Nosedive. Riflettiamoci Su

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Bentrovati ragassuoli, oggi dopo qualche tempo torniamo a contarcela con le nostre classiche fregnacce di giornata a proposito della terza stagione di Black Mirror.

Come sapete, hai visto gli episodi di questa molto particolare serie tv praticamente a casaccio perché hai fatto un po’ di casino al termine della prima stagione. Vabbè capita, quindi ti sei ritrovato a guardare la terza stagione prima della seconda e gli episodi relativi neppure nell’ordine giusto. Che disastro!

Così hai dovuto mettere in ordine e proprio qualche giorno fa ti sei visto Caduta Libera, l’episodio di apertura della terza stagione di Black Mirror.

Nosedive (per gli amanti della lingua di albione) è un episodio a tratti divertente, diresti una buona commedia, anzi tragicommedia  ma sempre interessante. Per farla davvero breve: siamo in un futuro, molto, troppo, vicino, in cui ogni persona può “giudicare” tramite il proprio chiaccherone smart tutte le persone che incontra con un punteggio da una a cinque stelline.

La cosa più grave è che ogni situazione che appartiene al quotidiano, come comprare un biglietto del pulman, noleggiare un auto o partecipare ad una festa, viene regolamentata dal punteggio di ognuno di noi. Ti serve un auto? Se hai un buon punteggio di affitto una BMW, hai un punteggio pessimo? Beh, non andrai oltre ‘na Matiz e via dicendo.

“Vuoi entrare in questo locale? Fa un po’ vede’?

“No, qui vogliamo solo dal quattro in su! Sparisca!”

L’ossessione del like, delle statistiche di visualizzazione dei nostri post, il numero di followers che abbiamo, ecco a cosa porteranno. Tra breve saremo devastati cerebralmente, schiavi di un mondo di plastica, finto e lucido solo in apparenza, marcio e frustano nel midollo fintanto che avremo una conoscenza, perché quando l’avremo persa insieme alle mutande, beh, oddio sapete come andrà a finire!

Se saremo carini, coccolosi e alla moda, vivremo nei quartieri bene, circondati da persone per bene, dove ogni giorno ci saluteremo sempre con un gentile “Buongiorno Mr Johnny” ricambiando sempre con un sorridente “Buongiorno a lei mio caro” quando invece ti piacerebbe rispondere “Ma buongiorno un cazzo, stronzo” ma no, non si potrà fare perché se ti prendi un votaccio poi non puoi salire sulla metropolitana e arrivare in tempo in ufficio.

Non osi nemmeno immaginare cosa potrebbe succedere qua a Roma. Nessuno, davvero, nessuno avrebbe un punteggio medio accettabile. Se per ogni gestaccio o faro lampeggiante che ci si fa sul raccordo anulare venendo a lavoro ci si desse un votaccio beh sarebbe la fine per tutti. Ah che tragica fine per la città! Non che oggi sia chissà che ma vabbè, dai ce sta er colosseo!

Ok ok, ora la stai buttando a ridere però, a differenza di altri episodi ancora lontani come requisiti, Caduta Libera ti ha dato da pensare più degli altri. In fondo, ammettiamolo in un modo o nell’altro, stiamo parecchio attenti alle statistiche o ai like anche solo qui per le nostre bettole virtuali. Siamo tutti, o quasi tutti, contenti quando un post va bene o quando raggiungiamo determinati obiettivi.

Tu in tutta onestà lo ammetti ci tieni ai “like”, hai degli obiettivi, realistici certo, calcolati su base statistica che ti prefiggi ogni mese e ti arrabbi se non li raggiungi. Come ci rimani male se un post che pensavi gagliardo, invece, non ottiene il seguito sperato.

Ci sta, dai, è comprensibile. Il punto è quel momento in cui si passerà dall’essere un po’ ruffiani a quell’instante in cui la ruffianeria diventerà svendita o peggio prostituzione.
Quando per paura di essere giudicati “male” perderemo la nostra identità con l’animo spaventato di dire la nostra verità, la nostra opinione o più semplicemente di dire ‘na cazzata e fare la figura dei fessi.

Già, Caduta Libera è un episodio che ti ha spaventato perché più di altre volte ne riconosci i sintomi perfino nei tuoi parenti più adulti. C’è del marcio in Danimarca direbbe qualcuno, eh, soprattutto, il problema più grave è che la puzza si sente anche qua.

Dovremmo avere meno paura di essere liberi, di dire di non essere d’accordo con chi ci vuole uniformati o semplicemente ci sta schiacciando. L’opinione degli altri che hanno sugli altri è ancora troppo importante per un numero grande di persone. Io sono un perfetto nessuno, siamo tutti dei perfetti nessuno, per questo il mio giudizio su di te, soprattutto quando non ho la capacità di capirti, non vale niente.

Se io mi vesto male, è più un problema tuo che mi vedi diverso che mio. Fratello, fattene ‘na ragione!

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5 Comments

  1. Di Black Mirror ho visto le prime due stagioni e qualcosa sparso delle altre.

    Questo episodio di manca. Che dire, dico sempre che non me ne frega più del giudizio degli altri, ma non è così..alla fine ci si casca sempre. Si cerca di piacere il più possibile e di nascondere ciò che ci può portare il biasimo della comunità…purtroppo.

    Piace a 1 persona

  2. Speriamo che Gerry Scotti non citi in giudizio il serial, per plagio nel titolo XD
    Comunque, noi viviamo nella società dell’apparire: siamo passati dal ludico edonismo anni ’80 alla voglia di like di oggi. Molto più dei 15 minuti di gloria.
    Ancora troppo schiavi di noi stessi e dell’altrui pensiero.

    Moz-

    Piace a 1 persona

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