[Videogiochi][Xbox] Assassins’s Creed Unity. Da Jacques De Molay a Tomar. Quando il capitolo introduttivo ha un valore emotivo più di tutto il resto del gioco.

Io trovo che quando nella vita più interessi o passioni apparentemente anche distanti tra di loro, trovano un modo per diventare un’unica essenza, accada qualcosa di magico. Io sono fortunato perché qualche volta questo incantesimo mi ha folgorato spingendomi a collegare diversi aspetti della mia personalità regalandomi momenti di vita unici e indimenticabili.

Questa è una storia di ribellione e di voglia si sapere e di approfondire. Io la definisco una sana ribellione, una voglia positiva, una sfida contro me stesso, alle imposizioni familiari e al mio talento fin troppo sprecato. Un viaggio che ha avuto un meraviglioso apice ormai dieci anni fa e che pochi giorni fa un videogioco mi ha portato alla memoria ed è stato davvero una appagante.

Il videogioco è il capitolo francese della saga di Assassin’s Creed intitolato Unity il quale ambientato in piena rivoluzione francese presenta nella parte introduttiva una sequenza temporalmente molto antecedente. L’introduzione cita una delle leggende più appassionanti che da secoli circola intorno all’ordine Templare ossia la maledizione lanciata da Jacques De Molay l’ultimo gran maestro templare mentre veniva messo al rogo da Filippo il bello re di Francia e da papa Clemente V che avevo ufficializzato la sospensione (e mai ripristinata) dell’ordine monastico e cavalleresco.

Il rogo fu consumato a Parigi sull’isola della Senna detta dei giudei, nei pressi di Notre Dame a marzo del 1304. La leggenda narra che prima dell’esecuzione Jacques de Molay abbia invitato Filippo il Bello e papa Clemente V a comparire di fronte al tribunale di Dio. La morte entro l’anno di entrambi i personaggi non fece che rafforzare l’idea comune che egli fosse caduto vittima di un’ingiustizia.

Inoltre sempre sul rogo, Jacques de Molay avrebbe dannato la casa di Francia “fino alla tredicesima generazione”. In tempi più recenti si è diffusa la leggenda secondo cui l’esecuzione di Luigi XVI durante la Rivoluzione francese – che pose fine in qualche modo alla monarchia assoluta in Francia – sarebbe stata il coronamento della vendetta dei templari (alcuni storici sensazionalisti dell’epoca riportarono la notizia che il boia Charles-Henri Sanson, prima di calare la ghigliottina sulla testa del sovrano, gli avrebbe mormorato: «Io sono un Templare, e sono qui per portare a compimento la vendetta di Jacques de Molay»).

Secondo alcune testimonianze dell’epoca, mentre l’assistente del boia Sanson mostrò la testa mozzata di Luigi XVI, uno sconosciuto in mezzo alla folla gridò: «Jacques de Molay, sei stato vendicato!». (Wikipedia).

Ho parlato di Sospensione e non di soppressione dell’ordine Templare in quanto secondo Gli ultimi documenti ritrovati negli archivi del vaticano dalla paleontologa Barbara Frale la Pergamena di Chinon, papa Clemente V non era dell’idea di chiudere l’ordine monastico ma solo di fermarlo momentaneamente. L’interpretazione nasce dalla discutibile espressione latina Non per modum definitivae sententiae…”. che secondo una interpretazione più moderna ad opera degli storici contemporanei dovrebbe essere tradotta come “Non con sentenza definitiva…”, giustificando così l’ipotesi che l’intenzione di Clemente V non fosse quella di sopprimere l’Ordine, ma semplicemente di sospenderlo.

Questa ricostruzione porterebbe quindi a confermare che fu Filippo Il Bello ha volere ad ogni costo che l’ordine venisse chiuso per una banalissima questione economica. Le casse del re di Francia erano vuote e pensava che in questo modo avrebbe trovato una soluzione.

Il papa però, spostò le importanti ricchezze templari all’ordine degli Ospedalieri (e poi Cavalieri di Malta) e anche questo fatto conferma in un certo modo una volontà possibilista.

Secondo alcuni storici tutto questo accadde perché Filippo Il Bello minacciò uno scisma dichiarando di avere dei documenti che comprovavano che il predecessore di papa Clemente V avesse comprato la sua investitura e che quindi la rendevano nulla. Tutto questo se messe insieme alla cattività avignonese rendevano il re Francese in una posizione di forza a cui il papa dovette cedere.

Ovviamente da appassionato di storia delle religioni ma anche di Fantastoria, una istituzione europea come i templari così potente e così controversa non poteva non attirare per anni la mia attenzione. Come ho ripetuto più volte non sono un credente pur dichiarandomi gnostico nella speranza di ricevere un giorno il dono della fede qualunque essa sia, ed è per questo che studio molto la storia dell’Europa e della sua evoluzione così come non mi stancherò mai di dire che i Cesari hanno solo cambiato nome ed ora si chiamano Papa mentre l’aquila è volata sino a Mosca (Zar come Kaiser derivano da Cesare). Proprio per questi motivi confesso come proprio il primo Assassin’s Creed ambientato in Terra Santa ancora oggi resti tra i migliori di tutta la serie è stato il motivo per cui ho venduto la ps2 per comprarmi la ps3 al di là delle meccaniche di gioco un po’ limitate anche allora.

Ma cosa rende i templari così affascinanti da essere anche accostati probabilmente impropriamente come autogiustificazione per alcuni rituali all’interno della massoneria? Sicuramente l’assenza di documenti storici che possano svelare tutti i misteri irrisolti e diventati poi Folklore nei secoli successivi in particolare durante l’età dell’illuminismo e tramandati attraverso leggende e romanzi come i due gioielli di Walter Scott Ivanohe e The Talisman o dal nostro Eco con il Pendolo di Foucault.

Probabilmente tutte queste motivazioni hanno spinto i game designer di Ubisoft a scegliere i templari come gli storici antagonisti dei giusti assassini ammesso che l’omicidio sia qualcosa di giustificabile. Ma forse quest’ultimo aspetto andrebbe affrontato analizzando i vari giochi nel dettaglio e non è ciò di cui ho piacere di scrivervi oggi anche perché ci sono giochi che fanno vivere questo flusso di coscienza e rimorso molto più intensamente come i recenti Red Dead Redemptions 2 e The Last Of Us parte 2.

Quando ho organizzato il mio primo viaggio all’estero, viaggio che fu anche il primo viaggio con la futura signora Cornerhouse scegliemmo come meta il Portogallo. Una destinazione valida per tanti motivi ma che c’entra Il Portogallo con i templari? Beh si fa presto e spiegarlo. Dopo la morte di Molay, alcuni templari superstiti scapparono in Portogallo dove fondarono l’ordine dei Cavalieri di Cristo e una delle loro rocche si trova a Tomar a circa un paio d’ore di treno da Lisbona.

Abbiamo affrontato un caldo devastante per salire sulla cima della collina per arrivare all’ingresso di quello che oggi è un monastero ricordo un’esperienza termica così impegnativa solo a Cordoba in Andalusia.

I miei occhi impazzirono di gioia nel vedere simboli e arte così evidentemente analoga alla simbologia templare che rimasi estasiato. Mi ricordo che tirai fuori il mio libro sulla storia dell’ordine e lo lessi nel cortile del monastero. Si, egocentrico, narciso e vanesio. Ma wow che goduria. Fu un grande momento.

Mi ci sono volute le ferie di agosto per completare Assassin’s Creed Unity che definirei come il Romeo e Giulietta dei titoli della serie. Ho portato a termine le campagna principale più qualche missione secondaria per aumentare il punteggio con gli obiettivi e oggi ancora un po’ di voglia di giocarci mi è rimasta.

Quando iniziai a cercare materiale per scrivere quella che inizialmente avrebbe dovuto essere la più banale delle recensioni-opinioni del gioco, ho trovato e letto diversi commenti anche piuttosto contrastanti per questo primo capitolo esclusivo per Xbox One e Ps4 della serie. Da una parte le recensioni di settore pur evidenziandone i difetti, alcuni atavici, della serie hanno dato giudizi mediamente alti mentre la tossica community online dei videogiocatori l’ha mediamente odiato.

Era parecchio tempo che non giocavo ad un Assassin’s Creed l’ultimo fu Revelation che chiudeva la trilogia di Ezio (che resterà sempre il miglior protagonista della serie) anche perché i “nuovi” giochi figli di The Witcher, ossia, Origins, Odyssey e il prossimo Valhalla per me rimarranno qualcosa di diverso. Fortunatamente al di là di alcune modifiche positive al modello di controllo che hanno ad esempio spostato la corsa sul grilletto destro, il feeling con il gioco è rimasto pressoché invariato inoltre l’aver tratto ispirazione per le missioni di assassinio dalla serie di Hitman è stata una valida trovata che mi è piaciuta fin da subito così mi sono sufficientemente divertito anche in questa iterazione della serie.

Come scrissi agli amici con cui condivido la passione dei videogiochi se dovessi dare un voto il più imparziale possibile sul gioco direi che il gioco per me è un 6,5 e la motivazione è davvero semplice da capire: Gli darei un 8 perché è come giocare in alta risoluzione ad Assassin’s Creed 2, ma allo stesso tempo gli darei un 4 perché è come giocare ad Assassin’s Creed 2 ma senza Ezio. Mezzo punto perché se ho deciso di finirlo è perché in fondo il gioco mi è piaciuto.

No, non soffro di bipolarismo né ho fatto un copia incolla venuto male, ma sono davvero convinto che i pregi e i difetti di Unity siano nel non essere stato in grado di creare novità significative ma riesce “soltanto” a dare ai giocatori un More Of The Same solo che sono passati parecchi anni tra un titolo e un altro.

Un video che trovai su YouTube di un ragazzotto che difendeva il gioco diceva in maniera più diretta da come adesso vi riporto disse: Ma cosa cacchio vi aspettate da Assassin’s Creed?

Sul gameplay ha ragione ed è il motivo per cui nel mio commento sul gioco ho scritto un voto alto ma allo stesso tempo diventa a quel punto inevitabile il confronto e Arnò non ne Ezio e Parigi non regge il confronto ne Firenze ne con Venezia ne con Roma rinascimentali. Hanno provato a tentare di differenziare i quartieri ma le missioni spesso sembravano ambientate sempre nello stesso palazzo.

Per questo io consiglio Unity solo a chi è appassionato di questa serie fin dagli esordi mentre ai più niubbi direi di comprare la Ezio Collection disponibile sia per Xbox One sia per Ps4 perché seppur con comandi più legnosi rende più giustizia a ciò che questa serie rappresenta.

Su instant gaming si può trovare Unity scontatissimo, io l’ho pagato 1 euro mentre se preferite l’edizione fisica (bravi) vi lascio come sempre i link per acquistarla su Amazon.

Come vi dico sempre si tratta di link di affiliazione Amazon. A voi non cambia nulla in termini di prezzo e condizioni di vendita al cui presente Cornerhouse viene semplicemente riconosciuta una piccola percentuale che quando va bene vale un caffè al bar.

Ebbene cari ospiti di questa webbettola la chiaccherata di oggi è giunta a termine. Vi si ricorda che stelline e commenti sono la benzina e l’unica moneta che vi verrà richiesta per partecipare a questo gioviale convitto.

Ma, se ciò che leggete vi ha sempre sollazzato lo spirito e avete voglia di offrimi un caffè potete farlo qui, sul mio profilo Ko-Fi. Si tratta di un di più non necessario e semplicemente gradito. Nessuno verrà mai bloccato fuori perché non ha lasciato la mancia. Take It Easy.

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