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Star Wars Legion. La vera battaglia è il commercio!

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In questi giorni (per chi non lo sapesse) si sta tenendo sul suolo amerriggano la GenCon ossia la più importante fiera di giochi da tavolo al mondo (o poco ci manca) diciamo che è tra le due più importanti al mondo e si gioca il primo posto con la fiera di Essen. Meglio Così?

Per questa ragione tutti i blogger seri, i siti web dedicati e questa povera webbettola poco considerata dai giocatori troppo snob, sono alla ricerca compulsiva di niuss, immagini esclusive e qualsiasi cosa pur di essere i primi e guadagnare due click in più. Prima si è spammato a testa bassa con Dragonholt, poi con i tuffi carpiati con Fallout poi con Civilization e ancora più istericamente con la quarta edizione di Twlight Imperium. é stato stupendo vedere come all’annuncio delle due riedizioni di questi due ultmi giochi citati sono apparsi sul mercatino le edizioni attuali in vendita anche a prezzi imbarazzanti. Ma la gente pensa che sono tutti stupidi? Vabbè sorvoliamo che è meglio… che al Cornerhouse i mercatini dell’usato con prezzi quasi pari al nuovo non si son mai capiti.

L’ultima sparata” made in Fantasy Flight Games è Star Wars Legion O-t-t-a-v-o gioco uscito in questi ultimi anni dedicato alla galassia lontanta lontana. Fico no? Beh per noi giocatori direi proprio di si. Anche perchè Legion conterrà una bella secchiata di plastica che andrà a comporre una bella serie di miniature tra cui l’ennesimo Darty e l’ennesimo Luchino pronti a guidare degli eserciti per conquistare ancora una volta la galassia.

Per la niuss ufficiale fatevi un giro sul sito FFG così vi leggete la notizia paro paro a come l’hai letta tu.

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La vera questione però è un’altra, che però oggettivamente, può non interessare a tutti perchè è di natura commerciale e politica, quindi se non vi interessano le manovre di business delle aziende del settore dell’intrattenimento ludico, beh ciao ci si legge presto, anzi prestissimo… per tutti gli altri per di qua. Facciamo strada.

Dopo il divorzo con tra FFG e Games Workshop (la mamma di Warhammer) sembra che la statunitesse FFG si sia lanciata con il coltello tra i denti in una guerra all’ultimo sangue con la casa inglese. Prima Runewars a candidarsi come nuovo warhammer fantasy battle” ora questo Star Wars Legion a tentare di insinuarsi tra i fan dei tabletop futuristici tentando di rubare la scena a Warhammer 40K. Da parte sua la GW sembra non sia rimasta con le mani in mano buttandosi lei stessa nella creazione o ripublicazione di quelli che un tempo venivano chiamati specialist games nel 2016 sono tornati Warhammer Quest e BloodBowl quest’anno dovrebbero arrivare Necromunda e Talisman (No davvero facciamo la guerra con Talisman?).

Da questo punto di vista la FFG sta vincendo a mani basse d’altronde questa società americana può contare su eccellenti game designer e una vagonata di tester (non va certamente sottovalutato il lavoro di bilanciamento dei giochi). Runewars infatti ha davvero un sistema di gioco gagliardo mentre Warhammer Quest e BloodBowl hanno campato grazie al fattore nostalgia ma sono passati un po’ così tra diffidenza e eccessive” critiche verso i loro regolamenti non troppo aggiornati con le nuove mode. La GW ha sempre avuto questo difetto: pessimo se non assente playtesting dei proprio giochi, situazione che ha portato più volte a momenti davvero imbarazzanti a causa di sbilanciamenti davvero pesanti.

Dove però la Games Workshop è ancora troppo forte è sul fronte del modellismo. Dai non c’è nulla da dire, le loro miniature sono da sempre IL livello di riferimento per tutti mentre la FFG per quanto ci stia provando è ancora lontana parecchio da quel livello. La plastica di Runewars è ancora troppo morbida e le sculture sono solo discrete.

Rimanendo in tema modellismo” l’utenza GW è abituata a montare e modificare miniature, i giocatori da tavolo no. Sul forum della tana dei goblins hai letto davvero le domande più disparate e ci sta perché se uno è niubbo è giusto che chieda prima di fare qualche cazzata ma è evidente come il pubblico medio vuole una situazione alla Descent. Tutto deve essere già bello che pronto.

In questa guerra millionaria si è poi infilata anche la CoolMiniOrNot con il gioco di battaglie del trono di spade di cui abbiamo parlato proprio pochi giorni fa. La CMON sta applicando anche lei la sua particolare politica a suon di millioni con i suoi Kickstarter della madonnina, miniature pre assemblate ma di una qualità davvero eccezionale. I loro giochi poi puntano sempre verso un utenza molto eterogena grazie alla creazione di regolamenti molto semplici e dalla forte spinta action.

L’impressione è che il gioco di miniature stia tornando di moda e tutte le società di produzione dei giochi ci si stiano buttando dentro. Chi la spunterà?

A Corollario di questo fiume di parole ti resta ancora una domanda a cui per ora non c’è risposta. Ma in tutto questo Assalto Imperiale che fine farà? Il motivo per cui il titolo è andato alla grande è stata proprio la sua componente Skirmish, Legion proporrà battaglie sia campali che piccole schermaglie. Ci staremo mica dando la zappa sui piedi pur di giocare aggressivi contro i nostri avversari?

E intanto sul fronte APP per giocare Assalto Imperiale Full Coop tutto tace. Accidenti, perdincibacco, urca urca tirulero oggi splende il sol!

Joker di Brian Azzarello

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Ti eri da poco trasferito a Roma ed una delle prime cose che hai fatto per cercare di sentirti un po’ a casa fu quella di andare alla fiera del fumetto locale. A Roma organizzano il Romics, fiera che oggi consideri tra le più deludenti tra quelle a cui hai partecipato ma ai tempi ti andava più che bene. Andava bene anche a Carlotta che in fondo, di questo mondo si è appassionata proprio grazie al vostro rapporto e quindi ai suoi occhi appariva tutto così fantastico. 

A quel tempi in cui eri una persona rispettosa del denaro si entrava in fiera con un budget prefissato piuttosto ridotto. Se non ricordi male era più o meno 30 crediti imperiali a testa, non di più. Carlotta lo investiva in arretrati di Brendon e Dylan Dog tu cercavi sempre qualche vecchio albo di Star Wars della Magic Press o qualcosa legato al cavaliere oscuro.

Da uno dei tuoi primi Romics uscisti con il Joker di Brian Azzarello e con il Cavaliere Maledetto di Tim Sale due letture che proprio in questi giorni hai ripreso in mano perché davvero non li ricordi più e ti va di rinfrescare la memoria e quindi eccoci qui a battere i soliti tasti a caso sulla tastiere cercando di formulare fregnacce sensate a proposito del Joker e della Graphic Novel a lui dedicata.

Fin dalla copertina l’albo dimostra un grande potenziale. Inquietante, macraba ma allo stesso tempo è quasi pittorica. Davvero un gioiellino di copertina. L’altra cosa che salta all’occhio subito è la raffigurazione del Joker figlia dell’opera attoriale di Heath Ledger. Non a casa l’albo è uscito più o nello stesso periodo anche se le movenze del pazzo criminale di Gotham ti hanno, per certi versi, ricordato il Joker di Jack Nicholson.

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La storia scritta da Brian Azzarello è un’opera Pulp Noir che racconta dal punto di vista di Jonny (che coincidenza), un nuovo affiliato alla banda del Joker, come il Joker stesso, dimesso dal manicomio di Arkham si metta subito in testa di riprendersi il controllo della città finita in mano agli altri principali villanzoni del cavaliere oscuro.

Siamo di fronte ad una Graphic Novel che si ispira chiaramente al genere Hard Boiled e lo fa con stile e proponendo personaggi coerenti con l’immaginario batmaniano senza snaturarne nessuno ad eccezione di Edward Nygma che non ti ha fatto morire per via del suo apparire il capo di gang hip pop. Fortuna che compare per poco tempo.

La lucida follia del Joker è ben presentata quindi, per quanto la storia a grandi linee sia prevedibile, riassumibile in: Il vecchio boss va da i nuovi boss a reclamare quanto è suo uccidendo chi non è d’accordo, riesce a tenere altra la tensione proprio grazie all’imprevedediblità del Joker che da un momento all’altro anche in una situazione di calma apparente riesce a creare delle situazioni al limite del grottesco.

Anche l’aspetto grafico è davvero di un livello molto alto. Dai disegni alle chine ai colori, tutto è veramente pregievole rendendo questo Joker un’opera completa sotto ogni punto di vista.

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Dopo The Killing Joke, hai letto che in molti considerano il Joker di Brian Azzarello come la migliore opera sul personaggio (è anche stato bello vedere come siti e blog si scopiazzano le recensioni). Tu non te la senti di dire altrettando ma confermi l’ottima qualità del fumetto che si è rivelato proprio la storia che ti andava di leggere in questi giorni e che fa passare il Batman di Rinascita come un fumetto un po’ bah… ah i tempi andati…

Ah già a proposito, ma Batman in tutto questo che fa? Compare,tranquilli, ma per poco pochissimo tempo solo nel preciso istante in cui se ne sentiva la necessità.

Mi chiamo Jonny Forst, ma c’è bisogno che ve lo dica, giusto? Lo sapete, sono qualcuno… sono sul tetto del mondo e guado in basso. Sapete cosa vedo?

Volete sapere cosa vedo? Vedo voi… una malattia che esite da prima di Gotham, la città che ha infettato.

Una malattia che è più vecchia di ogni città. Diamine, probabilmente è la malattia che ha costruito la prima città. Ci sarà sempre un Joker perchè non esiste una cura.

Nessuna cura.

Solo un Batman

 

Infine ricordatevi che è in corso il primo sondaggio del Cornerhouse. Mi raccomando se vi interessa e seguite il mondo DC Comics, votate! Grazie!

Ragassuoli se questo post vi è piaciuto, lasciate una bel like o condividetelo sui vostri social network preferiti. Lego Darth Vader, il caporedattore di questo blog, sarà vostro debitore!

Bentornati a Puerto Rico

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Bentrovati ragassuoli, questo è un periodo davvero florido per i Cornerhouse tant’è che stai riuscendo a pubblicare post giornalmente prendendo spunto dai temi più disparati. Ma d’altra parte i pub, anche se virtuali, sono frequentati da tantissime persone diverse e di conseguenza va trovato qualcosa di interessante per tutti. 

Oggi torniamo a parlare di Boardgames perché l’altra sera nel classico appuntamento settimanale della cena in famigghia sei finalmente riuscito a rimettere sul tavolo uno dei tuoi giochi preferiti ossia Puerto Rico.

Caspita è stata la prima volta quest’anno perché complici altri titoli come Ticket To Ride che ha letteralmente spopolato quest’inverno, Formula D amatissimo da tuo suocereo e Alta Tensione  che sta conquistando consensi, le occasioni per intavolare Puerto Rico sono state pressochè nulle.

Come aperitivo hai proposto anche la demo di Unlock! un gioco davvero interessante che si prefigge lo scopo di simulare un’escape room. Hai fatto giocare Mary, Pollofifo e Suocero che con un piccolissimo aiuto nell’interpretazione delle carte hanno risolto agilmente la demo. I complimenti vanno soprattutto a Pollofifo che ha saputo risolvere l’ultimo enigma da solo. Bravo! 

Dato che è disponibile sul sito Asterion/Asmodee Italia la demo di queso gioco a questo link potete stamparvi i file e il regolamento e provarlo. C’è anche un piccolo caso aggiuntivo un po’ più corposo (sempre gratuito) quindi diciamo che avete due occasioni per farvi un’idea. La scatola base con i primi tre casi costa poi 30 eurini quando l’avrai completata scriverai poi un bel post di commento finale.

Puerto Rico, dicevamo, già Puerto Rico, che gioco, che capolavoro. Davvero ragassuoli questo gioco è sicuramente uno dei più semplici ma profondi giochi da tavolo che siano stati inventati in epoca moderna. Il suo meccanismo di scelta dei ruoli è pressochè perfetto a patto che al tavolo tutti siano più o meno allo stesso livello di conoscenza del gioco e delle sue malizie. Per vincere a Puerto Rico è necessaria esperienza, capacità di visione a medio lungo termine (diciamo uno due turni più avanti) e una piccola dose di fortuna ma minima minima minima.

La partita dell’altra sera è stata davvero una partita eccezionale. Il 90% delle mosse sono state scelte con ragionamento e efficacia. Infatti i punteggi sono stati molto bassi e vicini tra di loro. Al tavolo si è giocato bene ma quasi sempre sono state prese le contromisure giuste nella scelta degli edifici e dei ruoli. Complimenti a tutti.

La partita è stata vinta da Carlotta per soli due punti rispetto a te. 50 a 48 accidenti! La chiusura che stata determinata da Mary che ha peccato un bricciolo di visione nell’ultimo turno (dal tuo punto di vista) non ti ha consegnato la vittoria. In pratica avresti avuto in canna almeno altri 4-5 punti se la partita fosse durata un turno in più. Mary avrebbe fatto addirittura 7-8 punti quindi avrebbe addirittura insidiato il terzo posto. Peccato.

La verità però è che quando si svolgono partite così belle, cattive ma giuste, il vincere o perdere, lascia quasi ogni significato al vento. Anche Il post partita da l’idea del clima al tavolo, ci si scambia consigli, ci si fa domande e ci si prende nella maniera più sana possibile in giro.

Questo è il significato di giocare. Che sia un gioco di ruolo, un gioco di carte, un gioco da tavolo ma anche un videogioco o qualsiasi altra cosa va bene tutto, questo dovrebbe essere lo scopo. 

Che oh, badate bene, mica significa evitare il fallo tecnico o l’entrata un po’ brusca, significa solo, come ti ha insegnato uno scozzese durante Italia Scozia di Rugby che sti cazzi come finisce la partita, dopo andiamo tutti a riempirci di birra come se non ci fosse un domani. Un giro pago io, un giro offri tu! Olè!

Fallout The Boardgame

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Pochi giorni fa, dopo l’interessante notizia dell’annuncio del primo “Librogame” da tavolo Legacy Of Dragonholt (ne abbiamo parlato aqui) , l’ammerigana Fantasy Flight Games spara fuori dal suo cilindro un nuovo gioco su una nuova licenza: Fallout The Boardgame.

Fallout The Boardgame è un gioco esplorativo in cui da uno a quattro giocatori (quindi è prevista fin da subito una modalità solitario) si muoveranno su una mappa composta da tessere esagonali con lo scopo di risolvere missioni e recuperare risorse e equipaggiamenti.

Ci saranno alleanze con le varie fazioni, nuovi alleati, equipaggiamento vario, sviluppo del personaggio simile a quello del videogame quindi le abilità avranno un peso sul gameplay che si sceglierà di sviluppare. Ci sara’ anche il VATS. La parte più interessante sembra essere la risoluzione delle varie situazioni, un sistema a scelta che avrà conseguenze che metteranno certe carte in gioco che saranno poi diventeranno poi  incontri e cosi’ via cambiando l’esperienza di gioco (es. se liberi dei supermutanti poi te li ritroverai nel deck come possibili incontri dovuti al fatto che sono stati liberati etc.).

Il gioco non sembra essere un collaborativo ma ti ricorda per certi versi Runebound il gioco d’avventura: In pratica vince chi per primo riesce a ottenere o soddisfare le condizioni di vittoria. L’interazione a naso potrebbe essere quasi principalmente indiretta a meno di qualcosa non salti fuori di cui al momento non hanno parlato.

La rigiocabilità e la longevità come al solito lasciano supporre che se il titolo farà i numeri preventivati sarà supportato tutta una serie di espansioni con nuove “migliorie” e missioni diverse come da tradizione FFG che munge finché può tutte le sue mucche. Si parte con quattro missioni poi chissà.

Anche in questo Fallout The Boardgame sembra avere un certo peso l’aspetto narrativo. Con gli ultimi annunci la Fantasy Flight sembra aver capito che il giocatore “American” non è solo interessato a tirare valanghe di dadi ma anche a vivere storie importanti e avvincenti. Tutto ciò non fa altro che farti ben sperare!

C’è da tener presente che Fallout non è il primo gioco che pesca a piene mani dal mondo del videogioco. Sempre la FFG aveva prodotto X-COM un collaborativo tratto dal medesimo videogioco. In italia è stato localizzato dalla Giochi Uniti è purtroppo non sembra abbia riscosso particolare successo. Forse in maniera piuttosto immeritata. X-Com ha avuto il pregio/il difetto di essere uno dei primi ad introdurre il digitale nel mondo analogico dei cubetti e legnetti nel gioco da tavolo. Forse l’utenza non era ancora pronta.

Oggi con titoli come Le Case Della Follia e Descent sembra che l’aria stia pian piano cambiando.

Dunque ragassuoli, ora tocca a voi!

Cosa pensate dell’integrazione APP e giochi da tavolo e soprattutto cosa pensate dei giochi da Tavolo che tentano la fortuna ispirandosi a ambientazioni prese dal mondo del videogame?

Pensate che un giorno i due media collasseranno in un unico mezzo di intrattenimento o siete tradizionalisti e guai a chi vi tocca i cubetti?

Dite la vostra!

Mercurio Loi 3. Il Piccolo Palcoscenico

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Nonostante sia lunedì, oggi è un gran lunedì. Arrivare in ufficio in solo 27 minuti è quasi un record. Bravi bravi andate in vacanza che tu ti fai le pinne sul raccordo. “Ah che meraviglia.”

Detto ciò e come anticipato ieri nel post del nerd che fa cose e vede gente c’è da sparlare a sproposito schiacciando tasti a caso sulla tastiera, del terzo albo di Mercurio Loi intitolato il Piccolo Palcoscenico.

Sicuramente molti di voi ragassuoli ricorderanno come funzionano i vecchi videogiochi vintaggi. Oltre al Trial and Error c’erano le vite. Solitamente erano tre. Potevi sbagliare tre volte prima di aver sopraggiungere inesorabile la scritta Game Over. Per carità altri tempi, si stava meglio quando si stava peggio, ah non ci sono più le mezze stagioni, quanti kili porta l’ascensore?

Eppure la situazione è proprio questa. Mercurio Loi si è giocato anche la seconda vita. Il Piccolo Palcoscenico tolte due o tre tavole dove il protagonista riesce a lanciare un paio di aforismi davvero gradevoli (Consideriamole le monetine di Super Mario), non ti ha mai davvero esaltato. Si, si è letto bene, è veloce mai prolisso. Fa compagnia, ma non hai mai davvero capito il senso di questa storia e il colpo di scena finale non è mai stato nascosto per davvero, neppure per te che di solito riesci a farti fesso molto spesso.

Alessandro Bilotta, seppur con tutta la sua buona volontà, ricicla sicuramente una storia presa da qualche Dylan Dog (che sicuramente l’avrà ripresa da qualche altra parte) in cui alcuni oggetti particolari riescono ad “risucchiare” gli aspetti più interessanti del carattere del personaggio principale spogliandolo delle sue caratteristiche virtuose. Ovviamente Mercurio riuscirà a risolvere la (non) intricata matassa per recuperare i suoi “poteri”.

Ora qui ci si deve mettere d’accordo, le possibilità sono due. Primo. Tu sei sbagliato tu: Ti sei illuso di avere tra le mani l’italica versione del sociopatico di Baker Street e quindi continui a “confrontare” quello che desideri che con quello che hai. Oppure, Mercurio Loi non è la lettura che fa per te. Considerando il costo poi dell’albo che sfiora i cinque crediti imperiali non si può tergiversare troppo.

Se fosse la prima ipotesi beh, errore tuo, hai sbagliato. Le tue fregnacce sarebbero davvero da correggere, i’m so sorry, sul Cornerhouse si farà un post di scuse. Per tanto se qualcuno sa darti un punto di vista diverso è certamente benvenuto! Magari potresti capire ciò che fin’ora ti sta sfuggendo!

Il punto è che, per te, è mancata completamente l’indagine e la risoluzione del caso. Per quasi settanta pagine ti sei detto: “Daje che adesso succede qualcosa, dai dai dai” purtroppo ti sei ritrovato nelle ultime pagine con un mesto lieto fine piuttosto meh…

Per il momento Mercurio hai solo più una vita e troppe poche monetine per sperare di salvarti solo con qualche frase gagliarda. Forza su!