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Second Sight Volume 1

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Bentrovati ragassuoli, come hai accenntato ieri nel post dedicato ai tuoi malanni compulsivi da isterico shopping, hai preso aggratise il primo albo di Second Sight, miniserie (al momento è un albo unico in italia, in america sono sei spillati) che a breve sarà pubblicata da parte della Saldapress.

Cercando informazioni sull’internet, per non fare la solita figura dello sprovveduto, hai raccolto una serie di notizie interessanti a proposito della Aftershock, l’editrice americana di questa serie.

In pratica, Saldapress ha acquisito per il mercato italico i diritti esclusivi di pubblicazione di tutto il catalogo Aftershock e leggendo l’elenco degli autori che hanno scritto storie per questa casa ti è venuta davvero l’acquolina in bocca visto che sono venuti fuori signori di un certo livello come Brian Azzarello e Garth Ennis.

Per questo motivo ti sei gettato incuriosito nella lettura di questo albo promozionale per vedere se, beh, se valeva la pena mettere nella lista della spesa questo Second Sight.

Second Sight è scritto da David Hine, autore per te per lo più sconosciuto che però, stando a Wikipedia, ha un curriculum di tutto rispetto avendo messo le mani su alcuni tra i più importanti personaggi Marvel e DC come gli Xmen e Batman.

Il numero uno che hai letto introduce sostanziamente uno dei temi che, con buona probabilità, sarà centrale durante il proseguimento della storia. Ray Pilgrim, vent’anni fa ha scoperto di avere un potere speciale. Egli infatti riesci a vedere a vedere attraverso gli occhi degli assassini che si terrorizzano Londra. Il problema è che ad un certo punto Ray stesso viene accusato degli crimini che lui voleva cercare di fermare. Oggi sua figlia, una bloggher adolescente, si è messa in testa di smascherare un giro di pedofilia che vedrebbe coinvolti molti volti importanti della società britannica.

Al momento quindi siamo davanti ad alcuni cliché che funzionano ma che gira e rigira son sempre li. Padre e Madre separati, figlia alternativa che vuole seguire il padre, ricostruirne il rapporto e mettere in luce agli occhi della società le qualità del genitore. Il classico cammino di riabilitazione. Siamo li dai. Dei villanzoni si sa ancora troppo poco per farsene un’idea e bisogna anche capire come evolverà il percorso di Ray se sarà un viaggio in cerca di risposte dal suo passato o se sarà un accettazione di qualcosa per proteggere la figlia. In pratica questi cattivoni potrebbero essere uno sfondo, un pretesto e non il vero cuore della storia. Chissà.

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Le tavole sono a opera di un artista italiano Alberto Ponticelli che hai scoperto ha già lavorato per Dc Comics e Vertigo. Il suo stile è piacevole, l’impostazione delle tavole è molto classico ma molto chiaro e certamente ha agevolato molto nel ritmo della lettura dell’albo che, come hai scritto, è volata via con piacere.

Second Sight vale quindi la pena leggerlo? Onestamente il primo albo ti è piaciuto. Il rapporto padre-figlia sicuramente ha giocato la sua parte, anche se tutto sommato è stata la scorrevolezza delle pagine tra ricordi e presente che, nonostante la tua stanchezza della giornata, ti ha intrattenuto come si deve.  Attualmente la serie si compone di 6 numeri e sono tutti racchiusi nel volume salda press in uscita questa mese al costa di circa quindici eurini. Quindi, mettendo tutto insieme tra pro e contro, è fattibile.

Personalmente non hai una grande selezione di storie di questo genere nella tua collezione. Gli investigativi duri e puri o sono Hard Boiled o tendenzialmente non ti hanno mai fatto impazzire. Di primo impatto il protagonista ti ha ricordato per tanti aspetti John Costantine per via della stessa verve e la consapevolezza che il male esiste, il che non guasta visto che la nuova serie a fumetti appartenente al reboot di rinascita non ti aveva purtroppo conquistato.

Insomma l’avete capito, Second Sight è finito nella lista della spesa, non è tra le priorità ma se ci sarà la possibilità lo leggerai volentieri. Magari potrai recuperarlo più avanti, non dovrebbe essere di difficile reperibilità nei prossimi mesi. Accidenti ai volumi promozionali! Statene sempre lontani, sono loro il male!

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Giusto una scappata in fumetteria. Gli acquisti di novembre 2017.

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Missione compiuta. Ce l’hai fatta! Daje Johnny. Sei finalmente riuscito a contenere significativamente le spese in fumetteria senza (troppi) eccessivi rimpianti. Con somma gioia di Carlotta e probabilmente altrettanto poca gioia della tua fumetteria di fiducia che ha visto uno dei loro clienti più spendaccioni chiudere pian piano il portafoglio, la quota mensile dell’abbonamento fumettaro è finalmente scesa ad una cifra ragionevole, sufficiente per evitare il divorzio. Oh l’arte del compromesso è fondamentale, Cristiano porta pazienza!

Ma non solo, esiste infatti anche la concreta possibilità che la quota fissa mensile scenda ancora grazie al fatto che le Mini Serie (che ora puoi leggere) dedicate a Nathan Never e Martin Mystere sono giunte a conclusione.

Allo stesso modo, quando ti sarai messo in pari con Paperinik (ammesso che continui a comprarlo) anche quella sarà una spesa decisamente più abbordabile e dovresti farcela per la spesa di gennaio.

Sei soddisfatto perché ora puoi dedicarti anche ad altre letture (tempo permettendo chiaramente, che come sapete in questo momento non al massimo della disponibilità) come stai già facendo con il filone Disney che tutto sommato ti sta sollazzando, o puoi recuperare albi da qualche mese avevi tolto dall’abbonamento. Qualcuno sta parlando di Wonder Woman? Rucka perdonaci per averti abbandonato.

Dai Superman, per ora, tu sei salvo!

Nel bancone delle proposte free hai trovato l’albo gratuito di Second Sight una nuova testata Saldapress. La leggerai a breve e poi sicuramente ne parliamo qui su questa Webbettola, magari già in settimana.

Non stai a chiedervi cosa avete comprato questo mese in fumetteria o cosa state leggendo.I più fortunati tra di voi si saranno venduti reni e altri inutili organi in quel di Lucca, quindi dato che è il momento di concentrarsi sul backlog delle letture, vi prego non invogliate questo povero lettore spendaccione a comprare tante di quelle figherrime cose che avete letto anche voi! Ma ovviamente siete liberi di dirlo, anzi dovete! Non date retta a questo povero Johnny neanche lui ci crede davvero a quello che vi dice!

Una piccola nota in chiusura: Certo che a rileggere questo post prima di pubblicarlo sembra proprio un post di un povero ciccino affetto da shopping compulsivo. Davvero oh! Eh, ognuno ha i suoi vizi! Ve Vojo bene ma che ve devo dì?

Salve mi chiamo Johnny, compro cose su Amazon e nei negozi come se non ci fosse un domani. Ho un problema, ma so che seduti vicino a me tanti mi possono capire!

Stiamoci vicino!

Paperink 1 (Appgrade 52)

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Bentrovati ragassuoli, nonostante il poco tempo a disposizione, la vostra appassionata webbettola di fiducia cerca sempre di sollazzarvi lo spirito e l’animo con le sue futili fregnacce. Beh, diciamo che almeno ci proviamo a giorni alterni visto che ultimamente con il lavoro e la Mini Cornerhouse… uh, davvero, che sonno!

Eccoti in pausa pranzo a mangiare di corsa per metterti svelto svelto sul tuo tablet a pigiare il touchscreen per cercare di buttare giù un pensiero per voi amanti del Pop e delle cose belle mentre tu purtroppo,eh si,  rosiki duro perché non hai ancora comprato Super Mario Odyssey. Ebbene niente deiuan!

Detto ciò, oggi passiamo dall’underground delle Tartarughe Ninja di cui abbiamo parlato mercoledì, ai fumetti Disney Super eroistici con Paperinik con il commento al primo numero della sua serie mensile Panini Comics da edicola.

Hai iniziato a prendere questo albo perché ti andava di ficcare un po’ il naso nelle storie del Personaggio di Paperinik (occhio non è PK), sei partito dal numero uno complice l’ennesima (becera) strategia commerciale dell’editore italiano che ormai per tirare nuova gente a bordo da i numeri ogni volta che può. iuppiiiii

In realtà quello che hai tra le mani è il numero 52 della serie APPGRADE una raccolta di storie più o meno vecchie con protagonista il nostro papero mascherato pubblicate su qualsiasi testata Disney a cui viene aggiunta, di grazia, una storia inedita.

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Tutto sommato per un “nuovo” lettore, l’operazione nostalgia o raccolta antologica, chiamatela come ve piace de più, può anche funzionare. Per un appassionato, dubiti fortemente che possa essere di qualche interesse leggere una storia nuova per ben 3,50 crediti imperiale anche perché tu da lettore “alle prime armi” anzi dai, chiamiamoti pure Niubbo, hai apprezzato più alcune storie vecchie che quelle inedite (ora che scrivi hai letto anche l’inedita del numero 2) anche se a livello di tavole i lavori più recenti hanno decisamente una marcia in più e grazie al ciuffo direte voi!

Da un punto di vista tennico non riesci a capire se c’è un qualche filo logico per la scelta delle storie, ti sembra in realtà una soluzione ad minchiam per gestire un certo numero di pagine, che oh va bene, basta saperlo e ci si gode la varietà di situazioni che l’albo offre così come viene.

Infatti in questo numero 1 di Paperink passiamo dai viaggi nello spazio a quelli nel tempo. Sconfiggeremo la banda bassotti o il terribile Spectrus ma ancora una volta, la storia che più ti ha conquistato e quella dove con la sua eterna semplicità e magia il mondo Disney riesce a insegnare qualcosa restando intrattenimento per tutti. C’è una storia che si intitola Paperinik e la minaccia cuginiforme che è davvero un gioiellino. Paperino e quindi Paperinik devono ospitare a casa loro per qualche giorno Paperoga il cugino del nostro caro papero. Potete solo immaginare i pasticci che il papero imbranato riuscirà a combinare. Il finale però è davvero da applausi.

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L’albo in se, ha un costo più che accettabile: Circa duecento pagine con formato e spessore simile a Topolino ma ancora una volta ti secca l’assenza di un pur minimo editoriale. Due righe sul perché la numerazione è ripartita o su qualsiasi cosa un accidenti di redattore avesse avuto voglia di scrivere, è chiedere molto? Panini Comics, che urca urca è tra i primi editori in Italia, un minimo di sforzo dovrebbe pur farlo.

Alla luce di tutto questo non sei completamente soddisfatto del tuo acquisto, ma non credi neanche che la serie avrà una lunga breve nel tuo abbonamento a meno che nei numeri successivi (in fumetteria dovresti avere nella tua casella fino al numero sei) non ti convinca presto del contrario. In ogni caso la serie Definitive Collection ti ha decisamente appagato di più.

Ah se da pischello avessi comprato la serie di PK… accidenti!

Pippo Reporter

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Bentrovati ragassuoli oggi, come anticipato già in alcuni post dedicati al mondo del fumetto iniziamo a parlare di come hai investito, in questo caso il termine è più che appropriato, il budget che hai tirato fuori rinunciando ad alcuni albi di cui in fondo non è che ti fregasse davvero qualcosa.

Grazie ai sempre validi consigli dell’Orso Chiaccherone hai scoperto la serie Panini Comics Disney Definitive Collection composta da volumi monotematici che raccolgono storie particolarmente riuscite apparse su Topolino negli anni passati.

I primi albi che hai recuperato sono quelli dedicati al, secondo te riuscitissimo, personaggio di Pippo Reporter. L’intera serie è raccolta su quattro volumi ed è composta da un totale di quindici storie di cui l’ultima è una doppia storia. Tutte le avventure di questo simpatico giornalista sono scritte da Tesera Radice e Stefano Turconi.

Quello che state per leggere non è una recensione perché in tutta onestà non hai dei parametri per descrivere queste storie secondo dei canoni anche solo semi oggettivi. Già con le serie tv, i giochi da tavolo o i videogiochi non è semplice ma almeno li hai un bricciolo di esperienza. In questo caso saranno almeno venticinque anni che non leggi un numero di topolino e quindi davvero e con sincerità, non c’è niente di ponderato nelle prossime parole. Se cercate una recensione accademica e siete capitati qua, beh sorry ma leggete altrove.

Se volete restare, invece, come al solito siete sempre i benvenuti as usual. Qui parleremo di emozioni, di cose belle e viscerali, di semplicità e buon cuore perché queste storie sono state davvero un colpo di fulmine per il tuo cuore. Un fulmine così roboante che hai iniziato inevitabilmente a porti domande sull’invecchiare. Sul percorso che crescita e presunta maturazione che ognuno di noi ha fatto nel suo viaggio. Quando si è bambini tutte le storie sono vere, da topolino e paperino agli idraulici che salvano principesse, guidano Kart e diventano più grandi mangiando dei funghi. Poi cresci e passate questa metafora, si inizia a desiderare di essere grandi sempre più velocemente perché vuoi giocare a Resident Evil a GTA o a un Deus EX. Vuoi leggere storie adulte e mature. Vuoi essere grande” per vedere le tette e il sangue de Il Trono Di Spade. 

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Poi per qualche motivo, alle volte anche solo per caso, scopri che la tua infanzia da cui tanto sei scappato non ti ha mai abbandonato. Nostalgia? Continuo rimuginare sul passato? No, non credi. Vabbè Facciamo una piccola, ma piccola piccola percentuale. La verità è che ci sono posti, ricordi che ti scaldano il cuore. Pensieri che ti fanno tornare indietro a quando eri bambino ed era così bello credere a Babbo Natale o a un papero che andava sempre in giro senza pantaloni ma che metteva il costume per andare al mare.

Quindi ti domandi quanto sia voglia di far branco” conoscere certe cose e quanto tempo perdi quanto potresti dedicarlo a cose dove c’è molto più amore.

Ecco, Pippo Reporter è amore. Amore nel senso di luogo caldo e felice. è casa. Ora capisci perché Orso, Emanuele e Mikimoz leggono ancora” i fumetti Disney e sei felice di aver iniziato nuovamente a leggerli anche tu.

Da quando hai aperto questo blog nell’estate del 2014 hai iniziato a maturare un pensiero e forse adesso più o meno hai capito, hai preso hai acchiappato questo pensiero cioè che la maturità non è essere adulti ma è sapere quando essere un bimbo grande e quando invece si può tornare bimbi piccoli liberi dai pensieri che il malefico Grande Raccordo Anulare ogni santo giorno ti affannano la mente.

Tornando a fare un po’ gli accademici, la scrittura di Teresa Radice e davvero piacevole perché riesce a cogniugare la semplicità di linguaggio e le gag di Pippo e dei suoi amici con  momenti che possono conquistare anche i quasi quarant’enni come te. Anche le tavole di Stefano Turconi risultano colorate e chiare ma allo stesso tempo ricercate e precise. 

Alcune storie sono davvero eccezionali come La perla Del Fiume o Dieci Piccoli Caimani ma l’apice l’hai trovato nel quarto volume in una storia commovente che forse è la vera ispirazione per questo post ossia Estate a Green Pond in cui anche il villanzone delle storie non può far a meno di sciogliersi in preda al suo lato tenero.

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Insomma la scimmia per il Porto Proibito è sempre più grande, visto che proprio loro sono gli autori di quella Graphic Novel.

Nella lista dei recuperi disney” sempre della collezione Definitive Collection ora hai aggiunto DoubleDuck e StarTop. Ti hanno consigliato anche Darkenblot per un po’ di sana fantascienza. Vedremo. E visto che quando vai in fissa poi ci resti sempre sotto hai trovato anche interessante la collezione Giunti de le più belle storie” e hai ordinato in fumetteria gli ultimi numeri di PK.

Si vabbè lo sappiano no? la scimmia scorre potente in te! Yuk!

Giusto una scappata in fumetteria. Settembre 2017 parte 1. (2)

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Bentrovati ragassuoli, oggi è il primo(?) post dedicato agli acquisti fumettistici del mese di settembre. Si tratta del primo post per due motivi. Il più banale è che la Bonelli è indietro con la distribuzione d’agosto e non ha consegnato ovunque, quindi toccherà fare almeno un altro passaggio in fumetteria. Il secondo motivo è che proprio per i discorsi che abbiamo fatto in due post precedenti qui e qua, stiamo iniziando a dare un taglio alle letture DC Comics.

Come potete vedere dalla foto sono andate via (bye bye) tre testate, ossia: Il Cavaliere Oscuro, Justice League e Justice League Of America. Per un totale di quattro albi al mese (salvo ritardi Rw Lion).

Ogni separazione lascia sempre un po’ di malinconia è anche questa non ne è esente. C’erano davvero alcune cose che ti piacevano in quel marasma di albi come Batman Beyond e i Titani. Entrambe per lo stesso motivo, perché si trattava di variazioni sul tema. Sia il Pischello incappucciato del futuro sia la justice league dei ggiovini di belle speranze, vivono continuamente il loro periodo formativo” rendendo i personaggi più umani con maggiori limiti e quindi con la possibilità di commettere più errori e rendere la loro vittorie più entusiasmanti. Proprio quello che ti è mancato nel leggere i fumetti della Justice, l’assenza di una vera sfida o l’introduzione di qualcosa che beh… era semplicemente troppo pacchiano o coatto.

Non è da escludere che queste due testate rientrino in casa Cornerhouse. Magari capiterà tramite i volumi che oggi vengono chiamati Library con cui stai recuperando la parte della serie new 52 che in qualche modo ti interessava leggere.

La cosa che più ti premeva è che il valore di spesa si è significativamente abbassato e che quindi inizi ad affacciarsi la possibilità di pianificare di recuperare tutti quei volumi che per motivi di budget avevi saltato. La lista è davvero lunga però hai anche deciso di non affollare troppo il tuo comodino quindi andrai avanti un passetto alla volta.