[Manga] Wolf children. Ogni tanto anch’io leggo un manga.

Cari Ragassuoli e deliziose donzelle ben trovati e ben trovate, io, il vostro affezionato Johnny oste di questa virtuale bettola dell’internet, sono lieto di accogliervi anche oggi qui nel Cornerhouse per condividere questo post colmo di ciance e facezie dall’ortografia spesso libertina, ispirato a tutti quei temi figosi che ci piacciono tanto tanto; ma suvvia, non prolunghiamoci eccessivamente in questi educatamente frivoli convenevoli che fanno danni ingenti alla SEO per cui ciancio alle bande noi zi va!

Ogni tanto anch’io leggo un manga. Capita di rado è vero, credo per il fatto che abbia delle clamorose lacune a proposito di questa forma narrativa così eterogenea come il “fumetto” giapponese, sia una delle principali cause di questa mia mancanza. Suppongo anche la mia età che avanza e che inizi a farsi sentire, giuochi un ruolo in tutto questo perché se da pischello robot, tette e arti marziali potevano esercitare un fascino molto seducente su di me, oggi fatico a mandare giù tutto ciò è derivato da Dragon Ball e One Peace. Sono le fasi della vita non c’è dubbio e non ci trovo nulla di male se a voi piacciono.

Se devo essere sincero e un se mi concedente il lusso di essere categorico una volta ogni tanto, per me la poetica di Miyazaki e del suo studio Ghibli, sono superiori a qualsiasi altra opera di narrativa giapponese. Non credo di essermi tirato contro troppi insulti nel affermare il mio punto di vista d’altra parte è il mio gusto, frutto della mia esperienza; il fatto che potreste essere in disaccordo o meno è sostanzialmente affar vostro.

Tuttavia sono fermamente convinto che nelle storie scritte e dirette da questo maestro dell’animazione giapponese, ci siano elementi universali e una capacità stilistica dolce ma malinconica non indifferente. Ho letto diversi saggi con focus più o meno dedicati a specifiche pellicole che ne trattano i contenuti più caratteristici e anche sui temi che trasversalmente emergono nei suoi film come l’ecologia, il disprezzo per la guerra o l’amore per l’aviazione e trovo che il suo linguaggio sia davvero unico e condivisibile.

Ad ogni modo anche se vorrei spendere tante altre parole per Miyazaki, pur avendone una cultura sommaria, quando desidero leggere un manga parto sempre a cercare una lettura che in qualche modo abbia qualcosa da condividere con lo studio Ghibli anche solo alla lontana vuoi per i temi, per il mood, vuoi perché me ne sento attratto in qualche modo. Ho scoperto a miei spese che essendo ignorante su tante cose faccio fatica a capire se quello che attira il mio interesse poi mi può garbare davvero.

Fortunatamente il mio istinto questa volta non mi ha tradito: Ho letto Wolf Children, no, non l’ho letto l’ho divorato tutto di un fiato e sento già di amarlo. L’incipit del racconto è semplice. Hana conosce un ragazzo è se ne innamora. Scopre però che questo ragazzo è in realtà un uomo lupo. Hana accetta la cosa e dall’altro amore nascono Ame E Yuki due piccoli bimbi lupo. Purtroppo il padre muore e Hana deve crescere i due cuccioli da sola con tutte le difficoltà elevate all’ennesima potenza per via della natura ibrida dei figli.

Questo manga è l’adattamento dell’omonimo anime uscito nel 2012 diretto da Mamoru Hasoda mentre il design dei personaggi è stato realizzato da Yoshiyuki Sadamoto che ha lavorato ad un certo anime di nome Evangelion. Il dvd e il bluray sono stati commercializzati in Italia nel 2014. L’opera cartacea invece che ripercorre sostanzialmente gli stessi eventi e su basa sui testi di Hasoda mentre le tavole sono realizzate da Yu.

Wolf Children è un soave inno all’amore vero, sincero. Un inno di speranza anche per i genitori che pur tra mille sbagli cercano ogni giorno di essere migliori. Una storia di sacrificio personale e di affermazione della propria personalità. Una storia se volete anche un po’ malinconica sull’accettare che i propri figli diventino adulti e prendano le loro strade.

Non sarà un lavoro partorito dallo studio di Miyazaki ma dal mio modestissimo e impreparato punto di vista ne condivide i tempi i modi e la forma di linguaggio e pur non raggiungendo le vette de La Città Incantata o Il Castello Errante di Howl è un validissimo racconto che per me merita il vostro tempo, la risorsa più preziosa che abbiamo.

Wolf Children è una lettura che fa stare bene e che vi voglio consiliare di cuore se cercate un piccola opera d’arte, un racconto per immagini sequenziali pieno di positività la quale in periodi complicati come il nostro non basta mai.

L’edizione che ho comprato e la versione omnibus che raccoglie i tre volumi in un unico gigatankobon con sovraccoperta a colori. Se vi interessa potete prenderla qui. Non ho trovato i volumi separati in italiano, in quel caso vi suggerisco di fare un salto presso la vostra fumetteria magari ne hanno qualche copia nascosta, chissà.

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11 commenti

    • Ciao caro, ben trovato! Da quanto ho capito, Film e Manga sono identici quindi penso che nel tuo caso le sensazioni potrebbero essere le stesse. Capisco il tuo “mi aspettavo di più” e per certi versi lo condivido. Ti porto come esempi sia questo che Kiki Consegne a domicilio. Credo sia dettato dal fatto che li per li rimango interdetto dal finale brusco che sembra li fatto in fretta come se mancasse un pezzo. Quel pezzo che in realtà fa parte delle chiose della Disney o più in generale della narrativa occidentale in cui trovano epiloghi ben più articolati e che danno maggior risalto nella morale del racconto. A caldo ci rimango male poi inizio a digerire l’opera a masticarla a rifletterci sopra e mi arriva alla fine tutto il messaggio. Mi è capitato di commuovermi a distanza di ore. Almeno a me succede così.

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  1. Riguardo a Wolf Children, mi pare che non sia mai uscito in tre volumi, ma direttamente in volume unico formato ciccione, a meno che non mi sia perso qualcosa.

    Sui manga in generale, se vuoi un consiglio, sarebbe meglio cercare più informazioni, anche senza comprare il primo numero di tutto.
    Per esempio, a livello poetico e per la bellezza del tratto ti consiglierei Fuguruma Memories, volume unico di Kei Tome, autrice che adoro. Potrebbe essere difficile da trovare, ma la Star Comics ne fece una bella edizione lussuosa (carta patinata, stampa a colori impeccabile – tranne uno degli episodi, nato in bianco e nero – e sovraccoperta) a un risibile prezzo di sei o otto euro.
    Sarei stato disposto a spenderne pur 25, sin da quando ho letto il primo episodio su Kappa Magazine 😂

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      • Mi sono completamente in sfuggiti, mannaggia!
        Avrei apprezzato la possibilità di leggerlo diluendo la spesa ^^

        Mi è venuto in mente un altro manga di un certo impatto estetico: Somali e lo spirito della foresta.
        Purtroppo interrotto al sesto numero per malattia grave dell’autore 😔 e dire che ha ottenuto molto presto una serie animata!
        Il cartone non l’ho ancora visto, ma se vuoi dargli un’occhiata, è gratis coi sottotitoli su Crunchyroll (i volumi costano 7,50 € e può essere un esperimento un po’ caro, se poi non ti piace).
        Avevi poi provato Aria (quello della gondoliera su Marte)?

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  2. Condivido quanto hai scritto di Miyazaki e ho apprezzato immensamente il suo ultimo film, “Si alza il vento”, che perde i suoi tratti onirici per un tono più “pragmatico”, realistico. Se fosse necessario trovare conferma.nella straordinarietà della sua poetica, in questo film si mostra a pieno proprio perché non ha il supporto di universi incantati. Concordo anche sui manga. Anche io ne ho una scarsa conoscenza, ma perché quando hanno iniziato a essere distribuiti era già cresciutello e, al di là di temi ormai distanti dai miei interessi, il tempo da dedicarvi era già scarso. In ogni caso, se nel cinema orientale (live e di animazione) è sempre stato nelle mie corde, altrettanto non posso dire dei fumetti. Rischio comunque di recuperare questo tomo perché ne ho letto un gran bene dell’anima ed è da parecchio nella mia lista della spesa.

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