Il Trono Di Spade 7×05. Una lettera, ‘na cicogna e i pessimi sette!

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Buon ferrasto ragassuoli, oggi, nonostante la maggior parte di noi sia in vacanza, il Cornerhouse non abbandona mai i suoi gagliardi ospiti che cercano comunque in queste fregnacce, la giusta cura contro questo torrido caldo.

E ‘sti cavoli se sarà il post sul trono di spade meno visto nella storia di questo blog. Noi si mantengono gli impegni presi. Sempre.

Che dire ragassuoli, in quel di Westeros le cose non vanno mai bene, ne aggiusti una e se ne rompono tre. è davvero tutto troppo stressante. Oh ma fateve na’ vazanza e su!

Avevamo lasciato Giacomino Lannister e il fido Bronaldo in una brutta, anzi bruttissima situazione, fortuna che le armature di metallo galleggiano altrimenti sarebbero certamente affogati. L’unica difficoltà per Bronaldo è  stata la mano finta di Giacomino che pesava na cifra altrimenti sarebbe stata na passeggiata l’attraversata verso riva. Maddai periddio ci state prendendo per il culo? Per come si erano messe le cose, santamiseria, Giacomino ci doveva lasciare. Se quella scena l’avesse scritta quel ciccione maledetto di Martin avremmo salutato il leone con la mano d’oro e invece ci teniamo sto personaggio che è una delusione continua. Altro che il Giacomino della stagione scorsa

Si conferma ancora una volta la scelta degli sceneggiatori  dell’inutile introduzione di personaggi con l’unico scopo di uccidere personaggi a caso, tra l’altro casualmente imparentati con altri personaggi più  importanti. E cosi con il fatto che Dananana sia particolarmente bassa e che quindi chiede a tutti di inginocchiarsi ci perdiamo la famiglia Tarly che non avevano capito la questione emotiva di Dananana e vabbè non ne sentiremo la mancanza.

Questa puntata poi insiste nel raccontarci la dabbenaggine di Giacomino che ritorna con la coda tra le gamba della sorellina, si fa cojona’ dal fido Bronaldo e poi crede alla favola della cicogna che sta per arrivare ad Approdo Del Re. Evviva un nuovo piccolo Lannister, sai che  bello se questa volta viene bruno come un Baratto. 

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Dai, non è credibile che Sersi sia rimasta incinta è solo una stronzata che gli dice per tener Giacomino sottoscacco. Porello ma soprattutto Ridicolo.

Nel frattempo a Dragoroccia Dananana fa il suo ritorno e, guarda caso, quante coincidenze i  questa puntata, Giannino Ignoranza la stava aspettando al parcheggio dei Draghi davanti centro commerciale. Hai una monetina per il carello?” Gli chiede Giannino. I Draghi si sa son come i cani e sentono se qualcuno è  amico di Drago. Karlo Drogo quindi si avvicina a Giannino e si fa fare due grattini sul musetto. Che carino. “Saremo mica parenti?” si domanda il Drago.

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Al comprensorio di Grande Inverno invece le cose si mettono sempre peggio perché grazie all’incapacità di Lady Salsa, Minchietta Corta inizia a diventare davvero un personaggio scomodo come un di .. nel cu.. dato è riuscito ormai a mettere contro le due sorelle Stark. Minchietta corta deve fare una brutta fine, vi prego basta nun se ne po più!

Due osservazioni: la prima: Arya è un’esperta assassina e si fa sgamare da quel pirla? Due: per i meno attenti la lettera che trova sotto il letto dovrebbere essere la lettera che Salsa aveva scritto a suo fratello Robertino durante la guerra dei Re in cui chiedeva di arrendersi ai Lannister. Arya non la prenderà bene.

Alla cittadella invece ci raccontano che in quel di westeros si potevano annullare i matrimoni. In pratica in scioltezza, come Messi contro la Pro Brocchese, ci dicono che Rigoberdo Targaryan aveva annullato il suo matrimonio per sposarsi con Lyanna e quindi non solo Giannino non è ne un bastardo del nord ne de dei draghi ma è un Drago a tutti gli effetti. Karlo Drogo aveva ragione. Ah se i Draghi sono avanti. Clap clap clap.

Alla fine si va ad Est e ci viene presentata la nuova località turistica per gli amanti della cioccolata calda e degli sport invernali come la caccia al Non Morti: EastWatch. Per la campagna pubblicitaria Giannino Ignoranza si reca prorpio la in compagnia di sei manzi di livello pronti a girare delle sequenze action per attirare cacciatori e turisti. 

Li chiameremo i pessimi sette: L’ignorante, Il bruto, il cecato, l’amico di tua figlia, il predicatore scojonato, il mastino ed infine Il martello, che chiameremo “tutto suo padre”. Quanti di questi baldi giovini torneranno indietro?

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giù il sipario.

PS.

Per onestà intellettuale l’idea iniziale era di chiudere il post con i Magnifici sette ma purtroppo il grande Blog del Dr Mahattan ha pubblicato prima di te e tu per correttezza hai cambiato idea appena te ne sei accorto prima dell’accusa amichevole di plagio.

Tua moglie però sa che l’idea ti è venuta proprio mentre vedevate la puntata quindi senza le influenze esterne. Peccato l’idea era davvero pheeegosa!

A Song Of Ice & Fire su Kickstarter

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Tra poche ore terminerà l’ultimo (solo in ordine temporale, ovviamente) kickstarter della Cool Or mini Or Not. La raccoltà fondi è dedicata niente meno che al gioco di battaglie tra eserciti di miniature ambientato in quel di Westeros. Il titolo del gioco è A Song Of Ice & Fire: Tabletop miniatures game.

Prima di continuare nella lettura, scusate l’offtopic ricordatevi che è in corso il primo sondaggio del Cornerhouse. Mi raccomando se vi interessa e seguite il mondo DC Comics, votate! Grazie!

Dicevamo…

Due sono le cose che saltano subito all’occhio. La prima è l’alto costo di ingresso per essere tra i finanziatori. Centocinquanta dollarazzi non sono pochi per il mondo dei giochi da tavolo ma d’altra parte questo non è propriamente un gioco da tavolo perchè è molto vicino a quello che è il mondo di Warhammer. Letta in quest’ottica tutti quei dollarazzi invece, diventano interessanti se addirittura competitivi.  Per via dell’alto costo del pledge, A Song Of Ice & Fire Tabletop miniatures game sembra essere un kickstarter potenzialmente fico se si è almeno in due a dividersi tutta la rrobba in quel caso tutte le cosiderazioni sul prezzo, beh, vanno a farsi fottere perchè settantacinque dollaroni diventano davvero una cifra succosa.

Il secondo dato importante è che il ricavo attualmente ottenuto dalla CMON è alto (abbiamo passato il millionicino) ma è ben lontano dagli standard che la casa americana solitamente raggiunge con giochini e kili di plastica” alla Zombicide.

L’aspetto positivo è che CMON è na certezza con la componentistica: le miniaure sono decisamente figherrime e le forme sono ispirate alla saga romanzesca non alla serie TV, anche i disegni sulle carte sono molto interessanti e si avvicinano molto alle descrizioni di quel ciccione malefico di Martin. Non c’è da stupirsi se in molti considerano (malignamente) questi Kickstarter come “Acquisto una collezione di miniature stupende” e solo in secondo tempo mi accorgo che “Ah c’è anche un gioco?”. L’idea di avere sulle mensole gli eserciti dipinti de Il Trono Di Spade, ammettiamolo è gagliarda anche se il gioco potrebbe essere deludente.

Alla luce di questi aspetti come possiamo considerare l’esito di questa campagna a poche ore dalla sua conclusione?

La tua personalissima opinione è che tutti si aspettavano qualcosa in più. I bakers si aspettavano forse qualche casata in più o qualche streach goals più sostanzioso. Questo è anche il principale motivo. tra l’altro. per cui non sei entrato tra i finanziatori . Anche a livello di gioco tutti coloro che hanno provato con dei prototipi il regolamento non hanno lasciato feedback clamorosi anzi sono rimasti piuttosto freddini. Carino, si ma insomma se cercate un wargame forse altrove c’è di meglio. Allo stesso tempo anche la CMON si aspettava di guadagnarci di più, la l’acquisizione della licenza non dev’essere stata economica” e per tanto il guardagno potrebbe essere più basso del preventivato.

l’altro aspetto che è stato chiarito in corso di campagna è il fatto che questa volta il gioco riceverà una forte spinta in ambito retail con uscite molto serrate a partire dalla primavera del prossimo anno con l’arrivo di altre unità e degli eserciti delle altre casate. l’obiettivo sarà quello di creare una forte rete torneistica rendendo quindi praticamente non valide” tutte le esclusive kickstarter che effettivamente non sembrano così eccitanti” da spingere a fare il pledge.

Il problema viene proprio adesso, quanti in Italia stanno investendo per il gioco? Stando al forum della tana dei goblins non sembra che ci siano troppi giocatori interessati alla campagna per questo bisognerà anche capire se Asterion/Asmodee Italia sarà interessata al lavoro di adattamento del gioco cosa che potrebbe non essere così scontata a causa della presenza in catalogo di un gioco che potrebbe essere un diretto concorrente di A Song Of Ice & Fire Tabletop miniatures game, ossia Runewars che sembra abbia un sistema di regole più interessante rispetto al titolo CMON. 

E va tenuto in ogni caso conto che lo stesso Runewars sta faticando ad entrare nel cuore dei giocatori. Basta pensare che su Roma sembrerebbe che i giocatori si davvero pochi.

Per questi motivi, nonostante la tentazione sia forte, hai deciso di passare e non partecipare al Kickstarter, al momento non sembrano essere dei motivi oggettivi per rimpiangere questa scelta. Se poi il gioco avrà seguito e se e quando si potranno valutare anche le altre casate, forse potrai decidere di entrare. Ma fino ad allora la carta di credito resta nel portafoglio, anche perché, tra poco dovrebbe uscire anche il Kickstarter di un altro gioco che anche fosse na ciofeca andrà finanziato a prescindere ossia il gioco di miniature di Batman. Ta Dan!

Bentornati a Puerto Rico

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Bentrovati ragassuoli, questo è un periodo davvero florido per i Cornerhouse tant’è che stai riuscendo a pubblicare post giornalmente prendendo spunto dai temi più disparati. Ma d’altra parte i pub, anche se virtuali, sono frequentati da tantissime persone diverse e di conseguenza va trovato qualcosa di interessante per tutti. 

Oggi torniamo a parlare di Boardgames perché l’altra sera nel classico appuntamento settimanale della cena in famigghia sei finalmente riuscito a rimettere sul tavolo uno dei tuoi giochi preferiti ossia Puerto Rico.

Caspita è stata la prima volta quest’anno perché complici altri titoli come Ticket To Ride che ha letteralmente spopolato quest’inverno, Formula D amatissimo da tuo suocereo e Alta Tensione  che sta conquistando consensi, le occasioni per intavolare Puerto Rico sono state pressochè nulle.

Come aperitivo hai proposto anche la demo di Unlock! un gioco davvero interessante che si prefigge lo scopo di simulare un’escape room. Hai fatto giocare Mary, Pollofifo e Suocero che con un piccolissimo aiuto nell’interpretazione delle carte hanno risolto agilmente la demo. I complimenti vanno soprattutto a Pollofifo che ha saputo risolvere l’ultimo enigma da solo. Bravo! 

Dato che è disponibile sul sito Asterion/Asmodee Italia la demo di queso gioco a questo link potete stamparvi i file e il regolamento e provarlo. C’è anche un piccolo caso aggiuntivo un po’ più corposo (sempre gratuito) quindi diciamo che avete due occasioni per farvi un’idea. La scatola base con i primi tre casi costa poi 30 eurini quando l’avrai completata scriverai poi un bel post di commento finale.

Puerto Rico, dicevamo, già Puerto Rico, che gioco, che capolavoro. Davvero ragassuoli questo gioco è sicuramente uno dei più semplici ma profondi giochi da tavolo che siano stati inventati in epoca moderna. Il suo meccanismo di scelta dei ruoli è pressochè perfetto a patto che al tavolo tutti siano più o meno allo stesso livello di conoscenza del gioco e delle sue malizie. Per vincere a Puerto Rico è necessaria esperienza, capacità di visione a medio lungo termine (diciamo uno due turni più avanti) e una piccola dose di fortuna ma minima minima minima.

La partita dell’altra sera è stata davvero una partita eccezionale. Il 90% delle mosse sono state scelte con ragionamento e efficacia. Infatti i punteggi sono stati molto bassi e vicini tra di loro. Al tavolo si è giocato bene ma quasi sempre sono state prese le contromisure giuste nella scelta degli edifici e dei ruoli. Complimenti a tutti.

La partita è stata vinta da Carlotta per soli due punti rispetto a te. 50 a 48 accidenti! La chiusura che stata determinata da Mary che ha peccato un bricciolo di visione nell’ultimo turno (dal tuo punto di vista) non ti ha consegnato la vittoria. In pratica avresti avuto in canna almeno altri 4-5 punti se la partita fosse durata un turno in più. Mary avrebbe fatto addirittura 7-8 punti quindi avrebbe addirittura insidiato il terzo posto. Peccato.

La verità però è che quando si svolgono partite così belle, cattive ma giuste, il vincere o perdere, lascia quasi ogni significato al vento. Anche Il post partita da l’idea del clima al tavolo, ci si scambia consigli, ci si fa domande e ci si prende nella maniera più sana possibile in giro.

Questo è il significato di giocare. Che sia un gioco di ruolo, un gioco di carte, un gioco da tavolo ma anche un videogioco o qualsiasi altra cosa va bene tutto, questo dovrebbe essere lo scopo. 

Che oh, badate bene, mica significa evitare il fallo tecnico o l’entrata un po’ brusca, significa solo, come ti ha insegnato uno scozzese durante Italia Scozia di Rugby che sti cazzi come finisce la partita, dopo andiamo tutti a riempirci di birra come se non ci fosse un domani. Un giro pago io, un giro offri tu! Olè!

Recuperare il Tuo Primo Amore (1)

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Bentrovati ragassuoli in questa webbettola malfamata ma frequentata dalla ggente giusta. Tranquilli, questo è si un post romantico ma non sarà una scontata fregnaccia dedicata a sua eccellenza HR Wells e alla sua turbo rubrica del cuore ma bensì si parlerà di un’amore ben più grande.

Lo sapete no? Ogni pub che si rispetti ha sempre un piccolo angolo dove potete trovare qualche strumento musicale, perché si sa che alla terza birra la voglia di cantare si fa bella pressante come la voglia di andar a svuotare il pipistrello. Giusto?

Quindi come anticipato sul post dedicato al compleanno del Cornerhouse iniziamo a parlare di musica e lo facciamo da un punto di vista molto personale cioé presentandovi l’operazione restauro 2017.

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Ecchila questa è Sally una Ephiphone SG “Diavoletto” mi è stata regalata dai miei genitori per il mio diploma quasi venti anni fa. è rimasta a casa dei miei giù al nord fino a poche settimane fa, in pratica non è più stata con me da circa dieci anni quando me ne andai di casa ma adesso è di nuovo qui bisognosa di affetto e coccole ma non solo, di una bella opera di restauro perché ne ha davvero bisogno.

In questa serie di post vi racconterò passo dopo passo quello che faremo per metterla a nuovo e (ri)darle l’importanza che merita. Ehi Ma aspetta un momento! Johnny stai dicendo che i Nerd suonano la chitarra?

I Nerd dominano il mondo ancora non l’avete capito? Possono tutto! Ma torniamo seri, beh avete presente il detto se conosci una canzone d’amore falla suonare a qualcun’altro, ecco io sono sempre stato il qualcun’altro che suonava mentre gli altri cuccavano e a me non restava che darmi all’alcolismo.

In realtà le cose sono anche cambiate, ma questa è una lunga storia con anche delle belle soddisfazioni che racconteremo pian piano.

Un ultima cosa, sempre a proposito di musica vi consiglio ancora una volta a mettere il like sulla pagina facebook del Cornerhouse perché se ci date uno sguardo spesso verso le dieci di sera troverete degli spunti interessanti!

Come da tradizione tocca a voi!

Oltre alle più scontate passioni da nerd c’è qualcos’altro che vi appasiona? Qualcuno è appassionato di cucina? Di Trekking? Qualcuno fa sport? Raccontatelo nei commenti!

Fallout The Boardgame

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Pochi giorni fa, dopo l’interessante notizia dell’annuncio del primo “Librogame” da tavolo Legacy Of Dragonholt (ne abbiamo parlato aqui) , l’ammerigana Fantasy Flight Games spara fuori dal suo cilindro un nuovo gioco su una nuova licenza: Fallout The Boardgame.

Fallout The Boardgame è un gioco esplorativo in cui da uno a quattro giocatori (quindi è prevista fin da subito una modalità solitario) si muoveranno su una mappa composta da tessere esagonali con lo scopo di risolvere missioni e recuperare risorse e equipaggiamenti.

Ci saranno alleanze con le varie fazioni, nuovi alleati, equipaggiamento vario, sviluppo del personaggio simile a quello del videogame quindi le abilità avranno un peso sul gameplay che si sceglierà di sviluppare. Ci sara’ anche il VATS. La parte più interessante sembra essere la risoluzione delle varie situazioni, un sistema a scelta che avrà conseguenze che metteranno certe carte in gioco che saranno poi diventeranno poi  incontri e cosi’ via cambiando l’esperienza di gioco (es. se liberi dei supermutanti poi te li ritroverai nel deck come possibili incontri dovuti al fatto che sono stati liberati etc.).

Il gioco non sembra essere un collaborativo ma ti ricorda per certi versi Runebound il gioco d’avventura: In pratica vince chi per primo riesce a ottenere o soddisfare le condizioni di vittoria. L’interazione a naso potrebbe essere quasi principalmente indiretta a meno di qualcosa non salti fuori di cui al momento non hanno parlato.

La rigiocabilità e la longevità come al solito lasciano supporre che se il titolo farà i numeri preventivati sarà supportato tutta una serie di espansioni con nuove “migliorie” e missioni diverse come da tradizione FFG che munge finché può tutte le sue mucche. Si parte con quattro missioni poi chissà.

Anche in questo Fallout The Boardgame sembra avere un certo peso l’aspetto narrativo. Con gli ultimi annunci la Fantasy Flight sembra aver capito che il giocatore “American” non è solo interessato a tirare valanghe di dadi ma anche a vivere storie importanti e avvincenti. Tutto ciò non fa altro che farti ben sperare!

C’è da tener presente che Fallout non è il primo gioco che pesca a piene mani dal mondo del videogioco. Sempre la FFG aveva prodotto X-COM un collaborativo tratto dal medesimo videogioco. In italia è stato localizzato dalla Giochi Uniti è purtroppo non sembra abbia riscosso particolare successo. Forse in maniera piuttosto immeritata. X-Com ha avuto il pregio/il difetto di essere uno dei primi ad introdurre il digitale nel mondo analogico dei cubetti e legnetti nel gioco da tavolo. Forse l’utenza non era ancora pronta.

Oggi con titoli come Le Case Della Follia e Descent sembra che l’aria stia pian piano cambiando.

Dunque ragassuoli, ora tocca a voi!

Cosa pensate dell’integrazione APP e giochi da tavolo e soprattutto cosa pensate dei giochi da Tavolo che tentano la fortuna ispirandosi a ambientazioni prese dal mondo del videogame?

Pensate che un giorno i due media collasseranno in un unico mezzo di intrattenimento o siete tradizionalisti e guai a chi vi tocca i cubetti?

Dite la vostra!