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Unlock! La recensione degli Scenari Demo.

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Bentrovati ragassuoli per la seconda volta questa settimana ci troviamo a chiaccherare a proposito dei giochi tavolo, passione, che come sapete, è tra le preferite in questa webbettola de borgata.

Questa volta però non parliamo di un gioco da tavolo di quelli che potremmo definire “classici” perché provvisto di un tabellone e dei cubetti e neanche di quelli con quintali di miniature in plastica che tanto ti garbano. Oggi parliamo di Unlock un gioco che si pone l’interessante obiettivo di simulare le Escape Room che ultimamente vanno tanto di moda.

Pronti Noi Zi Va

Perché parli degli scenari demo? Beh perché dopo tre scenari ti sei fatto le idee abbastanza chiare sul gioco, se vale la pena consigliarlo e se -accidenti- questo è ancora un gioco da tavolo.

Partiamo subito dall’aspetto più importante. Giocare ad Unlock ti ha divertito? Si, è stato molto entusiasmante. Però non a dirla tutta, per le due ore che ti hanno visto impegnato con Carlotta a risolvere i due scenari, non hai mai avuto la sensazione che ti stavi interagendo con un gioco da tavolo ma bensì, a qualcosa che più si avvicinava ad una versione tecnologicamente avanzata e cromaticamente più interessante della settimana enigmistica.

Tutto questo non è necessariamente un male, anzi. Quello che ti ha destabilizzato è che l’altra sera ti andava di fare un gioco da tavolo e Unlock non ha soddisfatto la tua voglia. Si è trattato di risolvere enigmi di difficoltà variabile non necessariamente crescente per lo più cercando di cogliere particolari specifici su sulle illustrazioni di alcune carte al fine di trovare password e codici da inserire in una app.

Giocando ad Unlock vi troverete quindi a osservare avidamente carte, scambiarvele di corsa per vedere se qualcuno riesce a capire l’indizio che sarà in grado si mettervi sulla strada giusta per risolvere l’enigma in gioco.

Sul sito di Asmodee Italia potete trovare i primi due casi, il tutorial ed Elite uno scenario di difficoltà media, mentre il terzo scenario ti è stato regalato in fiera a Bologna durante gli Asmodays ma da qualche giorno è disponibile sul sito della casa italiana.

Il tutorial è semplice e introduce alcuni concetti chiave per affrontare le missioni più complesse.

Elite è lo scenario che ti ha fatto impazzire. Sul tuo profilo Instagram c’è la foto della “cartademmerda” che non avete capito subito e vi ha fatto ottenere la bellezza del punteggio: “sei ‘na pippa”. Lo scenario ha tutti gli elementi per comprendere il gioco, quindi è la missione che consigli di svolgere come terza.

Fifth Avenue, invece, è un’altra missione semplice da trenta minuti su cui avete totalizzato quattro stelline su cinque. Anche qui una carta vi ha spiazzato ma fortunatamente era all’inizio e quindi avete chiuso in tempo.

In tutto questo l’app di Unlock non è solo un semplice Timer ma vi sarà anche uno strumento che vi darà consigli e suggerimenti per risolvere gli enigmi. In alcuni casi sarà anche uno aggeggio interattivo necessario come per ascoltare una telefonata. Insomma è tendenzialmente vario.

Per la sua natura da settimana enigmistica, ovviamente, il gioco non è rigiocabile a meno di uno avere lo sparaflashatore di Men In Black per dimenticarsi i rompicapo. Potete reperire gratuitamente il tutorial e lo scenario Elite facilmente mentre la scatola contiene tre scenari al costo di 30 crediti imperiali. Dieci euro a “partita” sono tanti? sono pochi? Honestly fate vobis. Noi arriviamo a fare circa duecento partite all’anno, magari c’è chi non arriva che a poco più di una al mese.  è quindi molto relativo, davvero.

Unlock è quindi un atipico gioco adatto ai anche non giocatori che vogliono movimentare la loro serata tra amici, non c’è un numero minimo o massimo di giocatori ma pensi che cinque, sei al massimo persone possono essere rette dal gioco. Un gruppo più numeroso potrebbe trasformare il tutto in una immessa caciara (c’è a chi piace, ma a te no).

Per quelli che si definiscono gamers (uh che strazio le definizioni e il classimo, avete presente Hard Core Gamer, ma per piacere) è un titolo su cui non ci punteresti la serata. “Uè pischè ‘sta sera da me che ho comprato anloc!” No, non ti convince perché ti manca proprio il senso del gioco e del tabellone, delle azioni disponibili o delle risorse da gestire ma può essere un ottimo modo per chiudere o aprire una serata.

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Bentornati a Puerto Rico

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Bentrovati ragassuoli, questo è un periodo davvero florido per i Cornerhouse tant’è che stai riuscendo a pubblicare post giornalmente prendendo spunto dai temi più disparati. Ma d’altra parte i pub, anche se virtuali, sono frequentati da tantissime persone diverse e di conseguenza va trovato qualcosa di interessante per tutti. 

Oggi torniamo a parlare di Boardgames perché l’altra sera nel classico appuntamento settimanale della cena in famigghia sei finalmente riuscito a rimettere sul tavolo uno dei tuoi giochi preferiti ossia Puerto Rico.

Caspita è stata la prima volta quest’anno perché complici altri titoli come Ticket To Ride che ha letteralmente spopolato quest’inverno, Formula D amatissimo da tuo suocereo e Alta Tensione  che sta conquistando consensi, le occasioni per intavolare Puerto Rico sono state pressochè nulle.

Come aperitivo hai proposto anche la demo di Unlock! un gioco davvero interessante che si prefigge lo scopo di simulare un’escape room. Hai fatto giocare Mary, Pollofifo e Suocero che con un piccolissimo aiuto nell’interpretazione delle carte hanno risolto agilmente la demo. I complimenti vanno soprattutto a Pollofifo che ha saputo risolvere l’ultimo enigma da solo. Bravo! 

Dato che è disponibile sul sito Asterion/Asmodee Italia la demo di queso gioco a questo link potete stamparvi i file e il regolamento e provarlo. C’è anche un piccolo caso aggiuntivo un po’ più corposo (sempre gratuito) quindi diciamo che avete due occasioni per farvi un’idea. La scatola base con i primi tre casi costa poi 30 eurini quando l’avrai completata scriverai poi un bel post di commento finale.

Puerto Rico, dicevamo, già Puerto Rico, che gioco, che capolavoro. Davvero ragassuoli questo gioco è sicuramente uno dei più semplici ma profondi giochi da tavolo che siano stati inventati in epoca moderna. Il suo meccanismo di scelta dei ruoli è pressochè perfetto a patto che al tavolo tutti siano più o meno allo stesso livello di conoscenza del gioco e delle sue malizie. Per vincere a Puerto Rico è necessaria esperienza, capacità di visione a medio lungo termine (diciamo uno due turni più avanti) e una piccola dose di fortuna ma minima minima minima.

La partita dell’altra sera è stata davvero una partita eccezionale. Il 90% delle mosse sono state scelte con ragionamento e efficacia. Infatti i punteggi sono stati molto bassi e vicini tra di loro. Al tavolo si è giocato bene ma quasi sempre sono state prese le contromisure giuste nella scelta degli edifici e dei ruoli. Complimenti a tutti.

La partita è stata vinta da Carlotta per soli due punti rispetto a te. 50 a 48 accidenti! La chiusura che stata determinata da Mary che ha peccato un bricciolo di visione nell’ultimo turno (dal tuo punto di vista) non ti ha consegnato la vittoria. In pratica avresti avuto in canna almeno altri 4-5 punti se la partita fosse durata un turno in più. Mary avrebbe fatto addirittura 7-8 punti quindi avrebbe addirittura insidiato il terzo posto. Peccato.

La verità però è che quando si svolgono partite così belle, cattive ma giuste, il vincere o perdere, lascia quasi ogni significato al vento. Anche Il post partita da l’idea del clima al tavolo, ci si scambia consigli, ci si fa domande e ci si prende nella maniera più sana possibile in giro.

Questo è il significato di giocare. Che sia un gioco di ruolo, un gioco di carte, un gioco da tavolo ma anche un videogioco o qualsiasi altra cosa va bene tutto, questo dovrebbe essere lo scopo. 

Che oh, badate bene, mica significa evitare il fallo tecnico o l’entrata un po’ brusca, significa solo, come ti ha insegnato uno scozzese durante Italia Scozia di Rugby che sti cazzi come finisce la partita, dopo andiamo tutti a riempirci di birra come se non ci fosse un domani. Un giro pago io, un giro offri tu! Olè!