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Animosity. The Walking Dead for vegans?

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Eccovi ragassuoli, buon inizio settimana! Quest’oggi chiacchieriamo amabilmente e senza troppi spoiler di un fumetto che hai comprato poche settimane di fa, di cui eri particolarmente curioso per via di un’ambientazione che in qualche modo ti aveva incuriosito. Oggi parliamo di Animosity.

Animosity è una serie scritta da Marguerite Bennett e disegna da Rafael de Latorre, portata in Italia grazie alla salda press che come hai già scritto su questa webbettola cura l’edizione italica delle pubblicazioni Aftershock, il primo numero è uscito a dicembre in doppio formato, il secondo più costoso è quello con la copertina rigida.

La storia raccontata da Animosity per parecchi versi si ispira al classico setting survival di cui The Walking Dead è ormai uno dei capisaldi più famosi, sostituendo però gli zombi con tutti gli animali del mondo. In pratica ad un certo punto, per un motivo ancora misterioso gli animali smettono di zompettare in allegria, iniziano a parlare e si accaniscono contro l’uomo reo di aver da sempre maltrattato la natura. La vicenda descrive il viaggio di una bimba e del suo cane verso un probabile luogo sicuro da qualche parte in America mentre uomini e bestie si fanno la guerra.

L’idea l’hai trovata interessante, d’altronde nonostante tu abbia smesso di seguire The Walking Dead sia come serie tv che come fumetto, il messaggio che la serie zombesca aveva ti ha sempre colpito. Peccato che poi, la ripetitività e l’eccessiva violenza gratuita ti abbiano stancato. Dirai sempre che se la serie tv di The Walking Dead fosse finita con la terza stagione, il programma tv sarebbe stato una bomba. Il dio denaro però ha rovinato un prodotto purtroppo valido, eh vabbè, pace così.

Dicevi, Animosity  è -per il momento- un clone piacevole della serie di Robert Kirkman. Costruisce subito un gran legame empatico tra il lettore la coppia Bimba-Cane e si lascia leggere tutto di un fiato senza mai annoiare tra Flashback e sviluppo della trama. Le tavole sono a colori e sono di buona qualità. I disegni sono precisi e ben collocati sulle griglie. Le emozioni sui volti degli animali sono credibili così come le loro forme. Niente di miracoloso o imperdibile ma comunque ben realizzato.

Jesse, la bimba, al momento porta con se il seme della speranza, dell’amore per gli animali e la promessa del suo cuore di porre fine a questa guerra. Il sano ottimismo che nelle letture che tu oggi hai voglia di leggere è un fondamentale requisito è quindi presente. Basta distruzione e devastazione fini a se stesse. Il mondo si può ancora salvare. Ehm forse…

Non sono mancati alcuni significativi colpi di scena e critiche alla società moderna sull’uso sconsiderato degli animali sia per mangiare che per altri fini consumistici. è una storia per vegani? No, perché seppur è inevitabile sospettarlo fin da subito, ci sono alcuni dialoghi che disprezzano l’abuso di carne non il giusto utilizzo.

Animosity ti è piaciuto? Onestamente si, ma con riserva. Nel senso che, sicuramente ti è piaciuto leggere di un cane disposto a tutto per salvare la propria bimba padrona, ti son piaciuti alcuni personaggi e il genere rientra nelle tue corde, però ci sono alcuni però grossi come una cassetta per gli attrezzi.

Se la storia dovesse eccessivamente incattivirsi solo per scioccare (hai controllato si scrive così), se una volta che l’obiettivo sarà raggiunto si creasse l’ennesimo twist per il solo gusto di continuare a scrivere pagine allora lo abbandoneresti deluso ancora una volta. Dai, impariamo a chiudere le storie e a fare altro. Che ce vo?

Invece, per tutto coloro che a differenza tua, continuano ad intrattenersi con The Walking Dead possono trovare Animosity un’ottima alternativa che sarà di sicuro di loro gusto.

Per questi motivi Animosity si cucca il voto intermedio. Ti è piaciuto ma resti sul chi va la, comprerai certamente il volume successivo e probabilmente anche il terzo ma al primo segnale di deuolchindeddite Bye Bye bimba Jesse e cane Sandor!

Lego Darth Vader vi ha avvisato!

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Second Sight Volume 1

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Bentrovati ragassuoli, come hai accenntato ieri nel post dedicato ai tuoi malanni compulsivi da isterico shopping, hai preso aggratise il primo albo di Second Sight, miniserie (al momento è un albo unico in italia, in america sono sei spillati) che a breve sarà pubblicata da parte della Saldapress.

Cercando informazioni sull’internet, per non fare la solita figura dello sprovveduto, hai raccolto una serie di notizie interessanti a proposito della Aftershock, l’editrice americana di questa serie.

In pratica, Saldapress ha acquisito per il mercato italico i diritti esclusivi di pubblicazione di tutto il catalogo Aftershock e leggendo l’elenco degli autori che hanno scritto storie per questa casa ti è venuta davvero l’acquolina in bocca visto che sono venuti fuori signori di un certo livello come Brian Azzarello e Garth Ennis.

Per questo motivo ti sei gettato incuriosito nella lettura di questo albo promozionale per vedere se, beh, se valeva la pena mettere nella lista della spesa questo Second Sight.

Second Sight è scritto da David Hine, autore per te per lo più sconosciuto che però, stando a Wikipedia, ha un curriculum di tutto rispetto avendo messo le mani su alcuni tra i più importanti personaggi Marvel e DC come gli Xmen e Batman.

Il numero uno che hai letto introduce sostanziamente uno dei temi che, con buona probabilità, sarà centrale durante il proseguimento della storia. Ray Pilgrim, vent’anni fa ha scoperto di avere un potere speciale. Egli infatti riesci a vedere a vedere attraverso gli occhi degli assassini che si terrorizzano Londra. Il problema è che ad un certo punto Ray stesso viene accusato degli crimini che lui voleva cercare di fermare. Oggi sua figlia, una bloggher adolescente, si è messa in testa di smascherare un giro di pedofilia che vedrebbe coinvolti molti volti importanti della società britannica.

Al momento quindi siamo davanti ad alcuni cliché che funzionano ma che gira e rigira son sempre li. Padre e Madre separati, figlia alternativa che vuole seguire il padre, ricostruirne il rapporto e mettere in luce agli occhi della società le qualità del genitore. Il classico cammino di riabilitazione. Siamo li dai. Dei villanzoni si sa ancora troppo poco per farsene un’idea e bisogna anche capire come evolverà il percorso di Ray se sarà un viaggio in cerca di risposte dal suo passato o se sarà un accettazione di qualcosa per proteggere la figlia. In pratica questi cattivoni potrebbero essere uno sfondo, un pretesto e non il vero cuore della storia. Chissà.

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Le tavole sono a opera di un artista italiano Alberto Ponticelli che hai scoperto ha già lavorato per Dc Comics e Vertigo. Il suo stile è piacevole, l’impostazione delle tavole è molto classico ma molto chiaro e certamente ha agevolato molto nel ritmo della lettura dell’albo che, come hai scritto, è volata via con piacere.

Second Sight vale quindi la pena leggerlo? Onestamente il primo albo ti è piaciuto. Il rapporto padre-figlia sicuramente ha giocato la sua parte, anche se tutto sommato è stata la scorrevolezza delle pagine tra ricordi e presente che, nonostante la tua stanchezza della giornata, ti ha intrattenuto come si deve.  Attualmente la serie si compone di 6 numeri e sono tutti racchiusi nel volume salda press in uscita questa mese al costa di circa quindici eurini. Quindi, mettendo tutto insieme tra pro e contro, è fattibile.

Personalmente non hai una grande selezione di storie di questo genere nella tua collezione. Gli investigativi duri e puri o sono Hard Boiled o tendenzialmente non ti hanno mai fatto impazzire. Di primo impatto il protagonista ti ha ricordato per tanti aspetti John Costantine per via della stessa verve e la consapevolezza che il male esiste, il che non guasta visto che la nuova serie a fumetti appartenente al reboot di rinascita non ti aveva purtroppo conquistato.

Insomma l’avete capito, Second Sight è finito nella lista della spesa, non è tra le priorità ma se ci sarà la possibilità lo leggerai volentieri. Magari potrai recuperarlo più avanti, non dovrebbe essere di difficile reperibilità nei prossimi mesi. Accidenti ai volumi promozionali! Statene sempre lontani, sono loro il male!