Archivi Blog

The Nerd Father. Il manuale. Parte 2.

Bentrovati padri e aspiranti padri, amanti dell’aria condizionata e dei mojito d’estate. Oggi la vostra termoregolata webbettola de borgata torna a sollazzarvi lo spirito tutto con un nuovo capitolo del manuale di sopravvivenza per padri Pop ‘n Nerd alle prese con i piccoli padawan e con mogli da rendere felici che, porelle, devono a loro volta gestire tutto il cucuzzaro.

L’uomo con mille passioni già solo da sposato incontra le sue prime difficoltà: Condividere gli spazi con una donna che magari non è in grado di capire il tuo culto per dei giornaletti per pischelli, può creare fin da subito alcune tensioni. Oppure. Anche passare la serata sul divano può essere un problema: Tu vorresti giocare al tuo ultimo videogioco acquistato mentre le vorrebbe vedere il nuovo episodio di Montalbano.

O peggio, lei sta lavando i piatti e tu cristoni con parole indicibili contro uno sconosciuto durante una partita online a Mario Kart che ti inchiappetta all’ultimo secondo. Queste situazioni sono da evitare come la peste. Vi verranno rinfacciate per i prossimi anni senza alcuna pietà!

Insomma fin dall’inizio della convivenza, l’uomo pop ‘n nerd deve imparare a gestire tempi e gli spazi per evitare che la sua dolce metà un giorno non gli urli contro “Johnny hai quarant’anni cresci!” e contestualmente lanci fuori dalla finestra la sua copia di Breath Of The Wild.

Con l’arrivo di un simpatico/a e tenero/a cucciolo di essere umano, la situazione non può che degenerare. Si c’è questo esserino bellissimo e coccolossimo, tutto vero, lo amerete dal primo istante ma…

Nei primi mesi di vita la creaturina tutta pianti e pupù assorbirà il tempo della vostra compagna/moglie in maniera quasi assoluta. Perderà ogni privacy dovendo andare in bagno con la porta aperta per evitare che il/la gnomo/a si senta abbandonato/a e cominci a frignettare. Implorerà per poter andare dal parrucchiere per riconquistare un po’ di quella femminilità che la maternità ti porta via. Avrà bisogno di te quando torni dall’ufficio per guardare il/la pargolo mentre le prepara la cena o sistema un momento casa o più semplicemente va un momento in bagno con la dovuta intimità.

Quindi dopo le massacranti ore in ufficio vi toccherà lavorare anche a casa. Più volte vi capiterà di pensare che il lavoro è certamente più rilassante della vita familiare. Badate bene non si sta dicendo che essere padre non vi piacerà. Voi amerete ogni singolo momento che passerete con il vostro padawan e anche quando la vostra schiena vacillerà voi terrete duro e solo che è faticoso…just this

Tenete sempre a mente, però, che vostra moglie sarà quasi sicuramente più stanca di voi. Va a lavoro, torna a casa prima, prende il vostro cucciolo e lo porta a casa dall’asilo e in più deve cercare di mantenere tutto in ordine in casa, preparare la cena, sistemare i cassetti e tutto questo lo dovrà fare spesso da sola e con l’erede in braccio perché voi prima delle 19:00 non ci sarete e non tutti possono contare su nonni pensionati.

Ogni volta quindi che vi verrebbe da dire: “moglie, ora tienilo un po’ te” ricordate sempre cosa è successo mentre voi eravate in ufficio freschi con l’aria condizionata a palla.

Voi avete due obiettivi: Il primo è la felicità di vostra moglie, volete continuare a spendere soldi nelle vostre fregnacce? Volete dedicare tempo a Mario Odyssey? Ecco, se volete gettare la basi affinché questo possa accadere dovete curarvi della felicità di vostra moglie.

La soluzione è discretamente facile. Prima di cena, state con il vostro padawan. Giocate con lui, passateci del tempo. Vostra moglie potrà respirare un pochino.

Dopo cena occupatevi voi della casa, sistemate il tavolo, lavate i piatti e ‘na passate sulla macchina del gas non guasta, così la regina della casa porterà il cucciolo a letto che per le 21:30 sarà a ninna.

A quel punto godetevi un po’ vostra moglie, non temete il vostro secondo obiettivo è vicino, tenete duro. La signora avrà un’autonomia piuttosto limitata e per le undici bye bye andrà a coricarsi.

Ebbene uomini, ora che avete resistito tutto questo tempo con le dita che vi prudono da ore che ormai hanno assunto la rigida posa da joypad in mano, è arrivato il vostro momento. La casa è in silenzio. I tuoi amori sono a dormire, non ti resta che godere della tua insonnia per gioire in pace.

Si l’insonnia sarà il vostro migliore amico non cedete al sonno, alla stanchezza. Siete uomini forti che hanno bisogno di tirare fuori il proprio lato barbaro lanciando gusci rossi a tutti gli stronzi che si frapporranno tra voi e il traguardo finale.

Grazie alla vostra capacità di non dormire e fingervi professionali sul vostro luogo di lavoro potrete completare i vostri videogiochi, scrivere per il vostro appassionato blog e leggere tutti i libri e i fumetti di cui avete bisogno.

Il dormire è un’abitudine sopravvalutata.

Viva l’insonnia.

Annunci

Takenoko. Il Gioco da tavolo puccioso, carino e coccoloso.

Ben trovati ragassuoli, anche in questa calda giornata la vostra appassionata webbettola de borgata è pronta a sollazzarvi lo spirito tutto, cianciano, sgrammaticamente as usual, a proposito di gioco da tavolo carino e coccoloso.

Vi piacciono i giochi da tavolo ma la vostra fidanzata è refrattaria con un mattone di fronte a cotanta passione? State cercando un gateway per tirarla dentro con un colpo di classe? Beh, questo è il titolo che fa per voi. Siori e siore, ragassuoli e pischelle, oggi vi si ciancia di Takenoko di Antoine Bauza.

Takenoko è un titolo edito in Italia da Asmodee Italia, facilmente reperibile sul mercato anche con sconti interessante specialmente sul fidato amazon. Per cui dovreste riuscire a portarvelo a casa per poco più di trenta crediti imperiali. Cifra che per i componenti e il valore del gioco è più che ben spesa.

Takenoko è un titolo per 2-4 giocatori dalla durata contenuta, diciamo che stiamo sempre entro l’oretta di gioco. La meccanica principale è quella della scelta azioni. Abbiamo quindi tra le mani un Euro Game (o german if u like it) piuttosto leggero. Un tipico gioco introduttivo o per famiglie, adatto a tutti coloro che non cercano un titolo spremi meningi. Si, tutto questo preambolo è necessario perchè di rado ma comunque capita, questo postaccio che intasa l’internet con le sue fregnacce, viene visitato dal tipo alieno che risponde al nome di precisino delle meeeenchia. Bisogna accontentare tutti.

Lo scopo dei giocatori è quello di ampliare il giardino dell’Imperatore, creando corsi d’acqua per irrigare i campi delle tre diverse specie di bambù e usando il giardiniere imperiale per far crescere il bambù badando anche agli appetiti del goloso panda. Il giocatore che avrà completato un certo numero di obiettivi per prima determinerà l’ultimo turno, al termine del quale verranno contati i punti vittoria. Il giocatore che ne avrà totalizzati di più sarà il vincitore.

Fin dalla scatola, la pucciosità è davvero evidente. Tutto è colorato, morbido e fumettoso. La componentistica è davvero di primissimo livello. Se i componenti non fosse così piccini picciò, il titolo sarebbe adatto anche ai bambini più piccoli. Forse con la supervisione di un adulto una partita potrebbe essere più che fattibile.

In giocatori in ogni turno hanno a disposizione due azioni più una causale bonus determinata da un tiro di dado. Le azioni possibili sono:

  • piazzare una tessera campo (il giocatore ne pesca tre, ne sceglie una e la posiziona adiacente ad una tessera già posizionata).
  • prendere un canale di irrigazione dalla riserva (può usarlo subito su un lato di un esagono irrigando due tessere adiacenti o conservarlo).
  • muovere il giardiniere (se opportunamente irrigato cresce del bambù sul campo in cui si sposta e su tutti i campi adiacenti dello stesso colore).
  • muovere il panda (il panda mangia una sezione di bambù sul terreno in cui si sposta).
  • pescare una carta obiettivo di un tipo a scelta.

Lo scopo del gioco è ottenere punti vittoria realizzando gli obiettivi indicati dalle carte.

Impressioni.

Dal tuo punto di vista, il titolo ha due facce. Di solito chi preferisce i titoli German, cerca maggior controllo sul gioco e sulle sue strategie. Qui spesso capita di vedere i propri piani fatti saltare dalle azioni degli altri giocatori. L’interazione è presente ed è di tipo indiretta. Non c’è mai nessuna azione cattiva ma ci si può mettere i bastoni tra le ruote un pelino.

Per questi giocatori consigli di provare il titoli rigorosamente in due giocatori (set up in cui lo giochi maggiormente), dove l’effetto alea è davvero irrisorio e si può ragionare sulle proprie azioni rendendo la partita molto tattica e interessante.

Chi queste pippe non se le fa, apprezzerà il titolo anche in quattro giocatori, facendosi una risata dietro al panda dispettoso e affamato che si sazierà con i bambù legnetti.

La longevità è molto dipendente dal tipo di gruppo di giocatori che deciderà di giocare a Takenoko. Se lo si prende come introduttivo prima o poi stancherà se invece lo considera semplicemente un titolo leggero allora potrà durare e accompagnare parecchie serate rilassanti al tavolo da gioco.

Nel tuo caso specifico siamo di fronte ad un titolo che per il terzo anno consecutivo viaggia alla media di circa 8-10 partite all’anno. Non male davvero.

Essendo un titolo pensato per un certo tipo di giocatori forse in fase di bilanciamento alcune scelte non sono state ponderate benissimo. I più smaliziati si accorgeranno presto che ci sono alcune strategie (una in particolare) che portano ad una più probabile vittoria rispetto ad altre. (No, non dici qual è, dovrete scoprirla da voi se volete).

Questo e altri difetti sono stati corretti con l’espansione Takenoko Chibis che secondo te è un acquisto obbligato per tutti coloro che sono interessati a far durare il gioco.

L’espansione si trova a circa venti eurodollari portando così la spesa finale a poco più di cinquanta soldi. Eh non è poco, però davvero, Takenoko cambia in meglio in maniera radicale. Ma ne parleremo nel prossimo post

Lasci solo questa immagine per far capire un pochino chi arriverà!

E voi avete mai provato questo gioco? Vi è piaciuto? C’è qualche altro introduttivo che secondo voi può portare il gentil sesso a invadere i tavoli da gioco?

Ah dimenticavi, vedrete che poi se il piano funziona, la vostra fidanzata/moglie vi farà spendere i vostri soldi anche per farsi regalare la statuina del panda gigante. Eccola qua, ta dan…

Ultimamente abbiamo anche parlato di questi giochi da Tavolo

Cià!

Dungeons & Dragons: Starter Set. Il foto unboxing

Buona Domenica scalmanati compari e frequentatori di questa sudata webbettola. Mentre la scalpitante attesa per i roboanti annunci del E3 invade l’internet con la sue scimmie videoludiche, tu sei in fase di studio. Eh si, come vai cianciando futilmente da qualche mese, stai cercando di riportare il gioco di ruolo tra le tue attività ludiche mensili. Infatti, ti stai attrezzando per creare un gruppo che si veda un paio di volte al mese al massimo per iniziare una nuova campagna a qualche gioco di ruolo, per tanto, se qualche romanaccio in ascolto fosse interessato, faccia un segnale di fumo per evidenziare il suo interesse.

Qualche mese fa, avevi mostrato il contenuto di uno dei tanti starter set che il mercato dei GdR sta importando in italia. Asmodee Italia sembra essere tra le case di distribuzione più interessate a questo segmento di mercato. Prima hanno iniziato con lo starter set di Guerre Stellari (sorry, ma star wars ti pesa scriverlo) per via della collaborazione con Fantasy Flight Games e poi si sono lanciati nel mondo di D&D traducendo il materiale della quinta edizione.

Oggi, se vi va, ci vediamo cosa contiene lo starter set della quinta edizione del Gioco di Ruolo per eccellenza.

La scatola si presenta nel tipica forma rettangolare per questa tipologia di prodotti. La copertina è certamente una cosa meravigliosa, la citazione alla famosa scatola rossa della prima versione di Dungeons & Dragons è evidente e lascia intendere come questa edizione ricerchi anche di tornare un po’ alle origini del GdR.

Aprendo la scatola troverete due manuali: il primo è una versione ridotta del manuale del giocatore in cui sono riportate le regole essenziali per permettere anche ai niubbi di giocare senza eccessivi patemi d’animo. Vengono spiegate le sei caratteristiche, il combattimento, come affrontare un’avventura ed infine si parla di magia. Mancano in pratica tutta le parti dedicata a classe e razze. Ci può stare se davvero si è alle prime armi, altrimenti beh, è una mancanza importante. Immagini però che i giocatori più smaliziati abbiano comunque tra le mani il manuale del giocatore.

Il secondo libercolo che trovare è il libro della prima campagna. Ben sessantaquattro pagine di materiale per impostare una vera e propria campagna che può tenere impegnato il gruppo di gioco per almeno quattro o cinque sessioni. Dipende da quanto tempo avete a disposizione, altrimenti se diluite come hai intenzione di fare tu, magari vi durerà anche sei sette serate.

La campagna dovrebbe permettere al gruppo di raggiungere il quinto livello quindi diciamo che, urcà di materiale ce n’è abbastanza.

Pur non avendo la copertina rigida tipica dei manuali di D&D, l’impostazione grafica e l’impaginazione dei due manuali è molto bella e in linea anche con gli altri manuali. La parte testuale e chiaro e i libri sono pieni di immagini e mappe. Dal tuo punto di vista un lavoro completo.

Sotto i due manuali troverete le schede di cinque personaggi, come la più banale delle tradizioni fantasy troverete: Due guerrieri umani, un nano chierico, un elfo mago e un halfling ladro. Non si sono sforzati più di tanto, ma visto il target a cui punto questo starter set non ti senti di criticarlo più di tanto.

Non potevano mancare, sotto tutto quanto troverete un set completo di dadi. Dal dado d4 al d20. Tanto si sa che alla fine ognuno vorrà e avrà i suoi dati.

Che dire, siamo di fronte ad un prodotto veramente completo che dal tuo punto di vista è in grado di soddisfare chi per la prima volta si affaccia al mondo di D&D. Considerando che la campagna è anche molto più longeva rispetto ai prodotti FFG ti viene da dire che il rapporto qualità prezzo lo renda davvero un acquisto obbligato.

Non ti resta che sperare che una allegra combriccola di ragassuoli e di ragassuole si formi.

Ah per chi se lo stesse chiedendo: Si, tu farai il master e non sei un master sadico. Credi nel lieto fine delle saghe d’avventura e lascerai sul sentiero più indizi quando la strada intrapresa è sbagliata. Però credi che un Drago, beh se incontrate un Drago oh, a quel punto, affidate la vostra anima alle vostre divinità.

Infine, credi che la storia debba essere sviluppata dall’intero gruppo di gioco. Esempio se i personaggi vogliono esplorare una certa zona o cercare lavori presso la cittadina in cui si trovano, lo lasci fare anche se la tua campagna aveva una direzione diversa. Chiedi al massimo di avere del tempo per preparare gli incontri una volta che il gruppo ha deciso dove vuole andare.

1 Disco Al Giorno per 10 Giorni – 7d10

Bentrovati ragassuoli, oggi, la vostra webbettolaccia de borgata, nota ai più per la sua anarchia ortografica che sfida ogni volta anche le più basilari leggi del dizionario, apre le porte per cianciare fuori luogo, come sempre del resto, per scrivere la solita fregnaccia per il settimo capitolo della gustosa serie di post dedicati al tua storia musicale.

Il post di oggi, in realtà, è la storia di un’amicizia, un rapporto così intenso, esclusivo e prezioso da paragonare con una storia d’amore. La storia di un legame così forte che quando si è rotto, cazzarola, ha fatto davvero male.

I Marlene Kuntz in uno dei loro dischi cantano: “C’è Qualcosa di Sbagliato nell’amore perchè quando un’amicizia finisce non lascia un grande dolore che sa di tremenda condanna” Beh probabilmente, forse per la vostra amicizia, si è trattato di u eccezione. Va a sapere, chi sa.

L’album di cui parliamo oggi è “Sleeping With Ghost” dei Placebo. I Placebo solo band guidata dall’androgino Brian Molko che nonostante abbia goduto di un discreto periodo di successo commerciale grazie ad un glam pop rock ruffiano e soprattutto per aver fatto parte della colonna sonora di Cruel Intensions , non ha mai davvero convinto la critica, la quale ha sempre preferito altri gruppi loro contemporanei.

Sta di fatto però, come anche intuito da alcuni di voi che hanno ascoltato la versione acustica di un tuo pezzo “Vedrai”, che se volete sta proprio qui, sicuramente una delle influenze musicali della tua band è stato proprio il glam rock.

Ma dirai di più, non solo il glam rock ma proprio il modo di suonare di questo power trio ha caratterizzato la prima fase della storia della band, forse quella migliore, quando eravate anche voi il classico trio chitarra-basso-batteria.

Quello strano modo di suonare la chitarra distorta, gonfia, rotonda che non è ne “da chitarrista ritmico” ne da “solista” come nei più classici gruppi rock e hard rock, ha caratterizzato il vostro suono. Un po’ figlio illegittimo dei riffetti dei Cure, un po’ new wave anni ‘80 un po’ Radiohead di The Bends. Solo il passaggio a due chitarre ha smontato un po’ quella struttura. Forse è stato il vostro errore.

Ma torniamo in tema. Questo disco in cui la title track recita “soulmate never dire” che potremmo parafrasare come “gli amici dell’anima, i migliori amici, non muoiono mai” è la storia dell’amicizia di Johhny, il chitarrista triste e il Reverendo, il bassista spaccaculi della band.

La vostra amicizia è nata per caso, lui era un amico del fratello minore della tua migliore amica e quando tu sei rimasto appiedato dalla tua esperienza musicale precedente, che oddio erano davvero scarsi, sei stato tirato dentro al loro progetto musicale nonostante fossero di qualche anno più pischelli di te.

I primi mesi furono naturalmente duri, ci fu un po’ di assestamento fino al momento in cui nel giro di un pomeriggio vi siete trovati solo tu e lui a far parte della band. Il punto più basso.

Per qualche motivo, il Reverendo ti ha assecondato, ha continuato a credere in te e si è sbattutto per cercare un batterista perché tu avevi deciso che, caspita, le canzoni le scrivi tu, quindi le avresti cantato tu. Iniziò quindi un percorso eccitante, fatto di tante soddisfazioni ma ricco anche di schiaffoni, ma quel disco, quel cd, era sempre in macchina nei vostri spostamenti, casa, università, sala prove. Era sempre con voi.

L’apice arrivò nel 2006 quando nella stessa manifestazione estiva di musica e concerti, la vostra band ha condiviso il palco proprio con i Placebo vincendo un importante concorso locale.

Poi però le cose con la band iniziarono a scricchiolare, il Reverendo che era il collante della band, l’unico che riuscisse davvero a tenere in piedi la baracca, lui era il leader silenzioso che non hai mai ringraziato abbastanza, non riuscì ad arginare la malinconia che ormai regnava nel gruppo anche a causa di continui cambiamenti di line-up con l’avvicendarsi di un paio di chitarristi che seppur validi, preparati e mediamente amichevoli non si sono mai davvero amalgamati.

Il malumore imperò per un paio d’anni, la band si sciolse ufficialmente tre anni dopo. Tu, lasciasti la tua città natale per sempre. Tra te e il Reverendo in qualche modo finì. Essere in una band è come un matrimonio, solo chi ne ha avuta una sa cosa vuol dire. Oggi tu e il reverendo vi volete bene (forse malinconicamente bene), nei sei convinto ma le vostre vita hanno preso strade diverse. Distanti almeno 600km.

Poco tempo fa vi siete risentiti, avete ascoltato insieme il disco che non è mai uscito e pur peccando di arroganza vi siete guardati e avete capito che in quella musica c’era tanta roba, canzoni che avevano saputo andare oltre gli afterhours e i placebo che ne avevano rubato forse gli aspetti migliori e li aveva saputi mischiare anche con le sonorità di altri signori inglesi di cui parliamo la prossima volta in cui parleremo di musica.

Resta quindi il più classico dei rimpianti per il possibile what if, chissà se avessimo agito differentemente, se solo tu fossi stato meno la più stronza tra le prime donne, magari oggi non saresti qui a scrivere al computer mentre tua moglie e tua figlia dormono nella stanza accanto.

Wonderwall, ti ha cambiato la vita. Ti ha regalato un sogno. Sul punk rock di The Bitter End si è schiantato forse anche distrattamente. Il sorriso di tua figlia che sembra che non abbia preso il tuo pessimo caratte ti dice ogni volta però che forse non è andata poi così male.

Tutti gli episodi de 1 Disco Al Giorno Per 10 Giorni li potete trovare qui.

Domanda della sera, ma voi ricordate qualche amicizia che quando è finita che vi ha lasciato un vuoto come fosse stata una storia d’amore?

Il Porto Proibito

Bentrovati ragassuoli, anche quest’oggi questo covo di cialtroneria e leggerezza vi invita con soomo giubilo a prendere il vostro posto abituale per cianciare di fumetti e sollazzarvi lo spirito tutto. Oggi parliamo di un fumetto incredibile, prezioso che, perdincibacco, non dovreste mancare per nessun motivo.

Il fumetto è Il Porto Proibito, un bellissimo romanzo scritto e disegnato dalla coppia (nella vita e professionale) di Teresa Radice e Stefano Turconi.

Uno degli sport su cui l’internet si arrovella di più è stabilire se prodotti (spesso di consumo) come Fumetti e videogiochi siano assimilabili ad opere artistiche. Purtroppo risulta complicato convincere chi pensa che il fumetto sia solo un qualcosa che si compra in edicola e che il lavoro di questi autori e disegnatori abbia un valore di un certo peso e meriti un rispetto tale da elevare quelle pagine da “Giornaletto” a Romanzo.

Alcune volte i detrattori del fumetto come arte hanno ragione posizionando il fumetto come un qualcosa di Pop senza valore ma ci sono occasioni dove bisogna alzarsi in piedi e far sentire la propria voce.

Il Porto Proibito è un’opera d’arte, un romanzo a fumetti che porta così in alto la letteratura a disegni tanto da non sfigurare di fronte ai più blasonati classici romanzi d’avventura. Il Porto Proibito è qualcosa per cui non riesci a trovare le parole per descrivere quanto sia stato emozionale il viaggio nel leggerlo. Una storia in quattro atti letta in quattro sere diverse in poco meno di una settimana, una storia d’amore di riscatto e di malinconia soffusa con un finale agrodolce che qualche bruschetta nell’occhio ci finisce sicuro.

Questa è la storia di Abel un giovane pischello che viene salvato da una nave inglese e che non ricorda nulla del suo passato. Viene accolto da una famiglia composta da tre sorelle che hanno perso in mare il padre. Abel per ricambiare l’affetto di quelle tre ragazze vivrà un’avventura per cercare di riabilitare il padre delle ragazze accusato di tradimento.

è facile trovare i riferimenti letterari da cui il Porto Proibito ha preso ispirazione. C’è L’Isola del Tesoro di Stevenson, c’è Patrick O’Brian, c’è Long John Silver.

Questa graphic novel ha, dal tuo punto di vista un target piuttosto variegato (o forse no). Ha certamente gli elementi del romanzo per ragazzi ma è ricco di scene e situazioni meglio adatte ad un adulto.

Ci sono così tante citazioni e omaggi a poeti e scrittori che bisognerebbe fare un post solo per quello. Ma il Porto Proibito non è solo da leggere e anche da gustare gli occhi perché il lavoro di Turconi e semplicemente eccezionale, ricco di dettagli e di espressività per tutti i personaggi che popolano la storia.

Davvero, non riesci a trovare un motivo per dire qualcosa, per scrivere una critica sensata su questo fumetto. Forse è la volta buona che la parola “Capolavoro” non è usata a casaccio. Ma se anche così non fosse, Il Porto Proibito è probabilmente uno dei fumetti più belli che tu abbia mai letto nella tua vita. No non stai esagerando, davvero. Questo è qualcosa che custodirai gelosamente e regalerai a tua figlia quando sarà il momento giusto.

l’acqua dentro un bicchiere è cristallina,
l’acqua nel mare è scura.

Devo andare, amore. Devo proprio…
ma non ti lascio: dopo tutto il mio nome significa connessione.

Oh avrei tanto desiderato legarmi a te per sempre!
Fare la mia tenerezza del cantico…
Mettimi come sigillo sul tuo cuore
come sigillo sul tuo braccio
perché forte come la morte è l’amore.

Le grandi acque non possono spegnere l’amore, ne i fiumi travolgerlo.
Eri mare che corteggia la scogliera,
fiamma che purifica il metallo, fuoco che divora la legna,
mutandola in brace incandescente mai sopita.

Lasciarsi consumare da te, divenire -di due- una cosa sola…
è stato un regalo.

Credimi, Credici. Mi troverò semplicemente… là dove mi vorrai cercare.
Nel vento che gonfia le vele.
Nell’onda che ricama a festoni il bagnasciuga.
Nel luccichio delle tremule perle di rugiada sui file d’erba
riscaldati dall’aurora.

Il tuo sorriso sarà la mia pienezza.
M’inebrierò delle tue soddisfazioni.
Riderò con te dietro un arcobaleno palpiterò tra le scaglie d’oceano all’orizzonte,
sarò brivido di foglia tra i sussurri della brezza ogni qual ti emozionerai.

Mi farò goccia di cielo per baciare le tue palpebre abbassate,
manto vellutato della notte, per proteggerti,

Sarò dita di alba per solleticare i tuoi risvegli e accompagnarti dentro ogni nuovo giorno.

Grazie per essere stato per me… carezza di Dio.