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Double Duck Volume 2. Disney Definitive Collection

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Buon inizio settimana ragassuoli, dopo una breve digressione artistica (sappiate che non sarà l’ultima) oggi torniamo a fare quello che voi fanciulli vi aspettate giornalmente, ossia scrive le solite fregnacce a caso a proposito di una delle tante varie ed eventuali nerdità con cui ti relazioni ogni giorno.

Come il titolo sicuramente vi suggerisce oggi battiamo le grassocce dita a salsiccia a casaccio sulla tastiera cercando di commentare alla come viene viene il secondo volume della Definitive Collection di Double Duck.

Qualche tempo avevamo già parlato del primo volume che se vi sollazza lo spirito tutto potete gustarvelo esattamente qui e come avete letto ne eri rimasto fortemente complito. Quindi con grande entusiasmo e slancio ottimistico ti sei buttato nella lettura del secondo volume, come è andata? scopriamolo immediately!

Pronti Noi Zi Va.

Ehm, lo sapete che non è facile scrivere qualcosa che abbia senso su questo albo? Andiamo con ordine. Il primo volume ha rappresentato la novità, il trovarsi davanti ad un fumetto per pupini ma che ha saputo inserire tutti quei cliché, quei rovesciamenti di fronte e colpi di scena, che hanno reso così divertenti i vari Mission Impossibile con Tommasino Crociera o i Giacomino Bond con Daniel Craig. Quindi tac, amore a prima vista.

Il secondo volume per certi versi, un po’ ti ha deluso, wait non accanitevi, probabilmente solo perché non ha saputo stupirti come il primo. Non c’è niente di male o no? Cercando di infilarci una analisi lontanamente seriosa in realtà DD 2 non è stato da meno in quanto tutti quegli elementi di cui abbiamo parlato sopra alla fine erano tutti presenti.

Non credi neanche fosse l’obiettivo degli autori andare “oltre” rispetto a quanto già si era visto nelle prime storie. Fortuna che in questo tipo di letteratura non c’è la ricerca dello stupore a prescindere o del morto di giornata.

L’agente doppia d, ha viaggiato in europa e in egitto attraverso (solo) tre storie e ha avuto a che fare con molti personaggi ricorrenti già presenti nelle avventure precedenti. Doppi tripli colpi di scena hanno portato paperino ad affrontare a modo suo dei grandi intrighi e seppur in modo blando, la trama orizzontale che collega l’intera vicenda è andata avanti e da parte tua è già iniziato il totoscommesse per capire chi possa essere il capo dell’agenzia o qual’è il vero ruolo di Kay K?

Certo, è difficile immaginare che Paperino sia agente segreto e il grande Paperink nel medesimo universo ed è comprensibile che non a tutti possa andar bene. Ci sta, ci sta. Insomma il tempo libero per la sua tanto amata amaca dove mai lo troverà?

I disegni sopratttutto nella seconda e nella terza storia sono davvero di buon livello e molto dinamici. Per quello che eri abituato tu da piccolino con i tuoi topolino trovarti a leggere storie così curate anche graficamente è davvero un wow accipicchia! Però c’è da dire che questa considerazione vale pe il momento per tutti gli albi della definitive collection. Certo qualcosa più o qualcosa bene però oh ci semo capiti.

Per questi motivi, tutto sommato nonostante il mancato stupore, possiamo dire che Double Duck Volume 2 è un discreto prodotto che divertirà i più piccoli con i suoi intrecci gagliardi e carichi  di colpi di scena.

Per gli adulti anagrafici ma pischelli inside quindi un po’ più esigenti, diciamo che avrebbero potuto fare molto di peggio e quindi ci sta bene così e continueremo a portare avanti la collezione di questi albi.

 

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Vedrai

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Bentrovati ragassuoli, il post di oggi avrebbe dovuto appartenere alla serie de Le Origini Del Cornerhouse’s Pub però poi intasandoti la RAM del tuo piccolo cervello, hai deciso che questo post aveva dignità a se e meritava il suo spazio.

Ebbene ragassuoli, oggi ci si mette a nudo, non bibblicamente, tranzilli ma visto che in più occasioni te la se vantata per le tue doti artistiche e per il tuo sogno non ancora realizzato di essere un star del rock and roll, in questo post ci metti la faccia, ehm no la voce e la chitarra.

Quella che state per ascoltare nel modulo embeded qui sotto è la versione  acustica di uno dei pezzi della tua decennale carriera da ragazzo difficile che frequentava Giancarlo e i Murazzi in quel di Torino. Il titolo del brano è Vedrai

Si tratta di un bootleg, registrata “alla buona” in questo caso due microfoni uno alla voce e l’altro alla chitarra a cui successivamente è stata sovraincisa una seconda chitarra nella parte finale. è quindi “quasi live”. La versione originale del pezzo ha chitarra ben più graffianti ma per cominciare bisogna partire con una chicca con qualcosa di speciale per la versione con la band c’è tempo.

La canzone è nata sui banchi della scuola superiore a quattro mani con il tuo amico dell’epoca e l’hai talmente tanto amata che l’hai suonata fino all’ultimo giorno di vita del tuo ultimo gruppo. Tra l’altro è anche una delle canzoni preferite di Carlotta.

In questo periodo della tua vita per qualche strana ragione senti che ti si sta smuovendo qualcosa che ti sta facendo prudere l’anima e l’unico modo che hai per farti passare l’irritazione è suonare. Certi amori non passano mai. Che dobbiamo fa?

Vabbè, hai già scritto troppo però ‘na cosa la chiedi: Non l’hai mai fatto ma se il brano vi piace, please spammate forte, con garbo ma everywhere vogliate, mettetela anche in bagno dovesse mai aiutarvi per iniziare la giornata liberi da intasamenti, spammate dove volete ma fatelo, #iocicredoancora

Vedrai.

Si nei guai io finirò
Nel mio Mondo io son solo
su due stelle mi alzo in volo

Hai voluto perdermi
risoluta in coro
Mi gridasti vattene

Non ti offendi
se ti rendo il conto
Soffia il vento io muoio dentro

Sai ho perso
Tutto il mio pudore
un miracolo nel cuore

Sbalordiscimi
Con parole nuove
La mia pace ora è furore nero

Brillerò ancora
come feci allora
Dal mio trono di schiuma viola
spazzerò la tua dimora

Sul tuo orgoglio
costruirò il mio umor di pietra
Costerà cara la vita

A chi tolse quella fiamma
la mia unica amica
di chi non ha più speranza

Sbalordiscimi
Con parole nuove
La mia pace ora è furore nero

Brillerò ancora
come feci allora
Dal mio trono di schiuma viola
spazzerò la tua dimora

Giusto Una scappata in fumetteria. Febbraio 2018

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Bentrovati ragassuoli, oggi è il giorno che tanto stavate aspettando. L’appuntamento mensile più amato da grandi e piccini, più desiderato di Sasha Grey ovvero il momento il cui quel pirla di Johnny racconta come anche questo mese a sprecato soldi comprando fumetti.

Benvenuto scappamento di febbraio! Olè!

Da questa volta in poi questo tipo di post sarà più schematica perché, soprattutto per te, è un buon sistema per capire quando hai comprato cosa, che non ci crederete ma quando ti domandi “da dove è uscito questo fumetto” questi post sono sempre la risposta all’arcano.

Pronti noi zi va!

DC Comics.

Il mondo DC dopo essere stato esplorato ha finalmente trovato la sua quadra. Tre sono le testate che segui e che seguirai. Sorry per tutto il resto ma va bene così perché in fondo non senti la mancanza di quello che non stai più comprando.

Sono quindi arrivati in libreria:

  • Flash (26)
  • Lanterna Verde (23,24,25)
  • Batman (26)

Disney/Panini

Prosegue il tuo accumulo di Storie di Paperinik stai cominciando a valutare l’idea di smettere ma per ora non danno troppo fastidio quindi si prosegue.
Inoltre è uscito a gennaio il secondo numero di Double Duck per la Disney Definitive Collection la collana che ti sta danno un sacco di soddisfazioni. Non vedi l’ora di leggere l’albo.

  • Paperink (14)
  • Double Duck 2 (Disney Definitive Collection)

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Dopo esserti letteralmente innamorato dalla storia della guardia dei topi non hai saputo resistere e hai dovuto prendere il seguito Inverno 1159.  Un passo alla volta sicuramente comprerai l’intero ciclo di storie.

  • La Guardia Dei Topi Inverno 1159

Editoriale Cosmo

Finalmente ricomparsi in fumetteria hai trovato questa storia che cercavi da un sacco di tempo. Avete presente il videogioco Cadilac & Dinosaurs, un vecchio action picchiaduro a scorrimento, ecco questo è il fumetto da cui ci si è ispirato. Il fumetto di Mark Shulz è sicuramente una delle saga più interessanti e originali tra i fumetti d’avventura degli anni 80.
La cosmo ha stampato questi due volumetti in formato bonellide ma con il doppio delle pagine in cui sono stati aggiunti parecchi contenuti speciali. Ecco, come andrebbe presentato un fumetto.

  • Xenozoic 1
  • Xenozoic 2

Senza andare troppo fuori tema, ti sei anche comprato un libro a tema Star Wars, eh ti serviva una coccola. Si tratta del secondo volume della serie Aftermath che racconta cosa è successo nella galassia lontana lontana dopo Il Ritorno Dello Jedi. Devi ancora iniziare a leggerlo. Speri di farlo presto.

Wishlist.

Nella tua wishlist come potete immaginare c’è una catasta di roba davvero imbarazzante e di ogni genere. Diciamo che se dobbiamo fare una Top 3 di quello che appena puoi ti comprerai potresti indicare: Il Porto Proibito, La Fine Della Ragione (si vuoi leggere ‘sto benedetto fumetto di Recchioni)  e infine vorresti prendere il volume della Giunti dedicato a Dragon Lords uno dei fantasy Disney.

Ed adesso come sempre la parola passa a voi? Cosa state leggendo ultimamente? Parliamone nei commenti!

Mercurio Loi 8 Il Colore Giallo

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Bentrovati ragassuoli, oggi dopo un po’ di tempo torniamo a parlare di Mercurio Loi. Come ben sapete a dicembre si è verificato qualche piccolo contrattempo nei magazzini Bonelli e gli albi della casa editrice sono arrivati presso la tua fumetteria de borgata con un po’ di ritardo.

Parlare di Mercurio Loi, il personaggio nato dalla mente di Alessandro Bilotta, è ormai un appuntamento quasi fisso su questo Blog. Non puoi garantire la scadenza per via dei mille contrattempi e facezie della vita reale, ma state pur certi che fintanto che usciranno albi di Mercurio, la vostra appassionata webbettola de borgata li continuerà seguire con passione.

Eh si, nonostante l’empasse iniziale che ti ha visto fraintendere l’intento del fumetto in cui ti aspettavi qualcosa che poi non è stato, o almeno qualcosa che è Mercurio in soltanto in minima parte, attendi sempre con trepidazione il nuovo albo. Per tanto puoi dichiarare apertamente la tua -ricordatelo sempre- personalissima opinione definendo Mercurio Loi il miglior fumetto italiano attualmente in corso.

Il fatto che sia passato, dopo soli otto numeri, da mensile a bimestrale purtroppo lascia presagire al peggio ma -porca zozza- se amate il fumetto fatevi un favore e date una possibilità a Mercurio Loi. Se questa collana finisse prima del tempo sarebbe davvero un peccato. Accidenti.

Il colore Giallo è l’ennesima dimostrazione del talento narrativo di Alessandro Bilotta che scrive ancora una volta un albo che pone domande, che fa riflettere, ma che al tempo stesso lascia al lettore il compito di rispondere. Mercurio Loi non risolve i problemi esistenziali di ogni di noi, non risolve omicidi complicati, ma ricorda ogni volta come forse non è mai la risposta, la soluzione ad un problema bensì ci viene detto come la domanda giusta sia il perfetto via per far scattare dentro di noi le reazioni giuste per compiere scelte decisive.

Alcuni fatti sono inevitabili e non controllabili. Non sempre possiamo risolvere ciò che in realtà non è un problema o quanto meno non un è problema per la definizione stessa di problema. Esso è tale sono quando ha una soluzione.

Così di fronte agli interrogativi sul divino, sull’anima e sul senso della vita non possiamo far altro che domandarci a cosa crediamo o se la fede è la risposta razionale ad un quesito irrazionale così universale e irrisolto.

Tutto questo armeggiare e mandare in pappa in cervello ovviamente va fatto rigorosamente a passeggio tra il lungo tevere e trastevere. Una camminata senza meta tra se e se, il cui unico scopo e non avere uno scopo preciso.

Siamo così soffocati dalla disperata ricerca di soluzioni ai nostri più angusti problemi o presesunti tali che ormai abbiamo perso di vista il piacere del perdere tempo, di rallentare un momento, di respirare un po’ di aria fresca.

Lasciamo dunque che il manico giallo di un bastone da passeggio sia il narratore di una storia dei temi così importanti e lasciamoci consigliare dai rumore della città, della vita, quel rumore bianco che costantemente ci culla lasciandoci ignari della sua presenza.

Tanto che ci piaccia o no, noi non siamo il centro del cosmo e se per qualche istante ci allontaniamo per riavvicinarci a noi stessi non faremo fortunatamente del male a nessuno.

Alle volte dal niente, da ciò che ci sembra vuoto o  senza una conclusione ben definita possiamo, invece,  trovare un tesoro.

Mercurio Loi è questo tesoro.

 

 

Star Trek Discovery Stagione 1

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Buon inizio settimana ragassuoli, scusate per i tre giorni di assenza ma ci sono volte dove bisogna donare le proprie energie ad altre situazioni ma adesso la vostra appassionata webbettola de borgata è qui anche oggi per sollazzarvi ancora una volta lo spirito tutto con le sue ruggenti fregnacce.

Proprio ieri sera sull’amico Netflix è arrivata l’ultima puntata della prima stagione di Star Trek Discovery. L’ultima serie (in ordine di uscita) ma ambientata circa dieci anni prima della serie originale che racconta i viaggi della nave della flotta interstellare Discovery all’alba della guerra contro i Klingon.

Questa è la terza volta che sul Cornerhouse parliamo di questa serie TV. Abbiamo già chiaccherato dei primi due episodi e poi con audacia hai addirittura inserito Star Trek Discovery tra le migliori serie che hai visto durante l’anno scorso basandoti esclusivamente sul Mid Season. Sarà stato un azzardo?

Beh no, onestamente confermi tutto. Star Trek Discovery è certamente una buona serie tv di fantascienza che a tratti si ispira al materiale originale ma per altri  versi si allontana da essa per stile e narrazione.

Discovery, a differenza di tanto altro materiale su Star Trek, si concentra soprattutto sulla trama orizzontale e mette al centro di tutta la vicenda non un capitano e il suo equipaggio ma bensì uno degli ufficiali.

Anche tutti i repentini colpi di scena sono figli del modo di proporre serie tv in chiave moderna. Plot Twist dai quali ti sei fatto pure conjona’ perché uno degli ultimi colpi di scena prima del gran finale proprio non l’avevi preventivato. In pratica eri convinto che un personaggio fosse il cattivo ma nel corso degli episodi ti sei dovuto ricredere fino al “quel colpo di scena” in cui hai pensato: “Accidenti avevo capito tutti ma mi hanno fregato”

Certo non è tutto oro quello che luccica. Discovery è una bella serie ma non è priva di difetti anzi, diciamola tutta, alcune cose avrebbero potuto essere gestite decisamente meglio.

Ti riferisci in particolare alla questione tecnologica in quanto il micelio, il microrganismo responsabile dei viaggi oltre curvatura è un elemento assente in tutti il resto dell’universo di Star Trek anche in quello di Gei Gei Abrams per tanto se vorranno mantenere un bricciolo di coerenza di insieme dovranno in qualche modo far dimenticare alla federazione la sua esistenza.

L’altro difetto che un po’ ti ha fatto dire “meh, peccato” è il finale vero e proprio. Se la stagione si fosse conclusa al termine del tredicesimo episodio, ti saresti davvero alzato in piedi con soddisfatti applausi ma gli ultimi due episodi sono stati troppo tirati per i capelli e troppo sbrigativi, lasciando davvero un po’ di amaro in bocca. Si l’ultima scena è un colpo al cuore ma vabbè avrebbero potuto far finire l’altro episodio alla stessa maniera e forse saremmo stati più contenti.

Un aspetto importante è che i personaggi ti sono mediamente piaciuti. Anche tutti i protagonisti chiave che sono praticamente tutte donne ti hanno convinto. Onestamente non è una cosa che ti sta sempre bene ad esempio ne il trono di Spade è tutto in mano al gentil sesso e non che ti faccia troppo impazzire. Che poi oh non fate passare il Cornerhouse per una covo di minchioni maschilisti perché in Star Trek la cosa ti è garbata. Quindi c’è situazione e situazione.

Vale in ogni caso la considerazione precedente, avendo chiuso in quel modo alcuni passaggi sono rimasti incompleti o narrati male e quindi forse non del tutto chiari. Tutto questo lascia però supporre che alcuni personaggi non completamente risolti faranno il loro ritorno delle stagioni successive.

Per lunghi tratti Star Trek Discovery è un piacere da vedere. Hai provato più volte ad interrompere la visione per osservare i singoli fotogrammi e accipicchia hai quasi sempre ottenuto delle ottime fotografie. Quello che però ti ha lasciato perplesso erano i continui cambi tra le riprese sui binari con la camera ben stabile e le scene riprese in modalità “reportage” come in Battlestar Galactica in cui le riprese erano quasi tutte fatte a mano libera per dar maggior dinamismo e far sembrare tutto più un documentario.

Scelta per dare maggior forza ai pochi momenti d’azione degli episodi. Può darsi però un po’ ti dava fastidio.

In ogni caso ragassuoli, seppur Star Trek discovery non sia esente da difetti e sia anche lontana dalla serie originale di Star Trek, è una serie che consigli di vedere perché alla fine ha soddisfatto sia Carlotta che te lasciandovi la voglia di proseguire sperando che la seconda stagione non ci metta troppo ad arrivare. Autunno 2018? Speriamo!