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1 Disco Al Giorno per 10 Giorni – 8d10

Bentrovati ragassuoli amanti delle ciance perdigiorno e della musica scuotitimpani. Dopo avervi sollazzato la spirito tutto con la la rubrica del papa’ pop’n nerd, oggi torniamo a cianciare della buona(?) musica che ti ha accompagnato nel corso della tua vita piena di fregnacce.

Siamo all’ottavo post di questo particolare viaggio (che purtroppo grafici alla mano, ha visto alti) che si concluderà tra qualche settimana in cui hai raccontato molto della tua vita privata, molto della tua sfera intimi ed emotiva, attraverso alcuni dei dischi più significativi che ti hanno influenzato, nel bene e nel male, rendendoti il Johnny che sei oggi.

Probabilmente è per questo che un po’ ci sei rimasto male quando i numeri e le statistiche non sono state in linea con gli altri post, più vicini come genere, ai jovini frequentatori di questa gagliarda webbettola.

Mentre ripensavi a cosa scrivere in questi post ti è tornato in mente un libro che avevi letto parecchio tempo fa che ti era piaciuto parecchio ma, evidentemente, non abbastanza per restare in “orbita” tra le letture che ogni tanto “spuntan” fuori nei tuoi ricordi.

Il libro in questione è 31 Canzoni di Nick Hornby, autore inglese che per un lungo tratti è stato tra i tuoi scrittori preferiti. Il libro in questione è una raccolta di brevi saggi in cui Hornby fa la stessa cosa che tu stai facendo qui. Solo che, ovviamente, lo fa meglio.

Nel ricordare questo libro ti è anche tornato alla memoria una cartella su un tuo vecchio Hard Disk che si chiamava proprio 31 Canzoni, così come una playlist su Spotify con le stesse canzoni.

Insomma, raccontare le cose tramite la musica, è un qualcosa che ti appartiene da sempre e che speri abbia sempre spazio nella tua vita. Ogghei, basta pipponi, beccateve ‘sto raccontino musicale in tre parti con finale bomba.

Pronti Noi Zi Va.

Parte 1.
Era il periodo d’oro di MTV e tu facevi le superiori non ricordi più bene se fosse il 1997 o il 1998. L’unica ragazza della tua classe che chiameremo Kora era sempre molto schiva e sulle sue. Di musica però ci prendeva abbastanza. Ti prestò due cassette. Stoosh degli Skunk Anansie e Ultra dei Depeche Mode due dischi che hanno segnato in modo inequivocabile la carriera delle due band.

Anche se ancora non lo sapevi il disco della band inglese di rock elettronico ti avrebbe ispirato quasi dieci anni dopo. Al momento ti limitavi soltanto ad ascoltare “a ruota” It’s No Good, il singolo che stava trascinando le vendite del disco2 restando folgorato da tutti quei suoni elettronici che al tuo orecchio verginello sembravano delle novità assolute e da quella voce così profonda così asettica ma così cariche di espressività.

Parte 2.
Si era appena concluso il periodo di massima esposizione della tua band tra il 2005 e il 2007. Avevate suonato per quasi tutto il nord Italia ed era giunto il momento di fermarsi per scrivere con calma i pezzi nuovi e lavorare al disco che non c’è. Il suonare in studio con il computer e Reason ha portato te e il Reverendo ad essere influenzati in maniera piuttosto marcata da molte sonorità elettroniche. Tu eri tornato in fissa con i Depeche Mode e i Duran Duran complice il fatto che adoravi Morgan e quindi le “sue” fonti dovevano essere anche le tue. Non a caso uno dei grandi(?) esclusi da questa personalissima raccolta di post dedicati alla musica è certamente Metallo Non Metallo il secondo lavoro, forse il più bello, dei Bluvertigo. Il Reverendo invece si era appassionato più in generale alla musica elettronica anche dance cercando ispirazione tra gli Air e i Daftpunk. Avevate in mente, di creare un progetto alternativo al vostro gruppo dove tu e lui vi inventavate DJ di musica danzereccia. In realtà un brano e altri piccoli frammenti li avete scritti e pubblicati. Di dance, però, non avevano niente così i frammenti erano entrati di diritto nella scaletta del disco che non c’è, mentre il pezzo, l’unico completo, resta una meteora della vostra produzione.

Complice il fatto che Torino è inevitabilmente appassionata dei Subsonica e che Max Casacci era appassionato dell’underground musicale della città alla fine sei anche voi finiti nel vortice di gruppi che hanno tentato di fondere le sonorità elettroniche che la musica rock grunge degli anni ‘90.

La vostra crescita, la vostra identità sonora era quindi giunta ad una prima maturazione, eravate pronti per il salto, eravate bravi e pieni di idee. Peccato che poi…

Parte 3
Quando hai conosciuto Carlotta (il tuo gruppo era quasi un ricordo) avete dovuto girare l’Italia per poter stare insieme. Il vostro lavoro del tempo vi obbligava a lunghe trasferte e quindi una volta si stava a Milano, una volta in Toscana, una volta toccava a Torino e l’altra a Roma. Insomma di kilometri ne avete fatti tanti.

La musica in macchina non poteva mai mancare e in quel momento i Depeche Mode erano sicuramente tra i principali ascolti lungo i viaggi in autostrada, così per il tuo primo compleanno festeggiato con lei, il suo regalo fu davvero meraviglioso. Ti regalò due biglietti per andare a vedere il concerto dei Depeche Mode allo Stadio Olimpico a Roma.

Durante il concerto i Depeche Mode, suonarono una versione molto particolare di Home, un brano, ma guarda un po’ estratto proprio da Ultra. Preso da un impeto di romanticismo, o dalle troppe birre. Beh hai chiesto a Carlotta di andare a vivere con te.

Il resto è “solo” tante altre canzoni.

Tutti gli altri post di questa belliffima rubrica li potete trovare ovviamente qui.

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The Nerd Father. Il manuale. Parte 2.

Bentrovati padri e aspiranti padri, amanti dell’aria condizionata e dei mojito d’estate. Oggi la vostra termoregolata webbettola de borgata torna a sollazzarvi lo spirito tutto con un nuovo capitolo del manuale di sopravvivenza per padri Pop ‘n Nerd alle prese con i piccoli padawan e con mogli da rendere felici che, porelle, devono a loro volta gestire tutto il cucuzzaro.

L’uomo con mille passioni già solo da sposato incontra le sue prime difficoltà: Condividere gli spazi con una donna che magari non è in grado di capire il tuo culto per dei giornaletti per pischelli, può creare fin da subito alcune tensioni. Oppure. Anche passare la serata sul divano può essere un problema: Tu vorresti giocare al tuo ultimo videogioco acquistato mentre le vorrebbe vedere il nuovo episodio di Montalbano.

O peggio, lei sta lavando i piatti e tu cristoni con parole indicibili contro uno sconosciuto durante una partita online a Mario Kart che ti inchiappetta all’ultimo secondo. Queste situazioni sono da evitare come la peste. Vi verranno rinfacciate per i prossimi anni senza alcuna pietà!

Insomma fin dall’inizio della convivenza, l’uomo pop ‘n nerd deve imparare a gestire tempi e gli spazi per evitare che la sua dolce metà un giorno non gli urli contro “Johnny hai quarant’anni cresci!” e contestualmente lanci fuori dalla finestra la sua copia di Breath Of The Wild.

Con l’arrivo di un simpatico/a e tenero/a cucciolo di essere umano, la situazione non può che degenerare. Si c’è questo esserino bellissimo e coccolossimo, tutto vero, lo amerete dal primo istante ma…

Nei primi mesi di vita la creaturina tutta pianti e pupù assorbirà il tempo della vostra compagna/moglie in maniera quasi assoluta. Perderà ogni privacy dovendo andare in bagno con la porta aperta per evitare che il/la gnomo/a si senta abbandonato/a e cominci a frignettare. Implorerà per poter andare dal parrucchiere per riconquistare un po’ di quella femminilità che la maternità ti porta via. Avrà bisogno di te quando torni dall’ufficio per guardare il/la pargolo mentre le prepara la cena o sistema un momento casa o più semplicemente va un momento in bagno con la dovuta intimità.

Quindi dopo le massacranti ore in ufficio vi toccherà lavorare anche a casa. Più volte vi capiterà di pensare che il lavoro è certamente più rilassante della vita familiare. Badate bene non si sta dicendo che essere padre non vi piacerà. Voi amerete ogni singolo momento che passerete con il vostro padawan e anche quando la vostra schiena vacillerà voi terrete duro e solo che è faticoso…just this

Tenete sempre a mente, però, che vostra moglie sarà quasi sicuramente più stanca di voi. Va a lavoro, torna a casa prima, prende il vostro cucciolo e lo porta a casa dall’asilo e in più deve cercare di mantenere tutto in ordine in casa, preparare la cena, sistemare i cassetti e tutto questo lo dovrà fare spesso da sola e con l’erede in braccio perché voi prima delle 19:00 non ci sarete e non tutti possono contare su nonni pensionati.

Ogni volta quindi che vi verrebbe da dire: “moglie, ora tienilo un po’ te” ricordate sempre cosa è successo mentre voi eravate in ufficio freschi con l’aria condizionata a palla.

Voi avete due obiettivi: Il primo è la felicità di vostra moglie, volete continuare a spendere soldi nelle vostre fregnacce? Volete dedicare tempo a Mario Odyssey? Ecco, se volete gettare la basi affinché questo possa accadere dovete curarvi della felicità di vostra moglie.

La soluzione è discretamente facile. Prima di cena, state con il vostro padawan. Giocate con lui, passateci del tempo. Vostra moglie potrà respirare un pochino.

Dopo cena occupatevi voi della casa, sistemate il tavolo, lavate i piatti e ‘na passate sulla macchina del gas non guasta, così la regina della casa porterà il cucciolo a letto che per le 21:30 sarà a ninna.

A quel punto godetevi un po’ vostra moglie, non temete il vostro secondo obiettivo è vicino, tenete duro. La signora avrà un’autonomia piuttosto limitata e per le undici bye bye andrà a coricarsi.

Ebbene uomini, ora che avete resistito tutto questo tempo con le dita che vi prudono da ore che ormai hanno assunto la rigida posa da joypad in mano, è arrivato il vostro momento. La casa è in silenzio. I tuoi amori sono a dormire, non ti resta che godere della tua insonnia per gioire in pace.

Si l’insonnia sarà il vostro migliore amico non cedete al sonno, alla stanchezza. Siete uomini forti che hanno bisogno di tirare fuori il proprio lato barbaro lanciando gusci rossi a tutti gli stronzi che si frapporranno tra voi e il traguardo finale.

Grazie alla vostra capacità di non dormire e fingervi professionali sul vostro luogo di lavoro potrete completare i vostri videogiochi, scrivere per il vostro appassionato blog e leggere tutti i libri e i fumetti di cui avete bisogno.

Il dormire è un’abitudine sopravvalutata.

Viva l’insonnia.

1 Disco Al Giorno per 10 Giorni – 7d10

Bentrovati ragassuoli, oggi, la vostra webbettolaccia de borgata, nota ai più per la sua anarchia ortografica che sfida ogni volta anche le più basilari leggi del dizionario, apre le porte per cianciare fuori luogo, come sempre del resto, per scrivere la solita fregnaccia per il settimo capitolo della gustosa serie di post dedicati al tua storia musicale.

Il post di oggi, in realtà, è la storia di un’amicizia, un rapporto così intenso, esclusivo e prezioso da paragonare con una storia d’amore. La storia di un legame così forte che quando si è rotto, cazzarola, ha fatto davvero male.

I Marlene Kuntz in uno dei loro dischi cantano: “C’è Qualcosa di Sbagliato nell’amore perchè quando un’amicizia finisce non lascia un grande dolore che sa di tremenda condanna” Beh probabilmente, forse per la vostra amicizia, si è trattato di u eccezione. Va a sapere, chi sa.

L’album di cui parliamo oggi è “Sleeping With Ghost” dei Placebo. I Placebo solo band guidata dall’androgino Brian Molko che nonostante abbia goduto di un discreto periodo di successo commerciale grazie ad un glam pop rock ruffiano e soprattutto per aver fatto parte della colonna sonora di Cruel Intensions , non ha mai davvero convinto la critica, la quale ha sempre preferito altri gruppi loro contemporanei.

Sta di fatto però, come anche intuito da alcuni di voi che hanno ascoltato la versione acustica di un tuo pezzo “Vedrai”, che se volete sta proprio qui, sicuramente una delle influenze musicali della tua band è stato proprio il glam rock.

Ma dirai di più, non solo il glam rock ma proprio il modo di suonare di questo power trio ha caratterizzato la prima fase della storia della band, forse quella migliore, quando eravate anche voi il classico trio chitarra-basso-batteria.

Quello strano modo di suonare la chitarra distorta, gonfia, rotonda che non è ne “da chitarrista ritmico” ne da “solista” come nei più classici gruppi rock e hard rock, ha caratterizzato il vostro suono. Un po’ figlio illegittimo dei riffetti dei Cure, un po’ new wave anni ‘80 un po’ Radiohead di The Bends. Solo il passaggio a due chitarre ha smontato un po’ quella struttura. Forse è stato il vostro errore.

Ma torniamo in tema. Questo disco in cui la title track recita “soulmate never dire” che potremmo parafrasare come “gli amici dell’anima, i migliori amici, non muoiono mai” è la storia dell’amicizia di Johhny, il chitarrista triste e il Reverendo, il bassista spaccaculi della band.

La vostra amicizia è nata per caso, lui era un amico del fratello minore della tua migliore amica e quando tu sei rimasto appiedato dalla tua esperienza musicale precedente, che oddio erano davvero scarsi, sei stato tirato dentro al loro progetto musicale nonostante fossero di qualche anno più pischelli di te.

I primi mesi furono naturalmente duri, ci fu un po’ di assestamento fino al momento in cui nel giro di un pomeriggio vi siete trovati solo tu e lui a far parte della band. Il punto più basso.

Per qualche motivo, il Reverendo ti ha assecondato, ha continuato a credere in te e si è sbattutto per cercare un batterista perché tu avevi deciso che, caspita, le canzoni le scrivi tu, quindi le avresti cantato tu. Iniziò quindi un percorso eccitante, fatto di tante soddisfazioni ma ricco anche di schiaffoni, ma quel disco, quel cd, era sempre in macchina nei vostri spostamenti, casa, università, sala prove. Era sempre con voi.

L’apice arrivò nel 2006 quando nella stessa manifestazione estiva di musica e concerti, la vostra band ha condiviso il palco proprio con i Placebo vincendo un importante concorso locale.

Poi però le cose con la band iniziarono a scricchiolare, il Reverendo che era il collante della band, l’unico che riuscisse davvero a tenere in piedi la baracca, lui era il leader silenzioso che non hai mai ringraziato abbastanza, non riuscì ad arginare la malinconia che ormai regnava nel gruppo anche a causa di continui cambiamenti di line-up con l’avvicendarsi di un paio di chitarristi che seppur validi, preparati e mediamente amichevoli non si sono mai davvero amalgamati.

Il malumore imperò per un paio d’anni, la band si sciolse ufficialmente tre anni dopo. Tu, lasciasti la tua città natale per sempre. Tra te e il Reverendo in qualche modo finì. Essere in una band è come un matrimonio, solo chi ne ha avuta una sa cosa vuol dire. Oggi tu e il reverendo vi volete bene (forse malinconicamente bene), nei sei convinto ma le vostre vita hanno preso strade diverse. Distanti almeno 600km.

Poco tempo fa vi siete risentiti, avete ascoltato insieme il disco che non è mai uscito e pur peccando di arroganza vi siete guardati e avete capito che in quella musica c’era tanta roba, canzoni che avevano saputo andare oltre gli afterhours e i placebo che ne avevano rubato forse gli aspetti migliori e li aveva saputi mischiare anche con le sonorità di altri signori inglesi di cui parliamo la prossima volta in cui parleremo di musica.

Resta quindi il più classico dei rimpianti per il possibile what if, chissà se avessimo agito differentemente, se solo tu fossi stato meno la più stronza tra le prime donne, magari oggi non saresti qui a scrivere al computer mentre tua moglie e tua figlia dormono nella stanza accanto.

Wonderwall, ti ha cambiato la vita. Ti ha regalato un sogno. Sul punk rock di The Bitter End si è schiantato forse anche distrattamente. Il sorriso di tua figlia che sembra che non abbia preso il tuo pessimo caratte ti dice ogni volta però che forse non è andata poi così male.

Tutti gli episodi de 1 Disco Al Giorno Per 10 Giorni li potete trovare qui.

Domanda della sera, ma voi ricordate qualche amicizia che quando è finita che vi ha lasciato un vuoto come fosse stata una storia d’amore?

1 Disco Al Giorno per 10 Giorni – 6d10

Benvenuti ragassuoli la vostra webbettola preferita vi invita a prendere posto per parlare di musica. Lego Darth Vader è molto felice che il quinto di post di questa serie sia andato bene dopo le lamentele gne gne che hanno portato qualche commento in più. Ora purtroppo sai che o non commenterà nessuno o, managgia ai pescetti, ti riempiranno di insulti.

C’era un tempo in cui la tua Band i Candida Glam cercava consensi nell’underground tra i locali nel Nord Italia in particolare tra il piemonte e la lombardia, l’asse MI-TO (Milano Torino) era all’ordine del giorno. Contatta locale, chiama locale, insulta tra te e te il locale che vuole le cover. Mannaggiaiddio!

Inevitabilmente si cercava di seguire il “treno” buono. In quegli anni esplodevano gruppi come i Killers o i Franz Ferdinand a livello internazionale mentre la musica rock italiana vedeva l’apice del successo con numeri gruppi come i Subsonica, i Bluvertigo, i Marlene Kutnz e gli Afterhours. Tutti gruppi italiani che chi più chi meno, hanno varcato i confini del mainstream radiofonico.

Quindi molte, troppe, band si dividevano tra secchi riff di chitarra nella migliore dei casi sporcando una telecaster e tra coloro che scimmiottavano alternativi bohemien afflitti da pene de core. Tu facevi parte ovviamente di quest’ultimi. Che noia che eri.

Lei mi ha lasciato e non mi vuole più. Io ti odio ogni giorni de più. Tengo il mal de panza ma è il rancor che mi da la forza. Ora brutta cattiva lasciati dimenticare e guardami mentre mi faccio la tua migliore amica.

Ecco, questi erano i testi, o il genere di testi che si scriveva. Chiaro che ora l’hai buttata in caciare ironizzandoci sopra ma beh, il succo è quello.

Inevitabilmente coloro che con le chitarre distorte e i ritornelli urlanti e soprattutto cantando in italico idioma hanno saputo coniugare vendite e autorialità che piaccia o no sono stati gli Afterhours di Manuel Agnelli diventato oggi famoso per via del popolare talent show trita pischelli in onda sul satellite.

Se nei primi cinque post di questa serie c’è tanto cuore, nei prossimi c’è tanto mestiere ad eccezione dell’ultimo che è soltanto lo mejo disco che c’è.

Quali sono stati i dischi che in un modo o nell’altro hanno influenzato il tuo modo di suonare, di cantare e di scrivere? Beh tra questi c’è cercamente “Quello Che Non C’è” degli Afterhours.

Dal tuo punto di vista questo post potrebbe iniziare a concludersi solo parlando della prima traccia che da proprio il nome al disco “Quello Che Non C’è” appunto. Per il motivo che è la canzone che ti descrive parola per parola, quella canzone che sa guardarti dentro, nudo come un verme, inerme di fronte alla scottante verità.

Rivuoi la scelta, rivuoi il controllo
Rivoglio le mie ali nere, il mio martello
La chiave della felicità è la disobbedienza in se
A quello che non c’è

Perciò io maledico il modo in cui sono fatto
Il mio modo di morire sano e salvo dove m’attacco
Il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia
Quello che non c’è

Quello che non c’è è la canzone che tu avresti voluto scrivere, è la tua canzone in tutti i tuoi live da solista, fatti nei piccoli locali voce e chitarra anche dopo che si è sciolta la tua band non è mancata occasione che tu non proponessi il pezzo, cantandolo meglio di ogni tuo pezzo, perchè tu sei li.

La tua sfida contro la razionalità, i fantasmi e rimorsi della vita.

Se volete recuperare i post di musicologia precedenti potete cliccare qui.

Bye Bye

1 Disco al giorno per 10 giorni – 5di10 + Bonus

Bentrovati ragassuoli, anche oggi la vostra appassionata e sgrammaticata webbettola de borgata vi da il suo caloroso benvenuto, accomodatevi pure, c’è posto per tutti. Dopo un piccola pausa di riflessione esistenziale sul continuare o meno questa serie di post oggi cianciamo ancora a proposito dei dieci dischi più mejo che ti garbano di più tra i tuoi preferiti.

Ancora una volta torniamo indietro di qualche decennio, precisamente siamo nel 1972 e il disco in questione è The Rise And The Fall OF Ziggy Stardust And The Spiders From Mars.

Non è la prima volta che parli di David Bowie su questo blog, hai già raccontato di come in un supermercato di Rimini hai trovato a du spicci il dvd di uno dei suoi tanti greatest hits. Per i più attenti anche nel post di analisi di Episodio VIII The Last Jedi il titolo del post era una citazione di questo disco.

Insomma, dopo esserci girati intorno quello che hai tra le mani è con buona probabilità il tuo disco preferito. Pensate che a distanza di dieci anni circa dal primo ascolto, ancora non ti ha stufato e con il bombardamento mediatico di oggi è difficile non annoiarsi in fretta. Ziggy Stardust invece è un disco che ha ancora tanto da dire e da scoprire.

David Bowie è certamente uno degli artisti a cui ti sei sempre ispirato di più. Dai testi delle tue canzoni, al trasformismo, al truccarti e al dividerti tra mille passioni artistiche. La differenza è che lui poteva permetterselo mentre tu beh, dai lo sapete quanto sei scarso.

Ziggy Stardust, sfarzoso assortimento di riff, hooks, melodramma e stile, è il culmine logico del glam.

Raccogliendo curiosità tra articoli e interviste è facile intuire quelle che siano state le influenze di Bowie nell’elaborare il suo personaggio: Iggy Pop, Lou Reed e Marc Bolan sono certamente tra le principali. Il Nome Ziggy Stardust invece, stando alle dichiarazioni del duca bianco è nato da due fonti la prima Ziggy’s era una sartoria di Londra mentre Stardust è ispirato al non propriamente celebre cantante Legendary Stardust Cowboy ossia Norman Carl Odam che per wikipedia è il padre dello psychobilly.

Ziggy Stardust è un concept album che racconta la storia di un mondo sull’orlo dell’apocalisse in cui l’ultimo eroe è un ragazzo divenuto rockstar grazie ad un aiuto alieno. Ziggy è l’emblema della rockstar di plastica attraverso la cui parabola, Bowie racconta la storia della celebrità.

Ci sono brani in questo disco che ancora oggi vengono usati in pubblicità o per programmi televisivi. Starman è probabilmente uno dei brani più famosi di Bowie e pure in Italia è stato sfruttato a dovere. Anche se Ziggy Stardust canzone che racconta proprio delle gesta del personaggio è stata per molto tempo il tuo brano preferito dell’album oggi invece il tuo pezzo forte è Moonage DayDream

Keep your ‘lectric eye on me, babe
Put your ray gun to my head
Press your space face close to mine, love
Freak out in a moonage daydream

In alcuni live Bowie addirittura presentava questo brano come scritto proprio da Ziggy Stardust. Non è detto che un giorno non ti svegli bene da realizzarne anche tu una cover voce e chitarra. Oi Noi,Poveri timpani!

Facendo l’amore col suo ego
Ziggy fu risucchiato nella sua mente
Come un messia lebbroso
Quando i ragazzi l’hanno ucciso
Ho dovuto sciogliere il gruppo

Ziggy Stardust viene poi ucciso da Bowie nel 1973 annunciando durante un live il suo ritiro dalle scene e suonando poi Rock ‘n Roll Suicide scatenando il putiferio durante quel concerto.

Ed ora parliamo del bonus che hai citato nel titolo di questa fregnaccia musicale. Nello stilare questa lista speciale di dischi, hai vacillato se inserire anche un secondo disco di Bowie ma poi ha deciso che avresti messo un unico album per artista. Questa scelta ti ha obbligato però ad escludere da questa serie la colonna sonora del tuo matrimonio ovvero Life On Mars, cosa che hai ritenuto inaccettabile. Per cui, Ziggy Stardust è certamente il tuo disco preferito di Bowie perché nell’insieme è davvero gagliardo, ma, la Life On Mars è la canzone che insieme a Perfect Day di Lou Reed citata nel post musicofilo precedente fa parte della tua top3 dei tuoi brani preferiti di sempre.

Ta dan, Ora abbiamo quindi svelato i tuoi tre brani preferiti di sempre, abbiamo iniziato a parlarne con il post dedicato ai 500 migliori album secondo Rolling Stone per concludere qui. Non c’è, un primo un secondo o un terzo sono così belli questi brani che beh, li potresti ascoltare senza sosta. Per chi si fosse dimenticato il primo è A Day In A Life dei Beatles.

Ebbene ragassuoli, abbiamo finito anche per oggi. Era tanto che non si usciva al sabato ma ieri non sei riuscito a finire di scrivere il post e vabbè.

Se volete recuperare i post di musicologia precedenti potete cliccare qui per la serie 1 disco al giorno per 10 giorni mentre quo per i 500 migliori dischi secondo rolling stone.

Buon Weekend ragassuoli e se tutto va bene, domani o lunedì parliamo di Solo!