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Assalto Imperiale – Legends of the Alliance

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Alleluja Alleluja Alleluja cantava uno struggente Jeff Buckley nella sua reinterpretazione del capolavoro di Leonard Cohen. Qui al Cornerhouse, invece, mixando il tutto sul tema di John Williams che suonerebbe tipo Aaaa Aaaa A Alleluja A Alleluja Allelujaaaaa annunciamo con giubilo, classe e tifo da stadio per la vittoria del Derby della madonnina, che quei mattacchioni amerrrigani della Fantasy Flight hanno finalmente sparato la news che tra rumors e smentite in tanti aspettavano.

L’app che rende assalto imperiale un gioco completamente collaborativo è stata annunciata e uscirà -in inglese- a breve. Evviva Evviva. Asmodee Italia non ha ancora fatto sapere nulla a proposito dell’adattamento in italico idioma ma beh… è piuttosto scontato che nel 2018 avremo una gradita sorpresa.

Chi segue il blog dalle sue vetuste origini, sa che per buona parte del 2015 e del 2016, Assalto Imperiale è stato uno dei tuoi giochi preferiti. Avete fatto due campagne una terminata con la tua vittoria come Imperiale, la seconda non l’avete terminate perché purtroppo i tuoi avversari avevano trovato il modo di “rompere” il gioco e quindi vi eravate un po’ scocciati.

Beh ora cambia tutto, finalmente puoi giocare da ribelle senza più il problema di fare il “master” che come hai scritto in più occasioni ti aveva stufato per due motivi collegati tra di loro: Nella tua testa il master è un po’ come quello di D&D o di Heroquest il cui scopo è far divertire il party, non aveva condizioni di vittoria se non il piacere di vedere i proprio amici diverti intorno al tavolo. Poi grazie (o a causa, fate voi) della rivoluzione introdotta in Descent seconda Edizione il ruolo del cattivo è diventato un ruolo attivo che deve giocare per vincere e non per far divertire il gruppo di eroi.

Il rischio era che in funzione dell’abilità dei giocatori (quattro contro uno può essere pesante) e in funzione di alcuni scenari mal bilanciati, si potesse perdere un po’ l’interesse nel gioco, come poi è stato

Ora ci sono concrete possibilità che Assalto Imperiale torni presto sul tuo tavolo e perché no, nella classifica dei migliori Dungeon Crawler in circolazione.

 

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Ticket To Ride Germania. Il Miglior Ticket To Ride di sempre?

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Bentrovati ragassuoli, questo lunedì iniziamo la settimana con un post dedicato ai giochi da tavolo e in particolare le tue dita a salsiccia batteranno colpi a casaccio sulla tastiera, cercando di mettere insieme qualche frase di senso compiuto commentando una delle ultime incarnazioni di uno dei family game più famosi di sempre ossia Ticket To Ride

La versione su cui andiamo a scrivere le nostre solite fregnacce è la riedizione di Ticket To Ride Marklin che per l’occasione è stata rinominata Ticket To Ride Germania.

Come tutte le edizioni in italico idioma di Ticket To Ride anche quest’ultima è stata tradotta e distribuita da Asmodee Italia che, come al solito, ha consegnato al mercato un prodotto ineccepibile sotto ogni punto di vista. Olè.

La domanda del titolo è certamente impegnativa il cui scopo è chiaramente stimolare alla conversazione, che si sa che questi titoli acchiappano click senza mai dare davvero una risposta. Ma non è questo il caso (ah ah) poiché dopo aver provato Ticket To Ride Germania al tavolo è venuto davvero a tutti domandarsi se con questa versione si sia davvero riusciti a trovare il compromesso tra tutti gli elementi che caratterizzano il gioco ottenendo così un gioco da tavolo molto bilanciato adatto a tutti ma con una profondità sia tattica che strategia che può davvero appassionare tutti i palati disposti ovviamente a giocare ad un peso medio leggero. Vuoi solo un chinghialone? Beh, no, anche questo Ticket To Ride non fa per te, lascialo perdere.

In questo post si faranno continui riferimenti alla versione classica con la mappa USA e la versione Europa che aveva già introdotto alcune differenze rispetto al base.

Rispetto alle versioni precedenti Ticket To Ride Germania elimina il bonus per il treno più lungo e spinge a prendere nuove carte destinazione conferendo il bonus al giocatore che completerà il maggior numero di obiettivi. Se da un lato non c’è più il tentativo di bloccare la costruzione del treno più lungo con conseguente accanimento verso il giocatore che potenzialmente poteva farlo con il rischio del solito noioso bash the leader” che davvero mal sopporti. Ora invece, c’è una reale corsa avvincente nel cercare di completare il maggior numero di obiettivi. No, non hanno reso Ticket To Ride Germania ancora più solitario, anzi, lo scopriremo tra poco.

In Ticket To Ride Europa la zona dell’europa del’est sbilanciava troppo il gioco con quella sequenza di tratte da quattro trenini rispetto a quel dedalo di tratte da due che era l’europa centrale e italica. Il maggior numero di vittorie, statistiche alla mano, sono quasi sempre arrivate a chi controllava la zona russa. In Ticket To Ride Germania invece, la mappa sembra premiare, grazie all’introduzione dei passeggeri (santi subito), anche i giocatori che si dedicano ad avanzare di pochi punti alla volta completando tante piccole tratte da due punti mentre prima vincevi parecchie partite dimenticandoti degli obiettivi e completando solo tratte da almeno quattro trenini. Qui invece anche le tratte brevi portano punti importanti al proprio mulino proprio perché la maggior disponibilità di passeggeri presso le città circondate da tratte brevi invoglierà i giocatori a darsi battaglia nel cercare di completare quelle tratte prima degli altri.

Rispetto ad Ticket To Ride europa sono stati ancora eliminati i porti e le gallerie e le stazioni eliminando anche quel fattore alea che alle volte si rivelava davvero fastidioso che ogni tanto aveva l’impressione di essere il contro complicazioni affari semplici. Certo, per i giocatori meno smaliziati l’assenza delle stazioni può essere un problema ma d’altronde neanche la versione USA le ha quindi, alla fine, poco male.

La possibilità di scelta su quali e quanti tra obiettivi lunghi e brevi iniziare rende anche possibile variare strategia puntando o verso un maggior numero di obiettivi o nel tentativo di collezionare più passeggeri possibili mentre ad esempio in Ticket To Ride Europa alcune soluzioni strategiche erano nettamente più favorite rispetto ad altre. Chi ha detto ancora Europa dell’est? 

L’interazione in Ticket To Ride Germania è molto interessante perché piazzare in maniera saggia e alla svelta i propri trenini su tratte con i passeggeri ancora disponibili può dare il largo a interessanti sviluppi e a vere e proprio battaglie sulle piccole tratte. 

Gli obiettivi sembrano anche molto bilanciati in termini di punteggio rendendo possibili diverse strategie variando la struttura orizzontale (tratte lunghe)   e verticale ( tratte brevi) che caratterizzavano le altre due versioni.

Inoltre per la prima volta giocando a Ticket To Ride Germania la partita è stata frenetica e accesa fin dal primo turno. Non piazzare trenini quasi immediatamente con il rischio di non ottenere i passeggeri si può rivelare una strategia non vincente. Il controllo del colore anche per i passeggeri a fine partita può dare punti importanti e fare la differenza anche rispetto ad una tratta lunga. In pratica è stata quasi completamente eliminata la fase di accumulo selvaggio delle carte prima di iniziare veramente a giocare. Qui si parte subito forte. Daje!

Non ti era mai capitato di restare senza carte e soprattutto la partita è durata molto di meno rispetto alle tempistiche standard di gioco.

Il concetto chiave è che non si può affrontare Ticke To Ride Germania semplicemente come una mappa diversa rispetto a quella classica. Se tra Usa e Europa le strategie possono essere simili qui la situazione è molto diversa. Giocare alla stessa maniera, esempi alla mano non paga.

Per questi motivi l’impressione è che Ticket To Ride Germania sia una delle migliori se non la migliore edizione di questo classico dei giochi da tavolo. Via gallerie, porti e stazioni e dentro passeggeri. Via l’affanno per il treno più lungo evviva le carte obiettivo. Se poi, oh ci sta per carità, non la pensaste come qui al Cornerhouse, resta comunque il fatto che Ticket To Ride Germania può rappresentare la più interessante tra le alternative se siete stufi della solita mappa.

 

 

 

 

Asmodays 2017

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Buon lunedì ragassuoli, anche questa settimana è iniziata e la sveglia alle 6:30 è stata inesorabile. Dai Johnny ha una quarantina di minuti per scrivere il post del giorni e poi in ufficio. Peccato che uno sbadiglio grosso come un condominio ti si è subito riflesso sullo schermo del portatile. Ah che sonno.

Già, sei stanco morto perché sei rientrato ieri sera sul tardi da Bologna dove con la dolcissima consorte avete partecipato agli Amodays 2017. L’evento che Asmodee Italia organizza una volta all’anno per promuovere il suo catalogo di giochi.

Ti sei divertito? Beh.. andiamo per punti.

Impressione generale è che ci sia stata (almeno alla domenica) meno gente di quella che ti saresti aspettato. Questo è un bene in quanto gli spazi sono stati certamente meno soffocanti, certo però che dalla azienda che in italia con buona probabilità ha il catalogo di maggior successo  e fatturato più alto immaginavi una ressa maggiore. 

Sui tavoli hai trovato una grandissima rotazione dei giochi rispetto a quanto portato negli ultimi quattro eventi a cui hai partecipato. Rispetto al Modena Play di questa primavera, molti sono i titoli che sono spariti dai tavoli per essere sostituiti della ultime novità. Gli unici titoli che hanno tenuto botta sono Century, Le Case Della Follia 2 Edizione che da Lucca continua a essere proposto e Arkham Horror LCG che presentato a Modena ha avuto ben quattro tavoli a disposizione per essere provato.

Tanti altri pesi massimi sono stati lasciati a casa”. Gioco che commercialmente avrebbero un grande appeal non erano presenti. Politiche che non ti hanno entusiasmato ma che sicuramente lo staff di Asmodee avrà ponderato.

Due titoli che ti avevano conquistato ma che praticamente sono spariti dai Radar sono stati RuneWars e The Others che a questo punto temi che finiranno del dimenticatoio e specialmente per il primo potrebbe essere un duro colpo per quel circuito torneistico che ti sarebbe piaciuto affrontare. Sembra infatti che RuneWars non stia avendo il successo sperato. Ne avevamo parlato proprio qualche tempo fa in un altro post dedicato ad un altro boardgame. Se volete trovate il post proprio qui.

Grande attenzione è stata data ai titoli che sono in uscita e che con buona probabilità saranno alcuni dei titoli di punta su cui si baserà il prossimo Lucca Comics and Games come il gioco di carte di BloodBorne, Ethnos e La Leggenda dei Cinque Anelli (L’ennesimo Living Card Game). Tra le novità sono stati portati Il Padrino, New Angeles, Star Wars Destiny e un gioco dedicato al Trono di Spade. Quindi tutto sommato, anche se il parco titoli non rientrava nelle tue corde, c’è una discreta varietà tra temi, ambientazioni e meccaniche.

Uh beh forse c’è una cosa che non ti ha fatto impazzire. Troppi titoli basati sul Bluff e sul mercanteggiare che sorry ma proprio non ti piacciono. Piccola critica. Non spacciate i giochi di Bluff e contrattazione come giochi di ruolo perché porca miseria, i giochi di ruolo sono altro periddio. Se alla prossima fiera diranno che i Coloni Di Catan sono un gioco di ruolo. Arg. Giuri farai una strage. Che poi, esempio stupidissimo ma che rende l’idea, Carlotta durante il viaggio di ritorno ti chiede: Non voglio più provarli i giochi di ruolo se sono così”. E tu hai dovuto fargli capire in macchina mentre guidavi che si erano sbagliati a spiegargli le cose e hai pensato ad una piccola dimostrazione per rassicurarla.

Durante la vostra permanenza in fiera hai provato tre giochi e assistito alla spiegazione di un quarto. Queste sono le tue prime impressioni:

BloodBorne Gioco Di Carte.

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Si tratta di un gioco di Carte Cooperativo dove però alla fine vince uno solo. Ogni turno viene pescata una carta mostro e i giocatori lo devono picchiare tutti insieme. Si continua così sino ad arrivare al boss di fine livello che chiude la partita. Il titolo richiede una grossa concentrazione per azzeccare la mossa giusto al momento giusto. Il Timing è l’essenza del gioco. C’è un po’ di deckbuilding e si dovrebbe morire spesso come nel videogioco.

Onestamente non ti è piaciuto. Ne a te ne a Carlotta. Le due cose che proprio non ti sono andate giù sono i danni dei mostri che essendo governati esclusivamente dal dado potrebbero passare partite intere a farvi il solletico e poi è durato davvero troppo.

Ecco cosa importante, durante le fiere secondo te si dovrebbero fare demo, non partite da due ore ma evidentemente le scelte di Asmodee sono diverse. Mah…

Comunque dove qualche turno ti stavi già annoiando. Attenzione però agli altri tre al tavolo è piaciuto quindi magari qualcosa di carino c’è.

Il Padrino.

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Sostanzialmente era IL titolo a cui volevi giocare. Progettato da uno dei tuoi autori preferiti ossia Eric Lang, il padrino è un Blood Rage con l’aggiunta di qualche meccanica in più e un vestito molto più fruibile dalla massa. Forse potrebbe quasi essere presentato in famigghia per quanto è lineare.

Il Padrino è quindi un gioco di Controllo Territorio con tante e sfiziose miniature in cui nelle vesti di un capo famiglia dovremmo cercare di mettere da parte la maggior quantità possibile di soldi attraverso il pizzo, il contrabbando e corrompendo funzionari politici tramite una semplicissima azione di piazzamento lavoratori.

L’interazione è molto alta per questa tipologia di giochi ed è su due livelli: Un primo banalissimo e indiretto se un tuo lavoratore occupa uno spazio azione gli altri non ci possono andare, salvo eccezioni o se la tua famiglia a il controllo di un quartiere tutte le volte che un giocatore lavora” nel tuo quartiere dovrà pagarti il pizzo.

La seconda modalità di interazione è invece diretta e distruttiva in cui ci si può uccidere i lavoratori ma tranquilli nel turno successivo saranno di nuovo a disposizione.

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Il fiume è pieno di cadaveri

Eric Lang è una garanzia (gli perdoni BloodBorne), Il Padrino è un titolo promosso, semplice ma profondo che perde un po’ del fascino vichingo di Blood Rage ma che per un gruppo di giocatori più inclini agli Eurogame può essere la scelta giusta. Anche se schierare un gigante del fuoco e spazzare via tutte le miniature degli altri giocatori è qualcosa di inarrivabile anche per le dimensione della miniature.

In questo caso sicuramente il cinema ha aiutato a rendere le stesse meccaniche molto più intuitive. 

Il Trono Di Spade. Il Gioco Del Trono.

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Terzo ed ultimo gioco provato e seconda bocciatura per te. Che sia chiaro eh, questo gioco a te non è piaciuto ma magari nel gruppo di giocatori giusti può funzionare. In pratica è un gioco di contrattazione, alleanze e bluff in cui bisogna giocare all’incularella del giocatore a cui bisogna muovere guerra scelto a caso dal gioco. La casualità va bene perché evita l’accanimento per carità ma vi prego non giocatelo mai in tre perché diventa la sagra dell’infamata costantemente due contro uno. Anche un’anima mite ad un certo punto se le farà girare…

Niente non fa per te.

New Angeles.

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Quarto ed ultimo titolo e altro titolo di negoziazione. Altro titolo finto cooperativo in cui ogni giocatore ha un obiettivo personale segreto da portare a termine per vincere la partita e ogni due turni si dovranno risolvere delle carte crisi tutti insieme. Uh che palle. Che poi New Angeles ha bisogno di almeno quattro giocatori per essere messo sul tavolo. No troppi. Troppo tempo 3 ore di media a partita. Sorry ma no.

Tirando le somme siete tornati giù a Roma un po’ delusi, zero acquisti anche se il padrino sicuramente arriverà, con solo la consapevolezza che come giocatori vi state forgiando” sempre di più e pian piano siete sempre più immuni alla scimmia del: ho provato un gioco, uh dai è carino compriamolo”.

In verità c’è stato qualcosa per cui è valsa comunque la pena di farsi un botto di kilometri ossia le amicizie. Si perché c’è una coppia di pischelli (persone che girano l’italia per il gusto del gioco non possono altro che essere giovani) con cui siete ormai diventati amici e ogni occasione e buona per passare del tempo insieme che circa 500Km vi separano. Grazie Cari.

(L’)Alta Tensione.

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Bentrovati ragassuoli anche oggi questa gagliarda e webbettola frequentata sempre dalla ggente giusta vi da il suo più caloroso benvento. Questa volta parliamo di giochi da tavolo che era già qualche giorno che non lo facevamo e nello specifico andiamo a chiccherare a proposito di Alta Tensione e di quanto tu per far arrabbiare PolloFifo all’ultimo turno lo hai messo decisamente in difficoltà. Ma andiamo come al solito per gradi.

Alta Tensione è un gioco edito in italia dalla Giochi Uniti. L’edizione che tu hai tra le mani di cui hai fatto anche un video unboxing qui è quella Deluxe che presenta alcune differenze (comunque quasi ininfluenti sul regolamento) con l’edizione base. In pratica c’è un tabellone molto più grande con due mappe quella europea e quella del nord america, i materiale sono un pelo più curati e soprattutto non ci sono i soldi i carta (come al monopoli) che di davano profondamente fastidio sostituiti da fish colorate come al poker decisamente più appaganti.

Alta Tensione è inquadrabile (speriamo di non far arrabbiare i puristi delle definizioni) come Euro Game a informazione completa in cui tutti i giocatori hanno tutte le informazioni sul gioco e sui punteggi degli altri quindi ad alea pressochè nulla. Le meccaniche principali introducono ai giochi d’asta e gestione risorse. Introducono perché Alta Tensione è uno dei pilastri su cui si è costruito il gioco moderno. Ad un regolamento davvero semplice semplice si affianca una profondità tattica e strategica di livello. 

Infatti, nonostante sia un gioco che richiede ragionamento e un po’ di impegno, in famiglia, Alta Tensione va che una meraviglia. Certo manca quel pelo di malizia che oggi la fammigghia ha acquisito a Puerto Rico e Ticket To Ride ma è solo questione di tempo.

Ogni turno di gioco in Alta Tensione si struttura in maniera schematica in tre fasi. La prima è la fase d’asta il vero momento di esaltazione del gioco in cui a partire dal primo giocatore si tenterà di comprare la migliore centrale elettrica disponibile all’asta. La seconda fase invece è la fase del Mercato Delle Risorse in cui in ordine inverso rispetto all’ordine di gioco dell’asta si compreranno risorse al mercato che sfruttando la legge delle domanda e dell’offerta regolerà il costo delle risorse in ogni momento. Terza e ultima fase si procederà a investire denaro per illuminare e collegare le città sulla mappa pagando il costo di tratta per i collegamenti e il costo di costruizione della centrale nella città scelta.

Condorderete che se si riesce a condensare un gioco in un paragrafo il regolamento è davvero semplice. Detto questo però giocandolo vi renderete conto di quanto pianificazione e spirito manageriale siano davvero resi bene nel gioco.

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Il tabellone di gioco a fine partita

Con la corsa a comprare (e speriamo) al giocatore di tutti i titoli nuovi che ogni anno vengono presentati in fiere, in negozio e nei vari kickstarter, titoli come Alta Tensione non vengono quasi più proposti nei vari forum e nelle pagine facebook ma questo è indubbiamente un gran peccato perché Alta Tensione meriterebbe di stare in ogni casa di appassionati di giochi da tavolo anche di quelli che hanno solo il monopoli, Hotel e scarabeo. Il gioco va da 2 a 5 giocatori nell’edizione base e aggiunge il sesto giocatore nell’edizione deluxe (la tua) la partita a cinque giocatori procede senza tempi morti (o quasi) e si conclude in circa due ore. Sconsigliato per le partite in due giocatori buono, ottimo da tre in su. Diciamo l’asta in due non è il massimo del divertimento.

Convinti a comprare Alta Tensione? Si bravissimi, tranquilli Giochi Uniti nun me da na lira manco un caffè quindi so onesto!

Ma ora veniamo alla divertentissima scena con cui si è conclusa la partita in famigghia ieri sera. Arriviamo all’ultimo turno, era chiaro a tutti che Carlotta avrebbe chiuso e vinto la partita (come dicevi è un titolo ad informazione completa). Tra le centrali disponibili all’asta non c’era niente che ti avrebbe permesso di giocartela e contenderti la vittoria ma restava da difendere l’onore della seconda piazza e quindi partecipi ad un asta per prendere una centrale a carbone che nonostante il carbone in quel momento avesse costi fuori mercato di avrebbe garantito almeno un posto sul podio.

Pollofifo in quel momento anche lui stava facendo le tue medesime considerazioni gli mancava una centrale per pareggiare Carlotta e giocarsela. Lui però perde l’asta e rimane dietro di te di una posizione.

Durante la fase di mercato in cui, come hai scritto poca fa, compra per primo chi è ultimo all’asta (ottimo bilanciamento) il tuo turno viene prima di quello di Pollofifo e tu infischiandotene di qualsiasi logicità sul gioco, ma giusto per prenderlo in giro compri il massimo numero di risorse di carbone che puoi immagazzinare togliendolo praticamente dal mercato lasciando il povero PolloFifo all’asciutto senza poter acquistare materiale per le sue centrali.

Insomma con questa mossa da merdone colossale, tu ti garantisci il secondo posto senza alcuni problema e PolloFifo avendo risorse per illuminare solo otto delle sue dodici città è quello che all’ultimo turno a meno città accese” arrivando così proprio ultimo. Ops!

La foto qui sotto testimonia la reazione sportiva di PolloFifo. La pedina gialla è la tua.

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Premio Fair Play 2017

Ciao PolloFi’ lo sa che ti si vuol bene vero?

Campionato del Mondo di Formula D. Tappa 3

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Ieri sera è stata una bella serata ludica in famiglia. Abbiamo iniziato con coriacea partita a Ticket To Ride Europa vinta per pochi punti  da Carlotta grazie ai 10 punti dati dal treno più lungo, E poi vi sieti lanciati nella terza tappa del campionato del mondo di Formula D in famigghia sul difficilissimo tracciato di Baltimora.

Baltimora è una delle due piste dell’espansione 4 di Formula D. è un circuito cittadino piuttosto ostico in quando prevede curve molte spesso a 90 gradi separate da rettilinei medio lunghi in cui azzardare la marcia alta non è quasi mai la scelta più giusta, anzi.

La gara si è svolta su due giri perché è una pista molto lunga e ha visto finalmente per la prima volta quest’anno la vittoria della Cornerhouse Gp davanti a Carlotta e Mary. Purtroppo per la Ferrari del suocero le cose non sono andate benissimo chiudendo ancora una volta in ultima posizione.

Dopo tre gare la classifica vede una grossa battaglia al vertice.

  • Carlotta 61 (1 Vittoria, 2 Podi)
  • Cornerhouse 55 (1 Vittoria, 2 Podi)
  • Suocero 45 (1 Vittoria)
  • Mary 43 (2 Podi)
  • Pollofifo 36

Siamo a metà del campionato vediamo cosa accadrà nei tre prossimi mesi.