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Il Trono di Spade 7×06 – Ma che bei occhi bluette!

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Ciao ragassuoli e bentrovati in questo caldo martedì d’agosto. Anche oggi tocca menar a caso tasti sulla tastiera per scommentare con il solito sconclusionato appeal l’ultimo episodio della saga delle lotte condominiali in quella calda e tranquilla valle che è Westeros.

La settima stagione è ormai in dirittura d’arrivo, una stagione che definirla ‘na mezza delusione è davvero poco, c’erano due villanzoni da sconfiggere eppure sembra che al momento nessuno dei due stia per subire la prima seria sconfitta anzi, entrambi sono vivi e vegeti (si occhei diciamo a modo loro) vorranno mica chiudure tutto in fretta e furia nell’ultima stagione. Ma almeno Meeeenchietta Corta l’aggidedede por favor.

Se fin’ora non hai mai sentito la necessità di leggerti i libri perché in fondo la serie tv ti bastava dopo questa settima stagione, di sicuro recupererai i due libri finali (se e quando usciranno, quindi farai tempo ad essere nonno). Si occhei la risata godureccia è d’obbligo. Il problema è che si sente, si percepisce dannatamente bene, come le trame sono diventate più semplicistiche, capitano cose a caso perchè altrimenti non si riesce a trovare una motivazione logica che abbia bisogno di meno di cinque minuti per essere messa in atto, allora per non perdere tempo a girare altre costose puntate facciamo che far male la sceneggiatura che ormai ci beviamo qualsiasi cosa. Ah proposito ma un Cuba Libre?

Beh, di Ciccio Martin possiamo dire peste e corna, insultare lui i suoi avi e la sua discendenza ma dobbiamo essere onesti, lui la trama l’aveva messa in piedi per bene. Qui beh avete capito no?

La puntata di oggi si intitolava dietro ar muretto  e racconta la storia di un impavido gruppo di cialtroni che hanno attraversato la barriera per andar a dar la caccia ai morti con gli occhi bluette a cui nessuno crede. Sembrava che al Cornerhouse avessero mandato i Magnifici Sette ma poi a causa di un disguido temporale e una contesa sul diritto d’autore ci si è dovuti accontentare dei Pessimi Sette. Andranno bene lo stesso si è detto, quindi vediamo come se la sono cavata.

La compagnia dell’ignorantello in realtà era anche composta da altri simpatici individui ma si sa in ogni storia d’avventura che si rispetti servono dei personaggi sacrificabili per rendere più epica la storia dei nostri pessimi sette, diciamo quindi che la compagnia era composta da sette pessimi eroi e cinque sacrificabili aiutanti.

La compagnia si è rivelata un gruppo molto eterogeneo, c’era Beric da Milan con il suo amico Thoros di Bergamo alta, Gennaro di Napoli, Tormundo il roscio d’irlanda, il grande Ser FriendZone Rifugiato in terra d’oriente, il fedele Mastino e l’unico e inimitabile Gianni Ignoranza, l’unico personaggio che tutto l’internet ci invidia.

Essendo Tormundo quello che è nato più a Nord si è rivelato subito il più esperto sulle tattciche per resistere al grande freddo non a caso le sue dichiarazioni sono state registrate per uno speciale di Super Quark dedicato al natale. “Dormire in un iglù per raggiungere il villaggio di Babbo Natale” Sentiamo subito le parole del nostro Roscio D’irlanda: “Dovete muovervi tanto, bere qualcosa di forte ma tutto questo potrebbe non bastare” un attimo di pausa. “Dovete Scopa’” “L’unica cosa che vi salverà dal freddo è Scop biiiiiiiiiip”. Qualcosa ci dice che forse tutta l’intervista non andrà in onda, oh che peccato.

Ma i momenti di alta televisione non sono mancati, dopo i “Migliori tre metodi per sopravvivere al freddo” ecco le lezioni di linguistica con il Mastino ossia come espremersi a cazzo di cane. Di piselli appunto si è argomentanto con una dialettica degna di un professore di Oxford. Excuse me sir! Could do you tell me what is the differenze between “Cock” and “Dick” please”. La più importante serie tv fantasy mai prodotta si è ridotta a questo. Fantastico. Si per carità li per li fa ridere ma honestly siam caduti davvero in basso.

Ad ogni modo i nostri pessimi ragassuoli dimostrano che almeno una cosa bene la sanno fare: Lasciar morire i giovini sacrificabili che sono diventati la preda perfetta per gli orsi non morti. Si evviva ci mancavano pure gli orsi non morti. Kirkman tu gli orsi non morti li hai? eh eh eh?

La sfiga ha voluto che anche il nostro chierico di Bergamo Alta venisse ferito, azz e mo chi resuscita i nostri pessimi eroi? Accidenti.

Il peggio è passato, gli orsi non-morti-che-Robert-Kirkman-non-ha sono scappati e finalmente i nostri eroi hanno scoperto un piccolo gruppo di scout non morti e decidono di attarccarli che ci vuole loro non hanno lo spadone di fuoco +5 danno da fuoco.

La vittoria arriva facile per il nostro manipolo di baldi eroi con ancora qualche membro sacrificabile, riescono pure a rapire uno dei non morti per portarlo dall’altra parte “Der Muretto” quando Giannino, si accorge che la situazione sta per diventare un pelino incasinata. Avete presente quando nei film di zombi improvvisamente si  aprono le porte del super mercato e i lenti ma inesorabili non morti ambulanti iniziano ad entrare? Ecco immaginate la scena al fast foward e otterrete il risultato di “Gennaro tu che si veloce, fa ‘nu favore a mamma tua, corri e manda ‘na cornacchia a dragoroccia” mentre tutti gli altri sovravvissuti non fanno altro che correre su un lago ghiacciato sperando di morire per il freddo piuttosto che affettato da simpatici amicici con gli occhi bluette.

Lasciamo per un istante in questo momento epicamente drammatico i nostri pessimi sette che beh ora si tutta la compagnia dell’ignorantello si è ridotta a loro. I Sacrificabili son finiti ora tocca a qualcuno di loro. Restiamo però al Nord al compensorio di grande inverno. Meeenchietta Corta-devi-morire-male continua a tessere il suo malvagio piano per mettere contro le sorella Kardashan ehm non Stark. Come prevedibile ci riesce ma ciò che peggio Arya è già pronta a sguinzagliare la sua arma segreta Lyanna Mormont. Salsa è terrorizzata e inciampa nella maniera più goffa possibile nel piano di Meenchietta. Ma per iddio!

A Dragoroccia invece è già tempo di pensare al futuro. Il lungimirante e loquace Tirione è intento a cercare di far ragionare la sua focosa amministratrice delegata Dananana che a detta sua, ogni tanto si lascia far prendere dall’ormone di quei giorni e tende a combinare qualche casino. Dananana come è ovvio non la prende benissimo, ma prova un brivido di libidine lungo tutta la schiena quando Tirione le ricorda che tutti i manzi che hanno avuto a che fare con lei, Daaario, Ser Friendzone e Carlo Drogo I si son tutti innamorati di lei. Succederà anche a Giannino? Le chiede Tirione. “Te la suggerito HR Wells, ammettilo Tirione! Ti ho visto che guardavi su Sky la sua turbo rivista del cuore!”

Ritorniamo dai nostri pessimi eroi. è passata la notte. Gennaro è arrivato “Ar Muretto” e ha mandato i corvi grazie alla rete in fibra ottica che hanno posato da poco per realizzare il bed and Breakfast di Eastwatch. Purtroppo però il membro di Bergamo Alta si è spento. Oh che peccato. La situazione si fa complicata o arriva qualcosa di grosso a salvarli o mannaggia alla miseria qui moriranno tutti.

Un piccolo flash prima del gran finale. Salsa riceve un corvo: “Il suo numero di cellulare è stato estratto come vincitore di un aifon7plus venga ad approdo del re a ritirarlo”. Ah ah Meenchietta Corta si diverte a giocare all’inganno della cadrega! Salso clicca si e accetta ma manda Brianna a ritirare il premio.

Eccoci è la fine per i nostri pessimi sei eroi, son nella cacca e nel ghiaccio fino al collo ma quando è ormai troppo tardi fa fan farafan fan farafan arriva Dananana con i suoi tre arrosticini Carlo Drogo II, Prilaviserion II e Ruggero II pronti a scatenar l’inferno su quella manica di sfighenzi non morti!

Evviva, i nostri eroi son salvi, evviva evviva. Peccato che non avevano fatto i conti con il Re Della Notte vincitore dell’oro alle olimpiadi del ’68 per il lancio del giavellotto. Un Colpo secco e PirlaViserion cade ferito in un mortale bagno di sangue! Nuuooooo abbiamo perso il Drago! Indovinate a breve cosa accadrà!

Giannino urla “Scappate che questi 346492205 zombi li uccido io”. Ma viene trascinato in acqua da alcuni di loro. Accidenti! Il resto della squadra vola via evitando il secondo giavellotto che Carlo Drogo è uno esperto. E meno male.

Dopo circa quindici minuti di appea in quel lago freschetto, Giannino riemerge è capisce finalmente di non aver avuto una grande idea. “Ops” dice tra se e se. Ma dopo il prevedibile intervento dei draghi ecco arrivare anche lo zio Benjen che dimentica all’improvviso che gli zombi son lenti e decide di diventare l’ultimo sacrificabile di giornata. Oh che noia!

Giannino fugge con il cavallo e imposta il pilota automatico per arrivare a East Watch per essere salvato e imbarcato sulla prima nave per Dragoroccia.

Dananana si prodiga di premurose cure verso il suo giovane nuovo spasimante ignorando che l’ignorante è il suo nipotino. Al suo risveglio Giannino decide di chiamarla regina e vissero felice e contenti ah già no, mancano ancora sette inutili puntate.

Dimentichiamo qualcosa vero? Il momento che anche i muri già sapevano. Il buffo Cliffhanger prima dei titolo di coda. I Non morti ora hanno un Drago anche loro: Pirla Occhi Bluette

Giù il sipario!

 

Star Wars Legion. La vera battaglia è il commercio!

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In questi giorni (per chi non lo sapesse) si sta tenendo sul suolo amerriggano la GenCon ossia la più importante fiera di giochi da tavolo al mondo (o poco ci manca) diciamo che è tra le due più importanti al mondo e si gioca il primo posto con la fiera di Essen. Meglio Così?

Per questa ragione tutti i blogger seri, i siti web dedicati e questa povera webbettola poco considerata dai giocatori troppo snob, sono alla ricerca compulsiva di niuss, immagini esclusive e qualsiasi cosa pur di essere i primi e guadagnare due click in più. Prima si è spammato a testa bassa con Dragonholt, poi con i tuffi carpiati con Fallout poi con Civilization e ancora più istericamente con la quarta edizione di Twlight Imperium. é stato stupendo vedere come all’annuncio delle due riedizioni di questi due ultmi giochi citati sono apparsi sul mercatino le edizioni attuali in vendita anche a prezzi imbarazzanti. Ma la gente pensa che sono tutti stupidi? Vabbè sorvoliamo che è meglio… che al Cornerhouse i mercatini dell’usato con prezzi quasi pari al nuovo non si son mai capiti.

L’ultima sparata” made in Fantasy Flight Games è Star Wars Legion O-t-t-a-v-o gioco uscito in questi ultimi anni dedicato alla galassia lontanta lontana. Fico no? Beh per noi giocatori direi proprio di si. Anche perchè Legion conterrà una bella secchiata di plastica che andrà a comporre una bella serie di miniature tra cui l’ennesimo Darty e l’ennesimo Luchino pronti a guidare degli eserciti per conquistare ancora una volta la galassia.

Per la niuss ufficiale fatevi un giro sul sito FFG così vi leggete la notizia paro paro a come l’hai letta tu.

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La vera questione però è un’altra, che però oggettivamente, può non interessare a tutti perchè è di natura commerciale e politica, quindi se non vi interessano le manovre di business delle aziende del settore dell’intrattenimento ludico, beh ciao ci si legge presto, anzi prestissimo… per tutti gli altri per di qua. Facciamo strada.

Dopo il divorzo con tra FFG e Games Workshop (la mamma di Warhammer) sembra che la statunitesse FFG si sia lanciata con il coltello tra i denti in una guerra all’ultimo sangue con la casa inglese. Prima Runewars a candidarsi come nuovo warhammer fantasy battle” ora questo Star Wars Legion a tentare di insinuarsi tra i fan dei tabletop futuristici tentando di rubare la scena a Warhammer 40K. Da parte sua la GW sembra non sia rimasta con le mani in mano buttandosi lei stessa nella creazione o ripublicazione di quelli che un tempo venivano chiamati specialist games nel 2016 sono tornati Warhammer Quest e BloodBowl quest’anno dovrebbero arrivare Necromunda e Talisman (No davvero facciamo la guerra con Talisman?).

Da questo punto di vista la FFG sta vincendo a mani basse d’altronde questa società americana può contare su eccellenti game designer e una vagonata di tester (non va certamente sottovalutato il lavoro di bilanciamento dei giochi). Runewars infatti ha davvero un sistema di gioco gagliardo mentre Warhammer Quest e BloodBowl hanno campato grazie al fattore nostalgia ma sono passati un po’ così tra diffidenza e eccessive” critiche verso i loro regolamenti non troppo aggiornati con le nuove mode. La GW ha sempre avuto questo difetto: pessimo se non assente playtesting dei proprio giochi, situazione che ha portato più volte a momenti davvero imbarazzanti a causa di sbilanciamenti davvero pesanti.

Dove però la Games Workshop è ancora troppo forte è sul fronte del modellismo. Dai non c’è nulla da dire, le loro miniature sono da sempre IL livello di riferimento per tutti mentre la FFG per quanto ci stia provando è ancora lontana parecchio da quel livello. La plastica di Runewars è ancora troppo morbida e le sculture sono solo discrete.

Rimanendo in tema modellismo” l’utenza GW è abituata a montare e modificare miniature, i giocatori da tavolo no. Sul forum della tana dei goblins hai letto davvero le domande più disparate e ci sta perché se uno è niubbo è giusto che chieda prima di fare qualche cazzata ma è evidente come il pubblico medio vuole una situazione alla Descent. Tutto deve essere già bello che pronto.

In questa guerra millionaria si è poi infilata anche la CoolMiniOrNot con il gioco di battaglie del trono di spade di cui abbiamo parlato proprio pochi giorni fa. La CMON sta applicando anche lei la sua particolare politica a suon di millioni con i suoi Kickstarter della madonnina, miniature pre assemblate ma di una qualità davvero eccezionale. I loro giochi poi puntano sempre verso un utenza molto eterogena grazie alla creazione di regolamenti molto semplici e dalla forte spinta action.

L’impressione è che il gioco di miniature stia tornando di moda e tutte le società di produzione dei giochi ci si stiano buttando dentro. Chi la spunterà?

A Corollario di questo fiume di parole ti resta ancora una domanda a cui per ora non c’è risposta. Ma in tutto questo Assalto Imperiale che fine farà? Il motivo per cui il titolo è andato alla grande è stata proprio la sua componente Skirmish, Legion proporrà battaglie sia campali che piccole schermaglie. Ci staremo mica dando la zappa sui piedi pur di giocare aggressivi contro i nostri avversari?

E intanto sul fronte APP per giocare Assalto Imperiale Full Coop tutto tace. Accidenti, perdincibacco, urca urca tirulero oggi splende il sol!

Rayman Legends Definitive Edition (Demo)

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Una nuova demo scaricabile dall’Eshop Nintendo? Evvai! Si tratta di un platform coloratto, pucciettoso e ironico? Oh siiiiii. Fantastico! Non resta che premere scarica”. Daje!

Quando si tratta di Demo ecco che il tuo essere critico e spilorcio viene fuori all’improvviso. Bene, bene adesso posso provare il gioco e rendermi conto che non fa per me e risparmiare 60 eurosesterzi”

Ma la realtà questa volta è un po’ diversa. Fin dall’annuncio della conversione di Rayman Legends per Nintendo Switch sei sempre stato piuttosto incuriosito (ricordate sempre che hai la saltato la WiiU). I video dimostrativi ti avevano già convinto ed ora con questa demo hai avuto l’occasione di confermare o smentire le tue prime buone sensazioni.

La demo del titolo Ubisoft ti da la possibilità di assaggiare tutte le principali modalità di gioco che poi andranno a comporre il titolo definitivo. Si parte da due classici livelli di gioco Teensies In Trouble” e “Toad Story”, entrambi di bassa difficoltà ma che fanno capire precisamente il target principale a cui è rivolto Rayman Legends definitive edition ossia il casual gamer. Si perchè questo giochillo” ha tutte le carte in regole (per quello che visto dalla demo, ovvio) per essere l’apoteosi del casual gaming in portabilità. Le caratteristiche che ti hanno colpito di questi due livelli sono la durata complessiva ridotta e l’elevata rigiocabilità per via del sistema di punteggio a stelline tipico dei titoli per i chiaccheroni evoluti (Mele o androide che siano).

L’idea di “accendo un attimo la console e vedo se riesco a fare tre stelline in quel livello” sembra essere il principio che si cala alla perfezione con la combinazione Switch e Rayman Legends. Insomma la demo sembra aver confermato tutto l’entusiasmo che avevi già per il titolo.

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Che poi è facile tessere elogi per un titolo che al momento della sua uscita raccolse consensi un po’ ovunque, niente di nuovo insomma, ma non va sottovalutato l’aspetto che oggi sulle vecchie” console si può trovare a prezzi più che abordabili quindi la domanda chiave a cui volevi dar risposta è val la pena prenderlo su Switch a prezzo quasi da titolo tripla A?

Per dare questa risposta continuiamo a vedere le altre modalità di gioco.

La seconda modalità che hai provato nel livello Castle Rock” è il platform musicale in cui si dovranno affrontare una serie di salti e ostacoli a ritmo di musica. La tipologia è divertente ma a differenza di un rhythm game più evoluto il gioco ti è sembrato molto permissimo sulle azioni di gioco.

La terza modalità di gioco è presentata dal livello Murfy’s Touch”. Da quanto hai capito è esclusiva di Nintendo Switch e praticamente permette di giocare sfruttando le caratteristiche giroscopiche e touch di Switch.  Il classico giocare come con uno smartphone con un singolo dito più enigmi ambientali risolvibili con la rotazione della console. In pratica un altro punto a favore.

Poi c’è anche la quarta modalità: Kung Foot il giochino (nel giochino) multiplayer in cui uno contro uno si giocherà a calcio picchiandosi con lo scopo di segnare nella porta avversaria. Compreresti Rayman già solo per questa sciocca modalità perché accidenti se è divertente, dannatamente divertente!

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Johnny ma facci capire, stai cercando giochi per cellulare o giochi di un altro livello? No no, stavo proprio cercando questo Rayman Legends Definitive Edition solo che ancora non lo sapevo. Ora che lo so, beh, non resta che tener d’occhio l’amazon che a settembre arriva per poi darci dentro appena il prezzo diventa succoso! Si, con i Dayone per un po’ hai smesso…

Joker di Brian Azzarello

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Ti eri da poco trasferito a Roma ed una delle prime cose che hai fatto per cercare di sentirti un po’ a casa fu quella di andare alla fiera del fumetto locale. A Roma organizzano il Romics, fiera che oggi consideri tra le più deludenti tra quelle a cui hai partecipato ma ai tempi ti andava più che bene. Andava bene anche a Carlotta che in fondo, di questo mondo si è appassionata proprio grazie al vostro rapporto e quindi ai suoi occhi appariva tutto così fantastico. 

A quel tempi in cui eri una persona rispettosa del denaro si entrava in fiera con un budget prefissato piuttosto ridotto. Se non ricordi male era più o meno 30 crediti imperiali a testa, non di più. Carlotta lo investiva in arretrati di Brendon e Dylan Dog tu cercavi sempre qualche vecchio albo di Star Wars della Magic Press o qualcosa legato al cavaliere oscuro.

Da uno dei tuoi primi Romics uscisti con il Joker di Brian Azzarello e con il Cavaliere Maledetto di Tim Sale due letture che proprio in questi giorni hai ripreso in mano perché davvero non li ricordi più e ti va di rinfrescare la memoria e quindi eccoci qui a battere i soliti tasti a caso sulla tastiere cercando di formulare fregnacce sensate a proposito del Joker e della Graphic Novel a lui dedicata.

Fin dalla copertina l’albo dimostra un grande potenziale. Inquietante, macraba ma allo stesso tempo è quasi pittorica. Davvero un gioiellino di copertina. L’altra cosa che salta all’occhio subito è la raffigurazione del Joker figlia dell’opera attoriale di Heath Ledger. Non a casa l’albo è uscito più o nello stesso periodo anche se le movenze del pazzo criminale di Gotham ti hanno, per certi versi, ricordato il Joker di Jack Nicholson.

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La storia scritta da Brian Azzarello è un’opera Pulp Noir che racconta dal punto di vista di Jonny (che coincidenza), un nuovo affiliato alla banda del Joker, come il Joker stesso, dimesso dal manicomio di Arkham si metta subito in testa di riprendersi il controllo della città finita in mano agli altri principali villanzoni del cavaliere oscuro.

Siamo di fronte ad una Graphic Novel che si ispira chiaramente al genere Hard Boiled e lo fa con stile e proponendo personaggi coerenti con l’immaginario batmaniano senza snaturarne nessuno ad eccezione di Edward Nygma che non ti ha fatto morire per via del suo apparire il capo di gang hip pop. Fortuna che compare per poco tempo.

La lucida follia del Joker è ben presentata quindi, per quanto la storia a grandi linee sia prevedibile, riassumibile in: Il vecchio boss va da i nuovi boss a reclamare quanto è suo uccidendo chi non è d’accordo, riesce a tenere altra la tensione proprio grazie all’imprevedediblità del Joker che da un momento all’altro anche in una situazione di calma apparente riesce a creare delle situazioni al limite del grottesco.

Anche l’aspetto grafico è davvero di un livello molto alto. Dai disegni alle chine ai colori, tutto è veramente pregievole rendendo questo Joker un’opera completa sotto ogni punto di vista.

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Dopo The Killing Joke, hai letto che in molti considerano il Joker di Brian Azzarello come la migliore opera sul personaggio (è anche stato bello vedere come siti e blog si scopiazzano le recensioni). Tu non te la senti di dire altrettando ma confermi l’ottima qualità del fumetto che si è rivelato proprio la storia che ti andava di leggere in questi giorni e che fa passare il Batman di Rinascita come un fumetto un po’ bah… ah i tempi andati…

Ah già a proposito, ma Batman in tutto questo che fa? Compare,tranquilli, ma per poco pochissimo tempo solo nel preciso istante in cui se ne sentiva la necessità.

Mi chiamo Jonny Forst, ma c’è bisogno che ve lo dica, giusto? Lo sapete, sono qualcuno… sono sul tetto del mondo e guado in basso. Sapete cosa vedo?

Volete sapere cosa vedo? Vedo voi… una malattia che esite da prima di Gotham, la città che ha infettato.

Una malattia che è più vecchia di ogni città. Diamine, probabilmente è la malattia che ha costruito la prima città. Ci sarà sempre un Joker perchè non esiste una cura.

Nessuna cura.

Solo un Batman

 

Infine ricordatevi che è in corso il primo sondaggio del Cornerhouse. Mi raccomando se vi interessa e seguite il mondo DC Comics, votate! Grazie!

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Dojo Kun. La Reunion della Gilda passa per il giappone.

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Domenica 13 agosto 2017 è una data che andrà ricordata negli annalli e celebrata con scene di giubilo ed isteria perché dopo più di un anno la gilda si ritrova a casa tua e di Carlotta per una serata ludica! Che evento, che meraviglia.

Beh non proprio, qualcosa che non ha funzionato c’è stato anche questa volta ma andiamo con ordine.

Non era la prima volta che Dado tentava di riorganizzare una serata ma complici soprattutto gli impegni lavorativi di Klaus non siamo mai riusciti a portare a termine una pianificazione accettabile e così la maggior parte delle sue proposte sono purtroppo passate in cavalleria. Eh Vabbè. Ma domenica complice i favori delle stelle, con il toro nella vergine, qualcosa è cambiato. Ci siamo sentiti il giovedì con Dado che dice: Oh rega, io ci sono questa settimana fino a domenica.” Con un po’ di incastri gli confermiamo per domenica sera. Ok allora ci vediamo domenica alle 21” Gli hai risposto tu.

Il giorno stesso su uozzappe scrivi ancora “Mi raccomando puntuali questa sera. ore 21”.

Si fanno le 21:00 e non arriva nessuno. Alle 21:15 arriva Dado: Ho portato le birre” “Ottimo ottimo” gli hai risposto tu.

Vi sedete intorno al tavolo. Dado inizia con la testa a girare tra le librerie per vedere tutti i titoli che si sono aggiunti alla collezioei e rimane piuttosto stupito dal fatto che fosse passato più di un anno dall’ultima serata ludica insieme. Cominciamo poi a parlare di viaggi, vacanze e infine da mezzi adulti parliamo di come sistemar casa, mobili e altre noiosità.

Si fanno le 21:45 e di Klaus ancora nulla. Decidi a quel punto di scrivergli sulla chat. Uno poi inizia anche a preoccuparsi. Accidenti. Ma niente nessuna risposta.

Alle 22 Klaus chiama. “Ragazzi mi sono dimenticato che dovevo venire da voi!” e bum!

Non potete immaginare le espressioni di tutti noi. Avremmo potuto chiudere la serata li. Dirci: “oh ciavemo provato. Ci si vede alla festa di ferragosto.” E invece Dado, voglioso proprio di giocare si fa portavoce del no siamo qua giochiamo.

L’idea della serata era di far provare alla Gilda Dojo Kun e se ci fosse stato altro tempo Blood Rage. Due titoli piuttosto interessanti che danno il loro meglio con il massimo numero di giocatori previsti ed essendo dei tutti contro tutti” si adattavano perfettamente alla tipologia di giochi che avrebbero potuto funzionare per la serata. Alla fine si opta per Dojo Kun.

Dojo Kun è un gioco sviluppato da Roberto Pedrestin, un autore italiano, e distribuito grazie ad Asterion/Asmodee Italia. Da 1 a 4 giocatori, lo scopo del gioco è quello di assumere il ruolo di maestro di una palestra di arti marziali e trasformare il proprio Dojo nel più prestigioso tra tutti attraverso una fase puramente gestionale acquisendo attrezzi e ingrandendo la palestra o acquisendo popolarità con azioni nobili nei villaggi e una puramente american” sfidando le altre palestre nei due tornei di fine stagione.

Dojo Kun è quindi un bel mix di spunti interessanti che metteno insieme il classico gioco stile piazzamento lavoratori e una fase prettamente Dadosa dove la fortuna può giocare la sua parte.

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Per Dado era la prima partita, per noi quasi visto che era da gennaio più o meno che non tiravate fuori questo titolo e quindi il seguente commento può essere tranquillamente assimilato ad una prima impressione ragionata a fronte di circa cinque partite.

La prima partita a Dojo Kun ci si sente un po’ spiazzati, si tende a puntare tutto sui tornei (che danno una fetta importante di punti specialmente se li si vince) quindi si eseguono azioni con lo scopo prioritario di potenziare uno o due lottatori per cercare di renderli il più forti possibile per evitare” il fattore dado. In effetti qui va spezzata una lancia a favore dell’autore che ha fatto degli studi importanti sui tiri di dado, creando un sistema evoluto di sasso carta forbice che se compreso, è vero che si tirano dadi ma è facile capire chi tra i due lottatori in sfida sia più forte.

Questo approccio piuttosto da niubbi può portare a una partita in cui il giocatore con il guerriero migliore riesce a stracciare gli altri con punteggi molto distanti tra di loro, ma non solo, la sensazione che si ha è che il gioco sia abbastanza banalotto e che la fase gestionale” del piazzamento lavoratori sia un mero pretesto per allungare il brodo.

La partita infatti finisce con una vittoria schiacciante di Dado che con il suo uber guerriero vince l’ultimo torneo che regala una saccata di punti. Si è fatta la mezza notte e così si pensa che tutto sia finito, invece Dado, preso bene dalla vittoria, propone una rivincita. Vuoi non accontarlo?

La seconda sfida invece riesce finalmente a far emergere l’importanza della fase inziale di piazzamento lavoratori: sia tu che Dado iniziate fin da subito a impostare una strategia votata alla creazione di una palestra importante con parecchi attrezzi e numerosi lottatori. Carlotta invece probabilmente a causa della stanchezza rimane un po’ indietro giocando una partita analoga a quella precedente.

Iniziare a sentirsi meno spaesati nelle scelte sul tabellone inizia a dare le sue soddisfazioni capire che ci sono scelte apparentemente meno efficaci ma che hanno una loro utilità è molto appagamente e veder la crescita della propria palestra è davvero molto stimolante.

Alla luce di questo, l’impatto del primo torneo è praticamente minimo mentre il secondo risulta un po’ più pesante ma comunque non determinante perchè la ciccia dei punti vittoria è arrivata praticamente da fuori.

Una scelta molto intelligente da parte dell’autore è quella di include una palestra gestita dal gioco che partecipa ai tornei se i giocatori non mandano otto lottatori come partecipanti quindi in una partita a tre giocatori almeno due guerrieri arriveranno dal Dojo Bot. Questi avversari sono molto forti e garantiscono un grosso bilanciamento tra le due anime del gioco perchè il grosso dei punti si fa vincendo i tornei, i piazzamenti contano fino ad un certo punto.

La seconda partita finisce nelle tue mani con un punteggio di ventisette punti contro i ventitre di Dado. Ben venti punti dei tuoi sono arrivati extra torneo, soltanto aver portato in finale nel secondo torneo il tuo guerriero ti ha fruttato sette punti.

Per gli amanti dei numeri e dei voti potremmo dare un sei a Dojo Kun dopo la prima partita e un otto dopo la seconda. Per questioni di media facciamo sette e un mezzo punto lo aggiungiamo per via della componentistica molto, molto carina. I lottatori sono delle caricature dei personaggi famosi degli 80 e dei videogiochi.

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Rimane un ultimo aspetto che non sei in grado ancora di valutare che può pesare almeno mezzo voto facendo oscillare il giudizio finale tra il 7 e l’8 ossia la longevità. Dopo quante partite il gioco verrà a noia? Probabilmente se giocato non troppo spesso tutto rimarrà sempre piuttosto godibile e lascerà sempre la sensazione di essere una interessante voce fuori dal coro. La tua paura che troppe partita ravvicinate portino ad una cristallizzazione delle strategie e quindi al fatto che il gioco esaurisca il suo fascino molto in fretta. Motivo per il quale secondo te il gioco non andrebbe abusato. O quanto meno, da parte dei giocatori dovrebbe esserci anche la voglia di sperimentare strategie differenti.

I sui grandi pregi sono proprio la grafica e l’ambientazione che è molto percepibile per essere un piazzamento lavoratori a cui spesso l’aspetto del tema è qualcosa di appiccicato sopra le meccaniche. Proporre Dojo Kun anche ha giocatori non esperti può rivelarsi davvero un successo se chi lo spiega riesce a far capire l’importanza della prima fase. Forse è stato anche un tuo errore durante la spiegazione ma d’altronde era quasi un gioco nuovo anche per te visto tutto il tempo che è trascorso dall’ultima partita.

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La voglia di riproporre Dojo Kun c’è e magari a settembre, Klaus permettendo, potrebbe essere l’occasione per rimetterlo in tavolo e vedere se tre giocatori con ormai chiaro il regolamento in testa, possono dar vita a delle partite entusiasmanti.

Concludendo. Le prime impressioni su Dojo Kun sono positive e quindi il Cornerhouse consiglia di provare almeno una volta questo titolo.

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