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Mercurio Loi 7. La Testa di Pasquino

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Bentrovati ragassuoli, il cornerhouse chiede venia per la sua assenza ma questi giorni di ponte sono stati dedicati (nel tuo caso, sei stato obbligato) alla ricerca dei regali di natale per tutta la famigghia e la non troppo ristretta cerchia di amicici. Oh che devi di? Carlotta ha una fitta rete di rapporti sociali, tu preferiresti l’eremo con una connessione ad internet e la certezza che i corrieri dell’amazon sappiano trovarti. Vabbè, opinioni.

Quindi non basterà il fatto della spesa, che è un fattaccio certo, ma dovrai sopportarti pure cene, o nei casi più fortunati una visita pomeridiana, per lo scambio dei regali. Mannaggia alla peppetta che due palline!

Ad ogni modo non perdiamoci in ulteriori facezie e torniamo a ciarlare a sproposito del nostro fidato ex sherlock de noantri, diventato ormai fumetto d’avanguardia da edicola  e da attesa dal medico, il sior Mercurio Loi.

Siamo quindi arrivati trulli trulli al settimo numero di questo albo mensile (anche se alcune voci sostengono che potrebbe subire una pausa o un rallentamento) e ormai “ce stai dentro na cifra” nell’ottica di come va interpretato questo fumetto per tanto nun stiamo cazzeggia’ troppo, anche il settimo numero di è piaciuto. Quindi, bene avanti così.

In questo numero di Mercurio Loi è ancora una volta, il metatesto che rende l’albo qualcosa di affascinante. Ispirato, probabilmente, anche dal lavoro di Poe ne “Il Cuore Rivelatore”, Alessandro Bilotta esplora il significato della fine, non solo come morte, ma chiusura di un ciclo, di una fase della vita, lo fa attravero un omicidio e la relativa fuga di uno dei personaggi già apparsi durante la piccola continuity su cui si sta sviluppando la trama principale.

Ricordi, rimpianti e altre emozioni che fanno parte della nostra esperienza sono i protagonisti di questa storia che ha il pregio di mettere in evidenza la solidità dell’ambientazione in quanto Mercurio Loi è solo uno dei personaggi che popolano il racconto.

Provate a pensare ad una delle vostre fasi della vita e a cosa avete fatto dopo che si è chiuso un ciclo, una fase del vostro percorso. Cosa avete fatto per superare un trauma o per spingermi ancora più la o a cosa avete fatto quando vi siete accorti del tempo che passa?

Nel tuo caso lo hai raccontato giusto qualche post fa, l’ultimo esempio è stato proprio qualcosa del genere. Chiusa la tua attività da libero professionista, hai cercato di trovare qualcosa che ti obbligasse a guardare le cose con divertimento e ti facesse sorridere. Magari non sarà la strada per tutti ma con te, accipicchia, ha funzionato.

Una domanda comune è come avete reagito alla fine di un rapporto, cosa avete fatto per sconfiggere la delusione? Restando ancora sul personale tu quando si è interrotta la relazione con una pischella, prima di incontrare la tua dolce metà, visto che ti trovavi a Milano e soffriri il traffico (si Roma ancora non la conoscevi) ti sei fatto la moto.

Incredibile, davvero, come un fumetto acquistabile in edicola sia in grado di spingerti a riflette così a lungo. Voi avete qualche esperienza simile? Se vi va di raccontarla scrivetela nei commenti che come al solito ne ciarliamo un po’!

Cià!

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Donald Quest. L’anteprima del Panini Free Comics Day

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Bentrovati ragassuoli, come anticipato nel post di domenica sullo scappamento (cit Batman Crime Solver e Toto’), oggi su questa webbettola appassionata di fregnacce varie, cerchiamo di capire se val la pena comprare i prossimi numeri di Topolino per leggersi subito subitissimo la saga di Donald Quest.

Come certamente saprete, mediamente i giudizi o presunti tali che leggete su questa webbettola, sono sempre di manica larga anche di fronte allo strazio, vedi Alien Covenant (Giusto Red Bavon?) per cui alla fine si cerca sempre di tentare di vedere quel poco di positivo che c’è anche se tra le righe viene scritto “questa è ‘na schifezza”. Già, il critico non potresti mai farlo.

A maggior ragione non potresti mai scrivere, dopo aver letto soltanto le prime pagine di un fumetto che è brutto anche perché, dai, nun su po’ fa’ almeno aspettiamo la fine della serie no?

Però al momento tra prime pagine di Donald Quest e la tua umile persona non è scattata la scintilla. è mancato quel qualcosa che ti abbia fatto dire, “wow ma che pheegoo” eppure l’ambientazione Pacific Rim in salsa steampunk, potenzialmente cool, ti è sembrata, oh mi raccomando ricordate sempre che è una prima impressione, un pretesto per vendere giocattoli. Provi a spiegar meglio. Leggere un albo di Topolino, per te che sei un bimbo cresciuto, significa riconoscere anche la proprio parte pischella e darle spazio. Il linguaggio e le situazioni che vengono presentate sono sempre indirizzate verso uno specifico target ma Topolino possedendo il talento di comunicare pensieri universali e trascendenti l’età del lettore, anche un adulto può trovare piacere nel leggere queste storie.

In Donald Quest invece ti è sembrato di leggere una storia con un linguaggio molto diverso, troppo distante anche per la tua pischellitudine. Le schede tecniche dei robottoni inserite nel susseguirsi delle pagine (quini non presentate come “contenuti aggiuntivi”) ti hanno davvero spiazzato. Se tu fossi il capoccia Disney, davvero penseresti  di farci dei pupazzetti o addirittura un gioco di carte alla Magic, molto light ovviamente. Sei convinto che potrebbe funzionare e vendere, non a te però, sorry.

Ora, cercando di fare un po’ il punto della faccenda, hai deciso che (purtroppo purtroppo)  non comprerai i Topolino necessari per leggere questa saga ma aspetterai di vedere se la serie verrà raccolta in qualche volume per capire se la tua scimmia la vorrà ancora.

Oh mi raccomando, so che alcuni di voi leggono Topolino quindi a gennaio fateci sapere se poi la serie diventa gagliarda e sfrutta a dovere un’ambientazione potenzialmente very pheegosa che lo sappiamo non sarebbe la prima volta che cambi idea o che non capisci una fava di quello che leggi!

Per questo aspettatevi in un futuro di leggere su questa bettolaccia di quando Donald Quest sia stato un fumetto imperdibile per tutti gli appassionati Disney.

Cià

Dylan Dog Speciale 31 – Nemico Pubblico n1

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Buon lunedì ragassuoli, oggi per la prima volta quest’anno, parliamo sulla vostra appassionata webbettola di fiducia, di uno dei più importanti fumetti italiani edito dalla Bonelli e da qualche tempo sotto le cure di Roberto Recchioni ossia Dylan Dog. Per farlo però, non ci occupiamo della serie regolare, che non compri da una vita, ma dello speciale annuale 2017 che si pone come il terzo (e forse ultimo) tassello della storia che Alessandro Bilotta (si il papa’ di Mercurio Loi) ha scritto negli ultimi tre albi annuali.

La Case Delle Memorie, La Fine e il mio Inizio e Nemico Pubblico n1 raccontano di un ipotetico futuro in cui la piaga zombi si diffonde riducendo in crisi il mondo conosciuto. Groucho purtroppo, non solo è stato contagiato, ma si trattava addirittura del paziente zero. Dylan Dog non avendo avuto il coraggio di ucciderlo in tempo a fatto sprofondare nel caos il nostro pianeta.

Quello che abbiamo tra le mani è quindi un Dylan invecchiato e stanco che ogni giorno si sente il carnefice di quest’inferno per un suo unico gesto egoistico, quello di aver avuto pietà per il suo amico di sempre.

Nei primi due numeri abbiamo assistito ad un viaggio di redenzione di Dylan che sopraffatto dall’angoscia accetta prima la vita in un villaggio sicuro (ma a quale prezzo) per poi recuperare il carattere di un tempo e ricominciare a lottare, mentre in questo terzo numero la centralità della trama è legata alla strana storia d’amore tra due scarti della società, una donna ormai schiava della chirurgia estetica il cui corpo è prossimo al rigetto totale e un vecchio anch’egli in condizione precaria di salute che si rivelerà essere niente meno che Xarabas il padre di Dylan Dog.

Questo speciale condivide con Mercurio Loi la paternità di Alessandro Bilotta e la sua impronta si sente dalla prima all’ultima pagina. Lo stesso stile, la stessa gestione dei tempi e l’introspezione nascosta tra le righe dei personaggi sono un modo di sceneggiare questi fumetti che inizi a comprendere e che di conseguenza ti gusta sempre di più.

Non è un caso infatti che ti sei avvicinato a questi speciali proprio dopo aver letto il numero de Le Storie di Mercurio Loi giusto un anno fa. Con il mondo Bonelli sei soggetto a innamoramenti in principio c’è stato Claudio Chiaverotti con il suo Brendon (amore che purtroppo non si è rinnovato con Morgan Lost) poi è stata la volta di Pasquale Ruju (Hellnoir ad esempio) e adesso sei rapito da Bilotta. Eh oh, è così!

Recchioni ha scritto una cosa importante: è davvero un peccato che si debba aspettare un anno per leggere di questo Dylan Dog e tu sei –accidenti- d’accordo. Ah, ti piacerebbe dire che Rrobbe dice solo fregnacce ma purtroppo nu se po’, nu ce riesci. Una volta hai quasi scritto interamente un post su Alien citando quasi ogni sua parola. Magari ai più starà sulle balle, ma evidentemente sa il fatto suo. Mannaggia alla peppetta.

Tornando a bomba allo speciale 31, Alessandro Bilotta riesce nel -per te- incredibile intento di farti appassionare alla storia d’amore tra Xarabas e Marlene (magari ispirata a Marlene Dietrich ) a entrare in empatia con questi due personaggi e ha sentirti emotivamente invischiato nel loro strambo rapporto amoroso. Dylan Dog è un contorno, che comparirà solo dopo la metà dell’albo (parliamo di ottanta pagine, quasi un albo mensile completo) e diventa solo necessario per caricare ulteriormente di epicità l’inevitabile confronto finale tra padre e figlio.

Il finale chiude la storia con un fatto non chiaro, di quelli che –oh accidenti- ma siamo sicuri sia successo, no dai, se non c’è quella scena non può essere successo, lasciandosi comunque la porta aperta per continuare forse in futuro la storia. Chissà.

Questa saga quindi ti sta piacendo davvero moltissimo la trovi senza voler esagerare una ventata d’aria fresca alle solite storie di zombi, costruita abbandonando la crudezza e le violenza del mondo di Rick Grimes e Negan favorendo uno strano mondo desolato e decadente, quasi delicato,  in cui i pochi essere viventi non zombi sono i reietti della società, in cui strane sette credono di conquistare l’immortalità attraverso il sangue marcio dei ritornati.

L’alternativa qual’è? Accettare una vita in gabbia, nascosti da spesse mura di cemento armato in cui sei obbligato a dimenticare tutto quelle sei stato sino a quel momento morendo dentro per non morire fuori.

Le tavole di Nemico Pubblico N1 sono a cura di Sergio Gerasi il quale con un tratto molto molto tremante e graffiato riesce a enfatizzare le emozioni dei protagonisti della storia. Lo stile si sposa dunque molto bene con la scrittore di Bilotta. Il non detto, senza nessuna didascalia viene egregiamente fuori dalle tavole di quest’autore che accidenti se sono gagliarde.

Quindi oh, che vi si deve ancora di? La saga de Il Pianeta Dei Morti è un buon prodotto che fintanto che uscirà sarà l’unica lettura di Dylan che porterai avanti. Se vi capita fateci un pensierino magari garberà pure a voi.

Cià!

 

Mercurio Loi 6. A Passeggio Per Roma

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Ricordi ancora come eri partito gasatissimo con la lettura dei primi albi di questa serie Bonelli prima che il tuo entusiasmo si sgonfiasse di fronte a numeri due e tre che, a dirla tutta, avevano deluso le tue -apparentemente- mal riposte aspettative.

Oggi torniamo a scrivere le solite inaffidabili fregnacce a proposito della creatura ottocentesca de Roma di Alessandro Bilotta, il nostro simpatico Mercurio Loi.

Dopo due albi (il quarto e il quinto) che ti avevano ridato un certo ottimismo, hai preso con un po’ di ritardo il sesto numero di Mercurio Loi che in fumetteria è arrivato qualche giorno dopo rispetto all’edicola. Giunto a casa lo hai sfogliato e ti sei accorto che -accipicchia- sembrava un librogame. Oh che figo!

A quel punto non hai saputo resistere ti sei fiondato nella lettura dell’albo appena hai potuto durante la sera stessa trovando tra le mani un fumetto che -mannaggia alla peppetta- si è rivelato davvero gagliardo.

Prendete il classico divertimento del Librogame, fatelo a fumetti con dei disegni di buona qualità e aggiungete il fatto che l’autore ha voluto lasciarci anche uno spunto di riflessione. La storia si sviluppa con esiti simili ma diversi in funzione delle scelte del lettore che facendosi cullare da una certa circolarità potrebbe anche incastrarsi in un loop metafisico che potrebbe portarci a rivivere eventi importanti come il primo incontro con una dolce dolzella o giocare con inquietanti what if sulla proprio morte.

A passaggio Per Roma, esplora proprio tutti quei pensieri e quei viaggi onirici della mente, che compie una persona quando insegue un’idea camminando senza metà per le strade della città che sente come sua. Può imbattersi in situazioni piacevoli come in altre negative o decidere di andare a trovare un amico che, guarda caso si trova per trada.

Con questo numero, Mercurio Loi, alza notevolmente l’asticella sulle possibilità che il fumetto seriale mensile bonelli è in grado di utilizzare per distinguersi del mero “usa e getta”. è utopico pensare che si potrà mantenere una così alta la qualità estetica e letteraria lungo il corso dei successivi albi. Magari tra qualche mese sarai di nuovo qua a scrivere, accidenti è dal sesto numero che Loi è ‘na chiavica, ma ciò non toglie che, secondo l’umilissimo giudizio, del Cornerhouse questo singolo albo, dovreste averlo tutti sulla vostra libreria e dovreste poi portarvelo dietro durante le vostra prossima passeggiata. Prendetevi mezz’ora. Sedetevi su di una panchina o in un bistrot per sorseggiare una bevanda calda per scaldare quest’autunno e il suo tiepido solo e iniziate a  leggere questo fumetto. Sorseggiatelo lentamente come un tè caldo e poi fateci sapere.

Il Cornerhouse si crogiola e ringrazia!

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Bentrovati ragassuoli, oggi la vostra webbettola malfamata e ortograficamente libertina, vi invita a entrare semplicemente per un momento, per una volta, celebrativo. L’intento è  ringraziare pubblicamente una delle affezionate pischelle che quasi quotidianamente viene a farsi un giro da queste parti.

Hai ricevuto una nuova nomination per una delle tante catene di Santag Tonio protettore dei Blogger, quella del Boomstick Award 2007. Tra qualche giorno scriverai il post di risposta che altrimenti un inquietante Cavour ti verrà a disturbare il tuo già scarso sonno, però ora ti premeva ringraziare Lucia, oste del Blog Il Giorno Degli Zombi, per le bellissime e inaspettate parole con cui ha descritto questo postaccio virtuale che con amore porti avanti da qualche anno:

Perché è l’unico blog di argomento strettamente “nerd” che io riesca a leggere senza farmi venire i conati di vomito.
Perché non è mai dogmatico, è sempre rilassato e mette di buonumore.
Perché anche io, come lui, voglio un gran bene al Pischello della Velocità.

Lucia, davvero, grazie di Cuore.

Eh niente. Sei davero felice che ti sia arrivato un complimento del genere che coglie lo spirito con cui questa webbettola si pone in questo affollato coso chiamato l’internette.

Ed ora tutti sul blog Il Giorno Degli Zombi!