[Videogiochi][Halo] – Halo: Reach. Master Chief Collection

Ciao Ciao Ciao Ragassuoli, in questo mese di quarantena dedicare del tempo ai videogiochi è decisamente più facile anche per i papà’ come me che hanno sempre i minuti contati e visto che pure l’OMS si è espressa a favore di questa tanto criticata attività in cui spesso si viene giudicati : “Ah i videogiochi sono demonio!”. Oppure: “Ah non ti rincretinire davanti allo schermo!” Perché non cogliere questa possibilità al volo, dunque?

Così dopo aver da poco completato Halo 2 per la prima volta e esserci rimasto un pelo deluso (ripeto, il gioco è molto bello ma secondo me, meno bello del primo capitolo. Parlo sempre di Single Player chiaramente perché in molti scrivono che sia stata davvero una killer application in ambito multiplayer. Potete leggere la recensione farlocca qui) ho iniziato quasi in contemporanea Halo 4 e Halo: Reach per poi decidere in corsa su quale dedicarmi per primo. Entrambi i titoli partono decisamente bene. Halo 4, sembra aver mescolato e non agitato Halo con Call Of Duty mentre Halo: Reach non avendo “il peso” di dover gestire Master Chief riesce subito a creare un contesto bellico piuttosto credibile e gagliardo.

Come avrete intuito, i miei sforzi si sono concentrati nel completare le dieci missioni single player per portare a termine Halo:Reach. E dire che in principio avevo decisamente snobbato il titolo. Male, male male tanto che non l’avevo neanche scaricato.

Halo:Reach è l’ultimo titolo sviluppato da Bungie prima di lasciare la Microsoft nonché l’ultimo episodio uscito per la 360 e temevo di potermi trovare uno svogliato Halo e infatti all’inizio l’ho giocato con un po’ di diffidenza ma più ci giocavo più impersonare Noble Six e sapere dove stava andando a parare la storia più, porca zozza volevo, arrivare in fondo.

Noble Six, il taciturno protagonista

La trama di Halo: Reach fa da prequel alla storia principale di Halo, e non deve essere confusa con quando avviene nel libro omonimo che invece racconta dell’addestramento di Master Chief. Nello sviluppo della storia viene applicata la stessa soluzione narrativa di Star Wars Rogue One: In pratica, dove termina Reach inizia Halo Combat Evolved. Certo non c’è la scena di Vader che fa un bordello sulla nave spaziale ma anche questo finale ha saputo darmi parecchie emozioni.

Il pianeta Reach è una colonia UNSC situata nel sistema Epsilon Eridani, nelle Colonie Interne. Su di esso vi furono addestrati i candidati al progetto Spartan I e II. Situato a 10,5 anni luce dalla Terra, esso è relativamente vicino ad essa. È stato in parte vetrificato dai Covenant nel 2552 durante quella che fu chiamata la Battaglia di Reach. (Fonte https://halo.fandom.com/it/wiki/Reach)

Che Microsoft e in team coinvolti nella realizzazione di giochi d’azione dal grande sapore cinematografico, ci sapessero fare, mi era già chiaro ma qui ne ho avuto ancora un’altra prova. La narrazione che avvolge i giorni del devastante attacco Covenant su Reach e della tragedia che toccherà la squadra noble, pesca dal meglio del cinema d’azione utilizzando clichè prevedibili e non originali ma contestualmente coerenti con l’intento dei designer di dare un “volto” e “un’anima” agli spartan per premiare il loro eroismo e il loro spirito di sacrificio. Questa squadra in cui voi impersonerete l’ultimo arrivato, il pivello coraggioso e taciturno che saprà dimostrare di avere le palle quadrate.

Tragggedia! Pare chiaro che i Covenant ci stanno facendo le chiappette gonfie.

Come vi avevo scritto Halo 2 dal mio punto di vista si è un po’ perso nel finale, anzi proprio il combattimento finale è stata la la delusione più grande, ma Halo Reach come il primo Halo, propone una fase finale incredibilmente adrenalinica e spettacolare con un “livello” post scena finale che ti ha lasciato un incredibile senso di soddisfazione nonostante ciò che stava per accadere.

Un altro dei pregi di Reach oltre a portare a compimento il massimo esempio di gameplay allo Halo, è la variabilità delle situazioni. Ci saranno moltissimi veicoli da guidare così come ci saranno sequenze all’interno di un Elicottero di uno divertente fase spaziale e un backtraking praticamente inesistente se non in pochissime situazioni.

Incredibilmente non avrei mai pensato di scriverlo ma Reach è il mio Halo preferito fino a quelli che ho giocato ora. Certo per il momento si tratta di una semplice top3 ma si completerà un po’ alla volta anche grazie al gamepass.

  • Halo: Reach.
  • Halo Combat Evolved
  • Halo 2

In conclusione Halo Reach è un meraviglioso testamento, un regalo inaspettato non so quanto possa essere stato pianificato a tavolino da parte di Bungie che immagino che durante lo sviluppo già stesse pensando al suo Destiny, titolo il quale, inevitabilmente, è un figlio del gameplay di Halo. Per me è incredibile pensare che un gioco nato come spin off abbia saputo migliorare e massimizzare ogni aspetto del suo padre originale.

Sicuramente in un prossimo film di Mission Impossible, Tom Cruise tenterà la stessa cosa dalla quale sono sopravvissuto per un pelo. Quello dietro è un incrociatore covenant.

Come per Diablo e la Blizzard, sto cercando di scrivere una sorta di raccolta di post monografici anche per mio piacere personale nel esplorare il lore di Halo. Al momento abbiamo solo tre capitoli e presto ne arriveranno altri. Qui trovate i due post precedenti.

Ebbene cari ospiti di questa webbettola la chiaccherata di oggi è giunta a termine. Vi si ricorda che stelline e commenti sono la benzina e l’unica moneta che vi verrà richiesta per partecipare a questo gioviale convitto.

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