Arkham Advertiser

Dalle Pagine Dell’Arkham Advertiser. Cartoline da Innsmouth

 

Bentrovati ragassuoli, per celebrare con la dovuta cialtroneria la festa di Halloween come solo questa webbetola de borgata saprebbe fare, oggi pubblichi il secondo capitolo della tua storia horror ispirata alla letteratura di Lovecraft e alla graphic novel Nevermore di Batman.

Il primo capitolo fortemente sgrammaticato, potete trovarlo a questo link, era in buona sostanza ispirato a una scenario del gioco da tavolo Le Case Della Follia (Prima Edizione), l’incipit era lo stesso: Un gruppo di personaggi indaga sulla scomparsa di una famiglia. Questa volta invece la storia divisa in quattro brevi parti,porta avanti quella che potremmo definire la trama orizzontale è completamente farina del tuo sciocco cervello.

Capitolo 2. Cartoline Da Innsmouth

La città di Innsmouth è una città molto particolare non sono in molti quelli che, sani di mente, si recano da quelle parti con gioia. Di sicuro non è una città famosa per la sua ospitalità o una buona località per delle vacanze al mare. Quando capiti a Innsmouth tutti gli abitanti tendono ad ignorarti, a restare sulle proprie e a far finta che tu non esista. Probabilmente se ti sentissi male e cadessi a terra nessuno verrebbe a guardare cosa succede.

Ti accorgi che stai per arrivare ad Innsmouth quando dalla strada provinciale che parte da Ipswitch, si scorge il mare e si notano i contorni dell’isola di Plum. Se si osserva sulla costa dentro la baia si vede in lontananza un piccolo paese quello è Innsmouth. Da lontano sembrerebbe anche un semplice villaggio di pescatori ma più ti avvicini più l’aria spettrale si fa più evidente.

Il Capitano Joe Diamond era stato contattato dal giornalista Rex Murphy per incontrare lui e un altro giovane poliziotto, un novellino di nome Tommy Muldoon per parlare ancora una volta dello strano uomo mascherato e della setta con la quale si erano imbattuti qualche settimana fa risolvendo i drammatici casi di omicidio della povera famiglia Linch.

A proposito di quel uomo mascherato si erano sparse già delle storie piuttosto fantasiose su di lui ad Arkham: Il gufo, La cornacchia, L’ombra alata erano nomignoli che iniziarono a girare tra le persone più credulone e facilone della città. Per fortuna o sfortuna, però, di lui si erano perse le tracce. Forse davvero non esisteva o era quelle che in molti speravano.

Rex aveva fissato l’appuntamento in pieno giorno a mezzogiorno presso uno dei pochi locali di Innsmouth per far si che il capitano della polizia di Arkham non dovesse viaggiare o al mattino presto o alla sera per evitare la fitta nebbia che in alcuni momenti della giornata spesso avvolge questo paese sul mare. L’appuntamento era presso Il Gilman House Hotel

Joe Diamond mentre percorreva la strada con la sua automobile di servizio si stava domandando cosa avesse di così importante da dire quello strano personaggio che lavorava per l’advertiser come libero professionista. “Non potevamo incontrarci ad Arkham in qualunque altro momento?” Si domandava. Eppure, quell’incontro costruito quasi a tavolino dal quel folle uomo mascherato gli aveva toccato qualcosa nell’intimo. Solo curiosità? Difficile che fosse solo quello. Qualcosa si era mosso dentro di lui, una sorta di senso di responsabilità, aveva percepito un pericolo e temeva che i prossimi mesi sarebbero stati pieni di crimini e atti osceni. Fortunatamente, almeno in apparenza. La calma piatta che contraddistingue questa regione del massachusetts era tornata a rendere noiosa la vita in questa piccola provincia degli stati uniti. Ad ogni modo era li, a pochi minuti da scoprire almeno una parte della verità.

******

“Tesoro sei sicuro di quello che vuoi fare?”
“Si, devo andare, devo scoprire che fine ha fatto mia sorella”

Tommaso “Tommy” Mouldoon giovane poliziotto di origine italiane stava preparando il suo bagaglio. Sua moglie Cristine era molto preoccupata.

“Ma tra pochi mesi, nascerà nostra figlia, devi proprio andare adesso? Ci sono altri tuoi colleghi che stanno indagando, resta qui con noi.

Mouldoon era spaventato, dentro di lui il dubbio si contorceva radicano nella sua anima. Ma sentiva che sarebbe non potuto diventare padre se non avesse chiuso il caso della scomparsa di sua sorella che aveva fatto perdere le sue tracce ad Innsmouth. Le ultime notizie che aveva sono contenute in una lettera dove scriveva che il giorno seguente avrebbe preso una nave per l’isola di Plum. Poi il nulla.

A far perdere ancora di più le speranze fu la notizia proprio del giorno dopo indicato dalla lettera in cui il traghetto Mary Princes che doveva fare il brevissimo tragitto da Innsmouth al porto di Plum affondava in circostanze misteriose senza nessun sopravvissuto.

A scatenere il suo istinto da polizziotto e un po’ anche quella speranza che in fondo una fratello non può e non vuole perdere è stato una lettera brevissima trovata sotto la porta quella mattina.

“Tua Sorella è viva
Incontriamoci domani 13 ottobre 1937 a Innsmouth alla Gilman House Hotel a mezzogiorno. Ci sarà anche un uomo che potrà aiutarci”.

“Rex Murphy”

Tommy si era fidato subito dell’autore di quella lettera, non aveva paura che fosse una menzogna. Rex Murphy era il nome del giornalista che aveva seguito il caso di quel traghetto e aveva scritto in maniera chiara e tonda proprio sul Arkham Advertiser che non era credibile ne il guasto ne qualsiasi altra notizia fosse stata riportata i giorni prima. La barca non era stata ritrovata, ne tanto meno è stato rinvenuto qualche cadavere.

La baia era troppo piccola per inghiottire così voracemente un’imbarcazione di certe dimensioni.

“Amore, non temere. Tornerò entro sera con le risposte che cercò”.

Tommy baciò sulla fronte sua moglie Cristine, accarezzò la pancia con dentro sua figlia. Salì in macchina e partì per Innsmouth.

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6 risposte a "Dalle Pagine Dell’Arkham Advertiser. Cartoline da Innsmouth"

  1. Ebbravo Gionni! Mi accorgo solo ora di avere mancato agli appuntamenti di questa tua vena narrativa. L’ambientazione è delle mie preferite (Lovercraft insieme a Tolkien sono le mie due colonne portanti), il racconto salta da un personaggio all’altro lasciando un senso di spaesamento. Aspetto gli altri capitoli che tapperanno i “buchi” della mia immaginazione.
    Vedo nel frattempo di recuperare i capitoli precedenti.

    Piace a 1 persona

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