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Double Duck – Disney Definitive Collection #1

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Bentrovati Ragassuoli, in questi giorni il tempo libero continua a scarseggiare, così l’unico modo per continua a respirare senza affogare nel mare delle “nuove” cose da fare, è quello di prendersi delle piccole e meritate (guai a chi dice il contrario! :-D) pause. Al momento le soluzioni migliori per godere di queste brevi ma necessarie soste, sono i Fumetti e il Nintendo Switch. Accidenti sono ormai già diciassette giorni che non fai una partita ad un gioco da tavolo. Urca urca!

Complici i consigli fumettosi dell’Orso Chiaccherone, hai scoperto l’inverno scorso la raccolta Disney Definitive Collection edita in italia da panini comics di cui hai già letto il primo numero di Star Top e tutta la saga di Pippo Report di cui potete trovare il commento su questa appassionata webbettola proprio qui.

Double Duck è una serie piuttosto recente. La sua origine infatti, risale al 2008 quando su Topolino fa la sua apparizione per la prima volta L’Agenzia per cui lavora il nostro amatissimo Paperino. Gli autori principali della saga sono:  Fausto VitalianoMarco BoscoAndrea FrecceroVitale MangiatordiMarco Mazzarello e Francesco D’Ippolito.

L’incipit da cui parte tutta la storia è semplice ma comunque divertente: Paperino riceve una salatissima multa per aver lasciato la sua auto in sosta dove non doveva e scopre di non ricordare cosa a ha fatto in quei tre giorni di “buio”. Verrà quindi avvicinato da Kay K che lo aiuterà a ricordare cosa ha combinato in quei particolari giorni.

1508241498-picsay.jpgLa prima cosa che ti è saltata all’occhio leggendo questo volume che raccoglie le quattro storie iniziali del papero agente segreto è una costante continuity di fondo che porterà avanti una trama orizzontale che leggendo un po’ in giro si rivelerà anche piuttosto intricata.

Infatti in questi primi quattro episodi troverete una carrellata di colpi di scena e capovolgimenti di fronte degni davvero dei più famosi Spygame e come in ogni opera del genere che si rispetti gli autori hanno lasciato tanti indizi per permetterci di giocare a capire chi è l’assassino prima che si arrivi all’ultima pagina. Un fanciullo potrebbe davvero saltare dalla sedia durante il quarto capitolo. Wow fantastico!

Rispetto alle storie di Star Top e di Pippo Reporter l’altra cosa che si nota è la qualità dei disegni delle tavole decisamente curati ben oltre i classici standard di Topolino nonché l’impostazione della griglia decisamente più dinamica e marcatamente action fortemente ispirata anche ai canoni estetici del genere che rendono la lettura rapida, piacevole e veramente scorrevole.

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Restando ancora in termini di confronto, un’altra interessante caratteristica di Double Duck è l’immersione nel contesto reale del quotidiano di Paperino: A differenza di PK che è ambientato in un universo quasi tutto suo, in Double Duck vedremo Paperino interagire costantemente con il fortunato e antipatico Gastone, con Zio Paperone e con Paperina. Proprio quest’ultima avrà dei simpatici sussulti di gelosia quando vedrà il suo spasimante pasticcione in compagnia della bella e dinamica Kay K.

Per tutte queste ragioni Double Duck non ti appare come una semplice parodia delle avventure di 007 o di Ethan Hunt ma grazie a tutti i pregi di cui hai parlato nei paragrafi precedenti, si presenta come una saga completa a tutto tondo che rispetta sia i canoni delle avventure di Paperino sia quelle di genere creando un’alchimia che funziona e che ti ha convinto.

Prima di chiudere va sicuramente fatto un plauso al formato che ti sta davvero piacendo molto. Questa Definitive Collection sono albi monotematici dal costo giusto. Per 4,5 crediti imperiali vi portate a casa degli albi di qualità di circa 150 pagine, stampati bene con la numerazione sulla costa fatta bene. In pratica non troverete DoubleDuck Vol 1 Definitive Collection 17 ma soltanto Double Duck N 1 quindi potrete organizzare la libreria nel modo giusto per serie. Mica male nè!

Il primo volume di Double Duck Definitive Colletion ti ha dunque colpito positivamente e non vedi l’ora di leggere i successivi che guardando il piano delle uscite di questa collana arriverà purtroppo non prima del 2018.

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Star Trek Discovery Episodi 1 e 2 Spoiler Free

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Trovare il tempo per scrivere questo solito cumulo di fregnacce, pigiando a casaccio le dita sulla tastiera, é stato piuttosto complicato. Minicornerhouse vi ha fatto fare na nottataccia ed ora sulle note di Wagner stai tentando di farla addormentare cullandola sul tuo braccio e scrivendo con una mano sola. Insomma se prima l’ortografia in liberté era ingiustificabile beh dai, ora perdonatela un po’ di più.

In questi giorni sei riuscito a trovare il tempo per vedere nella classica modalità spapanzati sul divano marchio registrato” i primi tre episodi della serie netflix Star Trek Discovery. Oggi  però parleremo solo dei primi due che per quanto hai visto fin’ora fungono un po’ da prequel e/o pilota per la storia che viene raccontata dal terzo episodio in poi, dove effettivamente compare per la prima volta la Discovery.

Star Trek Discovery è l’ultima serie (in ordine di uscita) ambientata nell’universo di Star Trek ma si colloca dieci anni prima della Serie Originale. Scelta coraggiosa visti tutti i rischi che questa strada può comportare. La serie è ideata da ideata da Bryan Fuller e Alex Kurtzman per CBS All Access. Tra i produttori compare anche Eugene Roddenberry il figlio di Gene Roddenberry il padre della serie originale.

Senza girarci troppo intorno Star Trek Discovery è chiaramente una serie TV figlia del nostro tempo e nel bene e nel male figlia del successo della saga Prequel/Reboot del nostro pacioccone-nerd-wannabe-Spielberg Gei Gei Abrams. Visivamente è molto gradevole e la deriva action è comunque interessante. Impossibile immaginare oggi di trovarsi davanti ad una serie con episodi autoconclusivi con il pregio nel casi migliori di portare anche avanti temi sociali importanti e una visione così ottimistica del futuro.

Potremmo anche stare a parlare del livello di tecnologia che ci viene mostrato. Ma hey! è evidente come il nostro modo di raccontare la fantascienza sia cambiato così come le possibilità per gli autori. Questo è il primo step da superare per accettare tutto il resto. Non stiamo a fare i precisini della meeeeenchia che non andiamo da nessuna parte.

Star Trek Discovery è semplice intrattenimento. Funziona, è divertente ma al momento non hai percepito sto gran lavoro da parte degli sceneggiatori di realizzare chissà quale storia originale. I primi due episodi però hanno il pregio di creare subito un legame molto riuscito (secondo te, for sure) tra i protagonisti e gli ascoltatori. Michael Burnham (Sonequa Martin-Green, si quella di The Walking Dead) che probabilmente sarà la protagonista della prima stagione è un interessante personaggio. Ha un carattere molto forte e audace che ricorda Kirk ma è stata educata da Sarek niente meno che il padre di Spock. Questo suo percorso di formazione in contrasto con la sua indole al momento ha fatto si che tu abbia trovato in Michael un personaggio che funziona e che nonostante tu sia un po’ stufo di protagoniste femminili ti ci sia subito affezionato.

Stando alle informazioni sparse sull’internet sembra che Star Trek Discovery abbia raccolto una cifra significativa di consensi. Certo i trekers più intransigenti non potrebbero mai amare una serie come questa, così lontanda dall’originale e da Next Generation. è stata definita come un solido elemento del Franchise per le nuove generazioni.”

Ecco, a te il nuovo corso al cinematografo come hai scritto in più di un’occasione ti piace e ti diverte, con buona probabilità anche questa serie ti piacerà (Carlotta si è già infognata) però è proprio questo il punto non è Star Trek. Ci sta, ci può stare. Basta accettarlo e prendere questo e quello che verrà sapendo quello che si sta guardando. Chiarito e superato questo scoglio, che potrebbe bloccare più di una persona, beh allora siamo davanti ad un inizio incoraggiante per un serie tv che comunque sia porta il peso di un nome davvero grande.

La Saga Della Spada Di Ghiaccio

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Come potete immaginare l’arrivo della Minicornerhouse ha un po’ portato un po’ di disordine della tua vita da nerd scandita da Serie Tv, fumetti, videogiochi e serate passate a spostare cubetti a pescare carte e a insultare dadi sfighenzi.

Nei momenti di libertà che la paternità e il lavoro ti stanno lasciando la cosa che ti sta rilassando di più è sicuramente leggere sia che si tratti di libri che fumetti. Soprattutto questi ultimi perché richiedono una quantità di tempo e di attenzione decisamente inferiore alla lettura di un capitolo di un libro. Eh, quando chiama bisogna andare!

Così stai approfittando della situazione per leggere delle storie a fumetti Disney che tra qualche anno potrebbero anche tornarti utili per conciliare il sonno della pupa. Hai trovato sul sempre fornito e gentile amazon una serie di raccolte Disney edite in italia in collaborazione con la case editrice Giunti che raccoglie tutta una serie di racconti storici prese dalle pubblicazioni settimanali di Topolino.

Il primo libro che hai acquistato è stato La Saga Della Spada Di Ghiaccio”.

La Saga Della Spada di Ghiaccio è una serie di 3(+1) storie uscite nel lontano 1982 e 1983 e si propone l’altisonante obiettivo di presentare la letteratura Fantasy al mondo dei più piccoli. Primo di andare oltre ricordiamoci sempre che la saga ha quasi quarant’anni quindi è evidente come per scrivere il solito commento a casaccio è importante considerare cosa c’era a quei tempi soprattutto in italia.

Quest’opera scritta da Massimo De Vita è composta da Topolino e la spada di ghiaccio, Topolino e il Torneo dell’Argaar, Topolino e il ritorno del Principe delle Nebbie e Topolino e la bella addormentata nel cosmo uscita però molti anni dopo.

La trama in breve vede Topolino e Pippo essere teletrasportati sempre la vigilia di natale in un regno alternativo in un multiverso parallelo da salvare dal terribile principe delle Nebbie. A causa di un equivoco Pippo verrà riconosciuto come il cugino di un grande eroe che nei secoli a difeso quelle terre dal male. Per tanto su di lui verrà caricato il peso di salvare il mondo. Infatti In queste storie il principale protagonista è sempre Pippo, sfruttato dalla sceneggiatore per creare delle simpatiche e piacevoli gag con lo scopo di dare un taglio divertente a tutta la narrazione.

Per tutto il resto La Saga Della Spade Di Ghiaccio ha tutti gli elementi per essere considerato letteratura fantasy a tutti gli effetti. C’è una mappa dettagliata, ci sono chiari riferimenti alla mitologia norrena, a Tolkien e a tanti altri elementi classici del genere a cui tutti ormai siamo stati abituati.

Letta oggi da un adulto coetaneo della saga, appassionato di questo e altri generi, è facile considerare questa saga come una discreta storia fantasy come ce ne sono ormai parecchie, ma nel lontano 1982 questa storia deve essere stata una vera gioia per tutti i lettori di Topolino e forse non solo. Per un fanciullo di oggi potrebbe essere un ottimo introduttivo sul genere perché potrebbe attraverso la lettura di questa divertente storia, iniziare a conoscere tutti gli stilemi del genere.

Considerando questi fattori sei molto contento di aver letto questa saga. Hai apprezzato molto la prima storia Topolino e la Spada di Ghiaccio e la terza e la quarta storia scritta a dieci anni di distanza dalla prima. La seconda storia ti ha colpito un po’ meno per via di una (secondo te) svolta futuristica alla storia che infatti poi lo sceneggiatore è tornato sui suoi passi.

Per questi motivi consigli questa raccolta Giunti a tutti gli appassionati di fantasy e a tutti gli appassionati Disney sia grandi che piccoli (anche solo per il valore storico) se poi aggiungete che è facilmente reperibile sull’internet ad un costo molto molto interessante inferiore ai 10 paperdollari per un volume di trecento pagine con copertina rigida non potete proprio dirgli di no!

Penny Dreadful Stagione 3

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Ebbene baldi frequentatori di questa scanzonata webbettola anche la visione della terza e ultima stagione di Penny Dreadful è giunta a conclusione. Per cui senza perderci troppo in ciance e in bande quello che state per leggere è il commento finale per questa discreta (ma non troppo) serie TV che hai guardato in questi ultimi due mesi.

Se volete sapere cosa il Cornerhouse pensa delle stagioni uno e due potete cliccare tip e tap (così Emanuele è contento che non citiamo solo paperi) per tutti gli altri…

Pronti noi zi va!

La terza stagione di Penny Dreadful è composta di nove episodi e vede ancora una volta i nostri protagonista alle prese con il male nelle sue forme più pericolose. La storia riprende esattamente dove era terminata la seconda stagione e si divide in tre (+1) sottotrame che (purtroppo, in malo modo) si ricongiungeranno per il combattimento finale contro l’unica creatura che ancora mancava all’appello: il re drago impalatore.

Le tre trame collegate sono quella di Ethan nel far west inseguito dalla strega, Vanessa che va dallo strizzacervelli e Viktor friendzone che prova ancora a voler approcciarsi alla sua fredda e bionda amante. Segue invece una storia quasi a se stante la vicenda drammatica e commovente di John Clear che forse rappresenta uno dei personaggi più riusciti dell’intera serie.

L’impressione che si ha quindi, per l’impostazione degli episodi, è quella di guardare un clone vittoriano de Il Trono di Spade senza però quell’ansia di perdere i propri beniamini in qualche colpo di scena imprevisto.

I primi episodi della stagione ti hanno onestamente annoiato, lenti, molto, troppo preparatori per qualcosa di grande e epico che poi non è mai arrivato ma mannaggia. Il villanzone riesce ad ottenere ciò che vuole aprendo così la strada per il finale telefonato, scontato e inevitabile e quindi senza quel pathos che sarebbe stato necessario. Ma soprattutto la ridicola uscita di scena del cattivone a fine del nono e ultimo episodio. Oh Vladimiro, succede quel che succede, ok te ne accorgi e scappi via? Tutto qui? No davvero ditemi che c’è dell’altro! Veramente imbarazzante.

Altro difetto chiave è il percorso interiore di Ethan che a metà stagione siamo tutti convinti di averlo perso, che abbraccerà il male ma poi improvvisamente in men che non si dica torna buono senza (almeno secondo te) un evento specifico che ti abbia portato a percepire come concreto il suo cambiamento.

Per questi motivi il tuo parare è che Penny Dreadful sia una serie purtroppo incompiuta che per qualche motivo probabilmente legato alla produzione non ha espresso tutto il suo potenziale nonostante un cast stellare e una buona scrittura legata da un buon filo conduttore. Un grosso peccato insomma ma è davvero evidente che qualcosa si sia rotto, per la serie “Ragassuoli domani si chiude, giriamo in fretta il finale e andiamo a casa!” 

Difficile a questo punto che questa serie TV entri a far parte della tua collezione, obiettivamente Netflix in questo ti aiuterà tanto nel scegliere solo le cose che davvero ti hanno colpito.

Voi cosa ne pensate? Avete visto la serie? A voi è piaciuta?

Ma soprattutto ora che serie consigliate di vedere al Cornerhouse?

As usual scrivetelo nei commenti.

Blade Runner Edizione 30′ Anniversario

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L’arrivo in anticipo di Mini Cornerhouse ha scombussolato un po’ la programmazione di questa settimana sulla vostra appassionata webbettola di fiducia (e non solo). Come sicuramente saprete ieri sera nella maggior parte delle sale italiche dei cinematografi sono iniziate le proiezioni di Blade Runner 2049 il sequel non richiesto e rischioso di Blade Runner il Film di Fantascienza, l’unico inimitabile film, perfetto, ineceppibile, il tuo film preferito ever, tratto da uno dei romanzi del più importante scrittore di Fantascienza Philip K Dick “Do the Androids dream of Eletric Sheep”.

Se tutto fosse andato come programma per tutta la settimana ci sarebbero stati solo post dedicati a questo tema e il primo sarebbe stato proprio questo la recensione del cofanetto da collezione dell’edizione per il trentesimo anniversario di Blade Runner in formato disco raggio blu.

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La confezione di questo cofanetto da collezione è in cartone e mette subito il evidenza la presenza del gadget incluso nella confezione l’automobile della polizia utilizzata da Deckard.

Aprendo la scatola troveremo ancora l’astuccio contenente tre dischi raggi blu e un piccolo volume cartonato intitolato “The Art Of Blade Runner”.

Nel Disco 1 troviamo il Final Cut del 2007.  Dovete sapere infatti che sia nell’edizione uscita nelle sale nel  ’82 quanto nel famigerato Director’s Cut del’92, il regista Ridley Scott non aveva avuto il totale controllo sul film per questione di money motivo che, oltretutto, ha ritardato per lungo tempo l’arrivo di una versione home video del film. successivamente riproposta, in versione restaurata, nel 2006.

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Nel Disco 2 troviamo: Versione Cinematografica Americana (1982): la versione originaria dei cinema americani – Versione Cinematografica Internazionale (1982): conosciuta anche come “Versione Criterion”, include più scene di violenza e azione e corrisponde alla versione del film distribuita da Warner Bros nel cinema europei e asiatici – Director’s Cut (1991): la versionedalla quale vennero rimosse la voce narrante di Deckard e l’happy end imposto dallo studio. Si tratta della versione nella quale venne inserita la fondamentale scena dell’unicorno dalla quale sono nate tutte le speculazioni su Deckard replicante.

Nel Disco 3, oltre al documentario Dangerous Days e a più di 1000 immagini di archivio ad alta risoluzione, troviamo anche la rarissima Workprint Version, cioè la copia lavoro del film mostrata nelle proiezioni test del film fatte a Denver e Dallas nel marzo del 1982.

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L’artbook che troverete all’interno della confezione è un gradevole volumetto cartonato che contiene molte fotografia di repertorio e parecchi schizzi preparatori per creare la scenografia d’effetto che tanto ami in questo film.

Infine l’auto di Deckard è un giocattolino gradevole e ben rifinito che riproduce fedelmente quella che vediamo nel film.

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Tirando le somme siamo di fronte alla più completa edizione per il film più bello di sempre.

Per quanto riguarda la aspettative nei confronti di Blade Runner 2049, che se tutto va bene riuscirai ad andare a vedere nel weekend, siamo su livelli alti ma non troppo. Fortunatamente le recensioni che sono già apparse parlano sull’internet parlano di un buon film di fantascienza che non insulta troppo la pellicola originale. In fondo è abbastanza lecito non chiedere di più come neanche, però, aspettarsi di meno.