Archivi Blog

A Song Of Ice & Fire su Kickstarter

1502692350-picsay.jpg

Tra poche ore terminerà l’ultimo (solo in ordine temporale, ovviamente) kickstarter della Cool Or mini Or Not. La raccoltà fondi è dedicata niente meno che al gioco di battaglie tra eserciti di miniature ambientato in quel di Westeros. Il titolo del gioco è A Song Of Ice & Fire: Tabletop miniatures game.

Prima di continuare nella lettura, scusate l’offtopic ricordatevi che è in corso il primo sondaggio del Cornerhouse. Mi raccomando se vi interessa e seguite il mondo DC Comics, votate! Grazie!

Dicevamo…

Due sono le cose che saltano subito all’occhio. La prima è l’alto costo di ingresso per essere tra i finanziatori. Centocinquanta dollarazzi non sono pochi per il mondo dei giochi da tavolo ma d’altra parte questo non è propriamente un gioco da tavolo perchè è molto vicino a quello che è il mondo di Warhammer. Letta in quest’ottica tutti quei dollarazzi invece, diventano interessanti se addirittura competitivi.  Per via dell’alto costo del pledge, A Song Of Ice & Fire Tabletop miniatures game sembra essere un kickstarter potenzialmente fico se si è almeno in due a dividersi tutta la rrobba in quel caso tutte le cosiderazioni sul prezzo, beh, vanno a farsi fottere perchè settantacinque dollaroni diventano davvero una cifra succosa.

Il secondo dato importante è che il ricavo attualmente ottenuto dalla CMON è alto (abbiamo passato il millionicino) ma è ben lontano dagli standard che la casa americana solitamente raggiunge con giochini e kili di plastica” alla Zombicide.

L’aspetto positivo è che CMON è na certezza con la componentistica: le miniaure sono decisamente figherrime e le forme sono ispirate alla saga romanzesca non alla serie TV, anche i disegni sulle carte sono molto interessanti e si avvicinano molto alle descrizioni di quel ciccione malefico di Martin. Non c’è da stupirsi se in molti considerano (malignamente) questi Kickstarter come “Acquisto una collezione di miniature stupende” e solo in secondo tempo mi accorgo che “Ah c’è anche un gioco?”. L’idea di avere sulle mensole gli eserciti dipinti de Il Trono Di Spade, ammettiamolo è gagliarda anche se il gioco potrebbe essere deludente.

Alla luce di questi aspetti come possiamo considerare l’esito di questa campagna a poche ore dalla sua conclusione?

La tua personalissima opinione è che tutti si aspettavano qualcosa in più. I bakers si aspettavano forse qualche casata in più o qualche streach goals più sostanzioso. Questo è anche il principale motivo. tra l’altro. per cui non sei entrato tra i finanziatori . Anche a livello di gioco tutti coloro che hanno provato con dei prototipi il regolamento non hanno lasciato feedback clamorosi anzi sono rimasti piuttosto freddini. Carino, si ma insomma se cercate un wargame forse altrove c’è di meglio. Allo stesso tempo anche la CMON si aspettava di guadagnarci di più, la l’acquisizione della licenza non dev’essere stata economica” e per tanto il guardagno potrebbe essere più basso del preventivato.

l’altro aspetto che è stato chiarito in corso di campagna è il fatto che questa volta il gioco riceverà una forte spinta in ambito retail con uscite molto serrate a partire dalla primavera del prossimo anno con l’arrivo di altre unità e degli eserciti delle altre casate. l’obiettivo sarà quello di creare una forte rete torneistica rendendo quindi praticamente non valide” tutte le esclusive kickstarter che effettivamente non sembrano così eccitanti” da spingere a fare il pledge.

Il problema viene proprio adesso, quanti in Italia stanno investendo per il gioco? Stando al forum della tana dei goblins non sembra che ci siano troppi giocatori interessati alla campagna per questo bisognerà anche capire se Asterion/Asmodee Italia sarà interessata al lavoro di adattamento del gioco cosa che potrebbe non essere così scontata a causa della presenza in catalogo di un gioco che potrebbe essere un diretto concorrente di A Song Of Ice & Fire Tabletop miniatures game, ossia Runewars che sembra abbia un sistema di regole più interessante rispetto al titolo CMON. 

E va tenuto in ogni caso conto che lo stesso Runewars sta faticando ad entrare nel cuore dei giocatori. Basta pensare che su Roma sembrerebbe che i giocatori si davvero pochi.

Per questi motivi, nonostante la tentazione sia forte, hai deciso di passare e non partecipare al Kickstarter, al momento non sembrano essere dei motivi oggettivi per rimpiangere questa scelta. Se poi il gioco avrà seguito e se e quando si potranno valutare anche le altre casate, forse potrai decidere di entrare. Ma fino ad allora la carta di credito resta nel portafoglio, anche perché, tra poco dovrebbe uscire anche il Kickstarter di un altro gioco che anche fosse na ciofeca andrà finanziato a prescindere ossia il gioco di miniature di Batman. Ta Dan!

Annunci

Bentornati a Puerto Rico

1502520183-picsay.jpg

Bentrovati ragassuoli, questo è un periodo davvero florido per i Cornerhouse tant’è che stai riuscendo a pubblicare post giornalmente prendendo spunto dai temi più disparati. Ma d’altra parte i pub, anche se virtuali, sono frequentati da tantissime persone diverse e di conseguenza va trovato qualcosa di interessante per tutti. 

Oggi torniamo a parlare di Boardgames perché l’altra sera nel classico appuntamento settimanale della cena in famigghia sei finalmente riuscito a rimettere sul tavolo uno dei tuoi giochi preferiti ossia Puerto Rico.

Caspita è stata la prima volta quest’anno perché complici altri titoli come Ticket To Ride che ha letteralmente spopolato quest’inverno, Formula D amatissimo da tuo suocereo e Alta Tensione  che sta conquistando consensi, le occasioni per intavolare Puerto Rico sono state pressochè nulle.

Come aperitivo hai proposto anche la demo di Unlock! un gioco davvero interessante che si prefigge lo scopo di simulare un’escape room. Hai fatto giocare Mary, Pollofifo e Suocero che con un piccolissimo aiuto nell’interpretazione delle carte hanno risolto agilmente la demo. I complimenti vanno soprattutto a Pollofifo che ha saputo risolvere l’ultimo enigma da solo. Bravo! 

Dato che è disponibile sul sito Asterion/Asmodee Italia la demo di queso gioco a questo link potete stamparvi i file e il regolamento e provarlo. C’è anche un piccolo caso aggiuntivo un po’ più corposo (sempre gratuito) quindi diciamo che avete due occasioni per farvi un’idea. La scatola base con i primi tre casi costa poi 30 eurini quando l’avrai completata scriverai poi un bel post di commento finale.

Puerto Rico, dicevamo, già Puerto Rico, che gioco, che capolavoro. Davvero ragassuoli questo gioco è sicuramente uno dei più semplici ma profondi giochi da tavolo che siano stati inventati in epoca moderna. Il suo meccanismo di scelta dei ruoli è pressochè perfetto a patto che al tavolo tutti siano più o meno allo stesso livello di conoscenza del gioco e delle sue malizie. Per vincere a Puerto Rico è necessaria esperienza, capacità di visione a medio lungo termine (diciamo uno due turni più avanti) e una piccola dose di fortuna ma minima minima minima.

La partita dell’altra sera è stata davvero una partita eccezionale. Il 90% delle mosse sono state scelte con ragionamento e efficacia. Infatti i punteggi sono stati molto bassi e vicini tra di loro. Al tavolo si è giocato bene ma quasi sempre sono state prese le contromisure giuste nella scelta degli edifici e dei ruoli. Complimenti a tutti.

La partita è stata vinta da Carlotta per soli due punti rispetto a te. 50 a 48 accidenti! La chiusura che stata determinata da Mary che ha peccato un bricciolo di visione nell’ultimo turno (dal tuo punto di vista) non ti ha consegnato la vittoria. In pratica avresti avuto in canna almeno altri 4-5 punti se la partita fosse durata un turno in più. Mary avrebbe fatto addirittura 7-8 punti quindi avrebbe addirittura insidiato il terzo posto. Peccato.

La verità però è che quando si svolgono partite così belle, cattive ma giuste, il vincere o perdere, lascia quasi ogni significato al vento. Anche Il post partita da l’idea del clima al tavolo, ci si scambia consigli, ci si fa domande e ci si prende nella maniera più sana possibile in giro.

Questo è il significato di giocare. Che sia un gioco di ruolo, un gioco di carte, un gioco da tavolo ma anche un videogioco o qualsiasi altra cosa va bene tutto, questo dovrebbe essere lo scopo. 

Che oh, badate bene, mica significa evitare il fallo tecnico o l’entrata un po’ brusca, significa solo, come ti ha insegnato uno scozzese durante Italia Scozia di Rugby che sti cazzi come finisce la partita, dopo andiamo tutti a riempirci di birra come se non ci fosse un domani. Un giro pago io, un giro offri tu! Olè!

Fallout The Boardgame

1502303192-picsay.jpg

Pochi giorni fa, dopo l’interessante notizia dell’annuncio del primo “Librogame” da tavolo Legacy Of Dragonholt (ne abbiamo parlato aqui) , l’ammerigana Fantasy Flight Games spara fuori dal suo cilindro un nuovo gioco su una nuova licenza: Fallout The Boardgame.

Fallout The Boardgame è un gioco esplorativo in cui da uno a quattro giocatori (quindi è prevista fin da subito una modalità solitario) si muoveranno su una mappa composta da tessere esagonali con lo scopo di risolvere missioni e recuperare risorse e equipaggiamenti.

Ci saranno alleanze con le varie fazioni, nuovi alleati, equipaggiamento vario, sviluppo del personaggio simile a quello del videogame quindi le abilità avranno un peso sul gameplay che si sceglierà di sviluppare. Ci sara’ anche il VATS. La parte più interessante sembra essere la risoluzione delle varie situazioni, un sistema a scelta che avrà conseguenze che metteranno certe carte in gioco che saranno poi diventeranno poi  incontri e cosi’ via cambiando l’esperienza di gioco (es. se liberi dei supermutanti poi te li ritroverai nel deck come possibili incontri dovuti al fatto che sono stati liberati etc.).

Il gioco non sembra essere un collaborativo ma ti ricorda per certi versi Runebound il gioco d’avventura: In pratica vince chi per primo riesce a ottenere o soddisfare le condizioni di vittoria. L’interazione a naso potrebbe essere quasi principalmente indiretta a meno di qualcosa non salti fuori di cui al momento non hanno parlato.

La rigiocabilità e la longevità come al solito lasciano supporre che se il titolo farà i numeri preventivati sarà supportato tutta una serie di espansioni con nuove “migliorie” e missioni diverse come da tradizione FFG che munge finché può tutte le sue mucche. Si parte con quattro missioni poi chissà.

Anche in questo Fallout The Boardgame sembra avere un certo peso l’aspetto narrativo. Con gli ultimi annunci la Fantasy Flight sembra aver capito che il giocatore “American” non è solo interessato a tirare valanghe di dadi ma anche a vivere storie importanti e avvincenti. Tutto ciò non fa altro che farti ben sperare!

C’è da tener presente che Fallout non è il primo gioco che pesca a piene mani dal mondo del videogioco. Sempre la FFG aveva prodotto X-COM un collaborativo tratto dal medesimo videogioco. In italia è stato localizzato dalla Giochi Uniti è purtroppo non sembra abbia riscosso particolare successo. Forse in maniera piuttosto immeritata. X-Com ha avuto il pregio/il difetto di essere uno dei primi ad introdurre il digitale nel mondo analogico dei cubetti e legnetti nel gioco da tavolo. Forse l’utenza non era ancora pronta.

Oggi con titoli come Le Case Della Follia e Descent sembra che l’aria stia pian piano cambiando.

Dunque ragassuoli, ora tocca a voi!

Cosa pensate dell’integrazione APP e giochi da tavolo e soprattutto cosa pensate dei giochi da Tavolo che tentano la fortuna ispirandosi a ambientazioni prese dal mondo del videogame?

Pensate che un giorno i due media collasseranno in un unico mezzo di intrattenimento o siete tradizionalisti e guai a chi vi tocca i cubetti?

Dite la vostra!

Legacy of Dragonholt

ora01_article1_preview.jpg

Oggi doppio post perché credi ne valga la pena riportare una news fresca fresca d’oltreoceano. La Fantasy Flight Games ha annunciato un nuovo gioco che dovrebbe uscire entro natale in lingua d’albione che sembra davvero promettente: Legacy Of Dragonholt.

Legacy Of Dragonholt è ambientato nella terra di Terrinoth, l’universo fantasy dove sono collocati i vari Descent, Runebound e Runewars, sembra essere un esperimento piuttosto particolare e interessante.

Certo non è l’ambientazione più famosa tra tutte quelle disponibili ma è certamente un universo narrativo che merita di essere esplorato anche perché rimane uno degli ultimi mondi fantasy “classici” vista anche la dipartita del Fantasy Games Workshop e il numero di giochi che la FFG sta producendo ambientati proprio li.

L’idea è quella di mixare i librigame, i giochi di ruolo e i giochi da tavolo collaborativi. Quindi si giocherebbe tutti insieme senza la figura del master che ormai è sempre più bistrattata. Ah poveri master, non a caso un anno fa su Lega Nerd avevi scritto un pezzo a riguardo. Potete leggerlo qui se volete.

In questo primo set base sembrano che disponibili sei avventure (un’offerta decisamente più interessante rispetto ad un Time Stories). Resta da capire ovviamente i tempi per completare con successo ogni avventura. Sarebbe bello se anche gli aventi siano in qualche modo collegati e se i propri personaggi evolvessero all’interno della storia. Il manuale di creazione del personaggio fa presagire una certa libertà.

ora01_character_creation_cover.jpg

La rigiocabilità degli scenari esisterà quasi sicuramente nella forma del “provare altre scelte” come in qualsiasi altro Librogame. Alcune strade magari porteranno al gameover altre potrebbero far cambiare radicalmente la storia.

Insieme ai nuovi casi di Sherlock Holmes e a Chatterstone, Legacy Of Dragonholt si piazza di prepotenza tra i giochi che ti incuriosiscono di più in uscita nei prossimi mesi. Speriamo che Asterion/Asmodee Italia si renda conto in fretta che, già solo con l’annuncio FFG, ha venduto già un bel po’ di copie e faccia in fretta il lavoro di traduzione che tanto sappiamo che lo sanno far bene!

La news originale potete trovarla qui

Giochi Uniti Regional

giochiuniti.jpg

Ragassuoli, oggi torniamo a parlare di giochi da tavolo e lo facciamo con il nostro reportage dedicato all’evento Giochi Uniti Regional che si è tenuto qui sotto l’ombra del cupolone al Museo Macro.

L’esperienza è stata molto positiva, siete stati tranquilli perché in tanti avevano messo le chiappe a mollo almeno la domenica. E ci sta. Quindi zero code, zero attese e parcheggio quasi di fronte al museo. Una pacchia insomma.

Durante la quattro ore che siete stati al Macro avete provato tre giochi: Sulle Tracce di Marco Polo, Le Leggend Di Andor e Kingsburg seconda edizione. Due di questi giochi ti sono piaciuto su un’altro il giudizio è sospeso.

La cosa che più potrebbe turbare l’ecosistema del Cornerhouse è che non hai comprato nulla! Accidenti, te stai a fa vecchio. Next Step: Guardare con passione i cantieri! Uh per carità!

Per quanto riguarda il video in se, sei sempre più convinto che questo tipo di video a chicchera senza un copione è ciò che ti riesce meglio e che ti diverte di più. Speri che piacciano anche a tutti gli appassionati lettori di questa malfamata webbettola che riempie lo web con le sue fregnacce!

Enjoy it