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[Narrativa] [Racconto Interattivo] Le disavventure di un Ciarlatano che non voleva essere né un eroe né un bandito. Parte 2.

Ben ritrovati ragassuoli, oggi torniamo a vivere le divertenti disavventure di Brunolfo il nostro Halfling Musicante il quale insieme al compare Cecco, si sono imbattuti in una situazione più grande di loro.

Vi ricordo che questo raccontino sgrammaticato è frutto delle vostre scelte, in base hai numerosi commenti che ricevuto qui sul Blog e sui vari social network, ho proseguito la storia secondo un modello democratico nel quale mi sono basato sull’azione che fra tutte è stata la più proposta.

Anche in questo secondo episodio (vi ricordo che il progetto dovrebbe durare tra gli otto e i dieci capitoli) ho cercato di mettervi di fronte a quella che a me piace definire “una scelta morale”. Credo che questa volta il risultato sarà meno scontato.

Per un ripassino, il primo capitolo è qui.

Enjoy!

Quello che hai imparato vivendo come musicante, errando tra li vari borghi e le corti medio borghesi, è che quando c’è da correre forte non c’è mai tempo da perdere e bisogna farlo senza indugio, sempre più veloce del vento. Quella volta però non lo avevi fatto: Ti eri guardato intorno. “Dove vado?” ti eri chiesto mentre nella tua testa le urla di quella signora ti rimbombano dentro. “Aiutatemi!” Stavi provando un’emozione che non avevi riconosciuto subito la quale ti aveva, in qualche, modo scosso.

Con una mossa spavalda che ti aveva riportato anche se per poco la lucidità, Cecco si era lanciato in una serie urli e strilli esibendosi in improbabili improperi sulle madri delle guardie accusandole di essere lascive e instabili nella loro intimità. Così tante sconcezze tutte insieme, davvero non le hai mai udite.

Cecco, meno male che c’è lui. Sospiravi: Le guardie avevano deciso che Cecco sarebbe dovuto finire in catene in pubblica piazza appeso come un pollo su una carriola.

Nel frattempo il tuo nuovo e strano conflitto interiore ti stava consumando le budella. Neppure l’indigeribile sformato di formaggio stagionato con lo stufato di manzo della zia Ubalda della locanda del Papero Annaspante era mai riuscito ad incasinati in quel modo le viscere. Tuttavia qualcosa dentro di te ti diceva che dovevi far qualcosa. Il Perché forse non lo capirai mai.

“oh Al diavolo” Avevi pensato. 

Il randagio aveva iniziato a correre rapidamente, spintonando e facendosi spazio con irruenza tra la folla disorientata, cercando di raggiungere uno stretto vicolo che avrebbe condotto verso le strade dei ratti e che lo avrebbe messo al sicuro dalle guardie poiché si sarebbe nascosto facilmente facendo perdere,  a quel punto, le sue tracce. Dovevi fermarlo prima possibile.

Nonostante non fossi ancora convinto della tua decisione ti eri mosso con rapidità verso il lestofante, il quale intento a guardarsi alle spalle non faceva caso al tuo passo veloce e silenzioso. È  stato un attimo: Nel tuo incedere felino ma come sempre sgarbato non ti erii accorto della gamba della bancarella di un mercante di frutta. Inciampando sul pezzo di legno e colpendo la struttura in pieno avevi fatto cadere per terra tutto il cibo finendo tu stesso gambe all’aria volando come un sacco di patate. 

“Demente guarda cosa hai fatto!” Il mercante ringhiava rosso di rabbia verso di te.

Nei tuoi occhi c’era la paura. “E adesso?”  Nella tua mente la conferma che una così poco astuta e lungimirante azione era il segno che ogni tanto a provar a far del bene si sbaglia sempre.

Incredibilmente Randagio inciampava anche lui sulla frutta a caddeva per terra lasciando scivolare il suo bottino davanti a lui che rotolava proprio di fronte a te. Neppure le commedie alla corte di Re Gianfransuà di Avallonia avrebbero potuto essere più ingarbugliate.

Alzando lo sguardo in cerca del supporto di Cecco lo vidi che era ormai in trappola: Le due guardie lo avevano raggiunto sul tetto e lo minacciavano con le loro lance. Non gli restava che giocarsi la sua ultima carta. Diede alle spalle alle due guardie si tirò giù  le braghe o mostrò loro il suo sedere:

“Le vostra signoria è pregata di baciarmi le chiappe”.  Gridava strafottente e saltò giù dal tetto dell’abitazione. Peccato che due altre due guardie lo presero al volo e lo bloccarono senza lasciargli via di fuga.

Dentro di te, la rabbia cresceva poiché questo guaio lo avevi creato tu nel tuo esitare a causa di quel ridicolo sentimento di generosità che avevi poc’anzi provato. “Fermi li brutti idioti” Altre guardie intimarono di restare immobili sia te che il randagio che nonostante le poche possibilità a sua disposizione abbozzò comunque un tentativo di fuga che finì molto male. La guardie non andarono tanto per il sottile neppure con lui, distraendosi per un attimo da te. Con tutta la forza che ti era rimasta in corpo eri scattato verso la refurtiva per cercare di prenderla prima del furfante. 

Nel recuperare la collana ti eri reso conto che era un gioiello di grande valore e che se fossi riuscito a piazzarla presso qualche mercante affarista avresti potresti guadagnarci parecchi fiorini e campare di rendita per un bel po’. È vero che per qualche motivo hai provato a fare l’eroe ma al momento il fato non è proprio dalla tua parte e pensavi in qualche modo di avere bisogno di un’opportunità per cercare di aiutare Cecco.

Anche la signora derubata aveva raggiunto il punto della strada dove ti trovavi steso a terra che nel frattempo con un  po’ di scaltrezza avevi recuperato il gioiello.

“Dov’è la mia collana vi prego ditemi che qualcuno l’ha trovata” Disse la dama.

Le guardie riconobbero subito la vittima del furto: Era Geltrude de Fessi la vecchia e famosa tutrice del del figlio del Marchese Cittino d’Ansiò. 

Cosa farai Brunolfo?

***

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6 pensieri riguardo “[Narrativa] [Racconto Interattivo] Le disavventure di un Ciarlatano che non voleva essere né un eroe né un bandito. Parte 2.

  1. A Geltrude de Fessi, per rispetto del nome della fessa casata, la collana non va data. Il prezioso monile perciò mi intasco senza essere visto.
    Per essere coerente nella mia buona intenzione, indico il lestofante e urlo che l’ho visto nascondere qualcosa di luccicante prima che lo acciuffassero le guardie. Così facendo distrarrò la loro attenzione da Cecco, che potrà darsela a gambe. E se il fiato o il coraggio gli mancasse, allora ho sempre la collana che, se mi cogliesse fessa magnanimità verso questo buon diavolo di menestrello, servirà a tirarlo fuori dalla gattabuia.
    In fondo sono un amante della cattiva musica e dello schiamazzo e le guardie carcerarie – si sa – sono sensibili all’oro e ai gioielli come donne vanitose.

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  2. Magari il protagonista potrebbe avere una collana falsa – non identica, sarebbe improbabile – da mettere in tasca a una guardia, per poi accusarla del furto ai danni della fessa, cioè della dama.
    Sarebbe un diversivo, si potrebbe fomentare un rissone 😛

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        1. Magari la scambio potrebbe farlo il randagio che forzando un po’ la mano nella narrazione potrebbe aver previsto di dover fare uno scambio per incastrare qualcun altro e creare una sorta di collaborazione momentanea per la fuga. Magari voleva incastrare proprio il protagonista o il compagno.

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