[Fumetti] Star Wars 1. Si riparte da L’Impero Colpisce Ancora

Tanto tempo fa in questa galassia c’era il blog curato dal qui presente, uno sprovveduto ciarlatano che si esaltò per l’uscita della serie a fumetti dedicata alle Guerre Stellari. Fu una lettura piacevole fino a quanto un po’ per una sforbiciata al budget mensile e un po’ per un gestione degli spillati che non mi fece impazzire, lasciai entrambe le testate sia Star Wars che Darth Vader.

Poche settimane fa sono venuto a sapere che la Disney aveva deciso di fermare tutte le pubblicazioni canoniche a fumetti e di ripartire con un nuovo numero uno ambientato a partire dal finale (lasciatemi scrivere M-e-r-a-v-i-g-l-i-o-s-o) de L’Impero Colpisce Ancora. inevitabilmente la forza che scorre sempre poderosa dentro di me, mi ha convinto a rientrare dentro questa serie. Eccomi qui allora, a cianciare del primo numero italico di Star Wars che raccoglie le due testate ammerigane Star Wars e Darth Vader.

Se mi dovessi lasciar guidare nel commento dalla sola emotività cosa che in verità non essendo un critico vero ma un semplice lettore mi posso anche permettere di fare, vi direi “ma che figata assurda che è stato albo”. Padre e Figlio si sono incontrati e scontrati ed ora dove la rivelazione del loro legame di sangue, entrambi sono in crisi in cerca di risposte. Bello, bello, bello.

Io credo che per uno scrittore/narratore/sceneggiatore lavorare con un personaggio come Vader sia una esperienza fantastica al di là poi dei commenti e delle reazioni più o meno positivi che i beceri e intransigenti fan posso fare. Un’anima in eterno conflitto con se stessa perché se il primo Vader è un cattivo ma cattivo, cattivo senza ombra di un pentimento, lo stesso Lucas nella fondamentale trilogia prequel che rimane incompresa dai più, ha delineato un eroe diventato cattivo per amore della sua famiglia, per protezione di essa. Anakin/Vader non ha mai nascosto di odiare il suo ultimo maestro Sith tanto che l’imperatore stesso non ha mai nutrito completa fiducia in lui affiancandogli prima personaggi come Tarkin e puntando sempre sul raggio della muerte delle due morte nere più che sulla potenza del suo apprendista Sith.

Da una parte quindi questa lettura è stata gagliarda perché vi confesso che in ogni pagina dove c’è Vader o viene anche solo nominato io mi sento a casa. Il problema è che qualsiasi cosa legga, in qualsiasi periodo sia ambientata, da post episodio 3 in poi è sempre la stessa solfa poverino Vader di qua, Vader non è cattivo di la, in un libro ambientato prima di episodio IV uno dei personaggi, ripeto, uno dei personaggi non il narratore onnisciente lo definisce “un anti eroe” ma stiamo scherzando? Vader in quel momento è pieno di rabbia è uno stronzo non un eroe in crisi ma si sa come la Disney stia riverniciando tutti i suoi personaggi e le sue storie dal banale Girl Power al Black/white Washing per accontentare quella comunità o un’altra. Chi comprerebbe oggi, il giocattolo di un personaggio brutto e cattivo?

Quello che mi auspico è abbiano già pianificato una fine e che non si vada ad oltranza finché il fumetto vende (oh, come sono ingenuo) perché dopo un po’ anche basta rigirare sempre la frittata e mi riservo tutto il diritto di abbandonare di nuovo la serie appena la situazione deriva in qualsiasi direzione e ve lo dico già il cliffhanger finale mi mette grossi dubbi, tanti dubbi, Brrr.

Per gli amanti della tecnica e dei numeri l’albo spillato costa cinque crediti imperiali nel classico formato Comics non dissimile agli albi Panini dedicati alla DC Comics e contiene due storie. Gli autori Charles Soule e Greg Pak, come detto si muovono bene andando a esplorare l’anima di Luke e di Vader dopo il loro scontro. i ritmi narrativi sono gestiti bene, la lettura è scorrevole senza pesanti didascalie e salti repentini di scena e come ogni serie tv moderna che si rispetti chiude lasciando interrogativi senza risposta. Le tavole a cura di Jesus Saiz e Raffaele Ienco, sono come sempre eccellenti, ben fatte e tendenti a quel fotorealismo che è stato più volte usato nelle opere a fumetti più recenti dedicate a Star Wars.

Ma quindi, le conclusioni quali sono? Johnny che consigli? Eh, la risposta è molto complessa ripetiamolo insieme e mi raccomando l’accento di Oxford; It depends . Gli ultimi anni in mano alla Disney hanno insegnato che Star Wars é un progetto crossmediale. The Mandalorian ne è il massimo esperimento poiché contiene rimandi e citazioni a fumetti, libri, serie tv, film e videogiochi pur rimanendo fruibile a tutti. Da qui suppongo che anche alcuni elementi narrativi di questa nuova serie a fumetti saranno utilizzati come spunti per altro materiale che uscirà quindi per gli appassionati come me questa letture saranno il classico feticcio e che un giorno utilizzeremo per cogliere un piccolo riferimento chissà in quale altra serie tv. The Mandalorian ha dimostrato che il pubblico ha ancora voglia di un certo tipo di Star Wars. Per tutti gli altri se vi piace Star Wars non avete letto troppo perché magari conoscete solo il film e qualche serie tv e vi avanzano cinque euro da spendere ogni mese, potete prendere l’idea considerazione. Per tutti gli altri se il fascino del Vader non vi tange, beh la colpa è solo vostra che siete delle brutte persone (si scherza ovviamente, o forse no?)

Ebbene cari ospiti di questa webbettola la chiaccherata di oggi è giunta a termine. Vi si ricorda che stelline e commenti sono la benzina e l’unica moneta che vi verrà richiesta per partecipare a questo gioviale convitto.

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