Diario · San Tag Tonio

Il Mio Primo Computer

Bentrovati amabili ragassuoli, virtuosi amanti dell’arte digitale e delle parole inventate a casaccio. Oggi la vostra appassionata webbettola prima di lanciarsi nel post di giornata per sollazzarvi lo spirito tutto, porge ufficialmente le sue scuse al più affabile esperto di ciance, abile nel srotolare mille e più parole senza annoiare prendendola alla lontana, prima di raggiungere il focus del suo post, il prode fratello di joypad, l’amico, RedBavon.

Il Cornerhouse si è macchiato della antica colpa di aver promesso e non aver mantenuto. A marzo di quest’anno così frenetico, sei stato invitato dall’amico blogger ha partecipare ad una catena sponsorizzata da San Tag Tonio a proposito della propria educazione informatica, scrivendo una fregnaccia sul tuo primo computer. In pochi l’hanno ascoltato e tu hai mancato, trasformandoti nel più classico e puzzolente materiale organico biofossile.

Per questi motivi, dopo aver chiesto tre volte perdono in ginocchio al santo patrono, eccoci pronti a contarcela sul tuo primo computer.

Pronti Noi Zi Va

Come hai scritto in tante altre fregnacce sparse per questa webbettola, hai avuto la sfortunata fortuna o fortunata sfortuna di poter dire di essere praticamente nato con un computer accanto.

Nei hai avuti parecchi, per un certo periodo ne ricevevi uno all’anno specialmente nel tuo periodo di giocatore da PC dove inseguivi le più potenti schedi grafiche per far morire di invidia i tuoi compagni armati di Playstation. Poi ad un certo punto ti sei stufato di affannarti tra hardware performanti, driver e aggiornamenti e non ditelo a nessuno ma ti sei anche stancato di essere il pirata informatico del quartiere e della scuola e sei tornato al mondo console per giocare senza star dietro ai requisiti di sistema.

Ma questa è un’altra storia di cui se troviamo il tempo ne cianciamo altrimenti, vabbè.

Tutto però ebbe inizio almeno venticinque anni fa.

Tuo padre lavorava al Politecnico di Torino, quindi sei stato bombardato fin dall’infanzia, nel bene e nel male, dalla tecnologia e tra i primi ricordi che hai del tuo rapporto con lui ci sono proprio istanti in cui tu sei nei suoi laboratori a disegnare con autocad. Hai vissuto nel corso della tua carriera di smanettone tutta la cavalcata dai primi 8086 sino ai potenti (per quel tempo) Pentium.

Come sei stato il primo bimbo del palazzo ad avere una console sei stato precocissimo anche nel possedere un pc. Il tuo primo personal computer fu un portatile (si ad inizio anni ’90) avevi una mattone pesantissimo, tecnologia processore 8086 con lo schermo a cristalli liquidi che supportava fino alla grafica in CGA ma che già leggeva i floppy da 1,44 con il quale ti sollazzavi con Prince Of Persia, l’indimenticabile primo capitolo, e imparavi a navigare tra i file con Xtree Gold.

Se è vero che l’imprinting che riceviamo nei nostri primi anni di vita, in qualche modo condizionerà le nostre scelte future, è inevitabile pensare che a quel portatile devi molto di quello che sei oggi, almeno professionalmente visto che lavori fingendoti un informatico anche piuttosto esperto. Uh per carità. Ma allo stesso tempo soprattutto durante il periodo delle medie ti ha reso molto simile allo stereotipo del weird, del freak, dello stramboide e devi ammettere che non è stato così facile.

Dal tuo punto di vista, però, hai avuto un infanzia felice perché a te la tua solitudine, nascosto dietro ad un monitor a tubo catodico, ti è sempre piaciuta a te pesavano altri tipi di rifiuto probabilmente collegati a questo tuo modo di essere, ma di certo le ore spese in quel modo non le rimpiangi per nulla.

Oggi, pur mantenendo un discreto interesse per l’hardware informatico. Quella passione forse è un po’ scemata. Continui a passare mille e più ore davanti al monitor divertendoti sempre ma per quel tempo era impensabile che tu tenessi un pc per otto anni come quello sul quale stai scrivendo in questo momento. I tempi cambiano, non c’è niente da dire. Forse sei sono un po’ meno curioso, un po’ meno capace di abbandonare la tua comoda zona di confort e lanciarti nel vortice del più devastante e pericoloso format c:

Ogni tanto ci pensi ancora ai pomeriggi che passavi a formattarti il pc. Perché non era performante come il giorno prima. Il tempo passato a reinstallare Windows, office e tutto il cucuzzaro ti stampa ancora oggi un sorriso in faccia.

Era meglio prima? No, non è questo che ti porta verso la più banale delle nostalgie, ma se oggi sei “svelto” il tuo cammino iniziò proprio li.

11 pensieri riguardo “Il Mio Primo Computer

  1. Tu avevi nel cassetto umidiccio della tua memoria un portatile con schermo a cristalli liquidi (!) e CGA (!!!)? Una chicca notevole, che nonostante mi ritenga un discreto conoscitore e appassionato di archeologia informatica, non conoscevo.
    SanTag Antonio è grande nella sua onniscienza! Sapeva che tu avevi qualcosa da dire, da trasmettere al volgo devoto, informatico e non.
    Per questo e per altro sei mondato dal tuo peccato (veniale, invero) e perciò sei di nuovo eleggibile in una prossima eventuale sacrosanta catena da parte di questo svolazzante aviatore di parole, il tuo devotissimo BaVone Rosso.

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      1. La CGA era un insulto alla vista. Considerando che è coeva all’Amiga e alle console 16 bit, non avresti mai immaginato che un PC sarebbe diventato la piattaforma più performante per giocare.
        Dimenticavo: l’ultima tua frase è da incorniciare ed è il principio ispiratore di questa mia umile catena.

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  2. La mia cavalcata con i pc e’ stata simile alla tua solo che devo aggiungere il Commodore 64 con il quale al contrario dei miei coetanei non giocavo, ma lo programmavo. Ho acquistato l’intera enciclopedia a fascicoli IO BASIC e non mi perdevo una sola puntata di BIT presentata dal MAESTRO Ing. Luciano De Crescenzo su Italia Uno che insegnava il linguaggio dei computer, i termini più in uso all’epoca e l’utilizzo dei primi Mac. Ricordo che ogni volta che parlava io prendevo appunti e quel quaderno ancora ce l’ho da qualche parte.

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    1. Io non credo di averlo mai finito, mi ricordo la sequenza finale ma non se l’ho vista su qualche rivista o se c’ero arrivato io. Mi ricordo che c’era un trucco con il tasto shift che ti faceva saltare dei livelli ma poi finiva il tempo.

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  3. Ignoravo del 8086 , per me la preistoria del pc era quello con il 386 😀 che aveva un mio amico. Ebbene sì, anche lui aveva Prince of Persia (ma non solo) in floppy Disk!

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