Archivi Blog

Trascendence

1510563978-picsay

Sabato sera tu e Carlotta vi siete trovati nell’empasse di dover scegliere se iniziare una nuova serie o guardare semplicemente un film. La malvagia stanchezza vi ha impedito di trovare una scelta lucida e ponderata. Iniziare una serie è un impegno a lunga scadenza e non ve la siete sentita di prendere una decisione. Non questo sabato almeno. Così avete ripiegato sulla visione di un film. Si, beh ma quale? Disporre di un catalogo on demand ha certamente tanti vantaggi ma nelle sere dove la pigrizia regna sovrana, è davvero un’arma a doppio taglio. Avete fatto scorrere il catalogo nella sezione fantascienza e fantasy e Carlotta è stata colpita dal faccione di Gionnino Depp e non avendo argomenti a tua disposizione per declinare la proposta, hai accettato di vedere Trascendence.

Trascendence è un film del 2014, opera prima del direttore della fotografia di Christopher Nolan, Wally Pfister passato alla regia e vede nel cast, nel ruolo di due scienziati, Johnny Depp e Morgan Freeman.

L’idea su cui si basa il film è molto interessante e potenzialmente capace di creare un bel tavolo di discussione finita la visione. Immaginate di avere ad disposizione un super computer e di poter installare all’interno di esso la vostra mente con tutti i suoi ricordi e le sue logicità. Di cosa sarebbe in grado la mente umana se avesse a disposizione delle potenzialità quasi infinite? Diventerebbe un pericolo per l’umanità o grazie allo sviluppo della scienza potrebbe quasi trasformarsi in un messia?

Spunto decisamente intrigante non trovate? La “scuola” di Nolan indubbiamente si è fatta sentire. Peccato che in poche parole tutto il buono del film finisce qua. Trascendence è un film che purtroppo non decolla mai, sospeso tra sci-fi, horror e filosofia, non riesce mai dare quella spinta necessaria a far si che colui che guarda il film si ponga davvero delle domande. è mancato il mordente quel twist in grado di sconquassare le budella e far riflettere. Il tema c’è, accidenti. Un’occasione sprecata.

In tutto questo lieve e accennato marasma lo sceneggiatore ha pure inserito una storia d’amore che forse rappresenta la parte migliore del film. Tu e Carlotta alla fine vi siete chiesti se non fosse questo il reale obiettivo del lavoro del regista. La domanda finale che vi siete posti alla fine non è stata “Acciderboli, ma la tecnologia, i medici ingegneri, sono davvero così pericolosi?” ma in realtà è stata “Urca Urca, forse –lui– non ha fatto male a nessuno sta a vedere che era bbbuono e sapeva ancora amare”.

Uao! Che romanticismo! Uh per carità. Il finale poi con il  voltagabbana Max Waters (inspiegabile tra l’altro come questo personaggio abbia deciso di cambiare fazione) interpretado da Paul Bettany che scopre che sono rimaste tracce del super cervello ancora una volta da più adito a continuare a vedere la storia d’amore che le conseguenze di un mondo sprofondato in un pianeta senza elettricità.

Trascendence è quindi un’opera fiacca su un tema attuale e degno di accesi contradditori che non è in grado come ad esempio in Inception (per restare nei paraggi di Nolan) o in Matrix di mettere il pubblico di fronte a delle domande concrete sulla mente umana o di dare quei cazzotti necessari per dar via ad una scintilla di riflessione.

Se però avessi ragione che in fondo Trascendence è una storia d’amore, beh allora, no vabbè anche il drammatico epilogo non salva questo film dell’anomimato perso tra i mille mila film che escono ogni anno.

 

Annunci

Stranger Things 2 Spoiler Free

1509899451-picsay

è passata giusto una settimana dalla pubblicazione del tuo ultimo post dedicato in quel caso alla prima stagione di Stranger Things, giusto in tempo per tornare a Hawkins nell’indiana e iniziare a vedere la seconda stagione pubblicata il 27 di ottobre su netflix e divorarvela in men che non si dica.

C’è da dirlo, tu e Carlotta non siete soliti “chiudervi” a vedervi tre o quattro episodi alla volta di una serie tv, spesso li centellinate, magari può passare anche una settimana tra un episodio e l’altro ma questa volta, beh l’avete capito, ci siete andati giù davvero forte.

Dopo il successo della prima stagione, le aspettative per la seconda stagione di Stranger Things sono state davvero alte. Tutto l’internet è stato invaso da banners e pubblicità troppo invadenti. Netflix ha cercato in ogni dove di spingere tantissimo su una delle sue serie in esclusiva che, accidenti, ha conquistato molti, moltissimi consensi.

Il fatto che tu te la sia vista tutta di corsa quasi d’un fiato, lascia presupporre che ti sia piaciuta parecchio e per buona parte potrebbe dire che è proprio così. Stranger Things 2, in effetti, ti ha divertito e in alcuni punti ti ha inquietato molti più della prima stagione ricordandoti per lunghi tratti anche un po’ le stesse sensazioni claustrofobiche dei film di Alien. Potremmo quasi definirla una prova di maturità.

Il punto chiave è che come ogni opera seconda, è sempre difficile riuscire a replicare la magia del primo lavoro. Fare il botto con la prima stagione significa tante, al volte troppe, responsabilità. Il pubblico di oggi è un publico di rompicojoni che sarebbe capace di montare casi nazionali per delle semplici serie tv, lo ha scritto Arcangelo nei commenti al post della prima stagione ed ha tutto il tuo appoggio: O sei un capolavoro e sei ‘na merda. Niente, nulla, i grigi non esistono più.

Stranger Things 2 quindi si è trovata con il cerino corto in mano di soddisfare i nostalgici e tutti i nuovi appassionati tentando di rimanere un buon prodotto fedele a se stesso e per buona parte è sempre riuscita nella nell’intento.

Devi però ammettere che qualcosa non ha funzionato, o meglio, la magia di stare a guardare una serie anni ’80 su un televisore full HD alla fine ha dovuto cedere il passo a una serie fortemente ispirata a quel periodo che però ha utilizzato quasi tutti gli espedienti narrativi che fanno di moda nelle serie “contemporanee” snaturandosi un pochino.

Personaggi sviluppati solo per farli morire, introduzione di nuovi personaggi per mischiare le carte e incasinare il gruppo principale e cliffhanger come se non ci fosse un domani, sono solo alcuni degli esempi dell’arrivo della modernità a Hawkins.

è per forza un difetto? No, non necessariamente ma se prima pensavi, “beh è una serie vintaggia, gli errori ci stanno”, qui se vogliamo essere moderni allora un po’ della sospensione dell’incredulità viene a mancare. Sceneggiatori, noi ci si vuol fidare ma occhio siamo allenati da sette stagioni di Game Of Thrones e The Walking Dead, facile che non ci caschiamo nei classici giochetti!

L’altra cosa che un po’ di ha deluso è quel senso leggero di ripetitività rispetto alla prima stagione, pensate al modo strambo di comunicare tra Will e sua madre, prima le luci qua i disegni oppure della complicità tra Jonathan e Nancy. Così come Undici e il suo dimenticabile episodio. Tutto tempo perso, tanto arriva lei e risolve tutto.

La terza stagione che, con buona probabilità arriverà il prossimo anno, a questo punto, ha una grande obiettivo e tre possibilità: Far finire epicamente la serie, oppure, farla crescere narrativamente evitando di ripersi o infine, restare ciò che è deludendo gran parte del suo pubblico. Staremo a vedere!

Va detto che Ciò che rende però amabile questa serie sono tutti i suoi pischelli e la storia dei loro rapporti che si intreciano. I Goonies hanno una grande stanza nel tuo cuore così come il quartetto di Big Bang Theory ed è per questo che con un profondo ‘sti cazzi risponderai ad ogni errore e critica che probabilmente questa non eccelsa stagione di Stranger Things  si merita.

Take it easy my friend e goditi questa serie.

 

Stranger Things Stagione 1

1509368901-picsay

Eh si ragassuoli, tu fai parte di quelle brutte persone che in un modo o nell’altro non avevano ancora visto la prima stagione di Stranger Things. Ebbene, ordunque e anzi che no, ora sei pentito, davvero pentito, pentito di non averlo fatto prima, accidenti a te. L’unica cosa a tua discolpa è che l’abbonamento a Netflix è arrivo solo di recente. Uhm ti meriti il perdono? Maybe.

Stranger Things è una paraculata con la P maiuscola ma fatta incredibilmente bene. Tutti noi che abbiamo vissuto gli anni ’80 e abbiamo partecipato ad incredibili storie grazie alla magie di Spielberg non possiamo restare indifferenti di fronte a questa serie tv.

I Goonies, La casaPoltergeist, I Gremlins, Stand by Me, E.T., La cosa e molti, molti altri fanno parte di tutti quegli ammiccamenti a cui gli amanti del vintaggio retrò e fintamente chic degli anni ’80 non potrammo davvero resistere.

Ma attenzione a non prendere un abbaglio, oltre a questo variopinto mondo di ruffianeria in cui vengono più volti anche citati Star Wars e Dungeons and Dragons c’è molto, moltissima carne al fuoco a livello di trama che superati i primi due episodi probabilmente di rodaggio, diventa certamente avvincente.

La storia raccontata in questa prima stagione composta da otto episodi si espande attraverso tre archi narrativi che poi si sovrapporranno inevitabilmente nell’ultimo episodio. Da una parte abbiamo i tre pischelli, Mike, Dustin e Lucas che incontrando Undici partono alla ricerca del loro amico scomparso nel sottosopra. In mezzo abbiamo Joyce (Winona Ryder) che insieme ad Hooper, il campo della polizia, cercheranno di smascherare i piani del governo ed infine Nancy (la sorella di Mike, uno dei pischelli) e Jonathan (fratello del bimbo scomparso) che indagheranno sulle persone sparite in città.

Aldilà dell’essere un semplice omaggio, Stranger Things, colpisce per la cura con cui si è tentato, per lo più con successo, di ricostruire il clima amerrigano di paese degli ’80. La serie è piena di dettagli sullo stile di vita e su come sarebbe dovuta essere se fosse uscita davvero durante quel decennio. Le musiche, il montaggio e la sua semplice trama (non esente da errori, perdonabili per una serie volutamente vintage) con il finale prevedibile e aperto che giustamente apriva le porte ad una seconda stagione ancora più pheeegosa, sono sempre coerenti e vincenti con l’obiettivo che Stranger Things si è prefissato.

Sull’internet proprio mentre cercavi info sul cast ti sei imbattuto in una recensione entusiasta di Stranger Things in cui il primo commento è stato molto lapidario che si può riassumere in “tutto bello, tutto carino ma di originale qui non c’è un bel niente e se mi voglio vedere i Goonies mi guardo i Goonies”. Ora seppur la voglia di usare il Force Choke su l’autore del commento sia estremamente potente in te c’è da dire, purtroppo, che per buona parte, ma solo da un certo punto di vista, è vero.

La chiave è sempre la solita, ossia perché sto impegnando quasi otto ore della mia vita per vedere questa serie? Qual’è lo scopo? La risposta è (forse) semplice. Se vuoi guardare una serie “originale” o “rivoluzionaria” Stranger Things forse non fa al caso tuo, anzi, rimarrai deluso o dirai semplicemente “Ah, si, è carina” ma se fate parte di tutti quelli che, come questa appassionata webbettola, amate il citazionismo vintaggio, troverete in questa serie tv una spassosa e avvincente summa di quanto già avete visto nella vostra fanciullezza.

Che poi in tutta onestà, parlare di originalità è sempre difficile ed è un concetto forse tra i più soggettivi su cui si può argomentare durante la scrittura di una recensione ma anche di una fregnaccia come questa che stai scrivendo. Per giudicare davvero l’originalità, con buona pace di tutti, bisognerebbe avere una cultura sconfinata del settore di cui si vuol parlare. Forse scavando si può scoprire che ciò che si riteneva l’opera madre del genere, poi così capostipite non è.

Ci sono poi le mode, che al tempo stesso si amano e si odiano, a dettare i generi che poi offre il mercato. Il Revival oggi va di moda (o forse non è mai passato di moda), per i mille motivi di cui spesso abbiamo già discusso. Siamo la gallina da spennare, spesso ci convincono altrettante volte riusciamo ad un utilizzare un po’ del nostro sale in zucca.

Tutto questo pippone per dire che Stranger Things non è una serie che spicca per originalità ma tutto quello che ha, è valido, anzi, ti è garbato proprio tanto e non vedi l’ora di iniziare a vedere la seconda stagione!

star-wars-your-empire-needs-you

 

Buona Domenica! (Anche senza Super Mario)

Bentrovati ragassuoli! Avete riposato un’ora in più grazie al cambio d’ora? Dai ci si augura di si!

Come molti di voi dotrebbero sapere venerdì è stata di quelle giornate iuppi yeah per noi amanti dell’intrattenimento POP: Su Netflix è stata rilasciata la seconda stagione di Stranger Things mentre Nintendo ha fatto uscire un altro dei suoi System Seller ovvero Super Mario Odyssey.

Con l’arrivo di MiniCornerhouse hai fatto il fioretto di iniziare ad aspettare qualche Cut Price prima di gettarti nell’acquisto compulsivo sull’internet di ogni futilità che ti passa per la testa, certo la tua amicizia con l’amazon potrebbe un po’ raffreddarsi però beh c’est la vie.

In ogni caso questa è una di quelle volte in cui stai facendo un grande sforzo perché Mario è Mario e il mondo dei social cosi è davvero un dedalo di tentazioni ma su Johnny, puoi resistere!

Come avrete capito questo post è solo un modo goffo e buffo per augurarvi una buona domenica e per trovare una scusa per pubblicare una foto che hai messo sul social cinguettoso che ti ha diverto fare.

Il tweet citava: Mentre tutti siete a giocare a Super Mario Odyssey io allevo i miei primi due pulcini.

DNJJChKVoAAwC_D.jpg large.jpg

Stardew Valley è davvero un bel gioco

Il deiuan è una brutta malattia!

Buona Domenica ragassuoli!

 

Star Trek Discovery Episodi 1 e 2 Spoiler Free

1507974098-picsay

Trovare il tempo per scrivere questo solito cumulo di fregnacce, pigiando a casaccio le dita sulla tastiera, é stato piuttosto complicato. Minicornerhouse vi ha fatto fare na nottataccia ed ora sulle note di Wagner stai tentando di farla addormentare cullandola sul tuo braccio e scrivendo con una mano sola. Insomma se prima l’ortografia in liberté era ingiustificabile beh dai, ora perdonatela un po’ di più.

In questi giorni sei riuscito a trovare il tempo per vedere nella classica modalità spapanzati sul divano marchio registrato” i primi tre episodi della serie netflix Star Trek Discovery. Oggi  però parleremo solo dei primi due che per quanto hai visto fin’ora fungono un po’ da prequel e/o pilota per la storia che viene raccontata dal terzo episodio in poi, dove effettivamente compare per la prima volta la Discovery.

Star Trek Discovery è l’ultima serie (in ordine di uscita) ambientata nell’universo di Star Trek ma si colloca dieci anni prima della Serie Originale. Scelta coraggiosa visti tutti i rischi che questa strada può comportare. La serie è ideata da ideata da Bryan Fuller e Alex Kurtzman per CBS All Access. Tra i produttori compare anche Eugene Roddenberry il figlio di Gene Roddenberry il padre della serie originale.

Senza girarci troppo intorno Star Trek Discovery è chiaramente una serie TV figlia del nostro tempo e nel bene e nel male figlia del successo della saga Prequel/Reboot del nostro pacioccone-nerd-wannabe-Spielberg Gei Gei Abrams. Visivamente è molto gradevole e la deriva action è comunque interessante. Impossibile immaginare oggi di trovarsi davanti ad una serie con episodi autoconclusivi con il pregio nel casi migliori di portare anche avanti temi sociali importanti e una visione così ottimistica del futuro.

Potremmo anche stare a parlare del livello di tecnologia che ci viene mostrato. Ma hey! è evidente come il nostro modo di raccontare la fantascienza sia cambiato così come le possibilità per gli autori. Questo è il primo step da superare per accettare tutto il resto. Non stiamo a fare i precisini della meeeeenchia che non andiamo da nessuna parte.

Star Trek Discovery è semplice intrattenimento. Funziona, è divertente ma al momento non hai percepito sto gran lavoro da parte degli sceneggiatori di realizzare chissà quale storia originale. I primi due episodi però hanno il pregio di creare subito un legame molto riuscito (secondo te, for sure) tra i protagonisti e gli ascoltatori. Michael Burnham (Sonequa Martin-Green, si quella di The Walking Dead) che probabilmente sarà la protagonista della prima stagione è un interessante personaggio. Ha un carattere molto forte e audace che ricorda Kirk ma è stata educata da Sarek niente meno che il padre di Spock. Questo suo percorso di formazione in contrasto con la sua indole al momento ha fatto si che tu abbia trovato in Michael un personaggio che funziona e che nonostante tu sia un po’ stufo di protagoniste femminili ti ci sia subito affezionato.

Stando alle informazioni sparse sull’internet sembra che Star Trek Discovery abbia raccolto una cifra significativa di consensi. Certo i trekers più intransigenti non potrebbero mai amare una serie come questa, così lontanda dall’originale e da Next Generation. è stata definita come un solido elemento del Franchise per le nuove generazioni.”

Ecco, a te il nuovo corso al cinematografo come hai scritto in più di un’occasione ti piace e ti diverte, con buona probabilità anche questa serie ti piacerà (Carlotta si è già infognata) però è proprio questo il punto non è Star Trek. Ci sta, ci può stare. Basta accettarlo e prendere questo e quello che verrà sapendo quello che si sta guardando. Chiarito e superato questo scoglio, che potrebbe bloccare più di una persona, beh allora siamo davanti ad un inizio incoraggiante per un serie tv che comunque sia porta il peso di un nome davvero grande.