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I Numeri 1 Bonelli: Mercurio Loi

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Bentrovati ragassuoli in questa nuova settimana. Per cominciare nel migliore dei modi possibili, che il lunedì ha sempre bisogno di una spintarella per partire (anzi forse un bel spintone), qui al Cornerhouse vi consigliamo subbito subbito come spendere poco meno di cinque crediti imperiali per accattarvi un fumetto che sei convinto piacerà a molti. Ovvero il primo numero de Mercurio Loi, la serie regolare Bonelli iniziata pochi giorni fa de lo sherlock de Noantri.

Questa è una delle occasioni in cui non dovreste neanche leggere il resto del post, fidatevi questa volta la Bonelli ha fatto un gran bel lavoro e val la pena leggersi almeno il primo numero. Beh per tutti gli altri noiosi e rompini o per tutti quelli che non sanno resistere al fascino della tua ortografia in libertè, annamo!

Pronti Noi Zi Va

Mercurio Loi è una creatura di Alessandro Bilotta a tuo giudizio uno dei migliori sceneggiatori italici in forza alla bonelli. Il primo incontro con questo personaggio lo abbiamo avuto nel lontanissimo inizio del 2015 con il numero 28 della collana Le Storie di cui abbiamo già parlato in un altro post che se volete potete leggere qui.

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Mercurio Loi è un perfetto omaggio, una valida interpretazione in chiave trasteverina dell’insuperabile personaggio nato dalla mente di Sir Arthur Conan Doyle Sherlock Holmes. Alessandro Bilotta però ha saputo ricamare sopra lo sherlock canovaccio una serie di personaggio ben delineati e personali calandoli in una credibile realtà romana di inizio del ‘800.

Roma Dei Pazzi è il titolo di questo primo numero della serie regolare che questa volta si presenta a calori ammiccando anche a tutti coloro che preferiscono la policromia al consolidato stile “bonellide”. In questo primo capitolo ritroveremo la maggior parte dei protagonisti de l’albo delle storie donando già un pelo di confidenza con cui ha già letto la storia precedente, mantenendo invariato il tuo giudizio sui personaggi.

Lo sviluppo della storia l’hai trovato ben strutturato con Tarcisio il villanzone di tutta la baracca ha tenere banco per parecchie pagine ricordando per molti aspetti anche il Moriarty della serie Sherlock. Ma non solo, anche le altre piccole sottotrame sono state incastrate a dovere con la trama principale in particolare legate al nuovo discepolo di Mercurio, il giovane ed irruento Ottone.

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Le tavole ad opera di Matteo Mosca sono piuttosto gradevoli e convincenti riuscendo a ricostruire la Roma di quei tempi ma risultando davvero riconoscibile anche oggi soprattutto per chi ci vive. La struttura delle tavole invece è la classica matrice bonelli con 6 disegni per pagina. La colorazione ad opera di Francesca Piscitelli pur non raggiungendo il fascino della policromia di Orfani, d’altronde parliamo di due generi quasi agli antipodi, rimane grazie ad scelta di colori tenui e mai carichi e saturi la migliore soluzione possibile. Oh l’albo ti è piaciuto assaje quindi oggi lodi per tutti!

Come al solito non troverete nessuno spoiler su questo post perchè non ti va mai di rovinare la sorpresa per chi deciderà di acquistare l’albo per questo motivo le fregnacce oggi finiscono qua così avete il tempo di andare in edicola e comprare Mercurio Loi.

Per quanto ti riguarda pensi che almeno dodici numeri di questa serie non te li toglierà nessuno, hai seguito Morgan Lost per un anno prima di abbandonarli non c’è alcun motivo per non fare altrettanto. Anzi, qui la base è decisamente più solida!

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Oggi vi beccate il doppio bollino, uno dei primi del 2017. Per la gioia anche tua eccovi il marchio d’eccellenza del Cornerhouse’s Pub

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Mercurio Loi Sherlock De Noantri

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Questo post è stato scritto un anno fa e poi è stato dimenticato nella sperduta memoria dell’app di wordpress del tablet, da cui, alle volte, durante l’ora d’aria del nerd, ti diletti a scrivere le tue fregnacce che poi compaiono in questa spumeggiante webbettola così malfamata.

Il post parla di Mercurio Loi, nuovo personaggio Bonelli che avrà una serie regolare tutta sua a partire dal 23/05/2017. Le storie come leggerete dal post sono alla Sherlock con la caratteristica di essere ambientata in terra romana.

Gli albi nuovi saranno tutti a colori e avranno cadenza mensile e tu come al solito comprerai i primi numeri, così come per Morgan Lost (che hai smesso di leggere senza rimpianti perchè aldilà della tennica cromatica non ti ha lasciato nulla).

Beh leggetevi il post, poi ci si aggiorna a fine maggio o a inizio giugno per la recensione del primo numero.

Pronti Noi Zi Va

Alle volte anche la fila dal medico può rivelarsi interessante. Aspetti il tuo turno è scopri che leggendo l’inserto di Repubblica che la Bonelli ha in progetto due nuove “serie” per il 2017. Una di queste è dedicata a Mercurio Loi.

Chi è Mercurio Loi? Mercurio è un personaggio ideato da Alessandro Bilotta che ha già fatto la sua prima apparizione sulla Serie Bonelli “Le storie”. Vive a Roma ed è la versione trasteverina del nostro amato sociopatico iperattivo che chi segue il blog sa che apprezzi da molto tempo ovvero Sherlock Holmes.

Fermi,fermi, non scappate già sieti pronti a guardare altrove,  dai stiamo a beh per una volta arrivate sino alla fine. Pochi paragrafi e ci siamo fate lo sforzo su su annamo!

C’è chi copia e fa una ciofeca e chi si ispira a qualcosa e qualcuno ma riesce in qualche modo ad imprimere alla copia una sua personalità una sua ragione d’essere. Mercurio Loi sembra appartenere a questo secondo caso, complice anche l’italica ambientazione è riuscito subito ad appassionarti. Se la storia si fosse chiamata Sherlock e la coda alla vacinara sarebbe stata bella uguale ma staresti qui a criticare Bilotta perché il suo protagonista non è del tutto identico a personaggio di doyle.

Invece grazie ad alcune caratterizzazioni davvero azzeccate, il suo lavoro, le sue fobie, Mercurio si fa apprezzare e quindi il numero 28 de Le storie è un albo che consigli assolutamente di recuperare.

Quando arriverà la serie capiremo se l’entusiamo del cornerhouse è stato un fuoco di paglia oppure no

I numeri 1 Bonelli: Nathan Never

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L’hai scritto qualche giorno fa sulla tua pagina personale di Facciabuk che ti stai leggendo per la prima volta i primi numeri di Nathan Never, fumetti trovati per caso in un mercatino delle pulci. Non hai tra le mani il primo primissimo numero del buon Nathan ma insomma con la prima storia su due Albi ovvero il numero 3 e il numero 4, ci vai davvero vicino quindi hai pensato che fosse il caso di rispolverare la rubrica del Bonelli vintaggio ormai sopita da un bel po’.

Nathan Never esce nelle edicole nel 1991 l’anno di Terminator 2 il giorno del giudizio,  di Star Trek rotta verso l’ignoto, di Dead Space o anche di Timescape ma soprattutto vuoi non citare Godzilla contro King Ghidorah. Nominato quest’ultimo film potremmo chiudere qua e andare a casa ma in questa webbettola si fanno le cose per bene e si prosegue.

Mi raccomando non dimenticate che Godzilla contro King Ghidorah nella giapponia è andato benissimo e che quindi perchè no, potreste anche vederlo.. o forse no, fate voi, ma qui non si è detto nulla!

Tornando seri, Nathan Never nasce dalle menti del trio Michele Medda, Antonio Serra e Bepi Vigna e fu la prima saga di fantascienza ad essere pubblicata dalla Sergio Bonelli Editore nel 1991 uscendo prima con un “albo zero” e poi con il numero 1 della serie regolare “Agente Speciale Alfa”.

Il mondo fantascientifico di NN pesca a piene mani dal cinema e della letteratura di quel periodo infatti è facile trovare molti riferimenti comuni alla cultura sci-fi da Blade Runner, a Ghost in The Shell senza dimenticare le leggi della robotica di Asimov o l’inevitabile influenza di Star Trek.

Tutti gli elementi ormai entrati nell’immaginario pop della fantascienza sono stati sapientemente miscelati nella classica e tradizionale prosa per immagini Bonelli, in cui confort e mestiere hanno confezionato delle storie davvero interessanti che adesso stai leggendo con parecchio piacere.

Il tuo rapporto invece con Nathan Never invece è stato piuttosto altalenante in quanto da giovane studente di ingegneria appassionato di fumetti eri in piena fase da eccitamento ormonale per i manga fantascientifici come Evangelion, Gantz o Eden. Assaggiasti per la prima volta le storie dell’agenzia Alfa con la saga in tre numeri del 150 numero e con i numeri intorno al 100 di Legs Weaver. Forse l’impatto fu un po’ freddino, chissà cosa ti saresti dotuto aspettare, bah, sta di fatto che avrai comprato forse dieci numeri in totale e poi fine, ciaone, fino all’anno scorso esattamente centocinquanta numeri dopo con il numero inizio del numero trento e con la miniserie “Anno Zero” che ha raccontato di nuovo le origini del personaggio cercando di aggiornarne lo stile verso un linguaggio più moderno (si devi scrivere un post a riguardo, ma sei indietro anche con Ut ma diomannaggia).

Oggi che sei più anziano e che le tette grosse dei manga non ti colpiscono più come un tempo, hai la maturità giusta per goderti queste avventure cyberpunk che nella maggior parte dei casi sono scritte ad arte per intrattenere con gusto il lettore. Hai anche un bagaglio più approfondito a proposito di letteratura, cinema e quant’altro che adesso come per i Dylan di Sclavi d’annata sei più bravo nel cogliere citazioni e curiosità che ti fanno apprezzare di più quello che leggi.

Infine ora che hai  anche scovato quel mercatino in cui ci sono tutti quei fumetti è piuttosto facile che la tua collezione Bonelliana di Nathan Never cresca di un bel po’.

Letture Luglio 2016

Ultimamente sei tornato ad essere un affezionato lettore bonelli. Le ultime miniserie (Hellnoir, Ut e Anno Zero) e le serie regolari (Nathan Never, Martin Mystere e Morgan Lost) ti stanno chi più chi meno convincendo con una certa regolarità. Non a caso in questo post sulle letture di luglio quasi tutto quello che proponi è bonelliamo. Se aggiungi che per Battlestar Galattica hai interrotto di vedere the walking dead e hai recuperato quasi tutto quello che ti mancavaa proposito di Flash, le alternative alla fine non sono così significative. Bando alle ciancia o ciancio alla banda.

Pronti noi zi va.

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3 crediti (usato), Bonelli

Bonelli dunque e bonelli sia. Lo scaffale dell’usato dela tua fumetteria regala sempre qualche chicca. Qualche bimbo disperso che è stato abbandonato o che ha perso la via di casa. Accatastato in un mucchio di bonelli, hai trovato uno speciale il secondo incontro tra Nathan Never e Martin Mystere ambientato nel “mondo” di nathan. La storia, datata 1992,  è molto bella, il messaggio che c’è dietro sul significato che i mondi fantastici che tutti amiamo è ancora meglio. L’unica cosa che non ti ha convinto, un peccato veniale è il montaggio della storia. Ci sei rimasto un po’ male. Pazienza. In ogni caso lettura consigliata.

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3,5 franchi svizzeri, Bonelli

Continuiamo con l’agente alfa e il reboot del suo passato. Anno Zero è l’esempio perfetto di quello che oggi vai cercando da un fumetto: Un trama avvincente, disegnata bene e che si conclude in un numero finito di numeri. 6 che fan quasi 600 pagine è un ottima soluzione. Dopo Hellnoir, Anno Zero è la cosa migliore bonelli che hai letto quest’anno.

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3,3 crediti, Bonelli

La serie regolare di Nathan Never che riprende dal 301 sa di “Crisi” alla Dc Comics. In questa trilogia estiva che si concluderà con il 303, si sta consumando u a storia che stravolgerà il mondo di NN. Questo primo numero è una bomba. Funziona anche se non seguite il fumetto ma se vi piace Nathan sono tre numeri che consigli caldamente. Doveva essere una festa il venticinquesimo anniversario in realtà è un gran casino. Poraccio.

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5,5 tappi di bottiglia, Bonelli

Nel frattempo stai portando avanti la lettura di UT e continuano a valere le considerazioni fatte nel post precedente. Il lavoro di Roi è eccezionale, la sceneggiatura della Barbato e sul beh… boh, mah. Il terzo numero è piu chiaro e inizia a dare qualche piccola risposta. Inizia a farti la tua idea però hai anche paura che svacchi prima o poi. Non te la senti “ancora” di consigliarla ma sei comunque aperto a cambiare idea se nei prossimi numeri la trama sciogliendosi diventasse una gran pheeeegata.

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3,3 eurodollari, bonelli

Di Morgan Lost stai pensando di scrivere un post tutto per lui quando sarà uscito il numero dodici e conclusione del primo anno del nuovo figlio di Chiaverotti. Come nella più normale tradizione bonelliana, nonostante la tua affinità elettiva con l’autore, Morgan soffre di quei bassi bassissimi numeri e gode di quei alti altissimi numeri. Sei andato vicino a smettere, ti sei sforzato di restare sulla barca e sembra che al momento le cose sono mediamente buone ma quando Morgan Lost diventa una tricomica versione ucronica di Dylan Dog lo lanceresti dalla finestra. Ci vediamo al numero dodici per qualche dettaglio in più.

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4,9 crocifissi, Panini Comics – Marvel

Dopo dispopici futuri e ucronie passate e il momento della guerra. Il paese di Eutanesia è in perenne conflitto. Solo Ratto e il suo cristo senza casa possono portare la pace. Definire Ratto come la paradia di ratman secondo Ratman è svilente. Ratto non fa solo ridere ma come ortolani ci sta insegnando le sue storie hanno almeno due strati. Quello che fa ridere e quello che da da pensare. Il terzo numero della saga conclusiva di Ratman esplora proprio questi concetti. Non ci sono più i fumetti di una volta, le mezze stagioni, fa caldo a gennaio e la parmiggiana di nonna nessuno la sa più fare. Ortolani ha sgamato molti lettori. Ratman era meglio quando faceva solo ridere. Beh forse si ma anche no. Fate voi.

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15 sesterzi, RW LIon DC Comics

Più volte hai scritto sul questa webbettola che gli spillati proprio non piacciono o almeno secondo il modello editoriale italico che per ragioni di costo e numero di albi venduti accorpa più testate in numero unico. Fortunatamente la Dc Comics l’ha capito. Evidentemente non sei il solo ha pensarla così e fa uscire in formato cartonato delle raccolte di 5-6 numeri di una singola testata. Cosi puoi seguirti il tuo batman e il tuo flash in santa pace.
Il secondo volume di Flash prosegue le vicende post flashpoint del nostro monarca della velocità che deve affrontare per la nuova prima volta i suoi rogues (i nemici) in questo momento anche in rotta con Captain Cold probabilmente per giustificare la sua presenza in Legends Of Tomorrow o qualcosa di analogo. Cold di tutti gli avversari non velocisti della scia scarlatta resta uno dei più completi e controversi. Una delle migliori caratterizzazioni e non è facitenendo lo spirito leggero della testata. Mica vogliamo fare come Arrow in cui siamo arrivati alla quinta stagione grazie ai villain di Batman mica per il personaggio assolutamente privo di mordente.

Ragassuoli per questo mese siamo arrivati alle fine. Voi cosa state leggendo? Cosa consigliate?

Letture di Giugno 2016 – 25 anni di Nathan, L’impero a pezzi, paperugo e altri

Mantenendo costante la nuova linea editoriale imposta dal capo redattore Lego Darth Vader, il classico post del giovedì -quello dedicato ai fumetti- torna in una nuova versione, si spera più stuzzicante, in quanto tocca non un singolo albo ma più fumetti in modo da rendere la lettura del post –nonostante l’ortografia in libertè– più interessante.

Cominciamo con segnalando le ultime letture Bonelliane che ti sei fatto dedicate ai venticinque anni di Nathan Never: il numero 300 e il primo numero della miniserie in 6 albi “Anno Zero” dedicata alle origini del nostro Agente Alpha quando ancora non aveva il ciuffo bianco.

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Nathan Never 300 (3,20 euro dollari) 

Il numero trecento di Nathan Never (Testi: Bepi Vigna – Disegni Roberto De Angelis) è un tripudio a colori di citazioni le cui tre più evidenti sono quella legata al mondo del cinema di Matrix e le comparsate di Dylan e Zagor. Hai trovato anche piacevole l’idea che anche la bonelli sia costruita attorno ad un multiverso come quello DC comics, Nathan inseguendo uno dei personaggi della storia, andrà a mostrare proprio questo aspetto. Lettura promossa.

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Anno Zero 1 di 6 (3,50 Sesterzi)

Sul numero 1 di Anno Zero (Testi: Bepi Vigna – Disegni Roberto De Angelis), miniserie che racconta -per i nuovi lettori- le origini di Nathan ci sono da fare due considerazioni. La prima è che hai trovato questo un’ottima iniziativa sia commercialmente sia da un punto di vista letterario. Andrebbe fatta, secondo te, anche per tanti altri personaggi storici andrebbero a ruba. Ora tutti coloro che sono interessati al personaggio non hanno più scuse, completata la miniserie possono senza problemi proseguire nella lettura del serie regolare senza troppi impicci. La nota dolente è l’edizione “da fumetteria”, che a differenza dell’edizione da fumetteria di UT, non aggiunge niente di nuovo solo la carta della copertina è diversa, il che è davvero un peccato. Nell’edizione speciale di UT ci sono pagine aggiuntive con materiale extra anche qua ci sarebbero state ottimamente peccato. Lettura promossa ma comprate la versione da edicola che  è uguale.

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UT Variant da Fumetteria (5,5 fiorini)

Proseguiamo con le letture Bonelli e visto che l’abbiamo citato poc’anzi parliamo dei primi due numeri di UT (Testi Paola Barbato – Disegni Corrado Roi), hai il terzo da leggere sul comodino ma al momento che stai scrivendo questo post non hai ancora iniziato a leggerlo. UT è una storia molto particolare, una storia ambientata in mondo strano a tratti futuristico a tratti oscuro come il medioevo. I disegni di Corrado Roi sono il motivo principale per cui stai seguendo quest’altra miniserie sempre di sei numeri. L’avevano definita come una serie evento, per te invece è un grosso punti di domanda. Lettura rimandata.

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Marin Mystere 345 (5,30 Dobloni)

Ultimo bonelli, il numero 345 di Martin Mystere (Testi Sergio Badino – Disegni: Giancarlo Alessandrini). Si avete letto bene, tu leggi Martin, sarai forse uno degli ultimi a farlo ma le sue avventure ti garbano non poco. L’avventura di questo numero parte dal “fatto storico” che Agatha Christie scompare per una settima quand’era sposata con il primo marito da cui poi si separerà. L’albo costruisce una classica storia avventurosa e romantica che grazie ai molteplici colpi di scena e ai clichè comunque ben utilizzati si legge con piacere. Lettura consigliata se vi piacciono le storie “classiche”.

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PaperUgo (2,5 buonipasto)

C’è un moltissima Italia in questo numero e dopo aver fatto scorpacciata di Bonelli ci postiamo verso un genere molto molto di duro e adulto, parliamo di Paperugo (Marco e Giulio Rincione). Hai scoperto questa serie (che dovrebbe comporsi di tre numeri) grazie ad un amico youtuber che ha dedicato il suo canale interamente ai fumetti e si è rivelata una lettura di quelle dure e ruvide di quelle che ti prendono violentemente a cazzotti nella pancia.  Immaginate paperoga, immaginate che tutto il mondo di paperopoli sia finzione, una serie tv, immaginate che il papero sia solo un attore che lavora per un topo regista e schiavista. il papero è depresso e vive stretto quasi a soffocarsi con la sua solitudine la sue insicurezza. Paperugo racconta in maniera disarmante il rientro a casa da una giornata tipica di questo anonimo e invisibile papero che quando smette i panni del pasticcione personaggio di finzione è una delle tante vittime della solitudine. Lettura difficile ma promossa.

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L’impero a Pezzi Deluxe (14,50 crediti dell’Impero)

Ultimo pezzo d’Italia in questo post è dedicato all’edizione cartonata de L’Impero a Pezzi (Shattered Empire) storia che si prefigge il difficile compito di iniziare a raccontare cosa è successo dopo la battaglia di Endor secondo il (palloso) canone Disney di Star Wars. Perchè parli ancora di Italia? Facile perchè il disegnatore è Italiano e lavora direttamente per la Marvel: Marco Checcetto. Grande Giove! Detto ciò la storia (Greg Rucka)  non è un gran chè (secondo te) mostra quello che tutti ci siamo sempre immaginati e anche ciò che il sommo Timothy Zann ha utilizzato come incipit per la sua trilogia: Si l’imperatore Palpatine è stato sconfitto, la seconda morte nera è stata distrutta ma l’impero c’è ancora, si sta sfaldando ma i generali più vicini al fu imperatore continuano ancora a combattere e a eseguire gli ordini che Palpatine aveva lasciato loro in caso di sua dipartita. In realtà la storia racconta dei genitori di Poe Daemeron e di come hanno combattuto al fianco di Leia, Han e Luke durante la loro ultima battaglia su Endor. Lettura consigliata solo se siete Fan si Star Wars altrimenti leggete altro. Carina ma nulla di che.

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Flash dei Due Mondi (15 dollari di terra-2)

Finiamo la carrellata delle tue letture con un pezzo storico e come tale va giudicano. é impossibile paragonare i fumetti degli anni sessanta con quelli odierni, il mezzo di comunicazione è cambiato, le richieste del lettore sono cambiate e dire che un fumetto si presenta male rispetto ad quelli odierni e un atto veramente poco rispettoso. Stiamo parlando del regalo che tua moglie ti ha fatto per il tuo compleanno: Flash dei Due Mondi (Garner Fox, John Broome e disegni di sua eccellezna Carmine Infantino). Si tratta delle prime storie che hanno raccontato il multiverso DC per la prima volta e di come Barry Allen ha incontrato Jay Garrick. Lettura promossa per il suo valore storico anche se oggi alcune situazioni fanno un po’ sorridere per la loro ingenuità.

Lego Darth Vader è convinto che questo formato dedicato ai post del fumetto piacerà. Chi osa contraddirlo?