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Thor Ragnarok

Buon Lunedì frequentatori abituali di questa scalmanata e ortograficamente libertina webbettola de borgata. Come sapete, ormai andare al cinema è diventato un evento più unico che raro e per tanto le prime visioni del cinematografo ora tocca godersele sul divano nella classica modalità spapanzati sul divano (marchio registrato) cercando di evitare la moltitudine di spoiler come una salsiccia che scappa da un branco di Rottweiler.

Grazie all’amazon, l’unico amico che ha sempre realizzato ogni tuo desiderio spendaccione, è finalmente arrivato al Cornerhouse il discoraggioblu in ultragiga definizione del terzo episodio della discreta serie tv (ehm terzo film) di suo maestà il signore del tuono Thor figlio di Kmer, no quell’altro Thor figlio di Odino.

Thor Ragnarok diretto da Taika Waititi si ispira a diversi archi narrativi presi da alcuni dei più significativi e gagliardi momenti della storia dei super eroi marvel. Questa volta è toccato a Planet Hulk, MightyThor e Ragnarok and Roll, ma non solo visto il successo al cinematografo della saga dei Guardiani Della Galassia con il loro andazzo pop e cromaticamente saturo, ricco di gag e situazioni diversamente pacchiane, si è pensato di cambiare il discutibile andazzo con cui fino ad oggi ci si era approcciati alla divinità abile anche nelle corse della formula uno anni ‘70.

Thor Ragnarok ha un ottimo pregio ma anche un elefantiaco problema (quant’è gagliarda la tua proprietà di linguaggio ogni tanto). Il punto a suo favore è Immigrant Song. Un film che ha come colonna sonora i Led Zeppelin sarà sempre un bel film. Il suo peggior difetto è stato il trailer. Ebbene si, senza cincischiare troppo il trailer uscito praticamente un anno fa ha svelato tutto ciò che di buono c’era nel film. Ancora prima di poter vedere il film tutti sapevano del martello, di Hulk corazzato e del cameo (quasi inutile) del Dottor Strange. A questo punto a cosa ci si guarda il film a fare?

Purtroppo così è arrivata presto la noia e l’incertezza. Avendo perso ogni sorpresa l’attenzione si è quindi spostata sui difetti del film e sulla discutibile scelta di atmosfera del film. Sorry ma a te “tutte-ste-gag” non ti hanno fatto impazzire, alcune erano davvero non richieste che manco Massimo Boldi avrebbe argomentato sulle dimensioni “impressionanti” del manubrio di Hulk. Eddai su, cos’è un Panetton-marvel-cinecomics?

Per molti Thor Ragnarok è stato un bel film, per te nonostante il riff eccitante di Jimmy Page sei rimasto diciamo così -senza infamia e senza lode- Non andresti oltre la sufficienza, hai visto film marvel peggiori ma anche molti film migliori. E dire che questa volta anche il cattivo si è rivelato la spina nel sedere che un film di super eroi ha bisogno, peccato che poi… già poi…

Riassumendo, così poi possiamo bere tutti, Thor Ragnarok vive di alti e bassi forse più bassi che alti. Nei due precedenti almeno c’era Natalie Portman che salvava la baracca, qui si è tentata una strada che ad alcuni probabilmente può anche andare a genio però se devi scegliere i Guardiani Della Galassia verranno sempre prima.

Come detto sopra però c’è di peggio ma si può tranquillamente vivere senza aver visto questo film!

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25 Domande Indiscrete Cinematografiche

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Bentrovati ragassuoli, oggi iniziamo le settimana dedicando un pensiero appassionato a San Tag Tonio il patrono dei blog rispondendo a venticinque domande dedicate al cinematografo che il fratello di Joypad RedBavon ti ha invitato a rispondere. Ma non è tutto hai buone notizie anche il Conte Gracula e la sua catena perché finalmente hai capito qual’è il tuo inutile super potere di un certo rilievo quindi “udite udite” arriverà anche il post da lui inventato. Olè.

Bene, dato che la strada per le venticinque domande è un percorso lungo e focoso non ci resta che smettere di cianciare le bande e pronti noi zi va!

Giusto una breve e tecnica postilla prima di iniziare, stai testando il plugin di WordPress per GDrive, vediamo cosa esce fuori.

1. Il personaggio cinematografico che vorrei essere?

Beh, tu vorresti essere Indiana Jones, Deckard e Han Solo. La risposta più completa è che tu vorresti essere Harrison Ford. In un’altra fase della tua vita avresti voluto essere Carlito Brigante. In un’altra ancora ti era quasi identificato in Russel Hammond di Almost Famous. Alla fine probabilmente l’unico personaggio a cui puoi aspirare è Dewey Finn (Jack Black) in School Of Rock

2. Genere che amo e genere che odio?

Credi che la risposta più giusta è che “it depends”. Non è questione di genere ma piuttosto di umore. Si certo ci sono generi che guardi più frequentemente ma in generale a te piace il cinema. Più che genere che non sono di tuo gradimento ci sono registi o attori che ti stanno sulle balle. Ad esempio, sorry but it’s true, Tarantino davvero non lo reggi. Ma se proprio c’è un genere che ti devono obbligare e sedere per vederlo è la commedia italiana. Non la commedia italiana quella che fa ridere ma quella quasi drammatica tipo “perfetti sconosciuti”.

Ancora una volta però non è una risposta dedicata al cinema perché la stessa risposta vale ad esempio anche per la letteratura.

3. Film in lingua originale o doppiati?

Vabbè senza troppi giri di parole. Film Doppiati. Ti rendi conto che spesso i doppiaggi sono davvero pessimi ma che dobbiamo farci? Guardare tante serie TV in inglese con i sottotitoli ti ha aiutato tantissimo con l’inglese però è una questione di pigrizia. Un giochino che fai spesso con tua moglie è cercare di capire i labiali degli attori e per capire come la stessa frase che avete appena sentito in italiano sia in inglese.


4. L’ultimo film che ho comprato?

Il discoraggioblu in edizione Steelbook di Blade Runner 2049. In arrivo dall’amazon ci sono Thor Ragnarok e Justice League.

5. Sono mai andato al cinema da solo?

No, non lo hai mai fatto e speri di non farlo mai con l’arrivo della MiniCornerhouse hai rischiato però al momento possiamo dire minaccia rientrata. DEFCON 5.

6. Cosa ne penso dei Blu-Ray?

Eh che se costassero quattro o cinque euro in meno al dayone sarebbe meglio per il resto Alleluja Alleluja ah!

7. Che rapporto ho con il 3D?

Ci siamo frequentati per un breve periodo parecchi anni fa ma tra noi non ha funzionato. Direi che è meglio così. Siamo più felici lontani l’uno dell’altro.

8. Cosa rende un film uno dei miei preferiti?

La presenza di una spada laser, la colonna sonora di John Williams o ovviamente Harrison Ford.

9. Preferisci vedere i film da solo o in compagnia?

In compagnia, sempre in compagnia. Se guardo il film da solo mi distraggo e mentre lo vedo faccio altro. In compagnia si mangia, si beve e si rutta in allegria.

10. Ultimo film che ho visto?

L’ultimo film che ho visto perché ho voluto vederlo è stato Blade Runner 2049 per godermi la versione Raggioblu. L’ultimo film che ti hanno obbligato a vedere è Hunger Games non uno ma tua moglie te li sta facendo vedere tutti. L’ultimo film che hai visto perché era in televisione è stato Bianco Rosso e Verdone giusto domenica sera.

11. Un film che mi ha fatto riflettere?

Di film che ti fanno riflettere potresti elencarli a quantità. Quindi andrebbe forse declinata meglio la domanda. Facciamo tre esempi: Ha avuto senso fare il sequel di Blade Runner? Perché Ridley Scott fa il frignetta e sta rovinando la saga di Alien? o infine l’importanza delle storie di “Big Fish”. Insomma c’è un bel po’ di carne a fuoco. Di cosa parliamo?

12. Un film che mi ha fatto ridere?

I film che guardi quando sei giù di morale sono parecchi però diciamo che in generale i film con Jim Carrey o con Jack Black o Frankenstein Junior sono tra le prime scelte.

13. Un film che mi ha fatto piangere?

L’ultimo film per cui hai pianto è stato il mio vicino Totoro. Eh niente Miyazaki te commuove sempre. Avresti potuto rispondere La Città Incantata e il Castello Errante di Howl ma in ordine cronologico Totoro è proprio l’ultimo.

14. Un film orribile?

Ahahahahahahah qui ti viene da ridere forte. Diciamo così uno dei film peggiori di cui hai parlato sul blog è Trascendence. Dovrebbe essere sufficientemente brutto per soddisfare questa domanda e se volete scoprire perché potete leggere il commento del Cornerhouse proprio qui.

15. Un film che non ho visto perché mi sono addormentato?

N-e-s-s-u-n-o. Ripeto N-e-s-s-u-n-o. Sei un maniaco compulsivo se non finisci una cosa soffri ti contorci mentre dormi. Hai gli spasmi. Se uno sera sei stanco e non riesci a finire un film ricominci il giorno dopo o appena ti è possibile.

16. Un film che non ho visto perché stavo facendo le “cosacce”?

Vale la risposta di sopra. Che poi a dirla tutta quando eri pischello e invitavi la pischella a casa tua che i tuoi non c’erano. Prima vedevate il film. Tutto, si tutto. P-O-I i si facevano le cosacce.

17. Il film più lungo che ho visto?

Conta la maratona di Star Wars nel rigoroso ordine. 4,5,1,2,3,6? Guardati tutti nel giro di due giorni.


18. Il film che mi ha deluso?

Ahaahahahahaha anche qui veramente è un disastro. Cosa ti ha deluso di più: Alien Covenant o Blade Runner 2049? Eh, Episodio Otto?

Ma se vogliamo aizzare le folle la risposta più giusta è Civil War. Il film che ti ha fatto dire basta al mondo cinematografico Marvel ad esclusione dei Guardiani della Galassia.

19. Un film che so a memoria?

Pronti con l’elenco puntato perché la lista è lunga e gagliarda. Due Su tutti Blade Runner e Indiana Jones e l’ultima crociata.

20. Un film che ho visto al cinema perché mi ci hanno trascinato?

L’ultimo film che ho visto controvoglia al cinema è stato I Pirati Dei Caraibi. Il reboot uscito nel 2017.

21. Il film più bello tratto da un libro?

Per caso hai già citato Blade Runner in questo post? No? Si certo. Come no. Quindi l’unica accettabile risposta per avere la birra aggratise in questa appassionata webbetola de borgata è dire: Blade Runner di Ridley Scott del 1982. what else?

22. Il film più datato che ho visto?

é difficile rispondere a questa domanda. In generale la maggior parte delle pellicole che conosci è stata girata dal 1970 in sù. Probabilmente i film più anzianotti che tu abbia mai visto sono quelli di Toto e di Don Camillo e Peppone.

23. Migliore colonna sonora?

Tan Tan Tan Tandadan Tandadan! Birra Aggratis a chi indovina.

24. Migliore saga cinematografica?

Eh aiuto e mo? Star Wars o Indiana Jones? è più accettabile sopportare L’attacco dei Cloni o Il Teschio di Cristallo. Cos’è meno peggio? Aiuto. Però dai ok. Star Wars. no Indiana Jones. Aiuto non sai decidere! Periddio!


25. Migliore remake?

Ma che ne sai, perché bisogna fare i remake? Uffa. Per rispondere alla domanda ti sei fatto aiutare del signor google che ti ha ricordato di alcuni remake di un certo livello.

La risposta quindi è The Departed di Martin Scorsese con Leonardo Dicaprio, Matt Damon e Jack Nicholson.

E daje la nostra super megagigatera cavalcata si è appena conclusa ed ora andrebbe ci tocca pure estendere la catena pena l’odio infallibile di San Tag Tonio. Non è semplice anche perché siamo sempre il solito giro e il primo che tagga qualcuno in realtà e inevitabilmente tagga tutti. Che fare? Chi è rimasto fuori?

Direi l’unica cosa giusta da fare è nominare tutta la Geek League!

PS

Il Caricamento della bozza da Google Drive è andato ‘na bomba. Che cosa fantastica!

The Goonies. Il libro

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Buongiorno ragassuoli, bentrovati anche oggi in questa appassionata webbettola de borgata che con la sua nostalgica attidutude e l’ortografia in libertè libera da vincoli linguistici, vi sollazza lo spirito tutto grazie alle sue mai serie fregnacce.

Con il post di oggi cerchiamo di chiudere momentaneamente il cerchio legato ai Goonies con il commento al libro che giusto ieri hai finito di leggere.

Il romanzo dei Goonies è scritto da James Kahn, scrittore che si è già occupato più volte di realizzare la versione “libraria”  (la lingua di Albione dice “Novelization”) di alcuni dei più importanti film della coppia Lucas e Spielberg. Khan infatti ha scritto Il Ritorno Dello Jedi, Poltergeist e Indiana Jones e il tempo maledetto e appunto i Goonies.

La novella a differenza del film che è un racconto corale si concentra sul punto di vista di Mickey Walsh (Sean Austin) e di conseguenza cambiano molte delle sequenze rispetto alle scene del film e aggiunge due tre cose che nel film sono state tralasciate. In alcuni casi si tratta di scene girate e poi tagliate come la scena del Polipo gigante che potete tranquillamente reperire sul tubo ad esempio qui. In effetti la scena non è il massimo e probabilmente per questo che non l’hanno lasciata e per certi versi ti ricorda anche la scena del rottamatore di rifiuti in Star War Episodio IV.

La lettura del libro ha avuto per te quasi più un effetto didattico proprio per quanto hai appena descritto. Partendo dallo stesso materiale sono state realizzate due opere diverse nello svolgimento ma uguali nei contenuti. L’inseguimento di Brand in bicicletta, ad esempio, è stato raccontato successivamente quando il fratello maggiore di Mickey ha raggiunto il resto del gruppo, così come la parte di storia di Chunk quando scappa dal ristorante al quale è stata dedicato un intero capitolo.

Anche le divertenti scene delle tubature sono state gestite diversamente. Hai infatti trovato molto simpatico che dopo l’epilogo del libro sono stati inseriti a margine  dei piccoli paragrafi che riportavano frammenti dei giornali che hanno raccontato ciò che il piccolo Walsh non avrebbe potuto sapere.

Le differenze vanno cercate anche nel linguaggio. Il Film dei Goonies è chiaramente legato al cinema degli anni 80 è riporta gag che sullo schermo funzionano mentre sul libro non avrebbero goduto degli stessi tempi comici risultando perciò anche più volgare (non è un difetto) rispetto alla versione cartacea

Sembreranno banalità ma onestamente questa è stata una delle prime volte in cui imbattuto in riflessioni simili anche perché non sempre decidi di leggere un libro subito dopo averne visto il film o viceversa.

Anche perché spesso ti è capitato di leggere libri che raccontavano in terza persone con il narratore che tutto sa e quindi è sempre risultato agevole passare da una scena ad un altra o da un personaggio ad un altro. Pensate ad esempio alla struttura in capitoli de Il Trono Di Spade o al Signore Degli Anelli.

Detto questo il libro si legge come un gradevole passatempo, non si tratta di aulica letteratura ma di una serie abbastanza piacevole di pagine che un fan del film leggerà volentieri.

In alcuni momenti ti sei perfino domandato come fosse possibile che un pischello delle elementari potesse parlare in un certo modo ma vabbè, magari han tradotto a cacchio di cane, come dicono gli esteti del bel linguaggio.

Però ecco, questa è la definizione giusta per il libro de I Goonies “un cimelio da avere per non dimenticare il Goon che è in ognuno di noi”.

San Junipero. Riflettiamoci su

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Buon Venerdì ragassuoli! Oggi saltiamo di frasca in palo catapultando alla cieca a zonzo le classiche fregnacce tipiche di questa webbettola, per ciarlare malamente di un episodio specifico e speciale della serie tv che in questo momento state seguendo con fervente interesse nella altrettanto classica modalità spapanzati sul divano (marchio registrato).

L’episodio come il titolo del post vi ha già suggerito è il quarto della terza stagione di Black Mirror chiamata San Junipero.

Per chi non l’avesse visto San Junipero è il più bel episodio di Black Mirror che hai visto fin’ora. Guardatelo subitissimamentetanto uno degli aspetti gagliardi di Black Mirror è che potete guardare gli episodi un po’ a caso. San Junipero racconta una particolare e romantica storia d’amore tra una coppia di donne omossessuali che cela in realtà una riflessione molto importante.

Il post contiene una frescaccia di spoiler, per tanto se non volete rovinarvi la sorpresa lasciate perdere il blog per oggi o spulciate nel menù per trovare qualcosa che vi sollazzi sommamente lo spirito per tutti gli altri, ciancio alle bande.

Pronti noi vi va.

Questo post non è una semplice recensione dell’episodio, anzi della trama parliamo veramente pochissimo, ma una serie di parole sparse che fingeranno di avere un minimo di serietà vagamente diffusa,  una riflessione, per farla breve, che ti porti avanti da qualche giorno da quando hai visto l’episodio per la prima volta. Su certi temi, da quando Blade Runner è entrato nella tua vita per esser precisini, ti sei sempre interrogato sul rapporto uomo-macchina-dio. Chiaramente è uno dei capisaldi della fantascienza, i replicanti, i terminator e più banalmente 42. L’uomo nel suo profondo ha sempre giocato a fare Dio, l’obiettivo dichiarato è sostituirsi ad una generica e forse inventata divinità creatrice, il punto è che l’uomo non è solo affascinato da questo viaggio, ma che alcuni saggi pensatori e creatori di novelle ne sono altrettanto spaventati.

Non è un caso se la maggior parte di queste fantastorie finiscono tutte in vacca con il creato che si rivolta al creatore. Pessimismo o desiderio erotico? Dipende dai punti di vista. Ah, Roy Betty, amico mio, tu ne sei l’emblema, l’aulico momento, la vetta più alta del cinema di fantascienza.

Anche in San Junipero gli sceneggiatori giocano a fare gli dei e lo fanno in un modo per te diverso dal solito, ossia spostando lo sguardo sul paradiso. Il paradiso dall’alto dei cieli, alleluja alleluja aaaa, trasloca in terra precisamente in una cittadina piccina piccò programmata all’interno di una server farm.

L’essere umano viene messo di fronte ad una scelta per poter vincere l’eternità ma non la noia. Possibilità A: Muore come natura ha deciso e si assume il rischio dell’ignoto. Esiste dio? Il paradiso è un’astuta bugia? Come cantava il buon Piero. Se c’è qualcosa lui vince altrimenti, beh ops perde. Peccato, avanti un altro. Oppure Possibilità B: La sua coscienza, la sua anima, ricordi emozioni, paure, viene tutto digitalizzato, archiviato e piazzato dentro un mondo virtuale senza più i problemi del mutuo delle malattia per sempre. Nessun rischio, solo la bellissima oziosa noia eterna.

Davvero, si potrebbe parlarne per ore. Il concetto di anima come va affrontato? Un po’ come dire che il teletrasporto dimostrerebbe l’inesistenza di Dio come lo intendiamo noi. (Leggetevi la fisica di Star Trek uno dei libri più belli che tu abbia mai letto) La domanda di oggi è voi cosa scegliereste? Possibilità A. Morti e Sepolti o Possibilità B. Morti Sepolti ma con l’anima in digitale? Si è vero potevano almeno fare una cartuccia come il NES. 

Una persona fortemente religiosa non dovrebbe avere dubbi, tutti lassù in paradiso nel cielo con un po’ di purgatorio prima che non fa mai male una doccia di tanto in tanto. Ma chi non si sente saldo nella sua fede cosa potrebbe scegliere?

Ma immaginiamo uno scenario ancora più estremo perché vivere? Perché dover aspettare la morte per trasferirsi a San Junipero? Sono stanco di vivere, son depresso oppure semplicemente si è fatta ‘na certa, perché invecchiare? Ma perché non fare una bella eutanasia di famiglia? “Sai amore, ti amo così tanto che voglio passare l’eternità con te. Ora t’accido!” “Caro mai i bimbi?” “Tranquilla accoppo pure loro!” “Il cane, caro, non dimenticare il cane!” Aspe,  a San Junipero non hai visto nessun cane… mannaggia

Ecco, la cosa potrebbe sfuggire di mano.

Onestamente tu andresti a San Junipero ma solo se ci venisse anche tua moglie. Non è una questione di religione ma solo di sperare che negli anni escano aggiornamenti al software per creare un po’ di varietà e soprattutto Amazon consegna a San Junipero? Non vorresti andarci ora, ma solo quando saresti ormai prossimo al trapasso. Forse se tua moglie dovesse morire prima di te, potresti velocizzare i tempi. La condizione fondamentale, la discriminante è però quella di essere diventato un peso per la tua famiglia, quando la vecchiaia o la mattina di avranno distrutto. Fin tanto che avrai la forza di poter aiutare figli e/o nipoti è chiaro che su questa terra ci vorresti restare.

Orbene ragassuoli, il primo post pensieroso del 2018 ce lo siamo sparati, se siete qua vuol dire che siete pure sopravvissuti,  incredibile vero? Ora andrà tutto in discesa, garantito al limone! Daje!

Bright. Spoiler and Sugar Free

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Ragassuoli, oggi e la vigilia di natale quindi grazie a tutti voi che in un giorno importante come questo avete dedicato un paio di minuti del vostro tempo a leggere la vostra webbettola appassionata e di fiducia che anche oggi vi sollazzerà lo spirito e la digestione (si spera, tipo Falqui -Basta la parola) con le sue amabili fregnacce.

Oggi parliamo di Bright, il primo film da cinematografo (quindi costoso) che Netflix ha prodotto, spinta del bruciore di stomaco causato dal recente acquisto di 21th Century Fox da parte della Disney la quale, è sempre più probabile che diventerà un spina nel cucù per tutti i servizi digitali.

La stesura di Bright è stata affidata a David Ayer (Training Day e Suicide Squad, per dire) e Max Landis, i quali hanno conferzionato un particolare incrocio tra Bad Boys e Suicide Squad in pratica, Will Smith è rimasto sempre un bel maranza mentre Martin Lawrence si è, fate dire, lasciato un po’ andare.

Il più grande merito di Bright è quello di creare un interessante “mondo moderno” il classico background dove la strana coppia di poliziotti dura a morire, dalla battuta sempre pronta e con una voglia inrefrenabile di sparare sempre qualche colpo svolgerà le sue indagini tra gang di quartiere e organizzazioni segrete.

Interessante perché questo mondo è in realtà un fantasy dove l’uomo con già tutti i suoi problemi raziali tra ispanici e neri deve vedersela tra altolocati Elfi della city e gangsta’ Orchi che vivono nei quartieri poveri.

Insomma, ci sono delle grandi potenzialità anche per creare un brand e una serie a lungo termine in numero di film.

Peccato che… si peccato che nonostante il film si lasci guardare piacevolmente le sue maggiori caratteristiche non vengono sfruttate. Ayer ha prerito non uscire dal suo seminato, lavorando nella sua zona di confort, poggiando tutta la storia sul rapporto tra i due poliziotti che per l’occasione sono un umano e un orco. Se vi è piaciuto il genere di Bad Boys o di Training Day, vi sentirete a casa guardando il film. Will Smith ovunque lo metti funziona, e questo già lo si sapeva.

In ogni caso, ok, siamo di fronte al classico vorrei ma non posso, ma ancora una volta ti sei imbattuto nel mondo intelligente dell’internet che come se non ci fosse un domani, ha massacrato questo film additandolo come “il peggior film dell’anno” ma che davvero? Ancora una volta i gusti sono gusti ma, per te, ormai siamo davvero alla frutta.

A dirla tutta a te Bright è piaciuto anche più di Suicide Squad. Probabilmente Ayer non dovendo combattere contro pagine e pagine di background fumettistico è riuscito a non incampare scontentando i fan che hanno odiato il Joker di Leto, Deadshot Mickey Mouse e la svampitella Harley Queen. Certo eliminando trucco e parrucco stiamo guardando una copia piacevole di Bad Boys a cui manca l’audacia in regia di Michael Bay ma ci si può accontentare per aver messo da una parte e tolto dall’altra.

Sull’internet girano alcuni rumors che vogliono Netflix al lavoro sul seguito, che perché no, ci può stare anche per via del finale aperto (finale però un po’ troppo alla volemose bene) speriamo solo che il solido background venga sfruttato meglio e che l’odio dell’internet la smetta una volta buona di ingrigire le persone.

Tanti auguri ragassuoli!