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1 Disco Al Giorno per 10 Giorni – 8d10

Bentrovati ragassuoli amanti delle ciance perdigiorno e della musica scuotitimpani. Dopo avervi sollazzato la spirito tutto con la la rubrica del papa’ pop’n nerd, oggi torniamo a cianciare della buona(?) musica che ti ha accompagnato nel corso della tua vita piena di fregnacce.

Siamo all’ottavo post di questo particolare viaggio (che purtroppo grafici alla mano, ha visto alti) che si concluderà tra qualche settimana in cui hai raccontato molto della tua vita privata, molto della tua sfera intimi ed emotiva, attraverso alcuni dei dischi più significativi che ti hanno influenzato, nel bene e nel male, rendendoti il Johnny che sei oggi.

Probabilmente è per questo che un po’ ci sei rimasto male quando i numeri e le statistiche non sono state in linea con gli altri post, più vicini come genere, ai jovini frequentatori di questa gagliarda webbettola.

Mentre ripensavi a cosa scrivere in questi post ti è tornato in mente un libro che avevi letto parecchio tempo fa che ti era piaciuto parecchio ma, evidentemente, non abbastanza per restare in “orbita” tra le letture che ogni tanto “spuntan” fuori nei tuoi ricordi.

Il libro in questione è 31 Canzoni di Nick Hornby, autore inglese che per un lungo tratti è stato tra i tuoi scrittori preferiti. Il libro in questione è una raccolta di brevi saggi in cui Hornby fa la stessa cosa che tu stai facendo qui. Solo che, ovviamente, lo fa meglio.

Nel ricordare questo libro ti è anche tornato alla memoria una cartella su un tuo vecchio Hard Disk che si chiamava proprio 31 Canzoni, così come una playlist su Spotify con le stesse canzoni.

Insomma, raccontare le cose tramite la musica, è un qualcosa che ti appartiene da sempre e che speri abbia sempre spazio nella tua vita. Ogghei, basta pipponi, beccateve ‘sto raccontino musicale in tre parti con finale bomba.

Pronti Noi Zi Va.

Parte 1.
Era il periodo d’oro di MTV e tu facevi le superiori non ricordi più bene se fosse il 1997 o il 1998. L’unica ragazza della tua classe che chiameremo Kora era sempre molto schiva e sulle sue. Di musica però ci prendeva abbastanza. Ti prestò due cassette. Stoosh degli Skunk Anansie e Ultra dei Depeche Mode due dischi che hanno segnato in modo inequivocabile la carriera delle due band.

Anche se ancora non lo sapevi il disco della band inglese di rock elettronico ti avrebbe ispirato quasi dieci anni dopo. Al momento ti limitavi soltanto ad ascoltare “a ruota” It’s No Good, il singolo che stava trascinando le vendite del disco2 restando folgorato da tutti quei suoni elettronici che al tuo orecchio verginello sembravano delle novità assolute e da quella voce così profonda così asettica ma così cariche di espressività.

Parte 2.
Si era appena concluso il periodo di massima esposizione della tua band tra il 2005 e il 2007. Avevate suonato per quasi tutto il nord Italia ed era giunto il momento di fermarsi per scrivere con calma i pezzi nuovi e lavorare al disco che non c’è. Il suonare in studio con il computer e Reason ha portato te e il Reverendo ad essere influenzati in maniera piuttosto marcata da molte sonorità elettroniche. Tu eri tornato in fissa con i Depeche Mode e i Duran Duran complice il fatto che adoravi Morgan e quindi le “sue” fonti dovevano essere anche le tue. Non a caso uno dei grandi(?) esclusi da questa personalissima raccolta di post dedicati alla musica è certamente Metallo Non Metallo il secondo lavoro, forse il più bello, dei Bluvertigo. Il Reverendo invece si era appassionato più in generale alla musica elettronica anche dance cercando ispirazione tra gli Air e i Daftpunk. Avevate in mente, di creare un progetto alternativo al vostro gruppo dove tu e lui vi inventavate DJ di musica danzereccia. In realtà un brano e altri piccoli frammenti li avete scritti e pubblicati. Di dance, però, non avevano niente così i frammenti erano entrati di diritto nella scaletta del disco che non c’è, mentre il pezzo, l’unico completo, resta una meteora della vostra produzione.

Complice il fatto che Torino è inevitabilmente appassionata dei Subsonica e che Max Casacci era appassionato dell’underground musicale della città alla fine sei anche voi finiti nel vortice di gruppi che hanno tentato di fondere le sonorità elettroniche che la musica rock grunge degli anni ‘90.

La vostra crescita, la vostra identità sonora era quindi giunta ad una prima maturazione, eravate pronti per il salto, eravate bravi e pieni di idee. Peccato che poi…

Parte 3
Quando hai conosciuto Carlotta (il tuo gruppo era quasi un ricordo) avete dovuto girare l’Italia per poter stare insieme. Il vostro lavoro del tempo vi obbligava a lunghe trasferte e quindi una volta si stava a Milano, una volta in Toscana, una volta toccava a Torino e l’altra a Roma. Insomma di kilometri ne avete fatti tanti.

La musica in macchina non poteva mai mancare e in quel momento i Depeche Mode erano sicuramente tra i principali ascolti lungo i viaggi in autostrada, così per il tuo primo compleanno festeggiato con lei, il suo regalo fu davvero meraviglioso. Ti regalò due biglietti per andare a vedere il concerto dei Depeche Mode allo Stadio Olimpico a Roma.

Durante il concerto i Depeche Mode, suonarono una versione molto particolare di Home, un brano, ma guarda un po’ estratto proprio da Ultra. Preso da un impeto di romanticismo, o dalle troppe birre. Beh hai chiesto a Carlotta di andare a vivere con te.

Il resto è “solo” tante altre canzoni.

Tutti gli altri post di questa belliffima rubrica li potete trovare ovviamente qui.

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The Nerd Father. Il manuale. Parte 2.

Bentrovati padri e aspiranti padri, amanti dell’aria condizionata e dei mojito d’estate. Oggi la vostra termoregolata webbettola de borgata torna a sollazzarvi lo spirito tutto con un nuovo capitolo del manuale di sopravvivenza per padri Pop ‘n Nerd alle prese con i piccoli padawan e con mogli da rendere felici che, porelle, devono a loro volta gestire tutto il cucuzzaro.

L’uomo con mille passioni già solo da sposato incontra le sue prime difficoltà: Condividere gli spazi con una donna che magari non è in grado di capire il tuo culto per dei giornaletti per pischelli, può creare fin da subito alcune tensioni. Oppure. Anche passare la serata sul divano può essere un problema: Tu vorresti giocare al tuo ultimo videogioco acquistato mentre le vorrebbe vedere il nuovo episodio di Montalbano.

O peggio, lei sta lavando i piatti e tu cristoni con parole indicibili contro uno sconosciuto durante una partita online a Mario Kart che ti inchiappetta all’ultimo secondo. Queste situazioni sono da evitare come la peste. Vi verranno rinfacciate per i prossimi anni senza alcuna pietà!

Insomma fin dall’inizio della convivenza, l’uomo pop ‘n nerd deve imparare a gestire tempi e gli spazi per evitare che la sua dolce metà un giorno non gli urli contro “Johnny hai quarant’anni cresci!” e contestualmente lanci fuori dalla finestra la sua copia di Breath Of The Wild.

Con l’arrivo di un simpatico/a e tenero/a cucciolo di essere umano, la situazione non può che degenerare. Si c’è questo esserino bellissimo e coccolossimo, tutto vero, lo amerete dal primo istante ma…

Nei primi mesi di vita la creaturina tutta pianti e pupù assorbirà il tempo della vostra compagna/moglie in maniera quasi assoluta. Perderà ogni privacy dovendo andare in bagno con la porta aperta per evitare che il/la gnomo/a si senta abbandonato/a e cominci a frignettare. Implorerà per poter andare dal parrucchiere per riconquistare un po’ di quella femminilità che la maternità ti porta via. Avrà bisogno di te quando torni dall’ufficio per guardare il/la pargolo mentre le prepara la cena o sistema un momento casa o più semplicemente va un momento in bagno con la dovuta intimità.

Quindi dopo le massacranti ore in ufficio vi toccherà lavorare anche a casa. Più volte vi capiterà di pensare che il lavoro è certamente più rilassante della vita familiare. Badate bene non si sta dicendo che essere padre non vi piacerà. Voi amerete ogni singolo momento che passerete con il vostro padawan e anche quando la vostra schiena vacillerà voi terrete duro e solo che è faticoso…just this

Tenete sempre a mente, però, che vostra moglie sarà quasi sicuramente più stanca di voi. Va a lavoro, torna a casa prima, prende il vostro cucciolo e lo porta a casa dall’asilo e in più deve cercare di mantenere tutto in ordine in casa, preparare la cena, sistemare i cassetti e tutto questo lo dovrà fare spesso da sola e con l’erede in braccio perché voi prima delle 19:00 non ci sarete e non tutti possono contare su nonni pensionati.

Ogni volta quindi che vi verrebbe da dire: “moglie, ora tienilo un po’ te” ricordate sempre cosa è successo mentre voi eravate in ufficio freschi con l’aria condizionata a palla.

Voi avete due obiettivi: Il primo è la felicità di vostra moglie, volete continuare a spendere soldi nelle vostre fregnacce? Volete dedicare tempo a Mario Odyssey? Ecco, se volete gettare la basi affinché questo possa accadere dovete curarvi della felicità di vostra moglie.

La soluzione è discretamente facile. Prima di cena, state con il vostro padawan. Giocate con lui, passateci del tempo. Vostra moglie potrà respirare un pochino.

Dopo cena occupatevi voi della casa, sistemate il tavolo, lavate i piatti e ‘na passate sulla macchina del gas non guasta, così la regina della casa porterà il cucciolo a letto che per le 21:30 sarà a ninna.

A quel punto godetevi un po’ vostra moglie, non temete il vostro secondo obiettivo è vicino, tenete duro. La signora avrà un’autonomia piuttosto limitata e per le undici bye bye andrà a coricarsi.

Ebbene uomini, ora che avete resistito tutto questo tempo con le dita che vi prudono da ore che ormai hanno assunto la rigida posa da joypad in mano, è arrivato il vostro momento. La casa è in silenzio. I tuoi amori sono a dormire, non ti resta che godere della tua insonnia per gioire in pace.

Si l’insonnia sarà il vostro migliore amico non cedete al sonno, alla stanchezza. Siete uomini forti che hanno bisogno di tirare fuori il proprio lato barbaro lanciando gusci rossi a tutti gli stronzi che si frapporranno tra voi e il traguardo finale.

Grazie alla vostra capacità di non dormire e fingervi professionali sul vostro luogo di lavoro potrete completare i vostri videogiochi, scrivere per il vostro appassionato blog e leggere tutti i libri e i fumetti di cui avete bisogno.

Il dormire è un’abitudine sopravvalutata.

Viva l’insonnia.

10 Curiosità su Han Solo

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Bentrovati ragassuoli, oggi la vostra webbettola di fiducia e la geek league tutta, scateneranno un fremito che sollazzerà tutta la forza che è dentro di voi. Fumetti, musica, fregnacce e quant’altro tutto a tema: A Long Time Ago In a Galaxy Far Far Away!

Paaaaa paaaan pa pa pa paaaaa paan pa pa pa paaaaa paan pa pa pa paaaa

Nel caso tuo si cincischia a proposito di 10 Curiosità Su Han Solo.

Senza dirlo ad alta voce che altrimenti il caporedattore del blog Lego Darth Vader ti si offende, Han è sicuramente uno dei tuoi personaggi preferiti di tutta la saga di Guerre Stellari. Il suo triste destino in Episodio VII è certamente uno degli eventi che la tua parte fanciullina deve ancora superare. Non bisogna sopravvivere ne hai figli ne ai proprio eroi accidenti.

Han Solo è certamente uno dei personaggi a cui la Disney ha stravolto di più quanto era stato definito in quello che è oggi considerato universo espanso e “Legends” con questo post cerchiamo di mettere un po’ d’ordine prima di vedere film dopo di che vediamo cosa resta delle nostre certezze dopo la visione del film.

  1. Le origini di Han sono contraddittorie, secondo la trilogia cartacea che hai letto di cui potete trovare la recensione proprio qui quo e qua, Han è Correlliano, quindi umano (secondo alcuni script avrebbe potuto essere un Jedi dalla pelle verde) ed è stato per un certo periodo (breve ma intenso) un ufficiale imperiale. Si fece cacciare proprio per la salvare la vita ad un Wookie, un certo Chewbacca. Giorgino Lucas, invece, voleva far vedere un giovane Han ne La Vendetta Dei Sith una sorta di Tarzan allevato dagli Wookie. Per fortuna non è andata così.
  2. Perché Han ha salvato la vita al Wookie? Semplice, quando era pischello, era il mozzo di una nave di contrabbandieri, l’unico abbastanza piccolo per infilarsi in piccoli tubi e condotti. Una Wookie, la cuoca dell’equipaggio se ne prendeva cura come fosse figlio suo.
  3. Ancora a proposito della Trilogia ormai definita apocrifa dalla Disney, la storia di Rogue One è il racconto in versione Shakespeariano del terzo libro della trilogia di Han Solo. Cassian Andor non è altro che Han, così come Gyn Erso è Bria la più importante storia d’amore che Han ha avuto prima di incontrare Leia. A questo punto ti viene da domandarti come tutta la restante parte del materiale della Crispin (l’autrice dei libri di Han Solo) possa essere utilizzato per questo film in uscita proprio oggi.
  4. Parlando ancora di amori, amorucci e corna. Han secondo la disney, anche dopo episodio IV ha una moglie una certa Sana Solo, comparsa nei fumetti del nuovo corso editoriale. Ops…
  5. Chiudiamo il momento Turbo Rubrica del Cuore con Hr Wells parlando della famosissima battuta “I love you” “I know”. La risposta di Solo alla dolce frase di Leia sembra che sia stata frutto dell’interpretazione di Ford che l’ha inventata di sana pianta durante le riprese.
  6. No, non è vero c’è da dire ancora una cosa sulla vita sentimentale di Han. Nella vera e unica trilogia post Il Ritorno Dello Jedi, ossia quella si scritta da Timothy Zahn, Han e Leia hanno ben tre pargoletti, per la serie nonostante tutto se son dati da fare.
  7. Han Solo ha sparato per primo. Come per Indiana Jones e i predatori dell’arca perduta, Harrison Ford è stato protagonista di una scena di discutibile violenza nel primo Guerre Stellari (Si ok, Ep IV). A Mos Isley Han ha sparato a Greedo per primo, Giorgino Lucas ha smentito in più occasioni ma, stando allo storyboard comparso in rete in tempi recenti smentisce il regista e avvalora la tesi che Solo, beh, ha fatto fuoco per primo.
  8. Han Solo sarebbe dovuto morire prima. Ford non ha mai avuto un gran rapporto con il personaggio, infatti proposte a Lucas di morire nella trilogia originale, ma Giorgino non l’ho accontentò. In Episodio VII invece…ma porca zozza!
  9. Tornando nel mondo reale, la parte di Han Solo fu rifiutata da attori che in quel periodo erano già all’apice del successo come Kurt Russel che sul finire degli anni ‘70 erano al massimo del successo. O Al Pacino che non lo ritenne un ruolo adeguato visto che era nel periodi de Il Padrino o ancora Bart Reynolds che rifiutare il ruolo di Han solo fu l’errore più grave della sua carriera.
  10. Cosa pensa Harrison Ford di Alden Caleb Ehrenreich l’attore che interpreta Solo Pischello? “Ovviamente guarderò la pellicola, stavolta come fan. Sì, sarà un po’ strano. Ma sapete, ho conosciuto il ragazzo che interpreterà il giovane Han Solo: è una persona eccezionale, molto dolce, e anche un bravissimo attore. Sono decisamente soddisfatto della scelta”.

Eccovi i posti di tutti gli altri ragassuoli della Geek League.

La Bara Volante
La cupa voliera del Conte Gracula
Non c’è paragone
Omniverso
Storie Da Birreria
Cornerhouse’s Pub
La Tana dell’Orso Chiacchierone
Il Cumbrugliume
Moz O’Clock
The Reign of Ema

Il Marzo-Aprile Ludico

Benvenuti in questa cialtrona e appassionante webbettola, l’unica che in tutta l’internet può sollazzarvi lo spirito tutto, parlando a ruota libera di tutto quello che ti passa per la testa. Oggi dopo due episodi della rubrica musicale in dieci parti #1discoalgiornoper10giorni ci prendiamo un post di pausa per fare il punto sul bimestre marzo-aprile ludico visto che proprio nel mese di marzo l’appuntamento è saltato. Quindi ti tocca recuperare. Basta cianciare le bande, pronti noi zi va.

Marzo e aprile non sono stati due mesi carichi di lussuria al tavolo da gioco anzi per via di alcune facezie piuttosto impegnative sono stati purtroppo trascurati. Alla fine il numero di ventitre partite in due mesi è stato raggiunto solo grazie alla moltitudine di filler che si sono affacciati al tavolo ma i momenti dedicati ai “giochi” più pesanti sono stati pochi.

Il mese di marzo sarà sicuramente da ricordare per la prima partita di Suocero a Blood Rage, gioco che tra l’altro lo ha anche conquistato. Nonostante Carlotta abbia vinto possiamo affermare che il buon suocero ha disputato un’ottima partita. Bravo suocero!

Blood Rage è un gioco di Eric Lang portato nella nostra penisola da Asmodee Italia. Le due meccaniche principali sono quelle delle draft di carte e quella di controllo del territorio. Ogni giocatore controlla un clan vikingo, lo scopo è quello di ottenere il maggior numero di punti gloria. I clan partono tutti forti uguali poi grazie alla fase di draft le abilità possedute dai vari clan si differenziano. I giocatori più esperti ovviamente possono trarre molto vantaggio da un draft ben fatto che sostanzialmente è cuore del gioco.

Uno degli aspetti o forse l’Aspetto che ha reso così famoso Blood Rage è la sua componentistica. Infatti, tutte le miniature che compongono il gioco sono tanto inutili quanto belle. Il gioco può funzionare anche con dei cubetti che avrebbero anche abbattuto il costo ma volete mettere la miniatura del gigante di fuoco?

Ancora a marzo è ricominciato il mondiale di Formula D 2017-2018 che ti ha visto trionfare per la seconda manche sulla pista di Montecarlo per i dettagli potete leggere qui.

Per Suocero marzo è stato davvero un gran mese, oltre ad aver giocato bene a Blood Rage ha vinto anche la sua prima partita a Century di quelle giocate tra di noi, specifici tra di noi perché Suocero ormai è talmente preso bene che divulga il gioco intelligente con tutte le persone che può. Così si fa.

Sul fronte delle novità a Marzo è entrato nella tua ludica collezione Level 9, un giochino edito nell’italico idioma da DvGiochi che si è rivelato davvero carino e divertente. Per farla breve, visto che tanto è uno di quei giochi di cui vuoi parlare più nel dettaglio magari in una recensione, Level 9 è un piccolo Tetris verticale da tavolo, peccato che la scatola preveda il materiale solo per quattro giocatori. Comprare una seconda scatola per trasformarlo in un party game da 60 crediti imperiali magari è sprecato ma un quinto giocatore ci stava tutto.

Aprile invece è stato un mese che ha visto alcune novità tascabili e forse si è verificato uno degli eventi più importanti del 2018. Siore e siori hai vinto a Carcassonne, non succedeva dal 2016 ma accidenti, hai battuto tua moglie! Ta dan! No, non hai ancora divorziato e ciò è bene.

Ad aprile hai acquistato un po’ di giochilli di piccolo formato. The Game -La Sfida-, Game Of Trains, Coloretto e Origami. Tutti titoli tascabili che la Dv Giochi ha messo sul mercato a soli 10 crediti imperiali.

Al momento vi siete divertiti con tre di essi. The Game -La Sfida- è la versione competitiva di The Game per due giocatori. Un giochino di carte tanto bastardo quanto semplice. Un titolo che davvero può far rosikare duro per via delle sue regole. Ogni giocatore ha un mazzo di carte numerato da 2 a 59. Ogni giocatore in ogni turno deve giocare almeno due carte pena la sconfitta immediata. Ogni giocatore può piazzare le carte in ordine decrescente o crescente su uno delle sue pile e inoltre può giocare una e una sola carta sulla pila dell’avversario. Insomma la pugnalata è dietro l’angolo. Come per Level 9 uscirà il post dedicato.

Un altro titolo di cui parleremo è Coloretto la versione gioco di carte di Zooloretto. Si tratta di un gioco di collezione set che rende bene in almeno quattro giocatori. Suocero l’ha subito apprezzato. Nelle prime partite vi siete un po’ confusi con il regolamento che magari hai letto distrattamente ma poi si è rivelato davvero un titolo divertente, semplice ma piuttosto intelligente.

L’ultimo titolo che hai avuto modo di provare è Game Of Trains. Anche questo giochino tascabile è un gioco di carte il cui scopo è riuscire a riordinare il proprio set di sette carte che partono da sinistra verso destra dalla più grande alla più piccola invertendo l’ordine. Carino anche questo, secondo te è più intrigante in tre quattro giocatori piuttosto che in due. Forse dei tre è il meno immediato ma è quello dove forse si riesce a costruire una strategia interessante.

Come avrete intuito questa è una fase ludica un po’ strana. Ora come ora è meglio dedicarsi a giochi da trenta quaranta minuti massimo in modo da poter fare una partita sola al volo o farne un paio nel corso della serata. Tanto, chi pensa che i filler siano da bistrattare è il solito snob che pensa che solo quello a cui gioca lui è degno di essere giocato. Semplicemente ci sono momenti dove si può organizzare un partitone a Rebellion altri nei quali bisogna godere di giochi più easy e lasciare che il proprio cervello si rilassi un po’ di più.

Chiudendo, sai che anche qui in molti potrebbero lamentarsi, la sfida del #10×10 a questo punto si fa interessante:

Century

6

Coloretto

5

Level 9

4

The Game

3

Alta Tensione

3

Quadropolis

3

Game Of Trains

3

Questi sono i giochi più giocati al 30 aprile. Alta Tensione che Mary adora tanto potrebbe essere il gioco più pensate che godrà del maggior numero di partite quest’anno. Puerto Rico resta alla porta. Quadropolis si conferma anche quest’anno un titolo che vi aggrada molto soprattutto nelle sfide tra moglie e marito.

Manca all’appello Ticket To Ride di cui in famiglia ormai avete ben quattro scatole e qualche bel American Dadoso. Su questi ultimi però vale il discorso fatto sopra. Un american di rilievo ha bisogno di tempo, ma è già nell’aria una serata a tema Zombicide ne senti il bisogno.

Orbene ragassuoli, in questo periodo siete riusciti a giocare a qualcosa? C’è qualche gioco di quelli citati che vi ha stuzzicato lo spirito? Parliamone come al solito nei commenti!

Cià!

1 Disco al giorno per 10 giorni – 2di10

Secondo appuntamento con un disco al giorno per dieci giorni. Anche per questa occasione torniamo indietro con gli anni a quando i tuoi gusti musicali si stavano formando, a quando le tue orecchie “vergini” che puzzavano ancora del latte dei dischi di mamma e papa’, iniziavano a scoprire quali erano le sonorità che più di tutte erano in grado di sollazzarti lo spirito tutto. Restiamo in orbita easy rock ma dalla terra di Albione ci spostiamo oltre oceano fino in Canada. Oggi parliamo di So Far So Good uno dei best of di Bryan Adams.

Oggi parlare di raccolte e compilation è un po’ anacronistico per via di Spotify e simili, ma quando eri pischello era inevitabile per chi campava con la paghetta con non andava oltre le ventimila lire alla settimana cercare di massimizzare il beneficio dei propri “soldini” e le raccolte a quel tempo funzionavano alla grande perché -tac- con una spesa singola era possibile ascoltare er mejo dell’artista in questione.

La storia del tuo rapporto con questo disco è un po’ la storia del viaggio del tuo percorso con la musica. Dalla scoperta della chitarra elettrica e dalle prime canzoni dedicate alle pischelle a cui andavi dietro. Ti ricordi in modo piuttosto chiaro che tu e il tuo compagno di scuola Diego vi passavate le cassette copiate di Bryan Adams e le ascoltavate sempre insieme in cuffia per decidere quale canzone dedicare a chi. Che poi lui rimorchiasse e tu manco mezzo bacetto è un’altra storia tragica comica che magari non val la pena di essere raccontata.

Il tuo cammino musicale è passato poi per lo snobbismo che gli amanti del rock conoscono bene fino alla pace dei sensi in cui, eliminati tutti gli schemi mentali, i pregiudizi inutili e le sovrastrutture di facciata ti resta soltanto più ciò che ami davvero.

So Far So Good è un disco che hai consumato e che indubbiamente ha influenzato il tuo songwriting che per quando venisse artefatto dall’elettronica e dal big muff, alle fine è sempre stato attento alle sonorità easy. Ascoltato fino a quando non ti sei affacciato nel circuito indie di Torino quando era fondamentale conoscere e scopiazzare Manuel Agnelli e Cristiano Godano e parlare male dei Subsonica. Li ci fu il distacco perché bisognava andare in un altra direzione, una direzione da branco, di apparenza ad una casta ad una elite di musicisti con il pisello duro che volevano schiacciare il mondo e pisciarci sopra.

Poi quando il mestiere dell’incendiario ha cominciato a starti stretto (e tra l’altro non è che ti sia mai venuto bene) ecco che Bryan Adams e altri con lui sono tornati a far parte dei tuoi ascolti quasi quotidiani. Heaven, infatti, l’hai anche suonata durante la serenata nuziale che hai fatto per tua moglie.

Oggi ascolti sempre molto volentieri le canzoni del rocker canadese e So Far So Good e sicuramente un disco a cui sei profondamente legato.

Tutti gli altri episodi di un disco al giorno per dieci giorni li potete trovare qui.