[Cinema][Disney Plus] Dottor Strange E Il Multiverso Della Follia. Il multiverso delle seconde occasioni.

La fine dei giochi. La fine dei giochi è la chiusura di un cerchio, di un ciclo o di una fase. La fine può essere legata esclusivamente ad una parte di un progetto oppure alla fine di un progetto stesso. Tuttavia, può rappresentare anche una fine emozionale, un rapporto che si interrompe o cambia in maniera più che significativa, cambiamento dal quale non si torna più indietro.

Proprio quest’ultima interpretazione del senso di End game è quella che più si addice al mio rapporto con il Marvel Cinematic Universe, il quale dopo la vittoria contro Thanos, è cambiato diventando qualcosa verso cui il mio interesse è scemato quasi del tutto.

L’arduo compito di Strange

Al Dottor Strange ho affidato l’arduo compito di prendere il posto di Ironman nel mio cuore fanciullino, ma per quanto Benedict Cumberbach sia eccellente, la piacioneria di Robert Downey Jr è insuperabile. Ho anche comprato qualche volume a fumetti di Strange ma il fatto che siano rimasti immacolati sulle mensole e a distanza di anni non li abbia ancora letti, avrebbe dovuto già lasciarmi intuire come sarebbe andata a finire questa sostituzione.

Dopo aver apprezzato la miniserie su Loki ed essere rimasto insoddisfatto da Wandavision (potete leggere qui) ho aspettato con trepidazione l’arrivo de Dottor Strange e il multiverso della follia su Disney plus con una notevole curiosità su perché, onestamente, di andare al cinema con tutto quello che è successo ancora non mi va e soprattutto sono passati solo sessanta giorni scarsi da quanto il film è uscito al cinema e quando è arrivato in streaming. Già questo apre secondo me degli spunti di chiacchera interessanti e mi chiedo quanto il cinema abbia ancora significato per il pubblico sempre più assorbito dal tempo speso dietro a questi abbonamenti casalinghi.

Dopo centoventi minuti ho avuto la conferma che per quanto i film e le serie possano essere belle o brutte, del MCU non mi interessa più nulla. Tuttavia comprendo la volontà della Disney di continuare a fare soldi con questi film, incassi con a modo mio sto contribuendo per la mia parte pagando il loro abbonamento.

Dottor Strange e Il multiverso della follia non è un brutto film, anzi la combinazione di Kevin Feige e Sam Raimi è scoppiettante con tutti gli elementi tipici di questi cinecomics conditi con quella macabra sensibilità che abbiamo già imparato ad apprezzare dal regista e con carichi di riferimenti e citazioni al mondo del cinema.  Il cast è funzionale e risulta credibile, le motivazioni che muovono i personaggi sono coerenti e non lasciano adito a particolari incongruenze.

Il multiverso delle seconde occasioni.

Il multiverso è il collante delle tematiche del film. Il multiverso rappresenta le infinite occasioni per avere una seconda occasione. Lo è la ricerca di Wanda di ricongiungersi ai suoi figli lo è quella di Strange con il cuore spezzato al matrimonio della sua ex. Lo è l’orologio di Strange che anche nelle sue condizioni è indispensabile per il film. Alla faccia del product placement.

Come si fa a dare un voto ad un buon film ma che non è stato in grado di fare ripartire la mia scintilla di farmi provare una emozione che sia diversa dal ok è intrattenimento anche se il MCU è intrattenimento puro? Non ho entusiasmo non ho delusione. Ho solo un Ok, va bene avanti il prossimo ma con calma non ho fretta.

Forse sarà l’insopportabile caldo di questi giorni che mi scioglie anche le emozioni e quindi non mi schierò Dottor Strange si prende un diplomatico 6. Sei interessante, sei girato bene tuttavia non sei più adatto a me. Sorry come detto, quando capiterà vedrò qualcos’altro.

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