capiti.

L’ultima sparata” made in Fantasy Flight Games è Star Wars Legion O-t-t-a-v-o gioco uscito in questi ultimi anni dedicato alla galassia lontanta lontana. Fico no? Beh per noi giocatori direi proprio di si. Anche perchè Legion conterrà una bella secchiata di plastica che andrà a comporre una bella serie di miniature tra cui l’ennesimo Darty e l’ennesimo Luchino pronti a guidare degli eserciti per conquistare ancora una volta la galassia.

Per la niuss ufficiale fatevi un giro sul sito FFG così vi leggete la notizia paro paro a come l’hai letta tu.

swl01_photo_introshot1.jpg

La vera questione però è un’altra, che però oggettivamente, può non interessare a tutti perchè è di natura commerciale e politica, quindi se non vi interessano le manovre di business delle aziende del settore dell’intrattenimento ludico, beh ciao ci si legge presto, anzi prestissimo… per tutti gli altri per di qua. Facciamo strada.

Dopo il divorzo con tra FFG e Games Workshop (la mamma di Warhammer) sembra che la statunitesse FFG si sia lanciata con il coltello tra i denti in una guerra all’ultimo sangue con la casa inglese. Prima Runewars a candidarsi come nuovo warhammer fantasy battle” ora questo Star Wars Legion a tentare di insinuarsi tra i fan dei tabletop futuristici tentando di rubare la scena a Warhammer 40K. Da parte sua la GW sembra non sia rimasta con le mani in mano buttandosi lei stessa nella creazione o ripublicazione di quelli che un tempo venivano chiamati specialist games nel 2016 sono tornati Warhammer Quest e BloodBowl quest’anno dovrebbero arrivare Necromunda e Talisman (No davvero facciamo la guerra con Talisman?).

Da questo punto di vista la FFG sta vincendo a mani basse d’altronde questa società americana può contare su eccellenti game designer e una vagonata di tester (non va certamente sottovalutato il lavoro di bilanciamento dei giochi). Runewars infatti ha davvero un sistema di gioco gagliardo mentre Warhammer Quest e BloodBowl hanno campato grazie al fattore nostalgia ma sono passati un po’ così tra diffidenza e eccessive” critiche verso i loro regolamenti non troppo aggiornati con le nuove mode. La GW ha sempre avuto questo difetto: pessimo se non assente playtesting dei proprio giochi, situazione che ha portato più volte a momenti davvero imbarazzanti a causa di sbilanciamenti davvero pesanti.

Dove però la Games Workshop è ancora troppo forte è sul fronte del modellismo. Dai non c’è nulla da dire, le loro miniature sono da sempre IL livello di riferimento per tutti mentre la FFG per quanto ci stia provando è ancora lontana parecchio da quel livello. La plastica di Runewars è ancora troppo morbida e le sculture sono solo discrete.

Rimanendo in tema modellismo” l’utenza GW è abituata a montare e modificare miniature, i giocatori da tavolo no. Sul forum della tana dei goblins hai letto davvero le domande più disparate e ci sta perché se uno è niubbo è giusto che chieda prima di fare qualche cazzata ma è evidente come il pubblico medio vuole una situazione alla Descent. Tutto deve essere già bello che pronto.

In questa guerra millionaria si è poi infilata anche la CoolMiniOrNot con il gioco di battaglie del trono di spade di cui abbiamo parlato proprio pochi giorni fa. La CMON sta applicando anche lei la sua particolare politica a suon di millioni con i suoi Kickstarter della madonnina, miniature pre assemblate ma di una qualità davvero eccezionale. I loro giochi poi puntano sempre verso un utenza molto eterogena grazie alla creazione di regolamenti molto semplici e dalla forte spinta action.

L’impressione è che il gioco di miniature stia tornando di moda e tutte le società di produzione dei giochi ci si stiano buttando dentro. Chi la spunterà?

A Corollario di questo fiume di parole ti resta ancora una domanda a cui per ora non c’è risposta. Ma in tutto questo Assalto Imperiale che fine farà? Il motivo per cui il titolo è andato alla grande è stata proprio la sua componente Skirmish, Legion proporrà battaglie sia campali che piccole schermaglie. Ci staremo mica dando la zappa sui piedi pur di giocare aggressivi contro i nostri avversari?

E intanto sul fronte APP per giocare Assalto Imperiale Full Coop tutto tace. Accidenti, perdincibacco, urca urca tirulero oggi splende il sol!

Dojo Kun. La Reunion della Gilda passa per il giappone.

1502873284-picsay.jpg

Domenica 13 agosto 2017 è una data che andrà ricordata negli annalli e celebrata con scene di giubilo ed isteria perché dopo più di un anno la gilda si ritrova a casa tua e di Carlotta per una serata ludica! Che evento, che meraviglia.

Beh non proprio, qualcosa che non ha funzionato c’è stato anche questa volta ma andiamo con ordine.

Non era la prima volta che Dado tentava di riorganizzare una serata ma complici soprattutto gli impegni lavorativi di Klaus non siamo mai riusciti a portare a termine una pianificazione accettabile e così la maggior parte delle sue proposte sono purtroppo passate in cavalleria. Eh Vabbè. Ma domenica complice i favori delle stelle, con il toro nella vergine, qualcosa è cambiato. Ci siamo sentiti il giovedì con Dado che dice: Oh rega, io ci sono questa settimana fino a domenica.” Con un po’ di incastri gli confermiamo per domenica sera. Ok allora ci vediamo domenica alle 21” Gli hai risposto tu.

Il giorno stesso su uozzappe scrivi ancora “Mi raccomando puntuali questa sera. ore 21”.

Si fanno le 21:00 e non arriva nessuno. Alle 21:15 arriva Dado: Ho portato le birre” “Ottimo ottimo” gli hai risposto tu.

Vi sedete intorno al tavolo. Dado inizia con la testa a girare tra le librerie per vedere tutti i titoli che si sono aggiunti alla collezioei e rimane piuttosto stupito dal fatto che fosse passato più di un anno dall’ultima serata ludica insieme. Cominciamo poi a parlare di viaggi, vacanze e infine da mezzi adulti parliamo di come sistemar casa, mobili e altre noiosità.

Si fanno le 21:45 e di Klaus ancora nulla. Decidi a quel punto di scrivergli sulla chat. Uno poi inizia anche a preoccuparsi. Accidenti. Ma niente nessuna risposta.

Alle 22 Klaus chiama. “Ragazzi mi sono dimenticato che dovevo venire da voi!” e bum!

Non potete immaginare le espressioni di tutti noi. Avremmo potuto chiudere la serata li. Dirci: “oh ciavemo provato. Ci si vede alla festa di ferragosto.” E invece Dado, voglioso proprio di giocare si fa portavoce del no siamo qua giochiamo.

L’idea della serata era di far provare alla Gilda Dojo Kun e se ci fosse stato altro tempo Blood Rage. Due titoli piuttosto interessanti che danno il loro meglio con il massimo numero di giocatori previsti ed essendo dei tutti contro tutti” si adattavano perfettamente alla tipologia di giochi che avrebbero potuto funzionare per la serata. Alla fine si opta per Dojo Kun.

Dojo Kun è un gioco sviluppato da Roberto Pedrestin, un autore italiano, e distribuito grazie ad Asterion/Asmodee Italia. Da 1 a 4 giocatori, lo scopo del gioco è quello di assumere il ruolo di maestro di una palestra di arti marziali e trasformare il proprio Dojo nel più prestigioso tra tutti attraverso una fase puramente gestionale acquisendo attrezzi e ingrandendo la palestra o acquisendo popolarità con azioni nobili nei villaggi e una puramente american” sfidando le altre palestre nei due tornei di fine stagione.

Dojo Kun è quindi un bel mix di spunti interessanti che metteno insieme il classico gioco stile piazzamento lavoratori e una fase prettamente Dadosa dove la fortuna può giocare la sua parte.

Resized pictures - dojo.jpg

Per Dado era la prima partita, per noi quasi visto che era da gennaio più o meno che non tiravate fuori questo titolo e quindi il seguente commento può essere tranquillamente assimilato ad una prima impressione ragionata a fronte di circa cinque partite.

La prima partita a Dojo Kun ci si sente un po’ spiazzati, si tende a puntare tutto sui tornei (che danno una fetta importante di punti specialmente se li si vince) quindi si eseguono azioni con lo scopo prioritario di potenziare uno o due lottatori per cercare di renderli il più forti possibile per evitare” il fattore dado. In effetti qui va spezzata una lancia a favore dell’autore che ha fatto degli studi importanti sui tiri di dado, creando un sistema evoluto di sasso carta forbice che se compreso, è vero che si tirano dadi ma è facile capire chi tra i due lottatori in sfida sia più forte.

Questo approccio piuttosto da niubbi può portare a una partita in cui il giocatore con il guerriero migliore riesce a stracciare gli altri con punteggi molto distanti tra di loro, ma non solo, la sensazione che si ha è che il gioco sia abbastanza banalotto e che la fase gestionale” del piazzamento lavoratori sia un mero pretesto per allungare il brodo.

La partita infatti finisce con una vittoria schiacciante di Dado che con il suo uber guerriero vince l’ultimo torneo che regala una saccata di punti. Si è fatta la mezza notte e così si pensa che tutto sia finito, invece Dado, preso bene dalla vittoria, propone una rivincita. Vuoi non accontarlo?

La seconda sfida invece riesce finalmente a far emergere l’importanza della fase inziale di piazzamento lavoratori: sia tu che Dado iniziate fin da subito a impostare una strategia votata alla creazione di una palestra importante con parecchi attrezzi e numerosi lottatori. Carlotta invece probabilmente a causa della stanchezza rimane un po’ indietro giocando una partita analoga a quella precedente.

Iniziare a sentirsi meno spaesati nelle scelte sul tabellone inizia a dare le sue soddisfazioni capire che ci sono scelte apparentemente meno efficaci ma che hanno una loro utilità è molto appagamente e veder la crescita della propria palestra è davvero molto stimolante.

Alla luce di questo, l’impatto del primo torneo è praticamente minimo mentre il secondo risulta un po’ più pesante ma comunque non determinante perchè la ciccia dei punti vittoria è arrivata praticamente da fuori.

Una scelta molto intelligente da parte dell’autore è quella di include una palestra gestita dal gioco che partecipa ai tornei se i giocatori non mandano otto lottatori come partecipanti quindi in una partita a tre giocatori almeno due guerrieri arriveranno dal Dojo Bot. Questi avversari sono molto forti e garantiscono un grosso bilanciamento tra le due anime del gioco perchè il grosso dei punti si fa vincendo i tornei, i piazzamenti contano fino ad un certo punto.

La seconda partita finisce nelle tue mani con un punteggio di ventisette punti contro i ventitre di Dado. Ben venti punti dei tuoi sono arrivati extra torneo, soltanto aver portato in finale nel secondo torneo il tuo guerriero ti ha fruttato sette punti.

Per gli amanti dei numeri e dei voti potremmo dare un sei a Dojo Kun dopo la prima partita e un otto dopo la seconda. Per questioni di media facciamo sette e un mezzo punto lo aggiungiamo per via della componentistica molto, molto carina. I lottatori sono delle caricature dei personaggi famosi degli 80 e dei videogiochi.

Dojo-Kun-Art.jpg

Rimane un ultimo aspetto che non sei in grado ancora di valutare che può pesare almeno mezzo voto facendo oscillare il giudizio finale tra il 7 e l’8 ossia la longevità. Dopo quante partite il gioco verrà a noia? Probabilmente se giocato non troppo spesso tutto rimarrà sempre piuttosto godibile e lascerà sempre la sensazione di essere una interessante voce fuori dal coro. La tua paura che troppe partita ravvicinate portino ad una cristallizzazione delle strategie e quindi al fatto che il gioco esaurisca il suo fascino molto in fretta. Motivo per il quale secondo te il gioco non andrebbe abusato. O quanto meno, da parte dei giocatori dovrebbe esserci anche la voglia di sperimentare strategie differenti.

I sui grandi pregi sono proprio la grafica e l’ambientazione che è molto percepibile per essere un piazzamento lavoratori a cui spesso l’aspetto del tema è qualcosa di appiccicato sopra le meccaniche. Proporre Dojo Kun anche ha giocatori non esperti può rivelarsi davvero un successo se chi lo spiega riesce a far capire l’importanza della prima fase. Forse è stato anche un tuo errore durante la spiegazione ma d’altronde era quasi un gioco nuovo anche per te visto tutto il tempo che è trascorso dall’ultima partita.

DojoKunAtleti.jpg

La voglia di riproporre Dojo Kun c’è e magari a settembre, Klaus permettendo, potrebbe essere l’occasione per rimetterlo in tavolo e vedere se tre giocatori con ormai chiaro il regolamento in testa, possono dar vita a delle partite entusiasmanti.

Concludendo. Le prime impressioni su Dojo Kun sono positive e quindi il Cornerhouse consiglia di provare almeno una volta questo titolo.

Mi raccomando ragassuoli se questo post vi è piaciuto, lasciate una bel like o condividetelo sui vostri social network preferiti. Lego Darth Vader, il caporedattore di questo blog, sarà vostro debitore!

A Song Of Ice & Fire su Kickstarter

1502692350-picsay.jpg

Tra poche ore terminerà l’ultimo (solo in ordine temporale, ovviamente) kickstarter della Cool Or mini Or Not. La raccoltà fondi è dedicata niente meno che al gioco di battaglie tra eserciti di miniature ambientato in quel di Westeros. Il titolo del gioco è A Song Of Ice & Fire: Tabletop miniatures game.

Prima di continuare nella lettura, scusate l’offtopic ricordatevi che è in corso il primo sondaggio del Cornerhouse. Mi raccomando se vi interessa e seguite il mondo DC Comics, votate! Grazie!

Dicevamo…

Due sono le cose che saltano subito all’occhio. La prima è l’alto costo di ingresso per essere tra i finanziatori. Centocinquanta dollarazzi non sono pochi per il mondo dei giochi da tavolo ma d’altra parte questo non è propriamente un gioco da tavolo perchè è molto vicino a quello che è il mondo di Warhammer. Letta in quest’ottica tutti quei dollarazzi invece, diventano interessanti se addirittura competitivi.  Per via dell’alto costo del pledge, A Song Of Ice & Fire Tabletop miniatures game sembra essere un kickstarter potenzialmente fico se si è almeno in due a dividersi tutta la rrobba in quel caso tutte le cosiderazioni sul prezzo, beh, vanno a farsi fottere perchè settantacinque dollaroni diventano davvero una cifra succosa.

Il secondo dato importante è che il ricavo attualmente ottenuto dalla CMON è alto (abbiamo passato il millionicino) ma è ben lontano dagli standard che la casa americana solitamente raggiunge con giochini e kili di plastica” alla Zombicide.

L’aspetto positivo è che CMON è na certezza con la componentistica: le miniaure sono decisamente figherrime e le forme sono ispirate alla saga romanzesca non alla serie TV, anche i disegni sulle carte sono molto interessanti e si avvicinano molto alle descrizioni di quel ciccione malefico di Martin. Non c’è da stupirsi se in molti considerano (malignamente) questi Kickstarter come “Acquisto una collezione di miniature stupende” e solo in secondo tempo mi accorgo che “Ah c’è anche un gioco?”. L’idea di avere sulle mensole gli eserciti dipinti de Il Trono Di Spade, ammettiamolo è gagliarda anche se il gioco potrebbe essere deludente.

Alla luce di questi aspetti come possiamo considerare l’esito di questa campagna a poche ore dalla sua conclusione?

La tua personalissima opinione è che tutti si aspettavano qualcosa in più. I bakers si aspettavano forse qualche casata in più o qualche streach goals più sostanzioso. Questo è anche il principale motivo. tra l’altro. per cui non sei entrato tra i finanziatori . Anche a livello di gioco tutti coloro che hanno provato con dei prototipi il regolamento non hanno lasciato feedback clamorosi anzi sono rimasti piuttosto freddini. Carino, si ma insomma se cercate un wargame forse altrove c’è di meglio. Allo stesso tempo anche la CMON si aspettava di guadagnarci di più, la l’acquisizione della licenza non dev’essere stata economica” e per tanto il guardagno potrebbe essere più basso del preventivato.

l’altro aspetto che è stato chiarito in corso di campagna è il fatto che questa volta il gioco riceverà una forte spinta in ambito retail con uscite molto serrate a partire dalla primavera del prossimo anno con l’arrivo di altre unità e degli eserciti delle altre casate. l’obiettivo sarà quello di creare una forte rete torneistica rendendo quindi praticamente non valide” tutte le esclusive kickstarter che effettivamente non sembrano così eccitanti” da spingere a fare il pledge.

Il problema viene proprio adesso, quanti in Italia stanno investendo per il gioco? Stando al forum della tana dei goblins non sembra che ci siano troppi giocatori interessati alla campagna per questo bisognerà anche capire se Asterion/Asmodee Italia sarà interessata al lavoro di adattamento del gioco cosa che potrebbe non essere così scontata a causa della presenza in catalogo di un gioco che potrebbe essere un diretto concorrente di A Song Of Ice & Fire Tabletop miniatures game, ossia Runewars che sembra abbia un sistema di regole più interessante rispetto al titolo CMON. 

E va tenuto in ogni caso conto che lo stesso Runewars sta faticando ad entrare nel cuore dei giocatori. Basta pensare che su Roma sembrerebbe che i giocatori si davvero pochi.

Per questi motivi, nonostante la tentazione sia forte, hai deciso di passare e non partecipare al Kickstarter, al momento non sembrano essere dei motivi oggettivi per rimpiangere questa scelta. Se poi il gioco avrà seguito e se e quando si potranno valutare anche le altre casate, forse potrai decidere di entrare. Ma fino ad allora la carta di credito resta nel portafoglio, anche perché, tra poco dovrebbe uscire anche il Kickstarter di un altro gioco che anche fosse na ciofeca andrà finanziato a prescindere ossia il gioco di miniature di Batman. Ta Dan!

Bentornati a Puerto Rico

1502520183-picsay.jpg

Bentrovati ragassuoli, questo è un periodo davvero florido per i Cornerhouse tant’è che stai riuscendo a pubblicare post giornalmente prendendo spunto dai temi più disparati. Ma d’altra parte i pub, anche se virtuali, sono frequentati da tantissime persone diverse e di conseguenza va trovato qualcosa di interessante per tutti. 

Oggi torniamo a parlare di Boardgames perché l’altra sera nel classico appuntamento settimanale della cena in famigghia sei finalmente riuscito a rimettere sul tavolo uno dei tuoi giochi preferiti ossia Puerto Rico.

Caspita è stata la prima volta quest’anno perché complici altri titoli come Ticket To Ride che ha letteralmente spopolato quest’inverno, Formula D amatissimo da tuo suocereo e Alta Tensione  che sta conquistando consensi, le occasioni per intavolare Puerto Rico sono state pressochè nulle.

Come aperitivo hai proposto anche la demo di Unlock! un gioco davvero interessante che si prefigge lo scopo di simulare un’escape room. Hai fatto giocare Mary, Pollofifo e Suocero che con un piccolissimo aiuto nell’interpretazione delle carte hanno risolto agilmente la demo. I complimenti vanno soprattutto a Pollofifo che ha saputo risolvere l’ultimo enigma da solo. Bravo! 

Dato che è disponibile sul sito Asterion/Asmodee Italia la demo di queso gioco a questo link potete stamparvi i file e il regolamento e provarlo. C’è anche un piccolo caso aggiuntivo un po’ più corposo (sempre gratuito) quindi diciamo che avete due occasioni per farvi un’idea. La scatola base con i primi tre casi costa poi 30 eurini quando l’avrai completata scriverai poi un bel post di commento finale.

Puerto Rico, dicevamo, già Puerto Rico, che gioco, che capolavoro. Davvero ragassuoli questo gioco è sicuramente uno dei più semplici ma profondi giochi da tavolo che siano stati inventati in epoca moderna. Il suo meccanismo di scelta dei ruoli è pressochè perfetto a patto che al tavolo tutti siano più o meno allo stesso livello di conoscenza del gioco e delle sue malizie. Per vincere a Puerto Rico è necessaria esperienza, capacità di visione a medio lungo termine (diciamo uno due turni più avanti) e una piccola dose di fortuna ma minima minima minima.

La partita dell’altra sera è stata davvero una partita eccezionale. Il 90% delle mosse sono state scelte con ragionamento e efficacia. Infatti i punteggi sono stati molto bassi e vicini tra di loro. Al tavolo si è giocato bene ma quasi sempre sono state prese le contromisure giuste nella scelta degli edifici e dei ruoli. Complimenti a tutti.

La partita è stata vinta da Carlotta per soli due punti rispetto a te. 50 a 48 accidenti! La chiusura che stata determinata da Mary che ha peccato un bricciolo di visione nell’ultimo turno (dal tuo punto di vista) non ti ha consegnato la vittoria. In pratica avresti avuto in canna almeno altri 4-5 punti se la partita fosse durata un turno in più. Mary avrebbe fatto addirittura 7-8 punti quindi avrebbe addirittura insidiato il terzo posto. Peccato.

La verità però è che quando si svolgono partite così belle, cattive ma giuste, il vincere o perdere, lascia quasi ogni significato al vento. Anche Il post partita da l’idea del clima al tavolo, ci si scambia consigli, ci si fa domande e ci si prende nella maniera più sana possibile in giro.

Questo è il significato di giocare. Che sia un gioco di ruolo, un gioco di carte, un gioco da tavolo ma anche un videogioco o qualsiasi altra cosa va bene tutto, questo dovrebbe essere lo scopo. 

Che oh, badate bene, mica significa evitare il fallo tecnico o l’entrata un po’ brusca, significa solo, come ti ha insegnato uno scozzese durante Italia Scozia di Rugby che sti cazzi come finisce la partita, dopo andiamo tutti a riempirci di birra come se non ci fosse un domani. Un giro pago io, un giro offri tu! Olè!

Fallout The Boardgame

1502303192-picsay.jpg

Pochi giorni fa, dopo l’interessante notizia dell’annuncio del primo “Librogame” da tavolo Legacy Of Dragonholt (ne abbiamo parlato aqui) , l’ammerigana Fantasy Flight Games spara fuori dal suo cilindro un nuovo gioco su una nuova licenza: Fallout The Boardgame.

Fallout The Boardgame è un gioco esplorativo in cui da uno a quattro giocatori (quindi è prevista fin da subito una modalità solitario) si muoveranno su una mappa composta da tessere esagonali con lo scopo di risolvere missioni e recuperare risorse e equipaggiamenti.

Ci saranno alleanze con le varie fazioni, nuovi alleati, equipaggiamento vario, sviluppo del personaggio simile a quello del videogame quindi le abilità avranno un peso sul gameplay che si sceglierà di sviluppare. Ci sara’ anche il VATS. La parte più interessante sembra essere la risoluzione delle varie situazioni, un sistema a scelta che avrà conseguenze che metteranno certe carte in gioco che saranno poi diventeranno poi  incontri e cosi’ via cambiando l’esperienza di gioco (es. se liberi dei supermutanti poi te li ritroverai nel deck come possibili incontri dovuti al fatto che sono stati liberati etc.).

Il gioco non sembra essere un collaborativo ma ti ricorda per certi versi Runebound il gioco d’avventura: In pratica vince chi per primo riesce a ottenere o soddisfare le condizioni di vittoria. L’interazione a naso potrebbe essere quasi principalmente indiretta a meno di qualcosa non salti fuori di cui al momento non hanno parlato.

La rigiocabilità e la longevità come al solito lasciano supporre che se il titolo farà i numeri preventivati sarà supportato tutta una serie di espansioni con nuove “migliorie” e missioni diverse come da tradizione FFG che munge finché può tutte le sue mucche. Si parte con quattro missioni poi chissà.

Anche in questo Fallout The Boardgame sembra avere un certo peso l’aspetto narrativo. Con gli ultimi annunci la Fantasy Flight sembra aver capito che il giocatore “American” non è solo interessato a tirare valanghe di dadi ma anche a vivere storie importanti e avvincenti. Tutto ciò non fa altro che farti ben sperare!

C’è da tener presente che Fallout non è il primo gioco che pesca a piene mani dal mondo del videogioco. Sempre la FFG aveva prodotto X-COM un collaborativo tratto dal medesimo videogioco. In italia è stato localizzato dalla Giochi Uniti è purtroppo non sembra abbia riscosso particolare successo. Forse in maniera piuttosto immeritata. X-Com ha avuto il pregio/il difetto di essere uno dei primi ad introdurre il digitale nel mondo analogico dei cubetti e legnetti nel gioco da tavolo. Forse l’utenza non era ancora pronta.

Oggi con titoli come Le Case Della Follia e Descent sembra che l’aria stia pian piano cambiando.

Dunque ragassuoli, ora tocca a voi!

Cosa pensate dell’integrazione APP e giochi da tavolo e soprattutto cosa pensate dei giochi da Tavolo che tentano la fortuna ispirandosi a ambientazioni prese dal mondo del videogame?

Pensate che un giorno i due media collasseranno in un unico mezzo di intrattenimento o siete tradizionalisti e guai a chi vi tocca i cubetti?

Dite la vostra!