Archivi Blog

Star Top 2

1510645488-picsay

Spazio, ultima groviera.
Questi sono i viaggi dell’astronave Enter-Play, catapultata oltre l’universo conosciuto!
Là dove nessun topo ha mai messo la coda!

Bentrovati ragassuoli, dopo un post dedicato a del dimenticabile cinema, oggi torniamo belli carichi a parlare di fumetti della Disney. Per farlo continuiamo a scrivere fregnacce a proposito della serie mensile che fin’ora più ti ha sollazzato il bimbo interiore, ossia la Disney Definitive Collection.

Tutta colpa dell’Orso chiaccherone che, mannaggia alla peppetta, ti ha fatto scoprire questa serie che raccoglie numerose uscite tratte da Topolino divise per tema. Abbiamo già parlato dei quattro volumi dedicati a Pippo Report e al primo di Double Duck di cui,  se avete voglia di dargli una lettura, trovate i link proprio qui e quo ma ci arrivate anche cliccando sui rispettivi nomi.

L’aspetto più interessante è che la qualità di queste storie è, almeno per il tuo modo di essere lettore, davvero molto valida. Può non andare a genio un personaggio e ci sta, ma è palese che gli autori nello scrivere e disegnare le storie hanno svolto un lavoro decisamente ben fatto.

La serie di Star Top non fa eccezione anzi, secondo te va un gradino ancora più in alto, tentando di non essere solo una semplice parodia in salsa Disney di Star Trek. Dal tuo punto di vista Star Top riesce ad essere veramente una storia di Star Trek ambientata nell’universo di Topolino, Pippo e Pluto, risultando un riuscito mix tra le due distanti realtà.

Ritroverete tutto l’equipaggio dell’enterprice ottimamente interpretato, la federazione, i vulcaniani e loro cugini/nemici romulani. Non mancheranno i Klingon e vi imbatterete in grandi colpi di scena a proposito di uno dei più importanti villanzoni delle storie di Star Trek. Immagini che abbiate già capito chi è se siete fan del brand.

1510645696-picsay.jpg

Le pagine a sfondo nero ti garbano proprio tanto.

Il Secondo volume racconta una storia suddivisa in cinque capitoli e riesce a rappresentare situazioni buffe e divertenti ma anche momenti da film sci-fi d’azione tipici degli Star Trek contemporanei. Per te si tratta quindi di una saga di grande livello, a tratti anche epica, che ha il coraggio di parlare anche di universi paralleli e inserire degli importanti colpi di scena come gli amanti del cinema un po’ più grandicelli si aspettano.

Ecco, però è proprio questo il problema. Se Pippo Reporter e Double Duck hanno il pregio/difetto di essere molto adatti ad un pubblico ancora senza barba, hai il presentimento che Star Top sia maggiormente indicato per un pubblico magari con qualche anno in più. Non perché ci siano scene di violenza o vengano trattati temi complessi, ma secondo te, i bimbi grandi potrebbero godersi maggiormento il fumetto.

D’altraparte questo significa che per te che sei un bimbo grande con la barba, Star Top rappresenta una delle serie che più hai apprezzato da quando hai ricominciato a leggere materiale proveniente dalla Disney. Tutto questo è dovuto anche al fatto che Star Top è fedele al prodotto originale a cui si ispira, ne fa una buona parodia senza estremizzarlo o cercare della comicità laddove non sia necessario e si porta dietro tutte le caratteristiche che hanno reso unica l’opera di Roddenberry.

Le tavole sono molto gradevoli e sempre di facile lettura. Sono molto dinamiche e l’espressioni dei protagonista sono molto coerenti con le loro emozioni. Certo vedere Topolino nei panni di un personaggio deciso e rude come Kirk e soprattutto un Pippo a tratti serioso che a tentoni prova a muoversi nelle logiche della logicità, nei panni di Spock è certamente un esperienza da provare per tutti gli appassionati dei due mondi. Già, chissa cosa direbbe Leonard Nimoy se sapesse di essere rappresentato da Pippo. Su Johnny, sospirone senza lacrime, su su che c’è un post da finire pubblicare!

Hai anche apprezzato che hanno iniziato (iniziato per te si intende) in Disney ha utilizzare delle pagine a sfondo nero in contrasto con le solite pagine a sfondo bianco. L’hai visto fare anche in Paperinik e Double Duck e trovi che sia un scelta cromatica azzeccata. Bene così.

L’unico difetto dell’edizione Definitive Collection è l’assenza di un editoriale, di un po’ di materiale introduttivo, magari un intervista. Ormai lo sapete, è una cosa a cui tieni quindi peccato potrebbero sprecarsi di più.

Se hai capito bene l’elenco delle uscite della Definitive Collection, per quel che resta del 2017 non comprerai più nulla (Tenete conto che ne parliamo ora ma Star Top 2 è di settembre). Nel post dedicato a Pippo Reporter avevi scritto che eri potenzialmente interessato a leggere DarkenBlot ma in realtà leggiucchiando un po’ in giro hai scoperto che anche gli albi de “Storie Della Baia” potrebbero interessanti. Arg!

Eh niente ormai ti sei davvero appassionato con questi fumetti!

 

Annunci

Giusto una scappata in fumetteria. Gli acquisti di novembre 2017.

dav

Missione compiuta. Ce l’hai fatta! Daje Johnny. Sei finalmente riuscito a contenere significativamente le spese in fumetteria senza (troppi) eccessivi rimpianti. Con somma gioia di Carlotta e probabilmente altrettanto poca gioia della tua fumetteria di fiducia che ha visto uno dei loro clienti più spendaccioni chiudere pian piano il portafoglio, la quota mensile dell’abbonamento fumettaro è finalmente scesa ad una cifra ragionevole, sufficiente per evitare il divorzio. Oh l’arte del compromesso è fondamentale, Cristiano porta pazienza!

Ma non solo, esiste infatti anche la concreta possibilità che la quota fissa mensile scenda ancora grazie al fatto che le Mini Serie (che ora puoi leggere) dedicate a Nathan Never e Martin Mystere sono giunte a conclusione.

Allo stesso modo, quando ti sarai messo in pari con Paperinik (ammesso che continui a comprarlo) anche quella sarà una spesa decisamente più abbordabile e dovresti farcela per la spesa di gennaio.

Sei soddisfatto perché ora puoi dedicarti anche ad altre letture (tempo permettendo chiaramente, che come sapete in questo momento non al massimo della disponibilità) come stai già facendo con il filone Disney che tutto sommato ti sta sollazzando, o puoi recuperare albi da qualche mese avevi tolto dall’abbonamento. Qualcuno sta parlando di Wonder Woman? Rucka perdonaci per averti abbandonato.

Dai Superman, per ora, tu sei salvo!

Nel bancone delle proposte free hai trovato l’albo gratuito di Second Sight una nuova testata Saldapress. La leggerai a breve e poi sicuramente ne parliamo qui su questa Webbettola, magari già in settimana.

Non stai a chiedervi cosa avete comprato questo mese in fumetteria o cosa state leggendo.I più fortunati tra di voi si saranno venduti reni e altri inutili organi in quel di Lucca, quindi dato che è il momento di concentrarsi sul backlog delle letture, vi prego non invogliate questo povero lettore spendaccione a comprare tante di quelle figherrime cose che avete letto anche voi! Ma ovviamente siete liberi di dirlo, anzi dovete! Non date retta a questo povero Johnny neanche lui ci crede davvero a quello che vi dice!

Una piccola nota in chiusura: Certo che a rileggere questo post prima di pubblicarlo sembra proprio un post di un povero ciccino affetto da shopping compulsivo. Davvero oh! Eh, ognuno ha i suoi vizi! Ve Vojo bene ma che ve devo dì?

Salve mi chiamo Johnny, compro cose su Amazon e nei negozi come se non ci fosse un domani. Ho un problema, ma so che seduti vicino a me tanti mi possono capire!

Stiamoci vicino!

Paperink 1 (Appgrade 52)

1509024699-picsay

Bentrovati ragassuoli, nonostante il poco tempo a disposizione, la vostra appassionata webbettola di fiducia cerca sempre di sollazzarvi lo spirito e l’animo con le sue futili fregnacce. Beh, diciamo che almeno ci proviamo a giorni alterni visto che ultimamente con il lavoro e la Mini Cornerhouse… uh, davvero, che sonno!

Eccoti in pausa pranzo a mangiare di corsa per metterti svelto svelto sul tuo tablet a pigiare il touchscreen per cercare di buttare giù un pensiero per voi amanti del Pop e delle cose belle mentre tu purtroppo,eh si,  rosiki duro perché non hai ancora comprato Super Mario Odyssey. Ebbene niente deiuan!

Detto ciò, oggi passiamo dall’underground delle Tartarughe Ninja di cui abbiamo parlato mercoledì, ai fumetti Disney Super eroistici con Paperinik con il commento al primo numero della sua serie mensile Panini Comics da edicola.

Hai iniziato a prendere questo albo perché ti andava di ficcare un po’ il naso nelle storie del Personaggio di Paperinik (occhio non è PK), sei partito dal numero uno complice l’ennesima (becera) strategia commerciale dell’editore italiano che ormai per tirare nuova gente a bordo da i numeri ogni volta che può. iuppiiiii

In realtà quello che hai tra le mani è il numero 52 della serie APPGRADE una raccolta di storie più o meno vecchie con protagonista il nostro papero mascherato pubblicate su qualsiasi testata Disney a cui viene aggiunta, di grazia, una storia inedita.

1509055523-picsay.jpg

Tutto sommato per un “nuovo” lettore, l’operazione nostalgia o raccolta antologica, chiamatela come ve piace de più, può anche funzionare. Per un appassionato, dubiti fortemente che possa essere di qualche interesse leggere una storia nuova per ben 3,50 crediti imperiale anche perché tu da lettore “alle prime armi” anzi dai, chiamiamoti pure Niubbo, hai apprezzato più alcune storie vecchie che quelle inedite (ora che scrivi hai letto anche l’inedita del numero 2) anche se a livello di tavole i lavori più recenti hanno decisamente una marcia in più e grazie al ciuffo direte voi!

Da un punto di vista tennico non riesci a capire se c’è un qualche filo logico per la scelta delle storie, ti sembra in realtà una soluzione ad minchiam per gestire un certo numero di pagine, che oh va bene, basta saperlo e ci si gode la varietà di situazioni che l’albo offre così come viene.

Infatti in questo numero 1 di Paperink passiamo dai viaggi nello spazio a quelli nel tempo. Sconfiggeremo la banda bassotti o il terribile Spectrus ma ancora una volta, la storia che più ti ha conquistato e quella dove con la sua eterna semplicità e magia il mondo Disney riesce a insegnare qualcosa restando intrattenimento per tutti. C’è una storia che si intitola Paperinik e la minaccia cuginiforme che è davvero un gioiellino. Paperino e quindi Paperinik devono ospitare a casa loro per qualche giorno Paperoga il cugino del nostro caro papero. Potete solo immaginare i pasticci che il papero imbranato riuscirà a combinare. Il finale però è davvero da applausi.

1509055453-picsay.jpg

L’albo in se, ha un costo più che accettabile: Circa duecento pagine con formato e spessore simile a Topolino ma ancora una volta ti secca l’assenza di un pur minimo editoriale. Due righe sul perché la numerazione è ripartita o su qualsiasi cosa un accidenti di redattore avesse avuto voglia di scrivere, è chiedere molto? Panini Comics, che urca urca è tra i primi editori in Italia, un minimo di sforzo dovrebbe pur farlo.

Alla luce di tutto questo non sei completamente soddisfatto del tuo acquisto, ma non credi neanche che la serie avrà una lunga breve nel tuo abbonamento a meno che nei numeri successivi (in fumetteria dovresti avere nella tua casella fino al numero sei) non ti convinca presto del contrario. In ogni caso la serie Definitive Collection ti ha decisamente appagato di più.

Ah se da pischello avessi comprato la serie di PK… accidenti!

Mercurio Loi 5 – L’infelice

1508507993-picsay

Bentrovati ragassuoli, dopo pochi giorni dal precedente post,ecco la vostra appassionata webbettola pigiare colpi a casaccio sulla tastiera del tablet, nella speranza di formulare frasi di senso compiuto ancora una volta a proposito di Mercurio Loi, l’ultimo nato in casa Bonelli.

Avevamo chiuso il post sul commento al quarto numero con la fiduciosi di aver trovato la chiave di interpretazione per questa serie a fumetti che in pochissimi numeri aveva creato cosi tanti pareri discordanti anche tra te il popolo malfamato di questa webbettola.

Questo quinto numero si trova quindi nella difficile posizione di dover darti la seconda buona impressione consecutiva che da un po’ vai cercando.

Non sarà come per  l’episodio della svolta, ma l’infelice riesce nello strano compito di accontentare entrambe le “fazioni” che hanno spaccato i giudizi su Mercurio Loi. Da una parte, torna una storia investigativa dall’altra il villanzone è il linea con lo stile poetico e per certi versi onirico che si sta iniziando a intravedere, o meglio che tu stai iniziando a capire.

Da un punto di vista tennico,l’albo non brilla per le sue tavole ad eccezione della rappresentazione del volto del villanzone che viene messo in risalto dello stile molto spigoloso dai tratti quasi violenti dell’autore. Come se il tratto si sposasse alla perfezione con gli occhi dell’antagonista della storia.

Ancora una volta sono alcuni dialoghi che rendono interessanti le avventure di Mercurio, il lavoro di Bilotta da questo punto di vista è sempre stato di livello. Ciò che invece non ti ha convinto è stata la sceneggiatura nella gestione dei tempi. Hai sempre l’impresione che manchi qualche tavola e che alcuni cambi di scena sarebbero potuti essere gestiti meglio. Vabbè magari sei tu che sei tonto.

Chiudiamo il post con una domanda cari broggher vi è mai capito di scrivere una recensione e a distanza di tempo di rendervi conto di averla cannata in pieno? Come vi siete comportati a riguardo? Avete cancellato il post? Ho scritto una retifica?

Scrivetelo nei commenti!

Mercurio Loi 4 Il Cuoco Mascherato

1507722997-picsay

Bentrovati ragassuoli, oggi torniamo a parlare dell’ultima serie regolare mensile a colori che Sergio Bonelli Editore ci ha proposto da qualche mese a questa parte ovvero Mercurio Loi.

Per chi volesse o se li fosse persi può recuperare i precedenti commenti qui, quo e qua.

Fin’ora a parte il primo numero che ti è garbato un sacco perché ha rispettato le tue aspettative, non sei rimasto soddisfatto dalla serie, tant’è che hai mostrato più volte dei seri dubbi sul continuarla o meno. Oh però, ti sei sopportato dodici numeri di Morgan Lost, puoi sopportarli anche per Mercurio che comunque è meglio della serie di Chiaverotti.

Il principale motivo per cui eri rimasto deluso è che ti eri fatto un’idea personale sul personaggio che a conti fatti si sta rivelando sbagliata. Hai sempre immaginato Mercurio come lo Sherlock de Roma in cui ogni storia dovesse “raccontare” come il brillante personaggio nato dalla penna di Alessandro Bilotta riuscisse a risolvere qualche intricato crimine.

Il numero De Le Storie e il primo albo della serie regolare a tuo personale giudizio rientrano a pieno nella categoria Sherlock De Noantri ma nei due numeri successivi si sta delineando una percorso narrativo decisamente diverso allontanandosi “apparentemente” dalle storie investigative nel senso più stretto del termine.

Hai lasciato passare praticamente più di due mesi tra la lettura del terzo numero e questo quarto albo mentre in edicola, invece, è già uscito il quinto proprio per cercare di fare tabula rasa, di dimenticare idee, convinzioni e preconcetti per provare a leggere Mercurio Loi sotto una luce diversa.

Complice una storia forse più riuscita delle altre, il tuo tentativo sembra aver dato i suoi frutti. Questo quarto numero: Il Cuoco Mascherato ti ha lasciato soddisfatto con delle buone sensazioni in cui per la prima volta sei riuscito ad apprezzare la storia in se senza l’ansia di trovare qualcosa del personaggio di Baker Street. Certo, va detto che comunque l’ispirazione è palese ma sotto la giusta ottica alcuni dei momenti “ispirati” diventano qualcosa di diverso, una caratterizzazione del personaggio di Mercurio che lo rende solo più interessante.

Alla luce di questo, in tutta onesta, chiedi scusa a tutti i baldi e appassionati lettori di questa webbettola, potresti aver sbagliato ad interpretare il fumetto e a formulare la tua opinione. è ovvio come sia presto per un nuovo giudizio quasi opposto a quello che hai scritto nei precedenti post. Magari dal prossimo numero succede dell’altro che ancora potrà deluderti. Diciamo però che leggendo l’albo con una certa idea in testa alla fine il numero quattro di Mercurio Loi è un buon albo, scritto bene, piacevole da leggere e da guardare. Se quanto meno questo fosse lo standard di tutte le storie (ma tanto lo sappiamo che per un mensile è sempre difficile mantenere un certo standard) allora potremmo essere davvero di fronte ad un opera a fumetti diversa dalla classica lettura d’avventura con cui Bonelli fin’ora ci ha sempre abituato.

Oggi c’è molto entusiasmo, meglio non aggiungere altri aggettivi o scomodare paragoni anche grossi che poi si rischia di fare l’effetto opposto e di rimanere di nuovo delusi. Pensiamo a tutto questo come un nuovo inizio e poi vediamo!