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Ticket To Ride Germania. Il Miglior Ticket To Ride di sempre?

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Bentrovati ragassuoli, questo lunedì iniziamo la settimana con un post dedicato ai giochi da tavolo e in particolare le tue dita a salsiccia batteranno colpi a casaccio sulla tastiera, cercando di mettere insieme qualche frase di senso compiuto commentando una delle ultime incarnazioni di uno dei family game più famosi di sempre ossia Ticket To Ride

La versione su cui andiamo a scrivere le nostre solite fregnacce è la riedizione di Ticket To Ride Marklin che per l’occasione è stata rinominata Ticket To Ride Germania.

Come tutte le edizioni in italico idioma di Ticket To Ride anche quest’ultima è stata tradotta e distribuita da Asmodee Italia che, come al solito, ha consegnato al mercato un prodotto ineccepibile sotto ogni punto di vista. Olè.

La domanda del titolo è certamente impegnativa il cui scopo è chiaramente stimolare alla conversazione, che si sa che questi titoli acchiappano click senza mai dare davvero una risposta. Ma non è questo il caso (ah ah) poiché dopo aver provato Ticket To Ride Germania al tavolo è venuto davvero a tutti domandarsi se con questa versione si sia davvero riusciti a trovare il compromesso tra tutti gli elementi che caratterizzano il gioco ottenendo così un gioco da tavolo molto bilanciato adatto a tutti ma con una profondità sia tattica che strategia che può davvero appassionare tutti i palati disposti ovviamente a giocare ad un peso medio leggero. Vuoi solo un chinghialone? Beh, no, anche questo Ticket To Ride non fa per te, lascialo perdere.

In questo post si faranno continui riferimenti alla versione classica con la mappa USA e la versione Europa che aveva già introdotto alcune differenze rispetto al base.

Rispetto alle versioni precedenti Ticket To Ride Germania elimina il bonus per il treno più lungo e spinge a prendere nuove carte destinazione conferendo il bonus al giocatore che completerà il maggior numero di obiettivi. Se da un lato non c’è più il tentativo di bloccare la costruzione del treno più lungo con conseguente accanimento verso il giocatore che potenzialmente poteva farlo con il rischio del solito noioso bash the leader” che davvero mal sopporti. Ora invece, c’è una reale corsa avvincente nel cercare di completare il maggior numero di obiettivi. No, non hanno reso Ticket To Ride Germania ancora più solitario, anzi, lo scopriremo tra poco.

In Ticket To Ride Europa la zona dell’europa del’est sbilanciava troppo il gioco con quella sequenza di tratte da quattro trenini rispetto a quel dedalo di tratte da due che era l’europa centrale e italica. Il maggior numero di vittorie, statistiche alla mano, sono quasi sempre arrivate a chi controllava la zona russa. In Ticket To Ride Germania invece, la mappa sembra premiare, grazie all’introduzione dei passeggeri (santi subito), anche i giocatori che si dedicano ad avanzare di pochi punti alla volta completando tante piccole tratte da due punti mentre prima vincevi parecchie partite dimenticandoti degli obiettivi e completando solo tratte da almeno quattro trenini. Qui invece anche le tratte brevi portano punti importanti al proprio mulino proprio perché la maggior disponibilità di passeggeri presso le città circondate da tratte brevi invoglierà i giocatori a darsi battaglia nel cercare di completare quelle tratte prima degli altri.

Rispetto ad Ticket To Ride europa sono stati ancora eliminati i porti e le gallerie e le stazioni eliminando anche quel fattore alea che alle volte si rivelava davvero fastidioso che ogni tanto aveva l’impressione di essere il contro complicazioni affari semplici. Certo, per i giocatori meno smaliziati l’assenza delle stazioni può essere un problema ma d’altronde neanche la versione USA le ha quindi, alla fine, poco male.

La possibilità di scelta su quali e quanti tra obiettivi lunghi e brevi iniziare rende anche possibile variare strategia puntando o verso un maggior numero di obiettivi o nel tentativo di collezionare più passeggeri possibili mentre ad esempio in Ticket To Ride Europa alcune soluzioni strategiche erano nettamente più favorite rispetto ad altre. Chi ha detto ancora Europa dell’est? 

L’interazione in Ticket To Ride Germania è molto interessante perché piazzare in maniera saggia e alla svelta i propri trenini su tratte con i passeggeri ancora disponibili può dare il largo a interessanti sviluppi e a vere e proprio battaglie sulle piccole tratte. 

Gli obiettivi sembrano anche molto bilanciati in termini di punteggio rendendo possibili diverse strategie variando la struttura orizzontale (tratte lunghe)   e verticale ( tratte brevi) che caratterizzavano le altre due versioni.

Inoltre per la prima volta giocando a Ticket To Ride Germania la partita è stata frenetica e accesa fin dal primo turno. Non piazzare trenini quasi immediatamente con il rischio di non ottenere i passeggeri si può rivelare una strategia non vincente. Il controllo del colore anche per i passeggeri a fine partita può dare punti importanti e fare la differenza anche rispetto ad una tratta lunga. In pratica è stata quasi completamente eliminata la fase di accumulo selvaggio delle carte prima di iniziare veramente a giocare. Qui si parte subito forte. Daje!

Non ti era mai capitato di restare senza carte e soprattutto la partita è durata molto di meno rispetto alle tempistiche standard di gioco.

Il concetto chiave è che non si può affrontare Ticke To Ride Germania semplicemente come una mappa diversa rispetto a quella classica. Se tra Usa e Europa le strategie possono essere simili qui la situazione è molto diversa. Giocare alla stessa maniera, esempi alla mano non paga.

Per questi motivi l’impressione è che Ticket To Ride Germania sia una delle migliori se non la migliore edizione di questo classico dei giochi da tavolo. Via gallerie, porti e stazioni e dentro passeggeri. Via l’affanno per il treno più lungo evviva le carte obiettivo. Se poi, oh ci sta per carità, non la pensaste come qui al Cornerhouse, resta comunque il fatto che Ticket To Ride Germania può rappresentare la più interessante tra le alternative se siete stufi della solita mappa.

 

 

 

 

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Asmodays 2017

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Buon lunedì ragassuoli, anche questa settimana è iniziata e la sveglia alle 6:30 è stata inesorabile. Dai Johnny ha una quarantina di minuti per scrivere il post del giorni e poi in ufficio. Peccato che uno sbadiglio grosso come un condominio ti si è subito riflesso sullo schermo del portatile. Ah che sonno.

Già, sei stanco morto perché sei rientrato ieri sera sul tardi da Bologna dove con la dolcissima consorte avete partecipato agli Amodays 2017. L’evento che Asmodee Italia organizza una volta all’anno per promuovere il suo catalogo di giochi.

Ti sei divertito? Beh.. andiamo per punti.

Impressione generale è che ci sia stata (almeno alla domenica) meno gente di quella che ti saresti aspettato. Questo è un bene in quanto gli spazi sono stati certamente meno soffocanti, certo però che dalla azienda che in italia con buona probabilità ha il catalogo di maggior successo  e fatturato più alto immaginavi una ressa maggiore. 

Sui tavoli hai trovato una grandissima rotazione dei giochi rispetto a quanto portato negli ultimi quattro eventi a cui hai partecipato. Rispetto al Modena Play di questa primavera, molti sono i titoli che sono spariti dai tavoli per essere sostituiti della ultime novità. Gli unici titoli che hanno tenuto botta sono Century, Le Case Della Follia 2 Edizione che da Lucca continua a essere proposto e Arkham Horror LCG che presentato a Modena ha avuto ben quattro tavoli a disposizione per essere provato.

Tanti altri pesi massimi sono stati lasciati a casa”. Gioco che commercialmente avrebbero un grande appeal non erano presenti. Politiche che non ti hanno entusiasmato ma che sicuramente lo staff di Asmodee avrà ponderato.

Due titoli che ti avevano conquistato ma che praticamente sono spariti dai Radar sono stati RuneWars e The Others che a questo punto temi che finiranno del dimenticatoio e specialmente per il primo potrebbe essere un duro colpo per quel circuito torneistico che ti sarebbe piaciuto affrontare. Sembra infatti che RuneWars non stia avendo il successo sperato. Ne avevamo parlato proprio qualche tempo fa in un altro post dedicato ad un altro boardgame. Se volete trovate il post proprio qui.

Grande attenzione è stata data ai titoli che sono in uscita e che con buona probabilità saranno alcuni dei titoli di punta su cui si baserà il prossimo Lucca Comics and Games come il gioco di carte di BloodBorne, Ethnos e La Leggenda dei Cinque Anelli (L’ennesimo Living Card Game). Tra le novità sono stati portati Il Padrino, New Angeles, Star Wars Destiny e un gioco dedicato al Trono di Spade. Quindi tutto sommato, anche se il parco titoli non rientrava nelle tue corde, c’è una discreta varietà tra temi, ambientazioni e meccaniche.

Uh beh forse c’è una cosa che non ti ha fatto impazzire. Troppi titoli basati sul Bluff e sul mercanteggiare che sorry ma proprio non ti piacciono. Piccola critica. Non spacciate i giochi di Bluff e contrattazione come giochi di ruolo perché porca miseria, i giochi di ruolo sono altro periddio. Se alla prossima fiera diranno che i Coloni Di Catan sono un gioco di ruolo. Arg. Giuri farai una strage. Che poi, esempio stupidissimo ma che rende l’idea, Carlotta durante il viaggio di ritorno ti chiede: Non voglio più provarli i giochi di ruolo se sono così”. E tu hai dovuto fargli capire in macchina mentre guidavi che si erano sbagliati a spiegargli le cose e hai pensato ad una piccola dimostrazione per rassicurarla.

Durante la vostra permanenza in fiera hai provato tre giochi e assistito alla spiegazione di un quarto. Queste sono le tue prime impressioni:

BloodBorne Gioco Di Carte.

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Si tratta di un gioco di Carte Cooperativo dove però alla fine vince uno solo. Ogni turno viene pescata una carta mostro e i giocatori lo devono picchiare tutti insieme. Si continua così sino ad arrivare al boss di fine livello che chiude la partita. Il titolo richiede una grossa concentrazione per azzeccare la mossa giusto al momento giusto. Il Timing è l’essenza del gioco. C’è un po’ di deckbuilding e si dovrebbe morire spesso come nel videogioco.

Onestamente non ti è piaciuto. Ne a te ne a Carlotta. Le due cose che proprio non ti sono andate giù sono i danni dei mostri che essendo governati esclusivamente dal dado potrebbero passare partite intere a farvi il solletico e poi è durato davvero troppo.

Ecco cosa importante, durante le fiere secondo te si dovrebbero fare demo, non partite da due ore ma evidentemente le scelte di Asmodee sono diverse. Mah…

Comunque dove qualche turno ti stavi già annoiando. Attenzione però agli altri tre al tavolo è piaciuto quindi magari qualcosa di carino c’è.

Il Padrino.

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Sostanzialmente era IL titolo a cui volevi giocare. Progettato da uno dei tuoi autori preferiti ossia Eric Lang, il padrino è un Blood Rage con l’aggiunta di qualche meccanica in più e un vestito molto più fruibile dalla massa. Forse potrebbe quasi essere presentato in famigghia per quanto è lineare.

Il Padrino è quindi un gioco di Controllo Territorio con tante e sfiziose miniature in cui nelle vesti di un capo famiglia dovremmo cercare di mettere da parte la maggior quantità possibile di soldi attraverso il pizzo, il contrabbando e corrompendo funzionari politici tramite una semplicissima azione di piazzamento lavoratori.

L’interazione è molto alta per questa tipologia di giochi ed è su due livelli: Un primo banalissimo e indiretto se un tuo lavoratore occupa uno spazio azione gli altri non ci possono andare, salvo eccezioni o se la tua famiglia a il controllo di un quartiere tutte le volte che un giocatore lavora” nel tuo quartiere dovrà pagarti il pizzo.

La seconda modalità di interazione è invece diretta e distruttiva in cui ci si può uccidere i lavoratori ma tranquilli nel turno successivo saranno di nuovo a disposizione.

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Il fiume è pieno di cadaveri

Eric Lang è una garanzia (gli perdoni BloodBorne), Il Padrino è un titolo promosso, semplice ma profondo che perde un po’ del fascino vichingo di Blood Rage ma che per un gruppo di giocatori più inclini agli Eurogame può essere la scelta giusta. Anche se schierare un gigante del fuoco e spazzare via tutte le miniature degli altri giocatori è qualcosa di inarrivabile anche per le dimensione della miniature.

In questo caso sicuramente il cinema ha aiutato a rendere le stesse meccaniche molto più intuitive. 

Il Trono Di Spade. Il Gioco Del Trono.

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Terzo ed ultimo gioco provato e seconda bocciatura per te. Che sia chiaro eh, questo gioco a te non è piaciuto ma magari nel gruppo di giocatori giusti può funzionare. In pratica è un gioco di contrattazione, alleanze e bluff in cui bisogna giocare all’incularella del giocatore a cui bisogna muovere guerra scelto a caso dal gioco. La casualità va bene perché evita l’accanimento per carità ma vi prego non giocatelo mai in tre perché diventa la sagra dell’infamata costantemente due contro uno. Anche un’anima mite ad un certo punto se le farà girare…

Niente non fa per te.

New Angeles.

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Quarto ed ultimo titolo e altro titolo di negoziazione. Altro titolo finto cooperativo in cui ogni giocatore ha un obiettivo personale segreto da portare a termine per vincere la partita e ogni due turni si dovranno risolvere delle carte crisi tutti insieme. Uh che palle. Che poi New Angeles ha bisogno di almeno quattro giocatori per essere messo sul tavolo. No troppi. Troppo tempo 3 ore di media a partita. Sorry ma no.

Tirando le somme siete tornati giù a Roma un po’ delusi, zero acquisti anche se il padrino sicuramente arriverà, con solo la consapevolezza che come giocatori vi state forgiando” sempre di più e pian piano siete sempre più immuni alla scimmia del: ho provato un gioco, uh dai è carino compriamolo”.

In verità c’è stato qualcosa per cui è valsa comunque la pena di farsi un botto di kilometri ossia le amicizie. Si perché c’è una coppia di pischelli (persone che girano l’italia per il gusto del gioco non possono altro che essere giovani) con cui siete ormai diventati amici e ogni occasione e buona per passare del tempo insieme che circa 500Km vi separano. Grazie Cari.

Dojo Kun. La Reunion della Gilda passa per il giappone.

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Domenica 13 agosto 2017 è una data che andrà ricordata negli annalli e celebrata con scene di giubilo ed isteria perché dopo più di un anno la gilda si ritrova a casa tua e di Carlotta per una serata ludica! Che evento, che meraviglia.

Beh non proprio, qualcosa che non ha funzionato c’è stato anche questa volta ma andiamo con ordine.

Non era la prima volta che Dado tentava di riorganizzare una serata ma complici soprattutto gli impegni lavorativi di Klaus non siamo mai riusciti a portare a termine una pianificazione accettabile e così la maggior parte delle sue proposte sono purtroppo passate in cavalleria. Eh Vabbè. Ma domenica complice i favori delle stelle, con il toro nella vergine, qualcosa è cambiato. Ci siamo sentiti il giovedì con Dado che dice: Oh rega, io ci sono questa settimana fino a domenica.” Con un po’ di incastri gli confermiamo per domenica sera. Ok allora ci vediamo domenica alle 21” Gli hai risposto tu.

Il giorno stesso su uozzappe scrivi ancora “Mi raccomando puntuali questa sera. ore 21”.

Si fanno le 21:00 e non arriva nessuno. Alle 21:15 arriva Dado: Ho portato le birre” “Ottimo ottimo” gli hai risposto tu.

Vi sedete intorno al tavolo. Dado inizia con la testa a girare tra le librerie per vedere tutti i titoli che si sono aggiunti alla collezioei e rimane piuttosto stupito dal fatto che fosse passato più di un anno dall’ultima serata ludica insieme. Cominciamo poi a parlare di viaggi, vacanze e infine da mezzi adulti parliamo di come sistemar casa, mobili e altre noiosità.

Si fanno le 21:45 e di Klaus ancora nulla. Decidi a quel punto di scrivergli sulla chat. Uno poi inizia anche a preoccuparsi. Accidenti. Ma niente nessuna risposta.

Alle 22 Klaus chiama. “Ragazzi mi sono dimenticato che dovevo venire da voi!” e bum!

Non potete immaginare le espressioni di tutti noi. Avremmo potuto chiudere la serata li. Dirci: “oh ciavemo provato. Ci si vede alla festa di ferragosto.” E invece Dado, voglioso proprio di giocare si fa portavoce del no siamo qua giochiamo.

L’idea della serata era di far provare alla Gilda Dojo Kun e se ci fosse stato altro tempo Blood Rage. Due titoli piuttosto interessanti che danno il loro meglio con il massimo numero di giocatori previsti ed essendo dei tutti contro tutti” si adattavano perfettamente alla tipologia di giochi che avrebbero potuto funzionare per la serata. Alla fine si opta per Dojo Kun.

Dojo Kun è un gioco sviluppato da Roberto Pedrestin, un autore italiano, e distribuito grazie ad Asterion/Asmodee Italia. Da 1 a 4 giocatori, lo scopo del gioco è quello di assumere il ruolo di maestro di una palestra di arti marziali e trasformare il proprio Dojo nel più prestigioso tra tutti attraverso una fase puramente gestionale acquisendo attrezzi e ingrandendo la palestra o acquisendo popolarità con azioni nobili nei villaggi e una puramente american” sfidando le altre palestre nei due tornei di fine stagione.

Dojo Kun è quindi un bel mix di spunti interessanti che metteno insieme il classico gioco stile piazzamento lavoratori e una fase prettamente Dadosa dove la fortuna può giocare la sua parte.

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Per Dado era la prima partita, per noi quasi visto che era da gennaio più o meno che non tiravate fuori questo titolo e quindi il seguente commento può essere tranquillamente assimilato ad una prima impressione ragionata a fronte di circa cinque partite.

La prima partita a Dojo Kun ci si sente un po’ spiazzati, si tende a puntare tutto sui tornei (che danno una fetta importante di punti specialmente se li si vince) quindi si eseguono azioni con lo scopo prioritario di potenziare uno o due lottatori per cercare di renderli il più forti possibile per evitare” il fattore dado. In effetti qui va spezzata una lancia a favore dell’autore che ha fatto degli studi importanti sui tiri di dado, creando un sistema evoluto di sasso carta forbice che se compreso, è vero che si tirano dadi ma è facile capire chi tra i due lottatori in sfida sia più forte.

Questo approccio piuttosto da niubbi può portare a una partita in cui il giocatore con il guerriero migliore riesce a stracciare gli altri con punteggi molto distanti tra di loro, ma non solo, la sensazione che si ha è che il gioco sia abbastanza banalotto e che la fase gestionale” del piazzamento lavoratori sia un mero pretesto per allungare il brodo.

La partita infatti finisce con una vittoria schiacciante di Dado che con il suo uber guerriero vince l’ultimo torneo che regala una saccata di punti. Si è fatta la mezza notte e così si pensa che tutto sia finito, invece Dado, preso bene dalla vittoria, propone una rivincita. Vuoi non accontarlo?

La seconda sfida invece riesce finalmente a far emergere l’importanza della fase inziale di piazzamento lavoratori: sia tu che Dado iniziate fin da subito a impostare una strategia votata alla creazione di una palestra importante con parecchi attrezzi e numerosi lottatori. Carlotta invece probabilmente a causa della stanchezza rimane un po’ indietro giocando una partita analoga a quella precedente.

Iniziare a sentirsi meno spaesati nelle scelte sul tabellone inizia a dare le sue soddisfazioni capire che ci sono scelte apparentemente meno efficaci ma che hanno una loro utilità è molto appagamente e veder la crescita della propria palestra è davvero molto stimolante.

Alla luce di questo, l’impatto del primo torneo è praticamente minimo mentre il secondo risulta un po’ più pesante ma comunque non determinante perchè la ciccia dei punti vittoria è arrivata praticamente da fuori.

Una scelta molto intelligente da parte dell’autore è quella di include una palestra gestita dal gioco che partecipa ai tornei se i giocatori non mandano otto lottatori come partecipanti quindi in una partita a tre giocatori almeno due guerrieri arriveranno dal Dojo Bot. Questi avversari sono molto forti e garantiscono un grosso bilanciamento tra le due anime del gioco perchè il grosso dei punti si fa vincendo i tornei, i piazzamenti contano fino ad un certo punto.

La seconda partita finisce nelle tue mani con un punteggio di ventisette punti contro i ventitre di Dado. Ben venti punti dei tuoi sono arrivati extra torneo, soltanto aver portato in finale nel secondo torneo il tuo guerriero ti ha fruttato sette punti.

Per gli amanti dei numeri e dei voti potremmo dare un sei a Dojo Kun dopo la prima partita e un otto dopo la seconda. Per questioni di media facciamo sette e un mezzo punto lo aggiungiamo per via della componentistica molto, molto carina. I lottatori sono delle caricature dei personaggi famosi degli 80 e dei videogiochi.

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Rimane un ultimo aspetto che non sei in grado ancora di valutare che può pesare almeno mezzo voto facendo oscillare il giudizio finale tra il 7 e l’8 ossia la longevità. Dopo quante partite il gioco verrà a noia? Probabilmente se giocato non troppo spesso tutto rimarrà sempre piuttosto godibile e lascerà sempre la sensazione di essere una interessante voce fuori dal coro. La tua paura che troppe partita ravvicinate portino ad una cristallizzazione delle strategie e quindi al fatto che il gioco esaurisca il suo fascino molto in fretta. Motivo per il quale secondo te il gioco non andrebbe abusato. O quanto meno, da parte dei giocatori dovrebbe esserci anche la voglia di sperimentare strategie differenti.

I sui grandi pregi sono proprio la grafica e l’ambientazione che è molto percepibile per essere un piazzamento lavoratori a cui spesso l’aspetto del tema è qualcosa di appiccicato sopra le meccaniche. Proporre Dojo Kun anche ha giocatori non esperti può rivelarsi davvero un successo se chi lo spiega riesce a far capire l’importanza della prima fase. Forse è stato anche un tuo errore durante la spiegazione ma d’altronde era quasi un gioco nuovo anche per te visto tutto il tempo che è trascorso dall’ultima partita.

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La voglia di riproporre Dojo Kun c’è e magari a settembre, Klaus permettendo, potrebbe essere l’occasione per rimetterlo in tavolo e vedere se tre giocatori con ormai chiaro il regolamento in testa, possono dar vita a delle partite entusiasmanti.

Concludendo. Le prime impressioni su Dojo Kun sono positive e quindi il Cornerhouse consiglia di provare almeno una volta questo titolo.

Mi raccomando ragassuoli se questo post vi è piaciuto, lasciate una bel like o condividetelo sui vostri social network preferiti. Lego Darth Vader, il caporedattore di questo blog, sarà vostro debitore!

Legacy of Dragonholt

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Oggi doppio post perché credi ne valga la pena riportare una news fresca fresca d’oltreoceano. La Fantasy Flight Games ha annunciato un nuovo gioco che dovrebbe uscire entro natale in lingua d’albione che sembra davvero promettente: Legacy Of Dragonholt.

Legacy Of Dragonholt è ambientato nella terra di Terrinoth, l’universo fantasy dove sono collocati i vari Descent, Runebound e Runewars, sembra essere un esperimento piuttosto particolare e interessante.

Certo non è l’ambientazione più famosa tra tutte quelle disponibili ma è certamente un universo narrativo che merita di essere esplorato anche perché rimane uno degli ultimi mondi fantasy “classici” vista anche la dipartita del Fantasy Games Workshop e il numero di giochi che la FFG sta producendo ambientati proprio li.

L’idea è quella di mixare i librigame, i giochi di ruolo e i giochi da tavolo collaborativi. Quindi si giocherebbe tutti insieme senza la figura del master che ormai è sempre più bistrattata. Ah poveri master, non a caso un anno fa su Lega Nerd avevi scritto un pezzo a riguardo. Potete leggerlo qui se volete.

In questo primo set base sembrano che disponibili sei avventure (un’offerta decisamente più interessante rispetto ad un Time Stories). Resta da capire ovviamente i tempi per completare con successo ogni avventura. Sarebbe bello se anche gli aventi siano in qualche modo collegati e se i propri personaggi evolvessero all’interno della storia. Il manuale di creazione del personaggio fa presagire una certa libertà.

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La rigiocabilità degli scenari esisterà quasi sicuramente nella forma del “provare altre scelte” come in qualsiasi altro Librogame. Alcune strade magari porteranno al gameover altre potrebbero far cambiare radicalmente la storia.

Insieme ai nuovi casi di Sherlock Holmes e a Chatterstone, Legacy Of Dragonholt si piazza di prepotenza tra i giochi che ti incuriosiscono di più in uscita nei prossimi mesi. Speriamo che Asterion/Asmodee Italia si renda conto in fretta che, già solo con l’annuncio FFG, ha venduto già un bel po’ di copie e faccia in fretta il lavoro di traduzione che tanto sappiamo che lo sanno far bene!

La news originale potete trovarla qui

Campionato del Mondo di Formula D. Tappa 2

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Bentrovati ragassuoli, eccoci pronti a raccontarvi della seconda tappa che si è tenuta in quel del Principato di Monaco, del campionato 2017 di Formula D in famigghia. Per chi si fosse perso il commento dopo la prima tappa lo può trovare qui.

La gara è stata veramente un massacro e una collezione di sfighe pazzesche, un po’ come vuole la tradizione delle gare anni 80 di F1. Solo due monoposto sono riuscite ad arrivare alla fine senza riportare danni o andare in testacoda. Se avessimo seguito alla lettera il regolamento solo tre monoposto sarebbero arrivate alla fine ma dato il clima familiare e il fatto che tua moglie ti ha distrutto la macchina alla seconda curva del primo giro (!!!) ci si è accordati di essere di manica larga. E meno male!

Il circuito cittadino di Monaco si sa, premia i piloti più concentrati e attenti, un minimo errore, un tiro di dadi carico di spheeeega e chiunque può far la fine della McLaren Honda di questi ultimi anni. Ovviamente è lecito rosikare perchè nessuno di noi guadagna il patrimonio del Fernandino Al(f)onso. Andiamo dunque a vedere cosa è successo in gara:

Pronti Noi Zi Va (brum bruuuum bruuuuuuum)

Primo giro.

Si spengono le luci, gas a martello, scatenate l’inferno. Così aprirebbe le telecronaca il buon Guido Meda. Mary scatta dalla pole ma alla prima curva è pollofifo che passa in testa. Subito dietro la Cornerhouse cerca di inseguire con una traiettoria più stretta ma danneggia la vettura perchè viene tamponata da Carlotta. La Ferrari di suocero segue attenta la lotta per il terzo posto. La battaglia per il gradino più basso del podio continua per tutto il rettilineo in salita tra la Cornerhouse e Carlotta e alla fine al terzo tamponamento consegutivo con il terzo uno conseguitivo (ma-dio-mannaggia, bestemmia silenziosa e rosikata pubblica) la tua monoposto è distrutta e avrebbe dovuto ritirarsi dalla corsa. La benevolenza del gruppo di gioco ti ha salvato. Uff, grazie grazie. Dopo il tunnel, nel punto più veloce del circuito le posizioni sembrano definite Carlotta, Mary, Suocero, Pollofifo e la Cornerhouse in ultima posizione. Al momento però sembra essere Mary quella che si trova più a suo agio con il tracciato.

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La cattiverie alla prima curva!

Il secondo giro.

Nel secondo giro Carlotta e Mary consolidano la loro lotta al vertice, con tua moglie che azzarda qualche tiro di dado che la constringerà a fermarsi ai Box al termine del giro. In terza posizione Suocero con la guida alla Hamilton (si è auto proclamato così) si porta al limite per tentare di agguantare le posizioni al vertice per mantenere il primato in classifica. Nelle retrovie Pollofifo, che si era fermato ai box al termine del primo giro, riesce comunque a difendere il quarto posto dal tuo arrivo arrembante nonostante il tuo secondo testacoda per aver finito anche le gomme (non bastava avere la macchina danneggiata ah mondo infame!)

Terzo Giro

Carlotta entra ai box al termine del secondo giro ma alla prima curva è Mary ad essere in testa, le due monoposto escono appaiate ma sulla salita, dove già nel primo giro tua moglie aveva mostrato tutta la sua cattiveria (tamponandoti tre volte), si riprende la testa della gara. Suocero approfitta del indecisione di Mary per guardagnare il secondo posto e quindi il primo posto nel mondiale. Sempre dal fondo per star dietro a Pollofifo, la Cornerhouse esce ancora una volta di pista. Si è stata una pessima serata ai dadi. Uh che fatica. Facciamola finita!

Ma è nel terzo settore che si consuma l’incredibile. Hamilton-Suocero chiede troppo alla sua macchina e finisce le gomme, garantendo così a Mary di arrivare seconda industurbata e tranquilla tranquilla (grande Mary finalmente hai raggiunto il podio!). Moglie Carlotta nel frattempo aveva tagliato il traguardo diventando così la principessa di Monaco per una notte.Olè evviva la moglie! Anche pollofifo, per tentare di guadagnare un terzo posto insperato, azzarda e finisce fuori. Nella ripartenza, il nostro polletto fa l’infamata e chiude la porta in faccia a Hamilton-Suocero che non avendo più punti a disposizione per frenare è costretto ad andare fuori una seconda volta nel giro di due turni. La mossa del pollo (però agonisticamente giusta) non ha pagato perchè di rapina peggio che alla inzaghi, la Cornerhouse recupera la due monoposto e sul rettilineo finale raggiunge un terzo posto a cui davvero non credevi più. Accidenti che Furto!

L’ordine d’arrivo è quindi:

  • Carlotta
  • Mary
  • Cornerhouse
  • Pollofifo
  • Suocero

In questo modo la classifica subisce già il primo scossone e il primo tentativo di fuga

  • Carlotta 43
  • Suocero 35
  • Cornerhouse 30
  • Mary 28
  • Pollofifo 24

Albo d’oro di Monaco vede:

  • Tappa 1 2016 – Suocero
  • Tappa 2 2016 – Pollofifo
  • Tappa 1 2017 – Carlotta

Che dire, per te è stata certamente la gara più sfortunata che tu abbia mai fatto a questo gioco. Oh ci può stare, è un gioco di dadi, ma tre uno di fila su un d20 sicuramente passeranno alla storia tra gli epic fail della tua giornate da giocatore.