L’associazione Delle Vittime. Detective Comics

Dopo aver iniziato a recuperare gli “n” numeri di Batman, testata fumettosa verso i quale sei molto indietro con la lettura, e aver concluso con un “bah c’è di peggio” l’arco narrativo “Io Sono Suicida”, ti sei gettato a singhiozzi sulla serie che fino ad oggi è stata capace di sollazzarti di più lo spirito tutto ossia Detective Comics e in particolare hai letto la seconda run dedicata alla famiglia dei Bats: L’associazione Delle Vittime che vede ancora alla scrittura James Tynion IV.

Preso atto dei consigli e delle più che valide opinioni che alcuni degli impavidi frequentatori di questa webbettola ti avevano dato a proposito della storia di Batman, Catwoman e Bane, hai cercato di affidarti più alla testa e meno alla pancia nel approcciarti a questo secondo arco narrativo. Se qualcuno ha voglia di rileggere i post che ormai risalgono ad un anno fa a proposito dello spillato italiano di Batman che contiene appunto Batman, Detective Comics e Nightwing in avevi già pubblicamente cianciato affermando che se non fosse per DC e Night non avresti comprato più l’albo del crociato incappucciato poiché Io Sono Gotham non ti era garbato per nulla. Sorry guys.

Invece, come hai scritto poche settimane fa “Io Sono Suicida” è stato in grado di non farti pentire troppo di aver dato ulteriore fiducia al cavaliere oscuro, certo ancora la serie di Tom King non è dove te la saresti aspettativa ma come hai scritto, “beh c’è di peggio”.

L’impatto con l’associazione delle vittime è stato un po’ quello di un caloroso “Bentornato a casa” per qualche motivi irrazionale probabilmente trovi che questi prime storie ti siano familiari, congeniali, esattamente il tipo di storia di Batman che prima di andare a dormire ti sta bene leggere. Forse è proprio per questo che non hai “saputo” cogliere le molteplici sfumature che Io Sono Suicida ha raccontato dove invece sei riuscito solo a percepire la run come una storia di mezzo, una storia necessaria per quello che dovrà accadere ma che di suo, forse, non rappresenta un granché.

Ne L’associazione Delle Vittime si parla di Danni Collaterali, ossia di tutte quelle cose a cui i giapponesi nei loro film sui mostri o sui robottoni non pensano mai. Avete presente le mirabolanti battaglie tra un Kaiju qualunque e uno super mazinga a caso? Bene avete presente tutti quei palazzi che vengono distrutti? Bene, ecco, le persone che erano li dentro? Ops… In questo arco narrativo Batman viene obbligato a esporsi a proposito di tutte le persone morte o scomparse a causa delle sua azioni. Tutte quelle persone che lui non è riuscito a salvare perché impegnato a salvarne altre o a pestare il cattivo di turno. Come può un eroe considerarsi tale se dietro di lui la scia di sangue è così vivida?

L’associazione delle Vittime parla di questo e lo fa bene, ponendo le giuste domande e portando i comprimari di Batman ha farsi le stesse domande e a scegliere, si a scegliere, se è ancora giusto seguire l’uomo pipistrello nella sua crociata maledetta per salvare Gotham.

L’assolutismo, il pragmatisco e lo stoicismo si incastrano in questa run, che senza mai presentare una concreta sfida a Batman, obbliga il pipistrello a accettare il dolore degli altri e lo lascia impotente nel finale. Il nemico non sono quei quattro ciarlatani, il nemico è dentro ognuno di noi.

Senza toccare gli apici con cui Io Sono Suicida ha riempito le pagine con i suoi profondi dialoghi e raccontando una storia forse neanche troppo originale, l’associazione delle vittime. riesce, dal tuo punto di vista, a darti quella storia riflessiva ma semplice, ispirata anche se prevedibile che ti è garbata e che ti fa preferire ancora una volta Detective Comics rispetto a Batman.

Poi, oh, come sempre, se ve piace de più l’altra parte, ce-sta-tutto. Lo sapete che qua si rispettano tutti i gusti anche e soprattutto il gusto puffo e ognuno è libero di dire la propria che tanto ricordiamocelo sempre bene: son solo fregnacce a fumetti!

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10 Comments

  1. Certo che in italiano suona davvero male il titolo…

    Comunque nei primi archi non avevo ancora una preferenza tra le due, leggevo Batman e la ritenevo la migliore serie, poi leggevo DC e diventava lei la migliore e così via. La mia preferenza definitiva per la serie di King è arrivata dopo.

    Questo arco mi era piaciuto molto (in questi tre post avevo espresso la mia), quindi concordo con quanto scrivi.
    Mi è rimasto impresso il comportamento di Spoiler che l’ha resa il personaggio più odioso dell’intero DCU!

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        1. Secondo me, sarebbe stato sufficiente che spingesse per fare sviluppare una maggiore consapevolezza delle conseguenze agli altri, anziché sabotarli. Tanto più che danni ne ha fatti pure lei, eppure, in modo ipocrita, ha deciso di fare la rovinatrice. Nomen omen XP

          Inaccettabile, anche con la scusa che crede morto il fidanzato!

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      1. Come scritto da me, tutti perdono qualcuno caro ma la sua reazione è esagerata (quello più sofferente dovrebbe essere Bruce che ha perso un figlio, no ‘sta troietta in calore). La sua reazione è da matta e mette in pericolo anche quelli che dovrebbero essere suoi amici, solo perché ha adottato il punto di vista di un gruppo di matti.
        Situazione analoga a metà anni 2000: la morte di Conner Kent/Superboy, fidanzato con Cassie/Wonder Girl. Anche lei è disperata e si unisce ad un culto ma ha la decenza di non rompere i coglioni incolpando chi non c’entra nulla.
        Poi tu sei ancora a questo story arc, capisco la tua visione positiva ma nei prossimi numeri non farà che peggiorare.

        Comunque preciso che parlo del personaggio, il mio accanimento è solo contro di lei, non dell’idea. Perché il lavoro svolto da Tigna quarto è ottimo, ci sta sia il punto di vista del Syndicate che la possibilità di ‘sta pazza che li segue.

        Quindi da lettore faccio un applauso anche alla parte dedicata a Spoiler (nonostante molto sappia di già visto) ma se fossi stato Batman un calcio sulle gengive glielo avrei dato volentieri.

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