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Digitale Vs Analogico. Parte 5. Il Blackout Del 2037. Un racconto.

Ragassuoli, dopo aver chiuso il cerchio dei Goonies oggi ne chiudiamo un altro. Tempo fa erano usciti una serie di post vagamente seriosi a proposito dell’eterna lotta tra il bene e il male tra l’analogico e il digitale. Ovviamente non siamo riusciti a risolvere il problema perché tutti i punti di vista tiravano fuori qualcosa di sensato e ragionevole.

Oggi chiudiamo con un racconto (in realtà era nelle bozze da parecchi mesi) che prova a estremizzare alcuni dei concetti su cui abbiamo già discusso. Niente di che, ovviamente perché non sei uno scrittore ma semplicemente “uno che si diverte”. Prendete tutto quindi per un gioco e nulla più.

Se siete curiosi è volete leggere le altre fregnacce che abbiamo scritto potete trovarle qui:

 

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Anche questa mattina vedo sempre la stessa faccia allo specchio. Quella di un fallito, quella di uno che si è fermato mentre il mondo correva la sua folle corsa. Avrei potuto esaltarmi per tutte le tecnologie che oggi riempiono di isteria la gente comune che lavora e vive nei distretti superiori. Invece no, da quando mia figlia e mia moglie sono morte in quel dannato incidente causato da un bug di sistema” ho perso ogni interesse nell’evoluzione.

Ho un lavoro inutile, di cui nessuno sente la necessità ma la vecchia azienda per la quale lavoravo non ha ritenuto opportuno licenziarmi. Mi ha mantenuto il rispettabile stipendio ma mi ha sbattuto in quel magazzino nella vecchia city a controllare che le macchine non sbaglino. Come se servisse a qualcosa questo controllo considerando il fatto che le macchine che spostano i pacchi sono controllate da altre macchine che le controllano le quali a loro volta sono controllate da altre macchine. Siamo onesti con la rivoluzione industriale del 2030 l’uomo non serve quasi più a niente. 

Come ogni mattina mi vesto da solo. Non voglio un androide che mi scelga i vestiti in base alla stagione e al mio umore, non voglio che un fottuttissimo tostapane mi prepari la colazione. Io faccio da solo.

Ho perfino fatto disinstallare dal mio modesto appartamento ogni dispositivo di controllo domotico. Se voglio la luce mi alzo a mano le serrande, altrimenti accendo una lampada. 

Sul tavolo ho l’ennesima lettera del quotidiano del Tokyo City che mi ringrazia del fatto che sono uno dei cento abbonati all’edizione cartacea del loro magazine settimanale. Non ho voglia di aprirla magari mi dicono come hanno già fatto altri giornali che mi convertono di ufficio l’abbonamento da cartaceo a digitale. Che vadano al diavolo.

Una cosa però è sempre stata l’invidia dei miei vecchi colleghi del vecchio ufficio. Quel disco in vinile dei Pink Floyd. Una copia originale del secolo scorso di The Wall, ormai ha quasi Sessantanni questa musica eppure è semplicemente grandiosa. Ah come suona!

Mi vesto, esco di casa per andare nel solito vecchio bar sporco e mal frequentato ma almeno c’è ancora il grasso proprietario che mi saluta ogni giorno quando mi vede entrare, sempre che per qualche motivo non sia incavolato con la moglie che l’ha di nuovo piantato o con il figlio che non ne vuole sapere di prendere in gestione quella bettola mal frequentata.

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Mi chiamo Jon Wing è sono un giornalista. Lavoro per il Tokyo Post, uno dei principali quotidiani della capitale dell’impero dell’asia Orientale. Se stai leggendo questo articolo sul tuo pannello visualizzatore è perché ciò che alcuni analisti della NATO Amazon avevano predetto si è verificato. Il più grave attacco terroristico su scala mondiale si è consumato questa notte alle 0:00 di New York. Zero Feriti, Zero Morti ma danni incalcolabili per tutti gli esseri umani.

Un potente Virus che sembra non aver lasciato nessuna traccia, è riuscito ad entrare  in ogni cloud esistente sul pianeta, su ogni data center, su ogni computer o dispositivo personale collegato alla rete e ha cancellato tutti i dati presenti.

Non c’è stata pietà per nessuno. Cancellata ogni identità dall’anagrafe centrale di Facebook, cancellato ogni album ricordo dal database di Instagram. Cancellata l’intera libreria mondiale di Wikipedia. Azzerati tutti i conti correnti, carte di credito e bitcoins. è tutto andato perso.

Non siamo più nulla, non esistiamo più. Senza la nostra linea temporale su Facebook non abbiamo più un passato. Il mondo è sprofondato indietro di vent’anni. Un eternità. Google e Microsoft stanno cercando di capire se e cosa è possibile recuperare. Il fatto che dal passaggio digital delivery di ogni informazione, di ogni dato non esistono copie fisiche di nulla. I principali provider mondiali e lunari avevano vantato in più riprese la solidità della loro infrastruttura di sicurezza, eppure anche la nuvola sulla luna è stata azzerata.

Questa volta i terroristi hanno colpito duro dai neonati agli anziani in punto di morte andando a distruggere quanto di più caro ogni persona possiede: i propri ricordi. Le ultime generazioni, tutte le persone nate dal 2010 in poi hanno perso ogni interesse nello stampare anche solo un fotografia o acquistare un giornale cartaceo di qualsiasi tipo. è tutto nei nostri smart comunicator in sicurezza sui più importanti cloud del mondo. La gente ha smesso di comprare i giornali, la carta stampata è morta nel 2024 con l’uscita di scena del New York Times.  Se il computer centrale di Facebook non sapeva di una tua attività anche solo la cena di ieri sera non era possibile che l’avessi fatta. Ora senza quella memoria siamo tutti fantasmi.

La situazione è drammatica non so davvero come faremo a riprenderci. Eppure una nota di speranza sembra che sia riuscito a trovarla.

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Oggi al bar c’era gente strana, agitata. C’era un tizio che sicuramente non era di zona. Era dei distretti alti. Uno ricco, uno con la giacca nera e il portatile innestato sul polso. Uno schiavo del progresso.

Sorgeva il suo caffè ma si vedeva che era disperato. Come se avesse perso tutto. Sudava. Guardai il monitor è capì cosa era successo.

Mi venne quasi da ridere. Era tutti fottuti, anch’io in realtà ma non mi interessava. So che le anagrafi social mi monitoravano postavano per me. Ho scoperto che avevo anche un blog che si autogestiva tramite un IA. Non era pensabile che qualcuno nel 2037 non avesse un spazio personale. I giornali da dove avrebbero preso il materiale per i programmi televisivi altrimenti?

Quel l’uomo in realtà mi faceva pena. Sono convinto pensasse di aver perso tutto. Se non scrivi un tuo pensiero su OmniFacebook non pensi. Maledizione la peggiore schiavitù da quando ho memoria.

Allora mi sono alzato e mi sono avvicinato.

“Vuoi un’altro caffè?”

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Questa mattina quando ho ricevuto la notizia, stavo scrivendo un articolo sul mio dispositivo portatile integrato quando un uomo accanto a me,  avrà avuto circa sessant’anni ha tirato fuori dal suo portafoglio, un vecchio portafoglio di cuoio una fotografia. Gli ho chiesto chi fosse. Mi disse che era sua figlia. Mi spiegò che non aveva mai sopportato che i ricordi del più grande amore della sua vita fossero affidati alla fredda luna. Sua figlia era morta, un incidente aerostradale putroppo. In quella foto aveva solo 7 anni. Era scattata nel 2020.

L’uomo aveva un sorriso nostalgico mentre il monitor virtuale del bar  dava la notizia. Lui stringeva la sua foto. Non l’aveva persa.

Mentre poi ho iniziato a scrivere quest’articolo, ho drammaticamente realizzato che ora non ho più una foto dei miei genitori e di quando loro mi tenevano in braccio mentre io non ero che un neonato. In quel preciso istante, il dolore più grande non fù per il conto in banca azzerato ma perché ho capito che non avrei mai più rivisto i miei genitori e li avrei inevitabilmente dimenticati, mentre lui sua figlia l’avrebbe sempre ricordata.

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Digitale VS Edizioni Fisiche. Parte 4. La Biblioteca del Futuro

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Bentrovati ragassuoli, oggi dopo qualche tempo riprendiamo il discorso legato all’eterna lotta tra il bene e il male, un discorso più avvincente della diatriba tra fan di Star Wars e Trekers qualcosa al livello de è meglio la crema gianduia o la nutella?”

Ebbene si, ancora a sprecar fatica sulla tastiera cercando di trovare un senso allo scontro tra Analogico e Digitale, tra le edizioni fisiche, il collezionismo e tra i tristi e senza valore files. Per chi volesse leggere i post procedenti i nipotini di Paperino posso indicarvi direttamente gli articoli qui quo e qua. Per tutti gli altri seguite il paragrafo successivo.

Fin’ora abbiamo sempre parlato di quanto si stava meglio anni fa, c’erano le cartucce, i vinili e non c’era sto zozzone dell’internet che tra un Pornhub e l’altro, ha così tanto scombussolato i piani. “Ah non ci sono più i brani di una volta!” “Il Rock è morto negli anni 70″. “Il digitale ha rovinato tutto ho introdotto la pirateria buuuuuu. Brutti e cattivi!” “L’Ebook? è una bestemmia i libri sono solo cartacei!” Tiè! Vade retro! Arg!

Eppure già nel post precedente indicato da Qua abbiamo iniziato a riflettere sui vantaggi dei prodotti liquidi. Oggi proviamo a fare un passo ulteriore, fermo restando che diamo per acquisita e consolidata l’importanza del supporto fisico per qualsiasi appassionato di qualcosa dal videogioco al film dalla musica al libro.

Quindi senza nulla togliere al collezionista che dentro è sempre vigile in ognuno di noi, oggi tentiamo di seguire la strada da un punto di vista diverso: fino a qui la parola d’ordine è stata possesso. Io possiedo fumetti, possiedo giochi, libri li mostro, me li godo e forse li uso (quando siamo fortunati). Proviamo a immaginare invece tutto questo come se fosse un servizio.

L’esempio più semplice da immaginare sono i servizi a pagamento come Netflix e Spotify vasti cataloghi multimediali dove l’abbonato puoi usufruire di essi tramite l’internet pagando appunto una cifra mensile più che ragionevole.

Ora anche Microsoft sta sperimentando una soluzione del genere con la sua xbox, avvicinando le soluzioni on demand anche al mondo del videogioco.

Bene inteso che questi signori non hanno inventato niente, ieri c’erano le videoteche dove affittavi i film (ah i bei tempi di Blockbuster e le mezz’ore passate a scegliere il film da vedere) oggi si fa la stessa cosa attraverso l’internet. 

Se da una parte sei dannatamente” contrario alla scomparsa dei prodotti fisici di qualsiasi genere allo stesso modo sei favorevole al pagare un tot al mese per avere una biblioteca multimediale sempre a tua completa disposizione che contenga ebook, mp3, videogiochi e film. Magari una soluzione a pacchetti con diversi costi in modo che chiunque possa pagare esclusivamente per quello che vuole.  Ovviamente dovrà essere disponibile una sorta di dispositivo all-in-one in grado di poter essere un lettore universale. Ti immagini una sorta di Nintendo Switch che connessa al televisore sia quello che oggi è tranquillamente una play mentre se scollegata dal Dock si riveli un lettore ebook con uno schermo adatto allo scopo. Se si diffondesse una cultura di questo tipo è facile ipotizzare come con trenta-trentacinque crediti imperiali sia possibile avere accesso al pacchetto completo e sia chiaro, li pagheresti certamente volentieri.

Tutto questo potrebbe portare a interessanti vantaggi: la tua collezione fisica sarebbe composta non solo da pezzi” storici ma anche da contenuti che realmente ti piacciono perché li avresti già provati per un certo intervallo di tempo sapendo quindi a cosa andresti incontro e nel frattempo avresti comunque l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda tutto il resto.

Lo stesso vantaggio, però potrebbe trasformarsi in un grosso handicap ossia. La diminuzione delle copie vendute inevitabilmente produrrà un aumento del prezzo di vendita, rendendo il collezionismo, oggi ancora alla portata di molti, qualcosa di un po’ più di nicchia. Altro problema è immaginandosi una situazione molto Cyber Punk in cui una grossa multinazionale (ehm qualcuno ha detto Amazon?, Facebook?) disponga di tutto il materiale disponibile diventi una grossa, impressionante e devastante azienda monopolista in grado di condizionare e governare il mercato. Aiuto!

Digitale VS Edizioni Fisiche. Indievolution

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Bentrovati ragassuoli, oggi torna il tanto chiaccherato tema che sta fortunatamente appassionando tutti i commensali di questa webbettola, la nodosa questione del Digitale contro le edizioni fisiche. L’argomento si sta ingrandendo e quindi non ci si limita più a confrontare semplicemente “Book Vs Ebook” ma stiamo cercando di ragionare a più ampio respiro. Nel corso del precedente post ad esempio, si è parlato di prezzi, costi e pirateria.

I due episodi fin’ora scritti, li trovate qui e quo dal prossimo post ci sarà anche qua e poi vedremo quale altro papero tirare in causa.

Premessa doverosa, hai evitato di commentare le risposte di chi ha partecipato per paura che se qualcosa dovesse venir scritto in maniera sbagliata possa dar adito a fraintendimenti e davvero non è proprio il caso perché non c’è assolutamente intenzione di farlo. Il rischio era alto visto la tua scarsa capacità di mettere insieme due parole e una virgola. 

Ma quindi sto demonio di digitale che deprime i collezionisti e ti tenta di diventare un pirata digitale, è solo il male?

No certamente no, ci sono anche interessanti risvolti.

Il più grande vantaggio dell’era digitale è la libertà di arrivare ovunque a chiunque. L’internet è potenzialmente il luogo più libero del mondo. Tutti possono dire la loro, tutti possono leggere, ascoltare, guardare quello che vogliono.

Si sono diffuse le produzioni individuali indipendenti che consistono nel “Mi sveglio la mattina, scrivo un libro e lo metto in vendita negli store digitali” che è una possibilità fantastica (ovvio hai estremizzato ma è per far capire). Tutti i sognatori e gli aspiranti possono davvero mettersi in gioco scavalcando il problema”, lo Scoglio” della produzione e delle case editrici, vampiri malvagi che fin’ora non hanno mai ritenuto il tuo materiale sufficiente per investirci dei soldi.

Musicisti, Scrittori, Videomaker e programmatori possono finalmente dar sfogo a tutta la loro creatività senza freni e lanciarsi come liberi professionisti nel loro settore di competenza. Sul mercato sono disponibili a costi accessibili tutto gli strumenti necessari che una volta erano sono a disposizione del professionista. Videocamere, Reflex, PC di alta fascia e tanta altra robba bellissima sono presenti anche nel catene del mediamondo. Striscia la carta e portati a casa la tua videocamera e gira il tuo film.

Oh, quindi tutto bello, tutto fantastico. Viviamo in un epoca dalle infinite possibilità si stanno creando molto professioni, alcune apparentemente strane ma che oggi più che mai si stanno rivelando ricercate.

Il problema però qual’è? Eh, è che si sono diffuse tante fregnacce come se non ci fosse domani. Di cento ebook autoprodotti o di cinquanta band autoprodotte o di videogiochi indie, ciò che si salva ai limiti della decenza si conta davvero sulle dita delle mano non di più. Non che prima non ci fosse lo schifo ma c’era ragionevolmente un controllo all’origine.

Ecco perché poi giustamente non tutti sono disposti a spendere soldi (anche pochi) per un prodotto “indipendente” e ragionevole non voler azzardare una spesa. Neanche dare alla Mondadori 20 eurini per un libro magari rilegato male o tradotto a pene di cane sia giusto. Sia chiaro.

Quindi caro amico aspirante, certo lo strumento lo puoi comprare ma il talento e le idee, sorry, ma le devi avere tu.

Puoi anche avere una D4 da 5000 crediti imperiali o una Les Paul ma se non hai il manico, lascia perdere, desisti. Oppure, studia, suda e impara.

Questo è il vero male delle società che producono questi strumenti. Tutte le campagne di marketing si basano su questo: Ti vendono il cellulare in versione X dicendoti che sarai un grande fotografo. Son tutte balle. Pur di vendere hanno creato una massa di appassionati arroganti e altezzosi che pensano che aver speso un sacco di quattrini li rende automaticamente degli esperti ma non lo sono.

Detto questo però apparentemente il sistema dell’autoproduzione garantirebbe finalmente la meritocrazia. Tutti hanno le stesse possibilità chi è più bravo, chi si è pubblicizzato meglio riuscirà a farsi notare. Non c’è il più il concetto della conoscenza, del gancio” giusto o del clientelismo. Il mio ebook è su amazon insieme ad altri diecimila sconosciuti autori. Vuoi vendere quel libro? Bene tira fuori le palle, nessuno ti aiuterà.

Poi chiaramente anche il mercato dell’autoproduzione si è evoluto: Unioni, collaborazioni, società di marketing, tutto cambia per trasformarsi in settori ibridi che fanno bene e creano un settore che è una buona via di mezzo.

Tantissimi videogiochi che ad esempio Nintendo sta portando su Switch sono produzioni da cantina che si sono evolute nel tempo. oppure nel piccolo di questa blog’o’sfera segui alcuni scrittori che si spaccano la schiena e collaborano tra di loro per raggiungere dei risultati dignitosi e di esempi ne potresti fare anche tanti altri.

Resta comunque il fatto che ora chi vuole ha un’occasione potente per provarci e una scusa in meno su cui piangere il proprio fallimento.

Anche questa webbettolaccia personale è una pubblicazione indipendente se non ci fosse l’internet nessuno lo leggerebbe, vi risparmiereste tutte ‘ste fregnacce e guadagnereste un paio di minuti al giorno. Abbiate pietà del Cornerhouse, Ma almeno (per) oggi viva il digitale!