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4Hoods 2. Navi Nella Nebbia

Bentrovati allegri briganti e fannulloni di frontiera, amanti delle ciancerie, delle birre frizzanti dal colore ambrato e delle grigliate di pasquetta. Oggi chiaccheriamo per pochi istanti a proposito del secondo numero di 4Hoods una delle ultime proposte Sergio Bonelli Editori, il fumetto Fantasy per pischelli e non, che tanto si ispira al mai amato abbastanza Dungeons and Dragons tornato prepotentemente di moda grazie a Stranger Things, farcito con una bella dose di citazioni tra cinema, letteratura e videogiochi che i pischelli più anziani potranno certamente riconoscere e apprezzare.

Se vi siete persi il commento sconclusionato di questa webbettola de borgata a proposito del primo numero di 4Hoods potete chiaramente, e se vi pare, trovarlo qui.

Scrivere questo post non è per niente semplice. In tutta onestà sei ancora un po’ scottato per l’abbaglio su cui sei inciampato goffamente quando uscì, l’anno scorso, Mercurio Loi, primo numero esattamente come te lo aspettavi mentre per i due successivi numeri scrivesti le peggio cose per poi capire che le peggio cose te le meritavi tu per non aver capito il fumetto e quindi per averlo commentato peggio del solito come il più maldestro tuttologo di fumetti che crede di fare proseliti sull’internet tutta. Fortuna che questo è uno spazio personale e se scrivi stronzate nessuno può prendersela troppo. Si ma che vergona!

Detto questo ti è rimasto un po’ di timore residuo e forse superfluo, nel dover parlare di un numero due. Miiii che paura. Che poi si sa che proprio le seconde uscite sono davvero toste. Passa il fattore novità, l’entusiasmo di un primo numero ben riuscito. Magari ci si gioca subito una carta importante e poi dal secondo numero in poi, bisogna far ricominciare un po’ tutto per creare e sviluppare una trama che probabilmente ha bisogno di spazio e tempo per tornare a splendere.

Uè Johnny ti stai preparando a dire che 4Hoods 2 è ‘na sola? Ma no, è solo che andava fatta una breve postilla per introdurvi al post.

Il secondo numero di 4Hoods perde certamente il fattore novità per i lettori più navigati, per quelli che macinano pagine e pagine al mese avidi e affamati costantemente di novità. Per tutti gli altri 4Hoods riesce a non deludere, anzì diverte e si mantiene su un livello costante e gradevole.

Forse sono mancate quelle citazioni così plateali, intelligenti e da applausi che ti hanno fatto sobbalzare durante la lettura del primo numero. Ma continui a pensare che 4Hoods abbia tutte le carte in regola per appassionare il pubblico a cui si rivolge.

Ecco, giusto un appunto, forse da anziano rompicojoni. Il lessico utilizzato nell’albo è ben pensato, è piacevole leggere le tipiche parole con cui oggi ci immaginiamo i cavalieri e le damine parlamentare a tavolo. Ah ti sfido a duello vile avversario! e via così. Ma occhio, questo fumetto verrà preso in mano anche dai bimbi e trovarci alcune parole mmmmm non va bene. Fine Parte Bacchettona!

Tennicamente l’albo ha delle tavole molte belle e colorate forse addirittura migliori del numero precedente. La storia si sviluppa molto dinamicamente ed è piena di colpi di scena fino ad arrivare al twist finale e relativo “quasi” lieto fine.

Perché, dai ammettiamolo, il bello di questi fumetti è proprio sapere che i tuoi eroi alla fine vincono sempre e la parte avvincente è scoprire come ci riescono nonostante le evidenti difficoltà. In periodo storico in cui nessun eroe è al sicuro, maledetto ciccio martin te possimo, sapere che ci sono sempre quattro avventurieri in grado di salvare la principessa dal drago o dalla malvagia matrigna è proprio ciò di cui un pischello vicino ai quaranta, ha bisogno.

All’avventura!

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4Hoods. D&D a fumetti per Pischelli

Bentrovati ragassuoli. Questa settimana la vostra appassionata webbettola de borgata inizia a sollazzarvi lo spirito tutto, parlandovi di una novità fumettosa che la Bonelli ha sparato fuori pochi giorni fa dopo aver presentato a Lucca lo scorso anno il progetto. Oggi parliamo di 4hoods.

Pronti Noi Zi Va

Per parlare con cognizione di causa di questo fumetto secondo te è giusto prendere questa facezia un po’ alla larga, proprio come piace ad alcuni affezionati e appassionati membri che amano il cincischio di classe e ortograficamente elegante.

Capire perché hai speso tre eurini e mezzo e come hai conosciuto questa iniziativa è essenziale per comprendere l’idea che ti sei fatto del primo albo di questa nuova serie regolare (chissà per quanto) della Bonelli.

Eh, mo-ce-tocca-parla’ di Roberto Recchioni.

Rrobbe è uno degli autori italici di fumetti che meglio di tutti ha saputo “sfruttare” a dovere il potere mediatico dell’internet e della comunicazione a fini commerciali. Per questo e per tutta una serie di motivi Recchioni è tra gli autori più odiati su Facciabook. Uno dei suoi indubbi talenti è stato quello di saperci mettere la faccia tirando fuori il suo punto di vista sul mondo del fumetto ma non solo. Oggi Rrobbe non vende sulla sua pagina personale social il Dylan Dog del mese ma vende un personaggio, un’idea, forse se stesso. Ha saputo costruirsi un’immagine importante da alcuni rispettata da altri fonte solo di odio. Ad ogni modo la tua personalissima opinione è che quello che Roberto Recchioni fa sulla sua pagina o in generale nella sua vita non sia affar tuo per tanto ‘sti cazzi, ma… si c’è un ma…

Il punto è che seguendo il suo profilo alla fine lui ti ha venduto i suoi lavori, nel bene e nel male sei interessato a quello che esce che porta la sua firma o anche solo quello a cui collabora. Ti ha fregato. Stacce. E poi, accipicchia ora anche il suo modo di disegnare inizia a piacerti. Oh-per-bacco. Il punto è che secondo te Rrobbe è uno invidiato. Già è l’invidia a muovere gran parte dei suoi “terribili” avversari. Facile, molti vorrebbero avere la capacità di Roberto Recchioni di fare quello che fa, di scrivere tutto quello che scrive e di curare Dylan Dog che tanto tutti saprebbero farlo meglio di lui.

Scorrendo sulla sua pagina Facebook un giorno ti sei inevitabilmente imbattuto nei suoi racconti delle sue sessioni di D&D e nei suoi disegni e di la a poco hai scoperto 4Hoods. Fermo restando che ciò che si è nella vita reale non necessariamente ricalca ciò che maldestramente tentiamo di apparire online, questo è l’esempio plateale di dimostrare quello che in questa cincischiata stai cercando di dire. Tramite una banalissima e intelligente operazione Recchioni parla delle sue sessioni di gioco di ruolo, ci ricama su e poi zac arriva il fumetto. Colpito e affondato.

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Ora hai tra le mani un fumetto anzi un giornaletto per via della tipologia della carta utilizzata, ideato dal suddetto Rrobbe che a tuo giudizio parte con due scopi interessanti. Il primo, essere un prodotto leggibile perfettamente da pischelli perché parla un linguaggio semplice e diretto con trame simpatiche e divertenti. Il secondo, dare al lettore che sa cos’è un gioco di ruolo, una gradevole parodia di quanto avviene in ogni sessione di gioco.

Dopo poco più di quindici pagine ma con altre cinquanta leggere avevi già deciso che avresti promosso questo fumetto. Nelle prime pagine vengono citati Star Wars, Mondo Disco e chiaramente D&D vecchio stile. Non avrebbe mai potuto non piacerti.

Per i pischelli grandi poi non sono mancati tanti altri riferimenti e soprattutto non li vuoi svelare tutti ma c’è da divertirsi a trovarli. La pagina del Level Up è stata davvero esilarante.

Finito di leggere 4Hoods eri molto soddisfatto. Si tratta di aspettative. Di sapere a cosa andare incontro. Volete una storia fantasy matura e vivere con l’ansia che il vostro personaggio preferito muoia, beh sappiate che dovete leggere altro. Ma se avete voglia di una lettura piacevole che per te ha lo scopo di intrattenere per un’oretta, siete sulla strada giusta.

Sei poi siete dei genitori e volete introdurre i vostri pargoli al mondo del fumetto o del gioco di ruolo della serie: “Piccolo ecco cosa fa tuo padre la sera”. 4Hoods è sicuramente uno strumento da prendere in considerazione.

Nel qual caso qualche odiatore sia capitato qui per una serie fortunata(per lui) di eventi, beh il Cornerhouse offre sempre una birra ai nuovi avventori.

E ora all’avventura!

Macerie Prime

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Bentrovati ragassuoli, oggi in questa webbettola appassionata e sincera, torniamo a parlare di Fumetti.  Per la prima volta su questo blog, non ricordi infatti che ci siano state altre occasioni in cui lo hai fatto, scriveremo come degli zuzzurelloni a proposito di Zerocalcare.

Calca’ è senza ombra di dubbio uno dei fumettisti italiani più famosi, se da una parte personaggi come Roberto Recchioni sono pieni di haters, lui invece mette quasi sempre d’accordo tutti.

La tua esperienza con quest’autore concittadino è giunta alla seconda iterazione. La prima arrivò con la lettura di Kobane Calling ma che non hai mai terminato perchè si è bello ma c’è troppa politica esplicita, la seconda (questa di cui parliamo oggi) è dedicata al suo ultimo libro a fumetti Macerie Prime.

Dopo aver letto questo albo di centonovanta pagine circa sei giunto ad alcune conclusioni. La prima, la più importante, è che la crisi dei trentanni ormai è alle spalle. Probabilmente la paternità di ha fatto andare oltre, va a sapere chi può dirlo. Oh nun se scherza però. Le cazzate si continua a comprarle solo che si cerca di tenere qualche soldo da parte per i pannolini e per il mutuo.

Ma che caspita c’è in comune tra la crisi dei trentanni e Macerie Prime? Semplice. Macerie Prime parla proprio di questo. L’ultimo libro di Zero Calcare porta infatti avanti la storia di molti dei personaggi che hai imparato a conoscere nel suo fumetti che uscivano online quei famosi Ogni lunedì su Due” e li pone davanti al fatto che la vita va avanti, che si cambia e il restare immobili (metaforicamente parlando) può mandare in crisi chiunque.

Spinto dalla curiosità mentre leggevi l’albo facevi delle pause per leggere alcune delle recensioni online presenti sulle varie testate professionali” che si occupano di fumetti. L’impressione che hai avuto è che gli autori di quegli articoli scrivevano con un po’ di freno a mano tirato.

Perché? Beh perché la sensazione che tu hai avuto, confermata velatamente anche da quei siti, è che Maceria Prime nel suo insieme presenza due problemi che scusate ma devi scriverlo- ti ha reso questo libro na palla pazzesca.

Il primo è accettabile, diciamo comprensibile, perché si tratta di un opera in due parti e in questa prima metà, Zerocalcare sta seminando per poi raccogliere nel prossimo e conclusivo numero. Perdonabile? Beh diciamo però, che non hai interesse nel vedere come va a finire.

Secondo motivo è quello di cui parlavi pochi paragrafi fa. Leggere libri e soprattutto apprezzarli, ma è un discorso che vale anche per film, musica e tante altre cose, è anche dipendente dal proprio periodo”, del proprio umore e dalle crisi interiori che in quel momento si stanno affrontando.

Leggere libri su una crisi che forse hai superato, ora non fa per te. Può starci, non sminuisce il valore di un lavoro artistico, semplicemente non è adatto a te. é innegabile però che ognuno può dire la propria opinione e quindi puoi liberamente scrivere che a te oggi Macerie Prime non ti è piaciuto.

La differenza sostanziale che hai percepito è che i siti con cui ti sei confrontato hanno avuto paura di scriverlo, perché Calca’ è inattaccabile ma la sostanza è più o meno la stessa. “Giudizio sospeso in attesa del seguito”. Beh che tradotto in maniera spiccia per i fresconi come te significa, du palle, magari poi migliora”.

Ciò non toglie che lo alcune tavole dimostrano il talento dell’autore di Rebibbia, la sua capacità di far ridere e pensare nello stesso disegno sono incredibili. Tu stesso ti sei reso conto che il suo stile in parte deve averti influenzato. Il voler usare un certo di tipo di modus operandi, di linguaggio diretto ai limiti della chiccherata informale nella stesura di questi tuo post ha qualcosa in comune con Zerocalcare. Anche gli intercalari in cui mischi romanaccio e altre lingue straniere sono compatibili con la sua forma di scrittura. Una sorta di esperanto nerd de borgata. Oh che poi state bboni non hai scritto che sei bravo come Zerocalcare hai scritto una cosa diversa.

Per tutti questi motivi tu non hai apprezzato il libro e quindi non ti senti di consigliarlo per le ragioni che hai spiegato. Magari per altri lettori può essere un’opera pazzesca, beh buon per loro. In generale però sei abbastanza convinto che sia l’albo migliore del nostro autore nostrano. 

Magari il secondo volume se come gli altri ti verrà regalato, lo leggerai e ti farà ricredere. Per il momento il tuo rapporto con Zerocalcare finisce qui. In futuro chissà.

Animosity. The Walking Dead for vegans?

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Eccovi ragassuoli, buon inizio settimana! Quest’oggi chiacchieriamo amabilmente e senza troppi spoiler di un fumetto che hai comprato poche settimane di fa, di cui eri particolarmente curioso per via di un’ambientazione che in qualche modo ti aveva incuriosito. Oggi parliamo di Animosity.

Animosity è una serie scritta da Marguerite Bennett e disegna da Rafael de Latorre, portata in Italia grazie alla salda press che come hai già scritto su questa webbettola cura l’edizione italica delle pubblicazioni Aftershock, il primo numero è uscito a dicembre in doppio formato, il secondo più costoso è quello con la copertina rigida.

La storia raccontata da Animosity per parecchi versi si ispira al classico setting survival di cui The Walking Dead è ormai uno dei capisaldi più famosi, sostituendo però gli zombi con tutti gli animali del mondo. In pratica ad un certo punto, per un motivo ancora misterioso gli animali smettono di zompettare in allegria, iniziano a parlare e si accaniscono contro l’uomo reo di aver da sempre maltrattato la natura. La vicenda descrive il viaggio di una bimba e del suo cane verso un probabile luogo sicuro da qualche parte in America mentre uomini e bestie si fanno la guerra.

L’idea l’hai trovata interessante, d’altronde nonostante tu abbia smesso di seguire The Walking Dead sia come serie tv che come fumetto, il messaggio che la serie zombesca aveva ti ha sempre colpito. Peccato che poi, la ripetitività e l’eccessiva violenza gratuita ti abbiano stancato. Dirai sempre che se la serie tv di The Walking Dead fosse finita con la terza stagione, il programma tv sarebbe stato una bomba. Il dio denaro però ha rovinato un prodotto purtroppo valido, eh vabbè, pace così.

Dicevi, Animosity  è -per il momento- un clone piacevole della serie di Robert Kirkman. Costruisce subito un gran legame empatico tra il lettore la coppia Bimba-Cane e si lascia leggere tutto di un fiato senza mai annoiare tra Flashback e sviluppo della trama. Le tavole sono a colori e sono di buona qualità. I disegni sono precisi e ben collocati sulle griglie. Le emozioni sui volti degli animali sono credibili così come le loro forme. Niente di miracoloso o imperdibile ma comunque ben realizzato.

Jesse, la bimba, al momento porta con se il seme della speranza, dell’amore per gli animali e la promessa del suo cuore di porre fine a questa guerra. Il sano ottimismo che nelle letture che tu oggi hai voglia di leggere è un fondamentale requisito è quindi presente. Basta distruzione e devastazione fini a se stesse. Il mondo si può ancora salvare. Ehm forse…

Non sono mancati alcuni significativi colpi di scena e critiche alla società moderna sull’uso sconsiderato degli animali sia per mangiare che per altri fini consumistici. è una storia per vegani? No, perché seppur è inevitabile sospettarlo fin da subito, ci sono alcuni dialoghi che disprezzano l’abuso di carne non il giusto utilizzo.

Animosity ti è piaciuto? Onestamente si, ma con riserva. Nel senso che, sicuramente ti è piaciuto leggere di un cane disposto a tutto per salvare la propria bimba padrona, ti son piaciuti alcuni personaggi e il genere rientra nelle tue corde, però ci sono alcuni però grossi come una cassetta per gli attrezzi.

Se la storia dovesse eccessivamente incattivirsi solo per scioccare (hai controllato si scrive così), se una volta che l’obiettivo sarà raggiunto si creasse l’ennesimo twist per il solo gusto di continuare a scrivere pagine allora lo abbandoneresti deluso ancora una volta. Dai, impariamo a chiudere le storie e a fare altro. Che ce vo?

Invece, per tutto coloro che a differenza tua, continuano ad intrattenersi con The Walking Dead possono trovare Animosity un’ottima alternativa che sarà di sicuro di loro gusto.

Per questi motivi Animosity si cucca il voto intermedio. Ti è piaciuto ma resti sul chi va la, comprerai certamente il volume successivo e probabilmente anche il terzo ma al primo segnale di deuolchindeddite Bye Bye bimba Jesse e cane Sandor!

Lego Darth Vader vi ha avvisato!

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TMNT Il Fumetto Originale.

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Qualche post fa, era ancora agosto se non ricordi male, hai cominciato a dire che sentivi la necessità di tagliare un po’ le spese sui fumetti, non perché ciò che stessi leggendo non fosse di tuo gradimento ma piuttosto perché sentivi la necessità di variare un po’, di cambiare un po’ le tue letture senza però dover andare a vivere sotto i ponti perché la tua dolce metà aveva deciso di cacciarti di casa per il trolley mensile carico di fumetti acquistati.

Beh, detto fatto! Come avete visto hanno iniziato a comparire su questa vostra appassionata webbettola parecchi post dedicati ai fumetti dei personaggi Disney, che grazie al positivo influsso di molti di voi, sono tornati in auge tra le tue letture. Pippo, Paperino e un po’ anche Topolino hanno così iniziato a riempire le tue pause di inizio autunno. Ma non sono state le uniche novità. Con il fatto che poi questo mese terminano anche la seconda Miniserie di Nathan Never e quella di Martin Mystere si libereranno altri spazi che sicuramente saranno riempiti con le più interessanti e disparate letture.

Ma veniamo al tema di oggi. La nostre amate Ninja Turtles che grazie alla catena del santo protettore dei Brogger San Tag Antonio dedicato ai giochi dell’infanzia stanno iniziando ad essere una presenza costante all’interno del Cornerhouse.

Fino a poco tempo fa diciamo un paio d’anni, sei sempre stato convinto che le TMNT fossero un’invenzione del cartone animato e che tutto ciò che è uscito dopo fosse una derivazione di quella serie. Credevi infatti che Film (che da piccolo non capivi perché fosse così diverso dal cartone), fumetti e giocattoli fossero tutti successivi. Invece hai poi scoperto che ti stavi sbagliando e che le “originali” tartarughe ninja erano anche un po’ diverse rispetto alla loro controparti più infantili e colorate del cartone animato.

Così finalmente dopo averci girato parecchio intorno hai comprato qualche settimana fa un albo che raccoglie le prime storie delle tartarughe ninja che risalgono al 1984 ben tre anni prima della realizzazione del cartone animato.

Scritto da Kevin Eastman e Peter Laird Teenage Mutant NinjA Turtles è un fumetto d’azione molto dinamico e adrenalinico dove le scene di combattimento la fanno da padrone rispetto a i lunghi dialoghi che qui sono quasi inesistenti. Qui ci si mena forte! Daje!

L’ambientazione è cupa e notturna, così come le scene di lotta che sono violente senza mezze misure. Allo stesso modo non manca anche un linguaggio adulto e volgare. Se pensi a quando è uscito nel 1984 riesci proprio a percepire lo scossone che una storia del genere può aver dato ai suoi tempi.

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Le tavole hanno un stile molto ruvido, carico di ombre e in linea con l’ambientazione. In alcuni momenti i disegni ti hanno ricordato lo stile di Charlie Adlar di The Walking Dead. Come la sceneggiatura anche le tavole premiano di più il dinamismo rispetto all’espressività che alle volte è quasi inesistente sui volti dei personaggi.

Gli elementi da cui poi sono stati tratti i prodotti successivi ci sono tutti. Il carattere fiero di Raffaello, April, Casey e Shredder ci sono tutti. Michelangelo non è il cazzarellone amante della pizza come era nel cartone mentre Donatello e Leonardo sono abbastanza fedeli.

Al termine della lettura dell’albo sei rimasto davvero entusiasta, infatti non vedi l’ora di recuperare i numeri successivi anche se va detta una cosa. L’edizione che hai tra le mani, quella del 2009 edita da 001 Edizioni fa però,veramente pietà. Non c’è un editoriale, un commento, un tizio che fa ciao ciao con la mano. Niente di tutto questo.

Se non fossero le TMNT non spenderesti 12 euro per un edizione davvero indecente. Peccato, davvero, se esistesse un edizione curata meglio sarebbe stato molto molto, più piacevole.