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TMNT Il Fumetto Originale.

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Qualche post fa, era ancora agosto se non ricordi male, hai cominciato a dire che sentivi la necessità di tagliare un po’ le spese sui fumetti, non perché ciò che stessi leggendo non fosse di tuo gradimento ma piuttosto perché sentivi la necessità di variare un po’, di cambiare un po’ le tue letture senza però dover andare a vivere sotto i ponti perché la tua dolce metà aveva deciso di cacciarti di casa per il trolley mensile carico di fumetti acquistati.

Beh, detto fatto! Come avete visto hanno iniziato a comparire su questa vostra appassionata webbettola parecchi post dedicati ai fumetti dei personaggi Disney, che grazie al positivo influsso di molti di voi, sono tornati in auge tra le tue letture. Pippo, Paperino e un po’ anche Topolino hanno così iniziato a riempire le tue pause di inizio autunno. Ma non sono state le uniche novità. Con il fatto che poi questo mese terminano anche la seconda Miniserie di Nathan Never e quella di Martin Mystere si libereranno altri spazi che sicuramente saranno riempiti con le più interessanti e disparate letture.

Ma veniamo al tema di oggi. La nostre amate Ninja Turtles che grazie alla catena del santo protettore dei Brogger San Tag Antonio dedicato ai giochi dell’infanzia stanno iniziando ad essere una presenza costante all’interno del Cornerhouse.

Fino a poco tempo fa diciamo un paio d’anni, sei sempre stato convinto che le TMNT fossero un’invenzione del cartone animato e che tutto ciò che è uscito dopo fosse una derivazione di quella serie. Credevi infatti che Film (che da piccolo non capivi perché fosse così diverso dal cartone), fumetti e giocattoli fossero tutti successivi. Invece hai poi scoperto che ti stavi sbagliando e che le “originali” tartarughe ninja erano anche un po’ diverse rispetto alla loro controparti più infantili e colorate del cartone animato.

Così finalmente dopo averci girato parecchio intorno hai comprato qualche settimana fa un albo che raccoglie le prime storie delle tartarughe ninja che risalgono al 1984 ben tre anni prima della realizzazione del cartone animato.

Scritto da Kevin Eastman e Peter Laird Teenage Mutant NinjA Turtles è un fumetto d’azione molto dinamico e adrenalinico dove le scene di combattimento la fanno da padrone rispetto a i lunghi dialoghi che qui sono quasi inesistenti. Qui ci si mena forte! Daje!

L’ambientazione è cupa e notturna, così come le scene di lotta che sono violente senza mezze misure. Allo stesso modo non manca anche un linguaggio adulto e volgare. Se pensi a quando è uscito nel 1984 riesci proprio a percepire lo scossone che una storia del genere può aver dato ai suoi tempi.

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Le tavole hanno un stile molto ruvido, carico di ombre e in linea con l’ambientazione. In alcuni momenti i disegni ti hanno ricordato lo stile di Charlie Adlar di The Walking Dead. Come la sceneggiatura anche le tavole premiano di più il dinamismo rispetto all’espressività che alle volte è quasi inesistente sui volti dei personaggi.

Gli elementi da cui poi sono stati tratti i prodotti successivi ci sono tutti. Il carattere fiero di Raffaello, April, Casey e Shredder ci sono tutti. Michelangelo non è il cazzarellone amante della pizza come era nel cartone mentre Donatello e Leonardo sono abbastanza fedeli.

Al termine della lettura dell’albo sei rimasto davvero entusiasta, infatti non vedi l’ora di recuperare i numeri successivi anche se va detta una cosa. L’edizione che hai tra le mani, quella del 2009 edita da 001 Edizioni fa però,veramente pietà. Non c’è un editoriale, un commento, un tizio che fa ciao ciao con la mano. Niente di tutto questo.

Se non fossero le TMNT non spenderesti 12 euro per un edizione davvero indecente. Peccato, davvero, se esistesse un edizione curata meglio sarebbe stato molto molto, più piacevole.

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Cornerhouse’s Call To Action! (1)

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Ragassuoli oggi è un giorno importante e di sperimentazioni. Ispirato dal lavoro dell’Orso Chiaccherone, oggi arriva il primo sondaggio der Cornerhouse!

Era da un po’ di tempo che pensavi di aumentare la partecipazione di voi ragassuoli in questa webbetola, i sondaggi possono essere in primo passo per sondare il terreno e scaldare i motori. Certo che essendo questa una webbettola molto trasversale che parla di un sacco di cose non ti aspetti che tutti votino anche perché magari chi segue il Cornerhouse per le stronzate che scrive di cinema non lo fa per i fumetti e viceversa.

é tempo di tagli sugli acquisti DC Comics perché come hai scritto in lungo in largo sul blog, il budget è quel che è, e tu vorresti riuscire anche a leggere altro oltre a DC e Bonelli. L’idea sarebbe di tagliare tra i quindici e venti crediti imperiali che equivalgono all’incirca a smettere di seguire due-tre testate DC Comics rinascita.

Il tuo desiderio è recuperare qualche Graphic Novel in cui sei rimasto indietro come la saga della Guarda Dei Topi, Il Porto Proibito o ancora gli adattamenti a fumetti dei racconti di Lovecraft ma ci sono anche tante altre cose magari anche qualche manga di breve durata.

Per questo motivo il Cornerhouse ha bisogno di voi. Dateci un consiglio: Secondo voi quali sono le testate DC Comics Rinascita irrinunciabili? Quali sono quelle che considerate davvero interessanti per cui vale pena continuare ad investire denaro.

Potete votare fino a tre fumetti e il sondaggio sarà valido sino al 23 agosto dopo di che trarremo le conclusioni!

Votate ragassuoli! Daje.

 

I Numeri 1 Bonelli: Mercurio Loi

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Bentrovati ragassuoli in questa nuova settimana. Per cominciare nel migliore dei modi possibili, che il lunedì ha sempre bisogno di una spintarella per partire (anzi forse un bel spintone), qui al Cornerhouse vi consigliamo subbito subbito come spendere poco meno di cinque crediti imperiali per accattarvi un fumetto che sei convinto piacerà a molti. Ovvero il primo numero de Mercurio Loi, la serie regolare Bonelli iniziata pochi giorni fa de lo sherlock de Noantri.

Questa è una delle occasioni in cui non dovreste neanche leggere il resto del post, fidatevi questa volta la Bonelli ha fatto un gran bel lavoro e val la pena leggersi almeno il primo numero. Beh per tutti gli altri noiosi e rompini o per tutti quelli che non sanno resistere al fascino della tua ortografia in libertè, annamo!

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Mercurio Loi è una creatura di Alessandro Bilotta a tuo giudizio uno dei migliori sceneggiatori italici in forza alla bonelli. Il primo incontro con questo personaggio lo abbiamo avuto nel lontanissimo inizio del 2015 con il numero 28 della collana Le Storie di cui abbiamo già parlato in un altro post che se volete potete leggere qui.

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Mercurio Loi è un perfetto omaggio, una valida interpretazione in chiave trasteverina dell’insuperabile personaggio nato dalla mente di Sir Arthur Conan Doyle Sherlock Holmes. Alessandro Bilotta però ha saputo ricamare sopra lo sherlock canovaccio una serie di personaggio ben delineati e personali calandoli in una credibile realtà romana di inizio del ‘800.

Roma Dei Pazzi è il titolo di questo primo numero della serie regolare che questa volta si presenta a calori ammiccando anche a tutti coloro che preferiscono la policromia al consolidato stile “bonellide”. In questo primo capitolo ritroveremo la maggior parte dei protagonisti de l’albo delle storie donando già un pelo di confidenza con cui ha già letto la storia precedente, mantenendo invariato il tuo giudizio sui personaggi.

Lo sviluppo della storia l’hai trovato ben strutturato con Tarcisio il villanzone di tutta la baracca ha tenere banco per parecchie pagine ricordando per molti aspetti anche il Moriarty della serie Sherlock. Ma non solo, anche le altre piccole sottotrame sono state incastrate a dovere con la trama principale in particolare legate al nuovo discepolo di Mercurio, il giovane ed irruento Ottone.

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Le tavole ad opera di Matteo Mosca sono piuttosto gradevoli e convincenti riuscendo a ricostruire la Roma di quei tempi ma risultando davvero riconoscibile anche oggi soprattutto per chi ci vive. La struttura delle tavole invece è la classica matrice bonelli con 6 disegni per pagina. La colorazione ad opera di Francesca Piscitelli pur non raggiungendo il fascino della policromia di Orfani, d’altronde parliamo di due generi quasi agli antipodi, rimane grazie ad scelta di colori tenui e mai carichi e saturi la migliore soluzione possibile. Oh l’albo ti è piaciuto assaje quindi oggi lodi per tutti!

Come al solito non troverete nessuno spoiler su questo post perchè non ti va mai di rovinare la sorpresa per chi deciderà di acquistare l’albo per questo motivo le fregnacce oggi finiscono qua così avete il tempo di andare in edicola e comprare Mercurio Loi.

Per quanto ti riguarda pensi che almeno dodici numeri di questa serie non te li toglierà nessuno, hai seguito Morgan Lost per un anno prima di abbandonarli non c’è alcun motivo per non fare altrettanto. Anzi, qui la base è decisamente più solida!

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Oggi vi beccate il doppio bollino, uno dei primi del 2017. Per la gioia anche tua eccovi il marchio d’eccellenza del Cornerhouse’s Pub

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HellNoir – La Conclusione

20160210_200321-01-picsayNe avevi già parlato poco meno di tre mesi fa cominciando a commentare il primo numero di questa storia in quattro parti scritta da Pasquale Ruju e disegnata da Giovanni Freghieri, vedendo in lei delle enormi potenzialità. Ebbene alla conclusione del quarto ed ultimo numero, cosa ti è rimasto?

(Pronti Noi Zi Va Gli orki quando finalmente hanno una storia Bonelli completa)

Hellnoir è un luogo marcio, corrotto, brulicante di anime dannate. Devi seguire certe regole, se vuoi sopravvivere da quelle parti. Regole scritte con il sangue, declamate fra urla e lamenti, incise su carni straziate. Melvin Soul, detective, le conosce tutte, quelle regole. La morte per lui non ha segreti. E quell’inferno, l’inferno di Hellnoir, lui lo chiama “casa”.

Hellnoir si è rivelato il più bel bonelli che hai letto da parecchio tempo a questa parte. Non ci si può girare intorno. Va detto in faccia, senza mezze misure. Tiè! Hai aspettato di avere il quarto numero prima di leggere il terzo e te li sei divorati entrambi in pochissimo tempo, nella stessa sera. Il tempo è volato e la storia ti ha appassionato davvero.

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Hellnoir è così gagliardo che potrebbe essere tranquillamente sceneggiato per farne un bel thriller o una serie tv di una decina di episodi che inizia e finisce senza dover per forza fare stagioni su stagioni. Ha davvero una marcia in più rispetto a tutto il resto.

Gli elementi da cui attinge la trama sono presi dal cinema d’autore noir, quello in bianco e nero. Alcuni tratti sono ben allineati con quel genere di storie così come la caratterizzazione del rude fuori e patatoso dentro protagonista,  e della dama, la Femme Fatale che muove le sue oscure trame contro il suo amato che si rivelerà essere l’antagonista della storia. Oggi parlare di originalità è sempre difficile ma quello che puoi dire è che gli ingredienti sono stati mischiati sapientemente e con gusto realizzando un buon piatto saporito che consigli a tutti di recuperare.

Oltre alla storia anche le tavole con due tratti ben distinti per la scene ambientate a Hellnoir e per le scene ambientate altrove hanno reso perfettamente l’ambientazione, ricordando in alcuni casi senza voler essere troppo facili nei paragoni, Sin City. Tratti violenti ruvidi da vero noir insomma. Complimenti sia a Ruju che a Freghieri.

Sei molto felice che la Bonelli aldilà delle sue serie storiche “Regolari” stia realizzando alcuni esperimenti e pubblicando storie che si concludono in pochi numeri. La Bonelli, nel  bene e nel uff, che fatica, è stata davvero l’unica casa editrice di cui ha sempre comprato qualcosa anche nei periodi più bui in cui stavi abbandonando queste passioni. Certo che con Greystorm ti sei dato la mazzata sulle palle da solo però intanto sei sempre passato in edicola per non perdere l’allenamento. A Marzo o ad Aprile non hai ben capito quando uscirà una nuova serie dello stesso tipo di HellNoir scritta da Corrado Roi e Paola Barbato… beh a questo punto non vedi l’ora di leggerla.

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Ad ogni modo oggi andrà comunque ricordato perchè è la prima volta che quest’anno lei, si proprio lei, illuminerà questo blog con la sua magnificenza. Questa storia e lei si meritano a vicenda.

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Una piccola nota a margine. Il fumetto è uscito quasi in contemporanea con Morgan Lost che invece dopo il quarto numero, meh.. ti fa ancora sbavare per la colorazione ma per il resto boh..bah.. chi lo sa… ah caro Chiaverotti, mi incastrerai come con Brendon? Ti sei dato come obiettivo dodici numeri non di più.

Comic’s Thursday: Sfida Alla Nuova Repubblica

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Hai ricevuto questo fumetto in regalo grazie alla gentilezza di una fumetteria di Bologna che non potendolo vendere perchè rovinato all’interno ha lasciato che tu lo portassi via. In realtà eri disposto a pagarlo ma loro sono stati davvero onesti. Che bello che bello che bello.

Pronti Noi Zi Va (Motto orchesco per un ringraziamento collettivo)

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Basato sul libro: Dark Forces Rising scritto da quel Guascone di Timothy Zahn famoso per aver scritto la terza trilogia di Star Wars che millioni e millioni di fan avrebbe voluto vedere al cinema, Lego Darth Vader compreso, Sfida Alla Nuova Repubblica è l’episodio di mezzo della trilogia ma come per l’Impero Colpisce Ancora, si  rimane inconcluso, ma racconta una storia veramente avvincente.

La trilogia è ambientata circa cinque anni dopo la conclusione de Il Ritorno Dello Jedi e vede un nuovo terribile avversario per la giovane repubblica l’ammiraglio imperiale Thrawn. Mitth’raw’nuruodo è il suo nome completo, Mitch Nudo per gli amici è uno dei docici ammiragli di alto rango della flotta di Palpatine. L’unico tra l’altro a non essere umano. Prima della battaglia finale in cui il povero fratello del papà razzinchier morì, Thrawn era stato inviato lontano ai bordi della galassia e quindi al suo ritorno dopo gli eventi di Endor cerco di rimettere in piedi ciò che rimaneva dell’impero avvalendosi dei poteri mentali del Jedi Clone C’Baoth il cui scopo era mettere le mani sui figli prossimi nascituri di Leia per creare una nuova stirpe di Sith.

Le storie sono state scritte prima de La Minaccia Fantasma quindi possono contenere alcune incongruenze, non a caso quando la Disney acquistò la Lucas questa trilogia seppur magnifica è finita nelle Legends ovvero fuori dalla palle. Ma vaffancuore Disney. Gei Gei se hai fatto un film di melma maroooooo. Comincia a correre Gei Gei, corri! Corri!

Oltre ai due citati nuovi persoggi, al fianco dell’allegra combricola di Luke, Leia, Han, Chewie e Lando si uniscono altri due personaggi importanti: Il braccio dell’imperatore Miss La rossa Mara Jade per la cui realizzazione grafica si sono ispirati alla modella Shannon McRandle la quale in più occasioni ha sfilato con il custume del suo personaggio e  Talon Karrde un abile contrabbandiere.

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Mara, carina ma non troppo…

La situazione precipita per i nostri amiconi ribelli quando l’ammiraglio Thrawn riesci a mettere la mani sulla flotta Katana (astronavi di classe dreadnought credute ormai disperse dall’impero) e sugli ultimi cloni reduci dalla guerra di quasi quarant’anni fa.

ed è proprio da qui che la storia del terzo volume avrà inizio.

La cosa più bella che stai apprenzando in queste storie è il modo con cui Zahn ha saputo mantenere le caratteristiche perculiari dei personaggi della trilogia classica. Ha fatto davvero un lavoro certosino e accurato per non deludere i Fan che si sa son dei gran rompicocomeri. Ma non solo, ha saputo creare questi nuovi personaggi integrandoli perfettamente con la cumpa garantendo a tutti il giusto spazio nella storia. Mica poco eh!

Il fumetto invece riadattato da Mike Baron e disegnato Terry Dodson è un discreto volume che pur non eccelendo nelle tavole o meglio è un po’ scostante nella qualità. Niente da dire sul ritmo della storia invece che rimane sempre serrato e molto molto comprensibile.

Se amate i fumetti e amate Star Wars questa trilogia (se la trovate) compratela, sulla baia si trova a prezzi accettabili, c’è ancora il prezzo in lire e il logo Magic Press Alcuni utenti sparano grosso ma si dovranno rassegnare.

Se invece preferite i libri sono uscite da poco delle nuove edizioni dei libri. Non le hai ancora prese ma dicono che dovrebbero aver sistemato i difetti di font e ortografia che affliggevano le prime edizioni. L’ortografia in Libertè può stare solo in questo blog che va bene perchè aggggratis se c’è da pagà è meglio che sia corretto.

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