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[Cinema][Disney] Frozen 2

C’è un fiume, porta in sé
Quel che è stato, quel che più non c’è
La memoria del passato
Lì rifugio ha trovato.
Puoi sognarlo anche tu
Dove il vento incontra il mare blu
Ma in quel fiume affogherà
Chiunque vada troppo in là.

In casa Cornerhouse l’arrivo di Frozen 2 su Disney Plus, cinquantottesimo classico Disney uscito nelle sale lo scorso inverno, seguito di Frozen del 2013, è stato vissuto come l’avvento di Star Wars episodio 7. La miniCornerhouse è stata eccitata tutto il giorno, quasi incontrollabile, l’idea di vedere una nuova storia di “Elsa e Anna” la rendeva felice e incapace di ascoltare i suoi genitori ma questo è quel sentimento, quel emozione che spesso da adulti perdiamo e dimentichiamo anche solo di aver provato.

Frozen uscito nel 2013 basato sulla cupa fiaba di Andersen “La Regina Dei Ghiacci” é stato una gallina dalle uova d’oro, campione di incassi al cinema il cui sono stati staccati biglietti per un totale di $1.280.803.353 e mostruosamente vincente in termini di Merchandising portando Elsa in cima alle preferenze delle eroine Disney più desiderate dalle bimbe di tutto il mondo.

Frozen 2 é stato capace di fare ancora meglio, ancora prima che uscisse il film dai negozi di giocattoli o dai supermercati uscivano prodotti brandizzati Frozen 2 come se non ci fosse un domani. L’arrivo al cinema del film ha fatto la felicità, ovviamente di un sacco di giovani fanciulle nonché di tutti gli investitori Disney quando hanno visto quanto il film andava economicamente bene.

Frozen 2 diretto da e sceneggiato da Jennifer Lee e Chris Buck si pone come sequel del primo film ma basa la sua vicenda sulle origini del potere di Elsa e sulla morte prematura dei genitori delle due sorelle di Arendelle. L’elemento cardine di tutta la storia è la simbologia dell’acqua (che al nord diventa ghiaccio), elemento che per molte culture, rappresenta il materno, quindi la vita ma anche devastatore quindi la morte. Su questa dicotomia e sul concetto che L’acqua ha memoria, verrà costruito un viaggio metaforico per certi aspetti,in cui Elsa e Anna diventeranno ciò che sono destinate ad essere.

Per questo come già accaduto in Vaiana (Oceania, di cui cianciamo qui) il messaggio centrale è fortemente ecologista: liberare la natura per salvare il progresso. Un universale natura buona e industria/progresso cattiva che già in Platone era presente, concetto che anche in Tolkien è ben evidente nella forte critica all’opera di Saruman. Olaf il pupazzo di neve magico lo dice in tutti i modi fungendo per quasi tutto il film da Piero Angela e Grillo Parlante.

Ma cerchiamo di analizzare un po’ di aspetti con la dovuta calma. La memoria dell’acqua è un’idea reale ma mai sperimentalmente provata quindi scientificamente non valida su cui si fonda una parte dell’omeopatia. Per certi versi potremmo quindi considerare questo principio contestualmente coerente all’interno del percorso narrativo e il folklore di Frozen 2 per cui i bimbi può essere facilmente spiegato come un concetto magico e non reale.

Oltre ad Acqua fanno comparsa altri elementi rappresentati da un un’entità magica: Fuoco Terra e Aria che fin dal medioevo sia dalle culture occidentali che insieme all’acqua appunto mediorientali hanno avuto connotazioni esoteriche, la terra rappresentata da giganti di pietra utili al finale molto simili agli Ent de Il Signore Degli Anelli i quali compiranno né più né meno che la stessa cosa, un forte vento, una lucertola infiammata che rappresente il fuoco ed infine il cavallo selvaggio a simboleggiare l’acqua.

Proprio questo cavallo selvaggio e indomabile rappresenta ancora una volta l’elemento acquatico si rivela il più interessante. Esiste infatti nella cultura germanica uno spiritello (assimilabile anche ad una sirena) che si divertiva ad affogare le persone lungo i fiumi anche la saga dei nibelunghi citano questi sportelli magici. Non a caso il cavallo farà di tutto per affogare Elsa la quale solo dopo ripetuto sforzi riuscirà ad averne la meglio e a trasformarlo in un potente alleato.

Già poi c’è Elsa. La contraddittoria Elsa. La prima principessa Disney che in principio avrebbe dovuto essere solo cattiva come nella fiaba originale ma che poi nel primo Frozen diventa entrambe le cose. Prima è la villain e poi è la protagonista. Elsa che per quanto amata da tutte le bimbe perchè tutte vogliono essere Elsa in verità forse non è ancora quel modello di donna forte e indipendente che la Disney ormai ci propina in tutte le salse. Jyn Erso vi dice niente? Ma anche la stessa Vaiana è molto più risolta interiormente e macha della nostra regina dei ghiacci.

In Frozen 2 però forse finalmente ci siamo. Dopo aver compreso i misteri dei suoi natali, accettato la sua natura e trasformatasi in Elsa La Bianca proprio come Gandalf dopo aver affrontato il Balrog, forse ha raggiunto quella maturità di cui aveva bisogno ma questo ha avuto un prezzo. Elsa non è più la regina di Arendelle, e come glielo spiego a mia figlia? Si perché la sua natura quasi divina come punto di incontro tra i quattro elementi e l’uomo non può stare nella civiltà e dovrà vivere nella foresta magica.

La foresta magica elemento intermedio del pellegrinaggio narrativo è ancora una volta un elemento cardine della mitologia nordica e celtica i continui riferimenti a Stonehenge sono evidenti a tutti no?

Prima di concludere gli aspetti simbolici e dei personaggi più importanti della storia voglio esprimere il mio pensiero a proposito di Anna per me rappresenta ancora una volta il personaggio preferito. Una ragazza che seppur con le sue ingenuità e la ansia da abbandono ha un cuore d’oro e un coraggio da vendere. Ancora cito il signore degli Anelli perché in lei rivedo Samvise che segue il suo Frodo (sua sorella Elsa) e pur non avendo gli stessi poteri o la stessa predestinazione non ha paura di affrontare l’ignoto o il male stesso (la natura della sorella?). Non è casuale secondo me il suo percorso che la porterà ad essere lei Regina Di Arendelle.

Ci sarà un Frozen 3? Economicamente sarebbe interessante valutare la possibilità ma per come finisce il due, il viaggio sembra concluso, risolto. Un nuovo film dovrebbe portare Elsa e Anna forse lontano da Arendell snaturando per alcuni aspetti l’elemento freddo di tutta la storia. Forse il risveglio di un villain del nord potrebbe essere una idea una sorta di Malefica delle nevi? Funzionerebbe solo se Elsa perdesse i suoi poteri ma anche qui come reagiranno le bimbe? Vedremo tra qualche anno anche perché visti i tempi di lavorazione non se ne parlerà prima del 2025.

Ci sono ancora altri due aspetti che vanno affrontati su Frozen 2, il primo è l’aspetto visivo che ho trovato eccelso a tratti incredibile. Ero già rimasto affascinato in Vaiana ma in Frozen 2 la qualità della cgi e della regia secondo me sono veramente pazzeschi e ho voglio di rivedere il film solo per godere di quei colori e quei dettagli. Vi chiedo di fermarvi a notare i dettagli sui vestiti di Elsa veramente veramente belli o la criniera del cavallo Nokk.

Infine vorrei prima fare una piccola critica a tutti quelli che vanno al cinema a vedere un musical e poi si lamentano che ci sono troppe canzoni. Si perché ancora non avete capito che tutti questi film Disney con le princesse, dalla Sirenetta in poi sono tutti così? Davvero un pochino mi fate sorridere. Detto ciò ancora una volta abbiamo diversi brani musicali e per me i migliori sono la Ninna Nanna della mamma di Elsa e Anna, che ha delle sonorità celtiche davvero belle con l’uso dell’accordo di quarta sia maggiore che minore (nella versione film credo sia il Re, poi mi pare che nella seconda strofa dopo il ritornello salga di mezzo tono) ad enfatizzare la nota più bassa della melodia e il refrain del tema portante principale ah ah ah ah quando Elsa raggiunge l’isola oltre il mare oscuro, melodia che richiama come alcuni potrebbero notare un piccolo estratto del mastodontico assolo di Jimmy Page In Starway To Heaven, note utilizzate anche da David Gilmour con la slide Guitar in High Hopes. Il punto più basso è il brano dedicato a Kristoff, un pop banalotto le cui scene sembravo un video degli Spandau Ballet fuori tempo massimo o i Chicago con It’s hard to say i’m sorry.

È mancata una Let It Go è mancata la canzone che ti entra in testa e non ti molla più perché per quanto il motivetto ah ah ah ah di cui sopra non ti abbandona non c’è stato il sapiente ma paraculo utilizzo del Sol Re mi- do a spianare le porte verso il successo agli Oscar. In generale però ho provato una profonda coerenza di fondo, anche se tradotti i brani musicali hanno un ruolo chiave nello spiegare le emozioni dei personaggi. Ancora una volta ho trovato in difficoltà, più che altro al limite, la Autieri che per quanto sia un’attrice eccelsa si è trovata a dover affrontare delle melodie così complesse e un un adattamento italiano che non è stato proprio il massimo a livello di metrica.

In definitiva a me Frozen 2 é piaciuto. Molto più del primo che ho trovato purtroppo meno interessante di altri film con le principesse come il folle Rapunzel e l’ecologista Vaiana. È piaciuto anche alla miniCornerhouse che siamo già arrivati alla terza visione in un giorno.

Il film fa tesoro della sue scene più iconiche citando spesso (troppo?) Il primo Frozen donando ai bimbi un senso di continuità che probabilmente apprezzano.

Frozen 2 é per me probabilmente il superamento definitivo degli stilemi del rinascimento Disney. Un film di maturazione, un percorso senza un villain, senza una strega cattiva, un viaggio di personale maturazione (lo ripeteva continuamente Olaf che certe cose le avrebbe capite quando sarebbe diventato grande che è quasi stucchevole) di due ragazzine e i loro conflitti alla ricerca della loro identità.

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Quello che invece piace a me e che spero di prendere questo autunno è la casa sull’albero che secondo me starebbe benissimo vicino alla mia torre di Rapunzel

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4 pensieri riguardo “[Cinema][Disney] Frozen 2

  1. Non l’ho ancora visto, sicuramente mi capiterà in futuro.

    Riguardo alla questione del musical, è un problema di equilibrio e il primo Frozen ne aveva poco: la prima canzone iniziava prima ancora che apparisse il logo Disney, dopodiché, non passavano cinque minuti senza che partisse un brano, almeno nella prima metà del film – dopo si diradavano un po’.
    Le canzoni di Frozen erano carucce, ma non eccezionali (e proprio Let it go/All’alba sorgerò era venuta malino, in italiano, ed era forse l’unico brano davvero importante).
    In Moana/Oceania, le canzoni mi sono sembrate di meno, oltre che migliori, ma dovrei rivederlo.

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    1. Si il senso di Let It Go è stato un “pelo” cambiato nell’adattamento italiano. La versione della Mendez è incredibile, ha una voce pazzesca. Se non l’hai ancora sentita sentiti anche solo fino al primo ritornello. Si Vaiana ha meno brani è sono molto orecchiabili i tre brani principali che sono tutti di buona qualità per essere pop. Curiosità senti la versione originale del brano di maui cantata da The Rock, mi ha stupito. In generale per quanto sia il meno conosciuto La Principessa E il Ranocchio ha dei brani molto belli ma essendo jazz e blues è poco probabile che un bimbo li possa apprezzare.

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      1. Let it go, in originale, l’ho conosciuta prima della versione italiana, complice Youtube.
        La doppiatrice di Elsa ha una voce molto bella, ma nel brano sembrava quasi che avessero messo assieme le due registrazioni migliori della canzone, è come se fossero due brani diversi (è la sensazione che mi ha dato).
        Di Oceania, ho sentito in originale solo How far I’ll go (e forse il brano del granchione avido). Dovrò cercare il brano di Maui.

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