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Asmodays 2017

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Buon lunedì ragassuoli, anche questa settimana è iniziata e la sveglia alle 6:30 è stata inesorabile. Dai Johnny ha una quarantina di minuti per scrivere il post del giorni e poi in ufficio. Peccato che uno sbadiglio grosso come un condominio ti si è subito riflesso sullo schermo del portatile. Ah che sonno.

Già, sei stanco morto perché sei rientrato ieri sera sul tardi da Bologna dove con la dolcissima consorte avete partecipato agli Amodays 2017. L’evento che Asmodee Italia organizza una volta all’anno per promuovere il suo catalogo di giochi.

Ti sei divertito? Beh.. andiamo per punti.

Impressione generale è che ci sia stata (almeno alla domenica) meno gente di quella che ti saresti aspettato. Questo è un bene in quanto gli spazi sono stati certamente meno soffocanti, certo però che dalla azienda che in italia con buona probabilità ha il catalogo di maggior successo  e fatturato più alto immaginavi una ressa maggiore. 

Sui tavoli hai trovato una grandissima rotazione dei giochi rispetto a quanto portato negli ultimi quattro eventi a cui hai partecipato. Rispetto al Modena Play di questa primavera, molti sono i titoli che sono spariti dai tavoli per essere sostituiti della ultime novità. Gli unici titoli che hanno tenuto botta sono Century, Le Case Della Follia 2 Edizione che da Lucca continua a essere proposto e Arkham Horror LCG che presentato a Modena ha avuto ben quattro tavoli a disposizione per essere provato.

Tanti altri pesi massimi sono stati lasciati a casa”. Gioco che commercialmente avrebbero un grande appeal non erano presenti. Politiche che non ti hanno entusiasmato ma che sicuramente lo staff di Asmodee avrà ponderato.

Due titoli che ti avevano conquistato ma che praticamente sono spariti dai Radar sono stati RuneWars e The Others che a questo punto temi che finiranno del dimenticatoio e specialmente per il primo potrebbe essere un duro colpo per quel circuito torneistico che ti sarebbe piaciuto affrontare. Sembra infatti che RuneWars non stia avendo il successo sperato. Ne avevamo parlato proprio qualche tempo fa in un altro post dedicato ad un altro boardgame. Se volete trovate il post proprio qui.

Grande attenzione è stata data ai titoli che sono in uscita e che con buona probabilità saranno alcuni dei titoli di punta su cui si baserà il prossimo Lucca Comics and Games come il gioco di carte di BloodBorne, Ethnos e La Leggenda dei Cinque Anelli (L’ennesimo Living Card Game). Tra le novità sono stati portati Il Padrino, New Angeles, Star Wars Destiny e un gioco dedicato al Trono di Spade. Quindi tutto sommato, anche se il parco titoli non rientrava nelle tue corde, c’è una discreta varietà tra temi, ambientazioni e meccaniche.

Uh beh forse c’è una cosa che non ti ha fatto impazzire. Troppi titoli basati sul Bluff e sul mercanteggiare che sorry ma proprio non ti piacciono. Piccola critica. Non spacciate i giochi di Bluff e contrattazione come giochi di ruolo perché porca miseria, i giochi di ruolo sono altro periddio. Se alla prossima fiera diranno che i Coloni Di Catan sono un gioco di ruolo. Arg. Giuri farai una strage. Che poi, esempio stupidissimo ma che rende l’idea, Carlotta durante il viaggio di ritorno ti chiede: Non voglio più provarli i giochi di ruolo se sono così”. E tu hai dovuto fargli capire in macchina mentre guidavi che si erano sbagliati a spiegargli le cose e hai pensato ad una piccola dimostrazione per rassicurarla.

Durante la vostra permanenza in fiera hai provato tre giochi e assistito alla spiegazione di un quarto. Queste sono le tue prime impressioni:

BloodBorne Gioco Di Carte.

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Si tratta di un gioco di Carte Cooperativo dove però alla fine vince uno solo. Ogni turno viene pescata una carta mostro e i giocatori lo devono picchiare tutti insieme. Si continua così sino ad arrivare al boss di fine livello che chiude la partita. Il titolo richiede una grossa concentrazione per azzeccare la mossa giusto al momento giusto. Il Timing è l’essenza del gioco. C’è un po’ di deckbuilding e si dovrebbe morire spesso come nel videogioco.

Onestamente non ti è piaciuto. Ne a te ne a Carlotta. Le due cose che proprio non ti sono andate giù sono i danni dei mostri che essendo governati esclusivamente dal dado potrebbero passare partite intere a farvi il solletico e poi è durato davvero troppo.

Ecco cosa importante, durante le fiere secondo te si dovrebbero fare demo, non partite da due ore ma evidentemente le scelte di Asmodee sono diverse. Mah…

Comunque dove qualche turno ti stavi già annoiando. Attenzione però agli altri tre al tavolo è piaciuto quindi magari qualcosa di carino c’è.

Il Padrino.

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Sostanzialmente era IL titolo a cui volevi giocare. Progettato da uno dei tuoi autori preferiti ossia Eric Lang, il padrino è un Blood Rage con l’aggiunta di qualche meccanica in più e un vestito molto più fruibile dalla massa. Forse potrebbe quasi essere presentato in famigghia per quanto è lineare.

Il Padrino è quindi un gioco di Controllo Territorio con tante e sfiziose miniature in cui nelle vesti di un capo famiglia dovremmo cercare di mettere da parte la maggior quantità possibile di soldi attraverso il pizzo, il contrabbando e corrompendo funzionari politici tramite una semplicissima azione di piazzamento lavoratori.

L’interazione è molto alta per questa tipologia di giochi ed è su due livelli: Un primo banalissimo e indiretto se un tuo lavoratore occupa uno spazio azione gli altri non ci possono andare, salvo eccezioni o se la tua famiglia a il controllo di un quartiere tutte le volte che un giocatore lavora” nel tuo quartiere dovrà pagarti il pizzo.

La seconda modalità di interazione è invece diretta e distruttiva in cui ci si può uccidere i lavoratori ma tranquilli nel turno successivo saranno di nuovo a disposizione.

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Il fiume è pieno di cadaveri

Eric Lang è una garanzia (gli perdoni BloodBorne), Il Padrino è un titolo promosso, semplice ma profondo che perde un po’ del fascino vichingo di Blood Rage ma che per un gruppo di giocatori più inclini agli Eurogame può essere la scelta giusta. Anche se schierare un gigante del fuoco e spazzare via tutte le miniature degli altri giocatori è qualcosa di inarrivabile anche per le dimensione della miniature.

In questo caso sicuramente il cinema ha aiutato a rendere le stesse meccaniche molto più intuitive. 

Il Trono Di Spade. Il Gioco Del Trono.

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Terzo ed ultimo gioco provato e seconda bocciatura per te. Che sia chiaro eh, questo gioco a te non è piaciuto ma magari nel gruppo di giocatori giusti può funzionare. In pratica è un gioco di contrattazione, alleanze e bluff in cui bisogna giocare all’incularella del giocatore a cui bisogna muovere guerra scelto a caso dal gioco. La casualità va bene perché evita l’accanimento per carità ma vi prego non giocatelo mai in tre perché diventa la sagra dell’infamata costantemente due contro uno. Anche un’anima mite ad un certo punto se le farà girare…

Niente non fa per te.

New Angeles.

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Quarto ed ultimo titolo e altro titolo di negoziazione. Altro titolo finto cooperativo in cui ogni giocatore ha un obiettivo personale segreto da portare a termine per vincere la partita e ogni due turni si dovranno risolvere delle carte crisi tutti insieme. Uh che palle. Che poi New Angeles ha bisogno di almeno quattro giocatori per essere messo sul tavolo. No troppi. Troppo tempo 3 ore di media a partita. Sorry ma no.

Tirando le somme siete tornati giù a Roma un po’ delusi, zero acquisti anche se il padrino sicuramente arriverà, con solo la consapevolezza che come giocatori vi state forgiando” sempre di più e pian piano siete sempre più immuni alla scimmia del: ho provato un gioco, uh dai è carino compriamolo”.

In verità c’è stato qualcosa per cui è valsa comunque la pena di farsi un botto di kilometri ossia le amicizie. Si perché c’è una coppia di pischelli (persone che girano l’italia per il gusto del gioco non possono altro che essere giovani) con cui siete ormai diventati amici e ogni occasione e buona per passare del tempo insieme che circa 500Km vi separano. Grazie Cari.

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Le Case Della Follia 2ed Analisi Scenari della scatola base.

 

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Bentrovati ragassuoli, questa settimana come avete capito vi beccate un sacco di post dedicati ai giochi da tavolo che per ora la scorpacciata di cinema e finita e dobbiamo aspettare almeno sino a Spider Man prima di trovare al cinematografo di quartiere qualcosa che ci garbi.

Che poi lo sapete, l’intrattenimento fatto di dadi, cubetti in legno, miniature e cartoncino è tra i tuoi preferiti quindi, daje, non fate quelle facce che si parla di cose pheeegose (waaaa che rima) e se non trovate nessuno con cui giocare sappiate che da noi la porta l’è sempre aperta.

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Oggi parliamo ancora una volta di un gioco ambientato nell’universo ideato dallo scrittore HP Lovecraft, l’ideatore de “i miti di Cthulhu”  che tanto ti appassionano. In particolare ci concentriamo non sul fare “la recensione di un gioco” ma bensì spendiamo due parole sugli scenari della scatola base. Il gioco in questione è Le Case Della Follia 2 Edizione edito in italia da Asmodee e vede da 1 a 5 giocatori affrontare degli oscuri scenari guidati dall’app che si occuperà di fare da Master.

La precedente edizione (che si hai anche quella) invece prevedeva che un giocatore facesse il cattivo, ruolo che è sempre toccato a te e che ultimamente (perchè sei un frignone che perde) ti ha stufato quindi preferisci giochi completamente collaborativi o il classico tutti contro tutti.

Oh vi si avvisa già, nello scrivere il post hai cercato di essere il più vago possibile per evitare clamorosi spoilerazzi, ma è inevitabile che qualcosa debba venir fuori. Avvisati per cui:

Pronti Noi Zi Va

Il primo scenario “Il Ciclo Dell’Eternità” lo hai giocato tre volte, la prima in tre giocatori per assaggiare Le Case Della Follia e ne hai registrato subito un video di prime impressioni che potete vedere qui, poi lo hai giocato una seconda volta per saggiare la rigiocabilità  e una terza volta che hai interrotto per registrare il video gameplay che invece sta qui.

Lo scenario è il classico “siete in una casa stregata svelate il mistero prima che sia troppo tardi” che è risultato in tutte e tre le partite piuttosto vario presentando una sfida con diversi gradi di difficoltà. Inserendo il materiale della prima edizione ad un certo punto vi siete trovati a dover affrontare uno shoggoth mentre i cultisti si stavano facendo beatamente li fatti loro, cosa che ovviamente ti ha portato a perdere la partita.

Cornerhouse_tony_ahQuindi Il Ciclo Dell’Eternità risulta un ottimo scenario introduttivo che permette di prendere confidenza con tutti i meccanismi del gioco e permette di ambientarsi in questo modo prossimo alla follia.

Il secondo scenario “Fuga Da Innsmouth” è stato quello che ti ha fatto sudare di più. Lo avete affrontato tre volte e nelle prime due avete perso male anzi de più. Solo al terzo tentativo abbiamo visto la luce in fondo al tunnel ma il sacrificio è stato pesante. Solo un giocatore su quattro è riuscito a salvarsi grazie all’estremo altruismo degli altri che hanno rallentato la folla impazzita.

Anche questo scenario decisamente che d’azione che ha anche alternato fasi stealth è promosso a pieni voti. Forse l’indicazione della difficoltà è sbagliato oppure la verità è che siamo delle pippe immani e ci siamo sempre fatti fregare.

In termini di rigiocabilità nelle tre partite la mappa non è mai cambiata solo la posizione di alcuni PNG veniva alterata ma non le possibilità di interazione.

Il terzo scenario “Legami Infranti” invece è una versione evoluta del primo, diversa trama, con ambientazione simile ma più stimolante. Questa è stata la nostra miglior partita a Le Case Della Follia.  Possiamo tranquillamente dire che abbiamo dominato il gioco risolvendo tutti gli enigmi man mano che ci si paravano davanti. Diciamo che non l’abbiamo finito al 100% ma epicamente parlando è stato davvero un successo. Daje che se non salvi tutta la famiglia ma la bambina si è molto cinematografico!

Lo scenario non l’avete rigiocato anche perché prima di tornarci preferireste completare quelli che vi mancano.

Il quarto scenario “Alta Marea” invece dalla durata improponibile (quattro ore) si avete letto bene quattro ore è stata la missione più deludente ma non per questo lo scenario è necessariamente brutto. La missione si suddivide in due fasi, la prima esclusivamente esplorativa in cui tenta la strada di un gioco prettamente investigativo, non ci sono combattimenti e bisogna solo interagire con un gruppo di sospettati in diversi quartieri della città.

1274739233827Al termine della prima fase bisognerà indicare un sospettato e se avete indovinato succederanno delle cose se invece sbaglierete (come abbiamo fatto noi) verrete circondati da un sacco di mostri e verrete mangiati. Ops…

Il problema di questo scenario è che è davvero troppo lungo e la fase di investigazione non è resa al meglio. Per deduzione si riesce ad arrivare ad alcune conclusioni ma l’impressioni che hai avuto è che si pheeego abbiamo capito che tizio è figlio di caio e che paolina se la faceva con Sigismondo ma poi? Eh? Che dobbiamo fa?

Per questi motivi è improbabile che questa scenario lo rifarete anche se non avete vinto, dura troppo accidenti dura troppo e salvo occasioni particolari come quella che si era venuta a creare è difficile trovare tutto quel tempo per un singolo gioco.

Ora, si c’è anche una soluzione, una gabola per fregare il tempo, ossia, è possibile salvare la partita è riprenderla in un secondo momento. Molto videogame, molto saggezza ma un po’ si perde quel pathos.

Premesso che il sistema di gioco de Le Case Della Follia 2 Edizione lo hai già promosso e che lo considerate come uno dei vostri giochi preferiti tra quelli ambientati, gli american come ad alcuni piace chiamarli! Gli scenari proposti dalla scatola base sono almeno per 3 su 4 fatti bene e molto coinvolgenti. Risultano impegnativi ma mai troppo frustranti e grazie all’App a cui proposito hai anche scritto un articolo pubblicato su Lega Nerd riesce ad essere proponibile a chiunque perché basta spiegare i concetti base e poi tutto il resto viene demandato all’app.

Ma visto che amiamo tante le classifiche ecco quella degli scenari della scatola base.

  1. Legami Infranti
  2. Fuga da Innsmouth
  3. Il Ciclo Dell’Eternità
  4. Alta Marea

Nei prossimi mesi sicuramente affronterete anche i due scenari aggiuntivi gratuiti (per chi ha il materiale della prima edizione) e quello singolo a pagamento. Di tutti è tre hai già sentito parlare un gran bene per cui non vedi l’ora di poterli giocare.

Le Case Della Follia – Prime Impressioni

CASE_prime.jpgCome hai scritto ad inizio settimana, c’è da tanto materiale Lucchese da smaltire c’è ancora una scatola che brama di essere aperta  (accidenti) e quindi questa settimana altro che straordinari in ufficio, gli straordinari sono tutti sul Cornerhouse.

Eccovi il secondo video dedicato a Le Case Della Follia (Seconda edizione, Asterion). Questo gran giocone che sta conquistando pian piano tutti (anche gli scettici dell’app)CASE_prime.jpgperchè è davvero ben fatto e merita di essere almeno provato.

Ospiti per questa “puntatissima” Capitan Havana, già indiscusso protagonista del video precedente e per prima volta sul Cornerhouse.. ta dan… rullo di tamburi: Carlotta! Olè!

Resta quindi solo il video di chiusura Lucchese che arriverà a questo a fine mese che serve tempo per fare le cose per bene.

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Le Case della Follia Seconda Edizione Ita Asterion.

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Come già detto al punto di risultare quasi antipatico questa settimana si va giù di video. Lucca è alle spalle e bisogna fare il riassunto di quanto di bello hai fatto (ehm speso) in quella trasferta toscanaccia.

Special guest della puntata Capitan Havana (il tuo testimone di nozze) che quasi controvoglia si è fatto coinvolgere in questa tua pazzia di fare video. I ricatti morali funzionano sempre: “Se non facciamo il video, non possiamo giocarci” e alla fine (purtroppo per lui) ha ceduto.

Il video che ne è venuto fuori (chiaramente non preparato) è un po’ più simpatico degli altri non certo per merito tuo ovvio! Dura un pochetto ma ne vale la pena!

Ah dimenticavi, nel frattempo il tuo canale youtube è entrato tra gli “osservati” da parte di Asterion (la case editrice) che ha subito provveduto a condividere il video precedente sui suoi canali. Una bella soddisfazione.

Enjoy It

 

 

Dalle pagine dell’Arkham Advertiser. La famiglia Linch. Capitolo 2

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C L M S I U S E?

Ho perso mia figlia a causa di un male a cui nessuno a saputo dar un nome. Morì tra gli incubi, deperita e soffocata nel suo stesso vomito. Più volte mi aveva implorato pietà; di lasciarla morire, di non occuparmi più di lei. Ma io ho mai avuto il coraggio di farlo. Chi mai l’avrebbe avuto? Mi sono congedato dall’università per occuparmi di lei notte e giorno; mentre lei riusciva a rubare poche ore di sonno al suo male, io studiavo. Ricercavo, analizzavo; praticamente non dormivo più e tra una carezza al viso teso e madido di sudore di mia figlia e l’enciclopedia medica, alle volte mi dimenticavo perfino di mangiare. Avevo trovato qualche misero indizio che mi portarono a pensare che il male di mia figlia non fosse terreno ma qualcosa che provenisse direttamente dall’inferno. Erano libri di occulto nascosti in una biblioteca di famiglia. Una piccola bottega appartenente ai genitori di Carl Hopkins uno studente al primo anno che mi aveva colpito particolarmente per la sua vivace curiosità. In tutto questo, la cosa più grave di tutte che tra l’altro, ancora non ho svelato a Pete,  è che io suoi incubi sono identici agli ultimi giorni di vita della mia Lucy. Lui sogna una ragazza in preda agli spasmi, violentata da uomini deformi che muore ogni volta che la sogna. Quando una mia cara amica, la Dottoressa Fern, mi presentò il caso di quest’uomo che aveva perso la memoria e che aveva questi strani incubi, cominciai a seguirlo e ad aiutarlo nell’unica cosa che voleva fare: Dare la caccia ai suoi incubi. Scoprire cosa li generava e il punto da cui iniziare fu il marchio che aveva sul braccio. Lo stesso simbolo che ci ossessiona, lo stesso simbolo che abbiamo trovato su quel lucchetto in questa fredda stanza.

Questo della famiglia Lynch non è il primo caso che seguiamo. Per quanto avremmo voluto far rimanere tutto segreto le strane morti su cui stiamo investigando sono su tutti i giornali e in qualche modo la stampa stessa è venuta a sapere della nostra consulenza per il dipartimento di polizia di Arkham.

Gli elementi ci sono tutti per farci pensare che siamo di fronte allo stesso male che ha colpito mia figlia: Morti strane apparentemente, nessuna malattia conosciuta e la perdita della ragione da parte dei sopravvissuti. Ed ora questa runa che ne è l’ulteriore conferma. Che il culto sia maledetto. Questa runa, che ricorda un pentacolo, è il loro simbolo e l’aumento di questi ritrovamenti non può far altro che farci pensare che hanno ripreso a muoversi e a farlo speditamente. Secondo alcuni frammenti di antichi libri che ho rinvenuto in quella biblioteca si dice che a settembre del 1930 le stelle saranno allineate è la dormiente divinità che ora giace sotto l’oceano si risveglierà e riconquisterà il mondo. Il diavolo a confronto potrebbe sembrare un dilettante. Il male degli uomini si rovescerà su di loro. L’odio, la collera ed infine la morte ci avvolgeranno tutti. Ancora mi chiedo come può pensare Pete di fermare tutto questo da solo. Eppure appare evidente come sia l’unico scopo che lo smuove ogni mattina. Non ha un casa, non ha nulla, non ci sono tracce del suo passato. Come se non fosse mai esistito. Eppure è così convinto che la causa del suo male sia proprio tutto questo. Chissà cosa si cela nella sua mente. Da quale oscuro passato la sua mente sta cercando di proteggerlo?

***

A seguito dell’urlo della dottoressa Withdrop, Pete con il suo cane, tornarono di corsa indietro, Duke abbaiava fortissimo e appena il suo padrone gli ebbe aperto la porta si scaraventò giù dalle scale come una furia e attaccò l’uomo che si trovava in piedi in quella stanza accanto al corpo della la professoressa che giaceva a terra. Era ancora viva? L’uomo, nonostante i feroci morsi del cane, disponeva incredibilmente di una grande forza e con una spinta molto violenta si liberò della stretta di Duke lanciandolo a terra che guaì accasciandosi sul tappeto d’ingresso accanto al corpo della donna.  Pete non perse tempo e si lancio verso l’uomo cercando di buttarlo a terra, di immobilizzarlo. Purtroppo per noi non ebbe successo. I corpi dei due uomini erano avvinghiati l’un altro cercando resistere alle spinta reciproca in quel precario equilibrio. Io ero troppo lento per potergli essere d’aiuto, scesi le scale più in fretta che potei ma fui sempre in ritardo. Pete stava per essere sconfitto con le spalle al muro e le mani di quell’uomo intorno al suo collo. Stava cercando un appiglio, tra il mobile di legno e gli oggetti che vi erano appoggiati sopra. Si dimenava con le forze che gli rimanevano, avrebbe perso i sensi da li a breve. Provai a colpire l’avversario di Pete con il mio bastone ma non si curò minimamente dei miei colpi così deboli e inutili. Cosa poteva fare un debole vecchio. Era la fine. Per Pete ora e per noi sicuramente dopo. Chiusi gli occhi.

Il grande orologio sulla destra suonò. Quattro colpi, quattro rintocchi. erano le quattro del pomeriggio.  L’uomo, mi diede l’impressione che quel orologio l’avesse infastidito, con uno scatto violento strappò un lembo di pelle dal collo del mio compagno e lo buttò a terra sanguinante. Aveva perso i sensi.

Ora si voltò verso di me.

Il suo volto, mio dio il suo volto. Nonostante i segni evidenti dell’insonnia e della fame su quel volto, lo potei riconoscere, l’avevo visto pochi minuti fa in quella foto. Linch

“Lei è il signor linch” gli dissi tremando come la mia voce.

“Andate via” rispose con l’affanno con un tono innaturale.

“Qui non c’è niente per voi”.

I suoi occhi erano insanguinati la sua pelle gialla e puzzava di cadavere. Era disgustoso. Io ero come pietrificato. Cosa dovevo fare.

“Andate via” il suo corpo fu assalito da uno spasmo e con le sue braccia si protesse lo stomaco. Scattò ancora. Aveva Paura. Provava dolore.

All’improvviso il suo corpo fu colpo da un liquido che iniziò a bruciargli la pelle. Non mi ero accordo che la dottoressa Withdrop aveva ripreso i sensi e gli aveva gettato qualcosa addosso. Una sostanza acida o cosa? L’uomo con la pelle in fumo mi venne addosso e con un colpo della sua spalla mi scanso, corse via cercando di raggiungere le scale verso l’ala sinistra della villa. Urlando. Accasciandosi poi sulle scale.

“Devi morire” urlò in lacrime la scienziata che cadde sulle sue stesse ginocchia. “Devi Morire Mostro.”

Pochi istanti dopo, con un fragore indicibile tutte le vetrate dell’ingresso caddero a pezzi. Una dopo l’altra ed io immobilizzato non potei far altro che guardare accadere tutto. Tutto era troppo veloce per me. Avevo paura. Tutto stava accadendo troppo in fretta per permettermi di reagire adeguatamente. Stavano lanciando pietre contro le finestre o cosa? Il pavimento si stava riempiendo di vetri, sarebbe stato pericoloso muoversi senza prestare attenzione a dove si mettevano i piedi come avrei potuto scappare salvando anche le due persone che erano con me?. Infine andò in frantumi anche la finestra centrale sopra il portone di ingresso. Alzai lo sguardo, stupefatto. Ora sul infisso si reggeva una figura strana completamente nera. Sembrava un uccello ma mostruosamente grande. No, non poteva essere vero non esistono corvi così grandi. Non potevo credere ai miei occhi Eppure appariva proprio così. Poi di scatto si alzò in piedi e saltò sul pavimento. Era un uomo, oh mio dio, pensai dentro di me, Aveva un mantello e indossava una strana maschera che gli copriva tutto il volto ad eccezione per la bocca. Era nera come il resto del suo abbigliamento. La forma del naso ricordava la forma di un becco ecco perché mi sembrò un uccello gigante.

“Chiudete gli occhi o brucerà molto” disse, rivolgendosi a me e alla dottoressa. La sua voce era molto cupa e graffiata. Gettò quindi un boccetta in terra  che rompendosi riempi la stanza di uno strano gas ed i miei occhi si chiusero alla fine da soli.