La Casa Di Carta. Parte 2

Bentrovati ragassuoli, giusto qualche sera fa tu e carlotta nella classica modalità spapanzati sul divano (marchio registrato) avete finito (e meno male) di vedere la seconda parte della serie Netflix La Casa Di Carta, una produzione spagnola che ha riscosso (ma che davvero?) molti consensi tra gli appassionati di serie tv.

Data che abbiamo iniziato un percorso una quindicina di giorni fa, oggi la portiamo a termine che le cose a metà non si lasciano mai. La Casa Di Carta sarà riuscita a migliorare dopo quello che avevi scritto sparlando a casaccio della parte?

Occhio, qui si fanno spoiler perché altrimenti alcuni pensieri risulterebbero poco chiari. Avventore della Webbettola Avvisato quindi salvato!

Pronti Noi Zi Va.

memescreenlocker

Beh, c’è stato un momento tra gli episodi quattro e cinque che avete quasi pensato che la serie fosse diventata gagliarda così all’improvviso nonostante gli evidenti errori narrativi. Purtroppo però poi siamo davvero caduti in basso.

La Casa Di Carta, è dal tuo umile punto di vista, una serie appassionante che può funzionare con chi vede poche serie tv o preferisce temi leggeri e spensierati. Aldilà dell’ennesima critica al sistema bancario che il professore “spara” per convincere la Murillio ad passare dalla sua parte, La Casa Di Carta è un storia d’amore tra il capo della banda e l’ispettore di polizia che deve risolvere il caso se questo vi può interessare, beh allora guardate la serie e lasciate perdere il resto del post.

Ma se invece cercate una serie scritta bene con personaggi credibili e empatici, beh, sorry ma lasciate perdere. Proprio la Murillio è tra i personaggi più emblematici dei limiti di scrittura della trama. “Non so più distinguere i buoni dai cattivi!” Ma in base a cosa accipicchia? Solo perché te la sei spassata un paio di volte con il professore? E il viceispettore Rubio che dopo cinque giorni di coma, si risveglia (per magia ah la fatalità!), copre la Muriglio solo perché lui è innamorato di lei ma lei ama quell’altro e lui si congeda dalle scene con il gesto altruistico? Ma per favore!

Per non parlare della morte di Mosca, avvenuta nel modo più stupido possibile a causa, ma guarda un po’, di quella mina vagante di Tokyo. Dopo Little Finger de Game Of Thrones è il personaggio che avresti voluto vedere schiattare male di più. Un irritazione genitale davvero insopportabile.

Tokyo viene arrestata e bla bla bla, viene liberata e lei cosa fa? Dato che si annoiava al posto di andare per campi decide di tornare alla zecca. Ora, immaginate quanti poliziotti e militari ci possano essere davanti alla zecca. Lei con una moto da cross riesce a farsi aprire e a farsi tutta la piazza con raffiche di proiettili che le fanno la barba a qualsiasi punto del corpo senza mai colpirla e poi ta dan rientra nella zecca. Ma buon Dio! Avresti davvero preferito che i poliziotti si fossero sparati tra di loro sarebbe stato decisamente più credibile. Ma no, lei doveva andare dal suo toyboy che fino a poche ore prima voleva lasciare. In tutto questo Mosca viene trivellato di colpi allo stomaco. Quindici ore di agonia per poi morire, ovviamente un attimo prima che riescano a completare il tunnel per fuggire.

E in tutto questo? Nessuno che si è sognato di dire: “Hey Tokyo perbaccolina, ti sei accorta che per quanto sei stata sciocchina Moschia è stato punto dalle zanzare?” No, viva l’amore. Viva i funerali nella zecca, ma chi accidenti sta controllando gli ostaggi?

Lo stesso disciplinato professore, Einstein nel corpo di un atleta, geniale e in grado di torturarsi, stendere un poliziotto con la presa di Spock non è stato in grado di valutare che le sue doti amorose avrebbero fatto impazzire una fragile milf come la scioroccata e instabile Murillio. Se lui non avesse iniziato a ragionare con ciò che nasconde nelle mutande forse ci sarebbero state molte ma molte cazzate in meno.

Dei personaggi chiave solo Berlino resta coerente con se stesso il suo ruolo. O muori da Eroe o vivi abbastanza a lungo da diventare il cattivo. Così nel momento in cui capisce che la sua malattia sarebbe stato troppo invalidante per un uomo egocentrico e narcisista come lui ecco che si immola per coprire la fuga del gruppo. Buona Notte dolce principe.

Cosa resta alla fine dopo questa serie di meeeenchiate cosmiche (di cui qui abbiamo parlato solo di alcune)? Solo delle storie amorose poco credibili e spesso irritanti che raccoglieranno certamente consensi, che incolleranno alla tivi e, come è già successo, hanno convinto Netlix a produrre una terza stagione.

Niente di male, niente di sbagliato, tutti hanno ragione tutti hanno torto. In fondo se nonostante La Casa Di Carta non ti sia piaciuto per niente hai dedicato tutto il tempo necessario circa 800 minuti della tua vita per vederla dall’inizio alla fine.

Chi ha davvero sbagliato?

Ragassuoli, con questo è tutto ci si vede al prossimo post! Cià!

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A Casa, Dopo L’urgano

4 commenti

  1. Sono d’accordo con te, dopo la visione se ti fai due domande ti accorgi di tutte le stupidaggini eppure, come ti dicevo già nella prima parte, mi ha tenuto incollato allo schermo dalla prima all’ultima puntata, quasi come se ci fosse una magia sotto! XD
    Di serie ne ho viste davvero tante, anche capolavori, probabilmente in quel momento avevo bisogno di qualcosa di leggero e in questo la Casa di carta funziona benissimo.
    Una serie americana con la stessa idea di base sarebbe stata il top!

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    • Si è giustissimo quello che dici. Anche noi non siamo stati in grado di dire basta. Forse quella magia di cui parli dovrebbe essere il segreto per scrivere storie che piacciono alla gente. Se ti appassioni, chissenefrega di tutti i difetti!

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  2. mia sorella, che ha visto le prime due stagioni, mi ha parlato con entusiasmo di questa serie, tacendo però dei vari difetti che rilevi tu…
    ma del resto lei si focalizzava sull’aspetto del coinvolgimento, che mi sembra non venga messo in dubbio né da te, né da chi mi precede nei commenti…

    Piace a 1 persona

    • Si, dal quel punto di vista La Casa Di Carta è una serie vincente e in realtà te lo spiega anche mentre lo vedi perché ti coinvolge. è come se gli spettatori fossero l’opinione pubblica che conoscendo le storie dei personaggi in qualche modo si coinvolge.

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