[Cinema] Onward Oltre La Magia

Io non so per quanto tempo vivrò ancora. Io non so quanto ho ancora a disposizione da passare sulla terra con i miei affetti più importanti: mia figlia, mia moglie e i miei genitori e soprattutto non so per quanto tempo continuerò a scrivere fregnacce e a inventare parole sgrammaticate su questo blog.

Ragassuoli, a me il tempo mi fa fottutamente paura. Il tempo è uno xenomorfo che so che c’è nella mia astronave e non so quando mi ucciderà ma inizio a sentire in suoi passi e lui sente i miei. Parafrasando Big Bang Theory in particolare Penny: Io odio Stephen Hawking perché come dice la giovane biondina: “è quello che ha inventato il tempo”. Eppure sono anche ipocrita: Sono il primo dei falsi predicatori che punta il dito poiché sono io, me medesimo, myself, il primo che spreca il proprio tempo anche con questo Blog ricco, stracolmo, di cialtroneria tuttavia piango come un vitello ogni volta che un film parla del tempo o della memoria: (oh, mi sono commosso con Interstellar e potremmo chiuderla qui). Dai primi trenta minuti di UP passando per Finding Dory o straziandomi per Coco. Lacrime lacrime e lacrime. Il tempo è maledetto. Ho paura di morire? Si e no. Ho paura di non avere più tempo. Oh si my friend.

La mia vita, tante delle cose che ho fatto nella mia vita, le ho pensate e realizzate magari anche inconsciamente alla esclusiva ricerca della mia egocentrica e vanitosa immortalità. Who Wants to live forever cantava Freddy la regina del rock, così le mie canzoni, le mie fotografie i miei video sono tra le cose che possono andare oltre la mia vita oltre il tempo e possono viaggiare nello spazio più lontano di dove sicuramente io mai arriverò.

La Pixar da sempre (o quasi sempre) parla di due cose: Tempo e Memoria. Racconta storie che fanno guardare al passato per andare oltre il futuro. Da Toy Story fino all’ultimo Soul c’è una linea che lega ogni film (quasi tutti) a questi due temi e Onward non fa altro che rifarsi al passato per andare oltre. Bisogna conoscere le proprie radici per colmare il vuoto nel presente e godere del tempo che ci resta.

Al di là del gusto personale che è lecito, sacrosanto e insindacabile c’è da dire che quando ti chiami Pixar fare “solo” un buon equivale a deludere le aspettative dei propri fan purtroppo. Dare al pubblico qualcosa che sia un “8 su 10” non basta specie se viene dopo Coco con cui Onward condivide tantissimi aspetti. è un vero peccato che l’internet non perdonerà mai.

Onward è un racconto on the road, un Kerouac più nerd che mai (forse il nerd di tutti i film Pixar), dove la contaminazione di Stranger Things nel riciclare un modello visivo un po’ di Dungeons And Dragons, un po’ Paninari alla McFly, una volta ancora mischia i vivi con i morti e i morti con i vivi, Onward è la summa leggermente spuntata del linguaggio e della mitologia Pixar, nonostante un climax finale gestito in maniera magistrale sia visivamente che emotivamente.

Tuttavia a me Onward è piaciuto tanto mi ha divertito anche più e non vi nascondo che quasi quasi mi sono commosso nel suo giusto finale (ehm ho già detto magistrale?). Si percepisce come sia un film voluto, realizzato con passione e che sia molto personale come lo stesso autore Dan Scanlon ha dichiarato. E anche se scatenerà un putiferio a me è piaciuto più di Soul nonostante il tema Musicale. Purtroppo ho avuto un problema con Inside Out e con gli stessi autori ho avuto le medesime difficoltà. Ci sta.

In ogni caso se c’è un merito che va dato alla Pixar, che preferiate un film oppure un altro, è che al prezzo di un discoraggioblu o di una serata al cinematografo, ha sempre dato in omaggio con patatine e aranciata gassata una seduta dallo psicologo, fondamentale per tutti noi.

Ebbene cari ospiti di questa webbettola la chiaccherata di oggi è giunta a termine. Vi si ricorda che stelline e commenti sono la benzina e l’unica moneta che vi verrà richiesta per partecipare a questo gioviale convitto.

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5 commenti

  1. Effettivamente sei l’unico che dice chiaramente una cosa così, ossia che Onward gli è piaciuto: grande.
    Io ancora non lo vedo, immaginavo che il “mood” potesse provenire da certe opere e … sì, anche io avevo intuito fosse molto personale, come opera-
    Soul l’ho visto, questo è il problema: Onward potrebbe piacermi di meno…?

    Moz-

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    • Ciao Moz bentornato da queste parti. Io ho guardato Onward pochi giorni fa senza aspettative perché nessuno ne parlava, mentre Soul l’ho visto tipo il secondo giorno che è arrivato su Disney Plus con grandi aspettative. Quindi tu saresti nella mia stesse posizione. Detto ciò, con Soul ho avuto gli stessi problemi che ho avuto con Inside Out e come se ci fosse uno strato comunicativo che dovrebbe colpire ma che con me non va. La scena a fine concerto di Soul in cui dopo aver realizzato il sogno di suonare,poi scopri che diventa lavoro e quindi routine a me fa incazzare così come dire che la vita è tutto il resto che ti succede mentre fai cose che devi fare. Affermare che lo scopo della vita è vivere la vita mi sta bene ma in inside out e soul c’è uno stoicismo di fondo che non mi garba.

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