Confessioni Di Un Giocatore Violento

[Confessioni Di Un Giocatore Violento E Mai Pentito.] Capitolo 2. I Trofei.

Bentrovati cari ragassuoli, il post di oggi è di quelli che mi piace definire post d’urgenza, cioè di quelli scritti senza alcuna minima pianificazione completamente di getto. Si tratta di un post che raccoglie una doppia ispirazione: La prima è quella di un sito che ho scoperto su Twitter dove una ragazza appassionata di videogiochi scrive degli interessanti articoli di psicologia relazionata al gaming e il secondo è il post di qualche tempo fa scritto dal mio fratello di Joypad, RedBavon che iniziò questi divertenti post dove ci si prende un po’ in giro per l’eccessivo agonismo che ogni tanto dimostriamo mentre ci si sollazza ai videogiochi.

Il mio primo post di questa serie è stato dedicato a Tekken se volete potete leggiucchiarlo qui. Oggi invece voglio cianciare con voi di un altro difetto competitivo che ho scoperto ultimamente di avere cioè la caccia al trofeo. Lo ripeto ancora una volta. Questo post vuole esaltare un comportamento scorretto del giocatore ma vuole solo sdrammatizzare e fare autoironia sul alcuni miei personali vezzi al videogioco.

Gli obiettivi (o i trofei o gli achievement) sono stati introdotti da mamma Microsoft con le precedente generazione di console. Tutto nacque quindi con la 360. Il sistema fu in rapido tempo portato anche sulla PS3 e Steam, ad oggi solo Nintendo che ha le sue motivazioni non ha ancora introdotto un sistema analogo sulle sue console.

In pratica si tratta di traguardi da raggiungere durante il gioco, non inficiano minimamente con la conclusione della storia ma aggiungono un punteggio al proprio profilo online ogni volta che si riesce a completarne uno. Andando ad agire direttamente sul proprio profilo e quindi tendenzialmente l’informazione è pubblica il numero di punti ottenuti (quindi di trofei) è un potenziale indice che dimostra quanto tempo si è dedicato un gioco e quanta bravura si ha nel titolo in questione. In pratica, il senso è che se io ho più trofei di un amico ad un certo gioco, l’anima competitiva che è dentro di me afferma “ah ah ah io sono più bravo di te”, tiè.”

Tanti giocatori li ritengono superflui e i più radicali sostengono anche che vadano a snaturare il senso del gioco. Motivo per il quale Nintendo con la sua filosofia ben definita li rifiuta, di fatti sono abbastanza convinto che non vedremo mai gli obiettivi in un Mario o in uno Zelda. Ma ci sono alcuni giocatori perversi come me che studiano preventivamente la lista dei trofei di un certo gioco e giocano in funzione del raggiungimento del trofeo. Esempio se sconfiggi tre nemici in un certo modo, con un certa abilità ecco che arriva il trofeo, ah che goduria. In Halo ad esempio, i trofei sono indice della carneficina che si è lasciata dietro di se. Uccide 1000 mostri di quel tipo, 100 di quell’altro e 5000 in totale, una strage insomma, ma come questi trofei per i competitivi come me diventano da gioelli da mostrare con orgoglio.

In tutto questo Microsoft e l’app di Xbox per Android fomentano proprio questo comportamento perché c’è una bella sezione dedicata ai trofei e alle statistiche dei giochi dove si è bombardati dal pulsante confronta con gli amici. Vi porto un altro esempio da un altro genere di videogiochi. In F1 2018 oltre ai trofei, vengono inserite anche quante Pole Position hai fatto, quante vittorie, giri veloci e giri in totale costantemente rapportati ai tuoi contatti, dai l’abbiamo capito evviva la competizione.

Nell’articolo che mi ha ispirato il post (vi lascio il link qui) si arriva a definire anche la ricerca ossessiva del trofeo come un problema simile alla ossessione per i videogiochi. L’ennesima dimostrazione che essere competitivi va bene, sfogare il proprio malessere di vivere facendosi guidare dalle proprio manie, al solito può farci male.

E voi? Voi siete impassibili di fronte alla caccia al trofeo o invece vi date da fare per ottenerli? Parliamone nei commenti.

Ebbene cari ospiti di questa webbettola la chiaccherata di oggi è giunta a termine. Vi si ricorda che stelline e commenti sono la benzina e l’unica moneta che vi verrà richiesta per partecipare a questo gioviale convitto.

Ma, se ciò che leggete vi ha sempre sollazzato lo spirito e avete voglia di offrimi un caffè potete farlo qui, sul mio profilo Ko-Fi. Si tratta di un di più non necessario e semplicemente gradito. Nessuno verrà mai bloccato fuori perché non ha lasciato la mancia. Take It Easy.

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10 pensieri riguardo “[Confessioni Di Un Giocatore Violento E Mai Pentito.] Capitolo 2. I Trofei.

    1. io purtroppo mi incaponisco, tipo quelli dove devi raggiungere un certo livello di esperienza in multiplayer, che si traduce in passare un sacco di ore a giocare in maniera anche strutturata per accumulare più esperienza possibile nel minor tempo possibile. Uno strazio.

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  1. Diamine! Mi hai tolto il post da sotto le dita! Da tempo immemore che avevo intenzione di scrivere della “caccia al trofeo”. Interessante anche il link, anche se a me questa analisi psicologica mi ricorda tanto certe esternazioni incomprenibili e barbose di un certo MBF (che ha scritto vari libri in merito).
    Questo tipo di “premialità” riscoperto da Microsoft fa leva su un vecchio escamotage: il punteggio negli arcade e la “Hall of Fame”. Come costringere il giocatore a inserire più monete nel cabinato? Sfidalo a raggiungere il punteggio più alto, a potere vedere le tre iniziali del suo nome nella classifica che appare nelle schermate in modalità “demo”.
    Agli editori e sviluppatori non sembra interessi aiutarti a completare il gioco al 100% così da potere apprezzare in pieno la propria “opera”. A meno di rare eccezioni, a parte i trofei che si sbloccano con il completamento dei livelli o capitoli, il resto sono astrusi, non aggiungono nulla all’espereinza complessiva, anzi spesso sono fonte di frustrazione.Sembrano seminati a spaglio. I trofei legati al multiplayer sono altamente tossici e sono l’esatta riproposizione della “Hall of Fame” di Space Invaders. Eppure il potenziale per arricchire l’esperienza ci sarebbe tutto!
    Tutto ciò premesso, i trofei esercitano anche su di me un’attrazione fatale. Per quanto i risultati siano fecali.

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    1. Oh accidenti. Si, certi trofei sono terribili è lunghissimi. Altri sono inutili e allungano solo il brodo senza davvero avere anche solo un minimo di divertimento. Confermo la tua sensazione alcune volte sembra che gli sviluppatore non avendo la minima idea di cosa fare mettano cose li a caso, altre volte secondo me danno troppo all’inizio e poi ti lasciano a secco per troppo tempo. Sto provando Vrally4 è moltissimi trofei si ottengono nelle prime ore di gioco ma poi passa un’eternità per beccarne altri. Sarà fazioso ma la serie Halo è una delle poche che ha una “buona” distribuzione dei trofei che premia il fatto di completare i livelli single player, di rigiocarli a livelli di difficoltà più alti, di esplorare la mappa di gioco e di giocare in multiplayer. Ma lo sappiamo Halo è per tanti versi una mosca bianca. Sul fronte multiplayer, ci sono trofei davvero sfiancanti. Arrivare al livello 50 di Battlefront 2 è un’impresa titanica alla quale non corrisponde la stessa quantità di divertimento.

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      1. Tutto sommato sto rivalutando Nintendo che non ha questo sistema. Il gioco deve divertire per la sua esperienza, non per motivi esogeni. Il sistema dei “trofei”, ottima idea, nella pratica si dimostra slegato dalla sua esperienza. Per certi versi spinge il giocatore verso un’esperienza guidata da obiettivi per lo più posticci. Ti devi divertire, non intossicarti per un ottenere un trofeo.

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        1. Hai centrato proprio il punto Fratello di Joypad in questa quarantena, ho rosicato duro perché amici di Xbox avevano più trofei di me in determinati giochi vedi battlefront e Horizon 4 e ho dovuto batterli. Da qui la motivazione per cui il post è finito nella serie delle “Confessioni”. E lo stesso motivo per cui ho ultimamente trascurato Nintendo non avrei avuto un modo “visivo e facilmente identificabile” che in quel gioco ero più bravo di qualcun’altro. Ma adesso che ho passato la sbornia sono pronto a tornare anche su Nintendo anche perché devo rigiocare Bioshock Infinite e provare gli atri due a cui non ho mai giocato. La bellezza di Columbia è qualcosa che va oltre i trofei.

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  2. Sono lievemente allergico ai trofei. Se ne ottengo, sulla play, sincronizzo la console a fine sessione per salvarli, ma non sono particolarmente interessato a questa “gamification” dei videogiochi.
    Inoltre non sono mai stato molto competitivo, né così abile da potermi permettere di faticare troppo su un gioco per superare il mio limite. Infine, voglio esperienze diversificate, “viaggiare” in altri mondi cin giochi diversi e non farmi mangiare tutto il tempo da uno solo.
    Alla fine, l’effetto pavone del trofeo diventa un modo per aumentare in modo artificiale la longevità di un gioco e forse è per questo che certi giochi hanno un tot di trofei indecenti: per farti credere che la festa continuerà ancora a lungo (e invece le bollicine sono già finite da un pezzo).

    Detto ciò, se una persona si diverte e trae soddisfazione dai trofei, ben venga – se fossero obbligatori per proseguire, lì sì che sarebbe la morte del videogioco!

    En passant, due cose, solo una tange l’argomento del post: in Final Fantasy VIII, sconfiggere il mostro più forte del gioco ti sbloccava una voce di menu, la Prova di Omega, con le congratulazioni del gioco per aver trebbiato la Omega Weapon. E se riuscivi ad avere almeno un esemplare di ogni carta, ti dava una stellina sull’apposita voce di menu.
    Potrebbero essere prototipi di trofei, pur mancando la componente online ^^
    L’altra è: dal link che hai messo, non sono riuscito a iscrivermi al canale Telegram.
    L’ho fatto cercandoti direttamente nel programma.
    Non so se sia il mio furbofono, che sta perdendo colpi, o un errorino del link, ma tra vedere e non vedere, preferisco dirtelo 😉

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