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Sherlock Holmes a caccia di vampiri e zombi e altre letture Francobelghe

Alla ricerca di nuove letture hai provato a investire una parte dei tuoi euro dollari destinati alle nerderie vari in alcuni fumetti “diversi” che ti incuriosivano ma che per un motivo o per l’altro, hai sempre lasciato sulla scaffale delle edicole o delle fumetterie. Hai sperimentato in giovine età i Manga, hai sempre e comunque letto roba Bonelli e sei entrato e uscito più volte dal mondo del comics Amerigggano tifano prima per gli Xmen e poi per la Justice League, ma ciò che ti è sempre mancato è leggere anche una parte degli autori europei di fumetti quelli che geograficamente potremmo classificare come autori dell’area franco-belga. In particolare sei sempre stato fan del formato “Bonellide”, di conseguenza alcune collane della casa editrice Cosmo la verde (Quella Fantasy) e la  marrone (Weird Tales) sono sempre state fonte di interesse per te. La serie Marrone sopratutto, che propone curiosi e stuzziccanti crossover tra personaggi presi da vari universi letterari è quella che più di tutte hai sempre desiderato in segreto e così grazie all’amazon ti sei finalmente lanciato negli acquisti e vediamo come è andata:

Pronti Noi Zi Va (C’è un Orko, un francese ed un inglese….)

 

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Sherlcok Holme e i Vampiri di Londra 

(Autori:  ,  )
(2 Numeri Edizione NowComics -4,90 euro a volume )

Sherlock Holmes e i Vampiri di Londra, seppur tratti di due mondi molti distanti tra loro, la combinazione scritta e sceneggiata da Sylvain Corduriè funziona in maniera davvero gagliarda. Il metodo, lo stile, l’intuito del nostro amato inquilino del 221b di baker street si percepiscono fin dalle prime pagine. I pericolosi vampiri londinesi non si discostano dai loro stereotipi letterari e tutto questo può anche starci bene, non si tratta di una storia che dovrebbe riscrivere i canoni horror ma raccontare un ipotetico what if. Meglio attingere da ciò che è sicuro, da ciò che funziona, piuttosto che deludere i fan di un mondo o dell’altro. La formula funziona così come l’edizione NowComics di grande formato e a colori, che il sempre caro Amazon ti ha fatto scoprire. Chi proseguirà nella lettura di questo post capirà che probabilmente ciò si è rivelato una fortuna davvero non da poco.

Di tutto il pacco di fumetti acquistato è sicuramente la lettura migliore che hai fatto.

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Il crepuscolo degli Dei

(Autori LEMERCIER Gwendal  ISTIN Jean-Luc
(Prima Parte 3 Numeri – 3,50 euro a volume) 

Il Crepuscolo degli Dei è la trasposizione fumettistica della saga dei nibelunghi, certo opportunamente rimaneggiata ma è la trama è quella, non si scappa. La sceneggiatura parte davvero bene ti appassioni al primo numero che scorre via che un piacere ottima l’impaginazione e i tempi delle vignette, poi però la prosecuzione della lettura del secondo e del terzo e conclusivo capitolo della prima parte si arena un po’ facendo scemare l’entusiasmo iniziale. La serie, però, ha i suoi pregi: Ottimo e leggibile il formato anche se leggermente più grosso del comic americano, carta ruvida che permette ai colori per quanto possano essere saturi e vivaci di mantenere un sapore fiabesco e mai ubriacante per gli occhi. Alla fine non hai tra le mani una serie così tanto “accia” potresti aver voglia di continuarla. Potresti. Forse.

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La Leggenda

(Autori SWOLFS Yves)
(3 Numeri completa – 2,90 euro a volume)

La serie verde della Cosmo si vanta di essere la testata fantasy con la F maiuscola, storie avvincenti, cavalleresche e piene di quella magia tolkeniana che val sempre la pena leggere. La Leggenda scritta da Swolfs Yves, è una storia in tre numeri proposta in formato bonellide ci viene commentata come la grande saga di degna di inaugurare questa testata. Beh che nessuno si offenda ma se questo è stato il meglio allora è meglio lasciar perdere tutto il resto. Davvero, una lentezza angosciante, hai a fatica finito il primo numero, al secondo hai davvero pensato di dar fuoco ai tre volumi e il terzo l’hai finito perchè dovevi scrivere queste due fregnacce altrimenti avresti onestamente lasciato perdere. Dopo aver letto la leggenda ti è venuto il rimpianto di aver mollato Dragonero (bonelli) al primo numero. Sarà stato il formato che non esalta per niente i disegne ultradettagliati dell’autore: Le tavole risultano spesso troppo piccole, incasinate e ci vuole davvero troppo tempo per riuscire a completarne la lettura. Forse a colori o semplicemente un volume più grosso avrebbero aiutato nella comprensione. La trama invece rispetta molti degli stereotipi del mitologia medievale più classica. I Due figli del Re vengono separati alla nascita, (ovviamente il re non ne sa niente), Il re resta vedovo e il suo primo e malvagio consigliere punta al trono mettendo in piedi il solito complotto uccido il re, faccio sparire per sempre gli eredi etc etc. Il figlio abbandonato viene salvato e allevato dalla gente selvaggia o del bosco decidete voi e scoprendo poi le sue origini partirà alla volta di salvare il regno e bla bla bla… Giudizio? Rimpiango Dragonero.

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Sherlock Holmes – Il Caso Keelodge

(Autori CORDURIE’ SylvainBERVAS StephaneTORRENTS Eduard)
(Storia Completa 3,90 euro)

Continuano le avventure horror del nostro consulente investigativo preferito. Dopo aver affrontato i vampiri che segretamente popolano Londra, (segretamente per tutti tranne che per la corona inglese) si reca in Irlanda per affrontare la minaccia che più va di moda in questo periodo. Urlate tutti “Cervellooooooo” Si esatto, Sherlock Holmes contro gli zombi.

Dopo esserti appassionato alla storia vampiresca, sviluppata per bene dallo stesso autore de il caso Keelodge in cui Sherlock risulta più che riconoscibile e non soltanto un brand da sfruttare, questa nuova vicenda ti ha lasciato un po’ perplesso, gli zombi ti piacciono però però però…. La cosmo continua a perpetrare la sua discutibile scelta di vendere queste storie in un formato assolutamente non adatto, si ma costano poco non è una giustificazione sufficiente. Il disegnatore fortunatamente non è maniaco del dettaglio come Swolfs e almeno si fa un po’ meno fatica e leggere alcuni baloon piccoli manco fossero le clausole di un contratto di qualche assicurazione o di qualche prestito. Il tratto è più morbido e più sfumato e in modo o nell’altro si arriva alla fine.

Alla fine ti risulta difficile tirare le somme di questo esperimento. Su alcune cose sei abbastanza sicuro: La cosmo, pur cercando di trovare della qualità in tutte le storie che hai letto, ha tirato fuori dei prodotti economici, (la serie verde e la serie marrone), che non rendono nulla o quasi, i bonelli originali non vanno mai oltre le sei tavole per pagina il che li rende sempre ordinati e leggibili, qui invece ci siamo trovati spesso in situazioni davvero, complicate. Da un punto di vista dei contenuti ci sono note positive come le storie proposte da Corduriè che potresti continuare a seguire nelle sue opere e note negative come Swolfs che purtroppo non ti ha conquistato, alla fine direi che è un pareggio ma se qualcuno fosse interessato alle storie che hai proposto è meglio cercare le edizioni nowcomics che si è vero costano poco meno del doppio rendono l’esperienza decisamente più appagante.

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Edgar Allan Poe e la Justice League

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Mai come in questo caso la copertina del giovedì del fumetto si è rivelata più azzeccata: Dopo un giovedì del fumetto sfacciatamente italico e patriottico, viva i bonelli quando li fan bene, oggi attraversiamo l’oceano atlantico e ci facciamo una breve chiaccherata su due fumetti amerriggani letti tra gennaio e l’orma quasi concluso febbraio: Oggi si parla di Justice League Le Orgini e Nervermore.

Pronti Noi Zi Va gli Orki che navigano sull’atlantico.

Justice League Le Origini (Geoff John, Jim Lee, Scott Williams)

justice_league_vol_1Justice League le Orgini è il volume che raccoglie le prime sei storie dei primi sei spillati della Justice League (Versione New 52). Come hai già detto più volte, il fumetto amerriggano te piace assaje ma non hai mai sopportato che in uno spillato italico ci siano raccolti tre americani di cui due magari non ti frega niente (Come purtroppo sta succedendo per Star Wars e Darth Vader). Ma grazie al pronto intervento di sua eccellenza Lego Darth Vader siete riusciti a convincere la Dc Comics ha realizzare dei volumi monotematici che raccolgano le storie di un unica testata. Si magari si legge con due anni di ritardo ma almeno quello che paghi è esattamente quello che vuoi leggere.

Ma torniamo al volume in questione scritto da quel simpatico di Geoff Johns, Le Orgini si rivela fin da subito un volume dalla qualità sopraffina; sia la storia sia i disegni di Jim Lee sono molto al di sopra della media. Geoff Johns che è il padre di Flashpoint e quindi dell’ultimo reboot DC Comics è maestro nel gestire la nuova prima volta tra Batman e il buzzurro Lanterna Verde che incontrano e si scontrano con un irritato Superman sino alla scoperta di un nemico comune: In Questa prima run (che inizia con il botto) il primo avversario di questa squadra tutta da rodare è niente meno che Darkseid. Ta Dan…Al gruppo si uniranno poi Flash, quella gnoccolona di Wonder Woman  e un cazzutissimo Acquaman ed infine verranno raccontate le origini di Cyborg. Ovviamente non aspettatevi momenti introspettivi o dialoghi poetici, Justice League le origini è un rissone rapido, deciso misto a quel pizzico di attitudine ed essere coatti. é una cavalcata di cazzotti e super poteri davvero appassionante.

Se vi piacciono gli Eroi DC Comics questa testata in questo formato può essere certamente quello che fa per voi.

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Nevermore (Len Wein, Guy Davis)

Batman_Nevermore_1Da ormai molti anni il cavaliere oscuro è colui che trascina tutto il mercato del fumetto americano. La sua sola presenza in copertina è sinonimo spesso di qualità e di storie mature e tenebrose. Tantissimi autori, dai più famosi (Miller e Moore) a quelli meno importanti, hanno dato il loro contributo per raccontare le gesta o le origini di Batman, alcune storie sono ormai diventate dei veri propri miti della letteratura altre invece sono passate nel dimenticatoio. Per via dell’amore che i lettori hanno sempre dimostrato nei confronti di questo super eroe disposti a spendere sempre una vagonata di soldi per comprare le millemila testate su cui compare si è anche creato tutta una serie di opere che potremmo definire dei Crossover di genere o dei particolari What if. Nevermore appartiene proprio a questo genere.

Immaginate una Baltimora di fine ottocento chiaramente ispirata ad una Londra aristocratica e vittoriana, immaginate un giornalista dal nome di Edgar Allan Poe immaginate tutta una serie di omicidi di persone ricche appartenenti al gotham club una lo. Immaginate infine che Poe il giornalista comincia ad indagare troppo e quando sta per essere lui stesso ucciso viene salvato da un’oscura figura umana: Un uomo mascherato da pipistrello che lo aiuterà nelle sue indagini.

Ecco Nevermore è questo grazioso What If, un particolare incontro tra due personaggi che infondo sono indubbiamente legati. Lo scrittore Edgar A. Poe vuoi o non vuoi è il padre letterario di questo genere di thriller tenebrosi e Batman è il perfetto eroe che può divenire ombra e protagonista di queste vicende. La storia come avrete capita nasce da un idea veramente gagliarda peccato poi si perda in alcuni clichè e si scopra abbastanza in fretta chi è il vero assassino, nonostante gli autori abbiamo cercato di sviare in continuazione il lettore dandogli delle false piste. Alla fine abbiamo una storia discreta e piacevole. Non è la miglior storia alternativa di Batman ma neanche la peggiore.

Qualche mese fa avevi già commentato alcune storie di Batman tra cui Alba Dorata che aveva preso il bollino intermedio, ecco se quello è il riferimento, allora questo Nervermore è più carino, per questo motivo non vi deve stupire il bollino di approvazione imperiale.

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Comic’s Thursday: Dio Ama L’uomo Uccide, Claremont Racconta

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Avevi già chiaccherato a proposito degli Xmen qualche tempo fa qui e qui parlando dei primi due film degli X-men girati da Brian Singer ormai più di dieci anni fa. Ah se avessero continuato a fare cinecomics come quelli! Ah se avessero! Forse oggi non avremmo avuto Age of Ultron e The Dark World. Tra le varie curiosità avevi scoperto quale fosse il fumetto che è stato di fondamentale ispirazione per il regista per poter preparare la sceneggiatura dei suoi due film (conclusi poi malamente da un terzo e noiosissimo film) ovvero Dio Ama L’uomo Uccide il quale grazie al sempre affidabile amazon è entrato nella tua libreria di volumi da collezione. Ed oggi qualche giorno dopo averlo letto ne parliamo sul cornerhouse.

Pronti Noi Zi Va

Cosa resterà degli anni 80 si chiedeva un romanticone tenerone Cantautore Italiano e beh dopo Star Wars, Indiana Jones e Ritorno al futuro direi che la risposta è presto data ma (eh si) c’è anche dell’altro che noi non ci facciamo mancare niente: Uno dei più influenti autori di fumetti è sicuramente Chris Claremont che proprio negli anni 80 scrisse per le più importanti storie legate al mondo degli X-men. Ispirato dall’idea iniziale di Stan Lee di raccontare tramite questi super eroi la paura del diverso. In Dio Ama, L’uomo uccide i concetti di xenofobia e razzismo vengono raccontati con cruda verità e grande sensibilità a livello di grande opera letteraria. Claremont ha avuto sicuramente il merito di non scrivere storie di super eroi con vite super pheeeeeghe ma di costruire lavorando sull’emotività storie di essere umani con pregi e difetti e di esplorare tramite essi concetti e sentimenti naturalmente umani come appunto la paura e il dolore. Lo stesso lavoro che hanno fatto autori come Moore e Miller e puoi tranquillamente affermare che questo simpatico terzetto ha elevato il valore del fumetto come medium artistico rivoluzionando completamente quel mondo fatto di disegni sequenziali.
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Attraverso l’odio e il terrore anti-mutante che ha l’apice nella scena in cui  viene denigrato Kurt Wagner per la sua pelle blu e la coda, l’autore denuncia il razzismo della società americana che colpisce i neri, i gay e le tutte le possibili minoranze. E lo fa tramite la malvagissima e cinica figura del reverendo William Stryker, un predicatore (ex militare) simile a quelli che ammorbano il territorio statunitense, folle e fanatico senza scrupoli convinto di agire per conto di Dio, (un blues brothers mancato quindi, si certo come no!), si rende promotore di una campagna anti-mutante davvero devastante la cui Task Force arriverà addirittura a uccidere dei bambini colpevoli di avere il DNA diverso rispetto alla “normalità”. Con Stryker Claremont fa un ottimo lavoro creando un Villain di spessore dal passato molto significativo. Un avversario davvero “di un certo livello” che ha saputo ideare una minaccia ben più pericolosa, Non si tratta di fermare i piani di un criminale. Bisogna sconfiggere un pregiudizio, anzi Il pregiudizio. E, come diceva Einstein, ‘è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio’.

Trascurando la tradizionale dicotomia (oh ma come parli oggi? Ogni tanto dai l’idea che provi a rileggere quello che scrivi)  buono/cattivo delle storie piene di eroi, Claremont fa persino agire gli X-Men insieme a Magneto. Erik L’arcinemico del Professor X, infatti, è anch’egli coinvolto nell’incubo in quanto mutante e cercherà a modo suo di aiutare. Analogamente al film, Magneto e Xavier condividono l’ideale di integrazione dei mutanti, ciò che cambia e la posizione nella gerarchia sociale che il signore del magnetismo vuole dare alla sua specie.
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Devi essere sincero nonostante il film ti avesse già spoilerato “a spanne” la trama, hai scoperto che il fumetto è molto diverso quindi i colpi di scena, quelli che ti fanno urlare mmmmmeeeeenchia non sono per nulla mancati, così come non sono mancati i cazzotti nello stomaco che alcune rivelazioni ti hanno sferrato senza darti tempo di difenderti.

Era parecchio che non leggevi una storia marvel, che lo sapete che la Dc comics domina la tua libreria ma leggere Dio Ama L’uomo Uccide è stato davvero esaltante. Aldilà dei Super Eroi si tratta davvero di una storia attuale, perchè di persone come Stryker ne siamo davvero pieni partendo dai nostri politici che per guadagnare due voti fomentano l’odio così come l’uomo al bar che si vanta di avere la soluzione in tasca per salvare l’uomo bianco “ah bombardiamoli tutti”. Si beh ogni tanto scappa anche a te la pazienza fortuna che ancora sai contare sino a dieci. Dicevamo però, di sicuro non cambierai idea sulla Marvel e sulle sue politiche editoriali ma questa meraviglia di trent’anni fa è davvero un peccato non leggerla. Sarebbe bello riuscire a mettere la mani su altri volumi xmen di quel periodo con La Saga Della Fenice Nera e Giorni di Un Futuro Passato.
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Lego Darth Vader vedendoti portare a casa la Definitive Edition di questo fumetto, bella bella con la copertina cartonata ha apprezato molto. Peccato che ti abbia poi guardato con disprezzo quando il volume è finito sul ripiano dedicato al caliere oscuro. Eh non c’è altro spazio!
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Fortunatamente anche la nostra meravigliosa musa ispiratrice ha deciso di metterci la faccia regalandoci il suo bellisimo viso per rendere merito a questo fumetto che non può far altro che arricchire la tua collezione.

Hellnoir

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In questo periodo se si parla di fumetti Bonelli sono le due le notizie di cui si discute di più: Le dimissioni di Mauro Marcheselli e l’uscita di quell’interessante numero uno di Morgan Lost, che ovviamente hai già preso ed hai già letto ma di cui vuoi parlare alla conclusione della prima storia, quindi al termine del secondo numero. In questo articolo, invece, vuoi commentare un fumetto bonelliano nel più classico degli schemi (con i soliti pregi e difetti) che racconta una storia noir in quattro numeri il cui nome è ma guarda un po’ alla faccia dell’originalità HellNoir.

Pronti Noi Zi Va quando gli orki iniziano a leggere un nuovo fumetto

E va bene, ormai ci siete: prendete un bel respiro e provate ad immaginarla. Una città enorme, quasi sconfinata, delimitata dalla riva di un oceano nero e sconosciuto,e attraversata da diversi fiumi che scorrono verso chissà dove. Ha un porto, un intrico di strade, montagne e deserti che la circondano, e ha un nome. Diciamo, una parolacon cui la chiamano tutti. Hellnoir

Commentando i primi numeri di altri bonelli, ti sei accorto come nel caso di Dragonero di non essere completamente soddisfatto del tuo pensiero perchè alla lettura esclusiva del primo numero non è sempre facile capire se vale la pena proseguire oppure no. Se in alcuni casi come Brad Barron o Orfani (di cui parliamo tra un po’) è stato comunque amore a prima vista non è detto che in altre occasioni l’amore possa arrivare con il tempo. Hellnoir fa parte di quel primo gruppo di fumetti che nonostante alcuni difetti che i più precisini della meeenchia ™ troveranno subito, si lascia leggere con gusto e che racconta una storia a tratti cinematografica che secondo te val la pena di essere letta.

Hellnoir è un’opera di di due dylandoghiani D.O.C.: Pasquale Ruju e Giovanni Freghieri. Ruji che magari qualcuno ricorderà anche per Demian e Cassidy mentre tu lo ricordi soprattutto per il numero72 di Dampyr perchè ambientato nella tua amata Torino.

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Ci sono alcune cose che ti sono piaciute molto come il doppio tratto con cui è disegnato il fumetto. essendo ambientato in due luoghi diversi essi hanno due stili grafici diversi, il primo più pulito e preciso, il secondo decisamente più grezzo e violento, è molto interessante anche il colpo di scena che spiega il rapporto tra le due storie che si sviluppano nel corso di questo primo album (No No niente spoiler, tranquilli).

Per dar soddisfazione anche a PdM (precisini della meenchia) ci sono da fare due considerazioni, alcuni dialoghi wannabe Hard Boiled sono un po’ troppo facilini e banalotti e quindi oggi suonano un po’ troppo anacronistici. In secondo luogo proprio le tavole di cui l’idea molto ti ha colpito al primo impatto avrebbero potuto essere magari un pochino più audaci. Cavolo è una storia in quattro numeri che magari non si fileranno in molti sperimentiamo, invece no, qui siamo Bonelli Old school, che se piace, va bene per carità, ma il potenziale per gasare duro Lego Darth Vader c’era tutto.

Quindi il vostro amato Capo Redattore approva il fumetto perchè gli è piaciuto e sicuramente concluderà tutta la storia, ciò non toglie che ogni tanto si potrebbe anche osare di più. Vedi proprio quel che è successo con Morgan Lost che con la sua innovazione cromatica (rispetto al classico mondo bonelli) ha fatto parlare tantissimo nonostante ci sia un elemento, L’autore, con cui non vai troppo d’accordo.

Hellnoir quattro numeri bonelli neanche 15 eurodollarazzi, se pò fa!

Comic’s Thursday: “Alba Dorata” e “Dolore e Pregiudizio”

picsay-1433401432Nell’ultima passaggiata in fumetteria hai comprato due volumi dedicati a Batman, uno perchè raccontava le origini del pinguino, l’altro perchè le tavole sembravano davvero pheeeeeghe.

Che siamo onesti è dai tempi di quella mastodontica interpretazione di Danny De Vito del Pinguino nel Film Batman il ritorno diretto da Tim Burton, che il pinguino è nella tua personalissima e davvero prevedibile Top 3 degli avversari di Batman. Una maschia stretta di mano a chi indovina gli altri due. (Dai è facile)

Pronti Noi Zi Va (Orki alla cassa in fumetteria)

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Il primo volume che commenti è Dolore e Pregiudizio, un fumetto scritto da Gregg Hurwitz e disegnato da Szymon Kudranski, che racconta in maniera piuttosto interessante le origini del Oswald Cobbepot, il pinguino.

Nelle 128 pagine viene descritto il forte legame che legava Oswald con la madre e l’odio che invece nutriva per il padre che lo disprezzava e i fratelli maggiori che invece lo maltrattavano per il semplice gusto di farlo. L’autore riesce in pochissime pagine ha renderci partecipi dell’umiliazione che il piccolo Oswald è costretto ha subito, rendendocelo simpatico.  Questi Flashback sono intervallati da una storia d’amore che mostra un lato del tutto nuovo del pinguino che nonostante tutto l’odio, il rancore ed il potere che possiede.

Hai letto il volume in due sere per goderti le tavol,e oltre che la storia, perchè sono davvero molto belle e all’avanguardia. I toni cupi e i forti neri si sposano alla perfezione con lo stile del racconto che puoi affermare che questo fumetto è davvero gagliardo perchè ha tutto quello che oggi ti aspetti da un fumetto di Batman. Mistero, Dolore e oscurità.

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Il secondo volume è invece Alba Dorata comprato più per bisogno di shopping compulsivo che per altro, si anche i disegni perchè ti ricordavano i fumetti anni 2000 dell’Image non a caso Jason Fabok (il disegnatore dell’albo) arriva proprio da quella scuola.

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Questa storia scritta da David Finch è un “moderna” classica storia di Batman in cui tramite il rapimento di Dawn Golden una bella rossa complessata  per via di un padre sacerdote di qualche strana setta, si raccontano alcuni giorni del passato di un Bruce Wayne cucciolo con ancora i genitori in vita.

A differenza della storia dedicata al pinguino dove batman compare solo di sfuggita, qui Batman è sempre presente sia nei flashback che nel presente essendo direttamente sconvolto dal rapimento dalla fanciulla con cui tanto avrebbe giocato al dottore da piccolo. Perfino il commissario Gordon si troverà nei guai per via del comportamento di Batman.

Alba Dorata è un po’ meno bello di Dolore e Pregiudizio, la storia del pinguino ti senti di consigliarla a tutti gli amanti dei fumetti mentre Alba Dorata è più per i fan di batman che hanno già centinaia di storie dove gli antagonisti sono i soliti Villain e cercano qualcosa di diverso.

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