Lucifer. Stagione 1.

Bentrovati amabili estimatori di questa caciarona e ortograficamente libertina webbettola de borgata. Nonostante il poco tempo ultimamente a disposizione lotti sempre per trovare quella mezz’oretta per scrivere un post per non lasciare mai a digiuno voi incauti avventori di giornata. Certo che piacerebbe essere più presente ma di questi tempi va così a tu, Johnny ce devi sta’.

Oggi parliamo di una serie tv che insieme al tuo mogliera hai scoperto su Netflix la quale è stata in grado di regalarvi delle divertenti ore spese sul divano nella classica modalità spapanzati sul divano (Marchio registrato) con l’upgrade Gnoma-Che-Dorme. Today Is the Lucifer Day! Pleased to meet you Hope you guess my name

Lucifer: la gente mi racconta delle cose

Chloe: Ti dicono delle cose. Ti confessano i loro peccati come se niente fosse.

Lucifer: No, non i peccati. Non ho potere su quelli, dovrei avere un permesso speciale. Io faccio emergere i desideri proibiti delle persone. Più un umano è semplice, piů è facile. Più è complesso, più diventa interessante ed eccitante. Ma non i peccati, quelli dipendono da voi umani.

Basandosi sullo spin-off di Sandman di Neil Gaiman, ossia Lucifer il fumetto da Mike Carey pubblicato da verigo, la serie tv di Lucifer creata da Tom Kapinos (Si quello di Californication) vede protagonista il Diavolo in persona che annoiato dagli impegni professionali come direttore generale degli inferi decide di andare in vacanza a Los Angeles per gustarsi un po’ la mondanità e i piacere che tanto sollazzano l’uomo.

In quel di L.A., Lucifer incontra una detective, Chloe Decker, più che piacevole allo sguardo. Il rapporto tra i due diventa interessante e divertente quando per gioco, Lucifer si diverte a risolvere i casi per la polizia.

Senza girarci troppo intorno, Lucifer è una serie molto Pop adatta ad un pubblico ampio che cerca una serie divertente senza eccessive pretese perché tutta la prima stagione si regge senza dubbio sul personaggio di Lucifer e sull’abilità recitative di Tom Ellis che con grande capacità riesce a portare una piacevole interpretazione del diavolo cristiano senza cadere in stucchevoli clichè.

L’imprinting di Neil Gaiman nel personaggio è cristallino così come anche si riscoprono diverse analogie con il protagonista di Californication. La tagliente ironia e passionale distacco con cui l’immortale signore degli inferi condisce ogni puntata è il motivo per cui vi siete appassionati alla serie. Specie nel finale quando si sviluppa in maniera più marcata la trama orizzontale dell’intera stagione i monolighi di Lucifer in cui si rivolge a suo padre (Dio) sono davvero ben scritti e interessanti trasformando l’angelo caduto in un wannabe figlio al prodigo a cui piacerebbe tornare nelle grazie genitoriale ma che per un gioco delle parti non gli è permesso.

In quest’ottica si riesce a passare sopra ai numerosi e sciocchi difetti che questa serie si porta dietro a partire da attori impalpabili e casi polizieschi spesso poco interessanti perché la star è Lucifer. Così ci basta e così deve bastare a cui si avvicini a questa serie.

Eppure pur non brillando tra le stelle delle serie tv, non siete stati in grado di aspettare Netflix, ne di farvi un mese di prova su Infinity per guardarvi la seconda stagione di Lucifer e complice il black friday dal mediamondo che porta sempre sconti interessanti (almeno su raggiblu e cofanetti) vi siete comprati il cofanetto della stagione due.

Per questi motivi, Lucifer non è (almeno non lo è la prima stagione) una serie imperdibile ma presa senza pretese è molto più interessante e divertente (soprattutto) di tanta altra “robba” che si trova in giro.

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6 commenti

  1. Ho visto solo la prima stagione, per ora, ed è piuttosto divertente.
    Certo stacca molto dal Lucifero della Vertigo, ma avendo pochi riferimenti al fumetto (tipo Maze, che sarà Mazikeen, penso) l’effetto finale non dà fastidio come in altri casi di infedeltà alla fonte.

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    1. Secondo me da una parte abbiamo un fumetto quasi di nicchia contro una serie che si propone molto mainstream quindi è facile che i due pubblichi fatichino ad incontrarsi. Laddove succede ho letto di stroncature piuttosto pesanti sulla serie. A breve dovremmo iniziare a vedere la seconda stagione.

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      1. Io sono un po’ pubblico di entrambe le cose, perciò immagino che capiti 😛
        Il problema di tradire l’opera originale è che di solito il derivato cambia le parti che funzionano con roba che non si armonizza al resto; Lucifer sembra più un liberamente tratto, ma nell’insieme funziona. Mo’ bisogna chiarire se fa parte dell’Arrowverse: in una panoramica della città dall’alto, credo di aver intravisto un cartellone pubblicitario con Supergirl, ma non saprei dirti l’episodio 😛

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  2. “Oggi parliamo di una serie tv che insieme al tuo mogliera hai scoperto ”

    …è dal 2016 che dico a tutti voi di darci un occhiata…

    Non sarà la serie migliore del pianeta, ma ha momenti geniali, personaggi coerenti e motivati; niente “deus ex machina” (che ottima scelta di termini EH… EH!!!….) a tirarti fuori da situazioni incomprensibili.
    Mi è piaciuta molto.

    PS Come hai fatto a dimenticarti di citare le sedute di Lucifer dalla psicologa? Le sedute sono imperdibili.
    PPS In lingua originale l’accento inglese da a Lucifer una marcia in più.
    PPPS nelle serie successive reciterà pure Tricia Helfer di battlestar Galattica

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