Confessioni Di Un Giocatore Romantico · Diario

[Confessione Di Un Giocatore Romantico.] Soul Calibur per Sega Dreamcast

soulcalibur

Dopo aver scherzato in alcuni post a proposito di certe incavolature storiche ai videogiochi degne delle migliori e più divertenti sfuriate di Kylo Ren chiamato a furor di popolo Er Frignetta, eccomi oggi con voglia di scrivere un breve pensiero per condividere con voi le mie emozioni nei confronti dei videogiochi. Così mentre sto pensando già al terzo capitolo dei leggeri post rosiconi, vi condivido questa nuova rubrichetta.

Non aprirò questa serie di post dalla via più facile e scontata perché potrei scrivere anche in modo abbastanza paraculo, del mio primo Nintendo o di quello che provo pensando a un Super Mario World o a un Monkey Island. Perciò ho deciso di inaugurare questi post con il racconto dell’ultima situazione vissuta giusto un paio di serie fa la quale mi fa continuare a pensare che i videogiochi siano una cosa meravigliosa.

Prendete due adulti, due amici che si sono conosciuti in un contesto online come i blog, luoghi virtuali, webbettole, dove si spera di riuscire a confrontarsi e a crescere condividendo le stesse passioni. Prendete una sera in cui le mogli e i figli sono “sistemati” e aggiungete una cena a base di nostrane stuzzicherei calabresi e tac, il gioco è fatto.

Soul Calibur in edizione Dreamcast da oggi per me sarà il ricordo di una serata eccezionale, leggera e fraterna dove non sono mancati momenti gagliardi e sfottò come se non ci fosse un domani.

Il fatto che nel 2020 sia ancora un gioco dignitosissimo anche giocato su una console del 1998 lascia intendere la maestosità del titolo Namco calato nel suo contesto storico.

Soul Calibur è il secondo capitolo della fortunatissima serie di videogiochi picchia picchia ideata da Hiroaki Yotoriyama. Il primo capitolo Soul Blade uscì già nel 1996 solo un anno dopo l’uscita nelle sale giochi e su PSone di Tekken. Per questo è lecito considerare Soul Calibur come uno dei padri del genere picchiaduro in 3D e tra i famosi ancora oggi. Infatti, basandomi sui vari siti esteri è abbastanza facile stimare che tutta la serie abbia venduto nel mondo almeno 15 milioni di copie considerando anche le vendite di Soul Calibur VI, attualmente l’ultimo titolo del franchise.

Due sono le principali differenze differenze tra la serie Soul Calibur e gli giochi di menare. Il primo è molto evidente poiché si tratta di un picchiaduro di chiara ispirazione medievale in cui si combatte con Armi, Spade, Spadoni e chi più ne ha più ne metta; il secondo è la lore di questo titolo è davvero impressionante in termini di storia e contenuti.

La storia del gioco, per i pochi con non la conoscono, vede raccontare la leggenda del conflitto tra due spade la corrotta e malvagia Soul Edge e la benevola Soul Calibur, il tipico racconto fantasy della lotta tra il bene e il male.

Oltre a essere visivamente sempre impressionante anche le musiche orchestrali di Soul Calibur sono state sempre curate, infatti sono usciti un disco per ogni gioco della serie principale.

Sono anche usciti alcuni spin off della serie, uno di questi uscito nel 2007 l’ho anche apprezzato molto dal titolo Soul Calibur Legends uscito in esclusiva per Wii, si trattava di un action in terza persona gradevole, nulla di originale ma comunque divertente in cui si poteva interpretare Sigfried o Mitsurugi scalmanandosi come degli ossessi con i controller del wii e causandosi infiammazioni varie alle braccia e se giocato in due anche rischi altissimi di cazzotti maldestri in faccia.

Ebbene cari ospiti di questa webbettola la chiaccherata di oggi è giunta a termine. Vi si ricorda che stelline e commenti sono la benzina e l’unica moneta che vi verrà richiesta per partecipare a questo gioviale convitto.

Sfruttando questi due link, potete recuperare i post della serie “Confessioni Di Un Giocatore Violento e Mai Pentito”:

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3 pensieri riguardo “[Confessione Di Un Giocatore Romantico.] Soul Calibur per Sega Dreamcast

  1. Il primo Soul Edge/Blade mi piacque molto, ma Soul Calibur mi scioccò cambiando tutte le mosse e rendendo inutile la mia laurea specialistica in Taki.
    Da allora, mi sono impegnato sempre meno nei picchiaduro e ho iniziato a giocarli con sempre meno impegno.

    Della serie Soul Calibur ho sempre apprezzato gli editor dei personaggi, che usavo per clonare personaggi dei fumetti o crearne di imbarazzanti (come la Puffetta con lo spadone, Quattr’occhi col nunchaku o cose ben più strane e inedite).

    Nel complesso, un rullacartoni solido e abbastanza divertente.

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  2. Che grande sorpresa! La nostra fratellanza di joypad è ormai granitica dopo le mazzate a SC per Dreamcast, ancora insuperato capitolo della serie. Non sai che sorriso mi è apparso sulle labbra quando ho visto spuntare la copertina dal reader di WP!

    Piace a 1 persona

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