Mercurio Loi 8 Il Colore Giallo

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Bentrovati ragassuoli, oggi dopo un po’ di tempo torniamo a parlare di Mercurio Loi. Come ben sapete a dicembre si è verificato qualche piccolo contrattempo nei magazzini Bonelli e gli albi della casa editrice sono arrivati presso la tua fumetteria de borgata con un po’ di ritardo.

Parlare di Mercurio Loi, il personaggio nato dalla mente di Alessandro Bilotta, è ormai un appuntamento quasi fisso su questo Blog. Non puoi garantire la scadenza per via dei mille contrattempi e facezie della vita reale, ma state pur certi che fintanto che usciranno albi di Mercurio, la vostra appassionata webbettola de borgata li continuerà seguire con passione.

Eh si, nonostante l’empasse iniziale che ti ha visto fraintendere l’intento del fumetto in cui ti aspettavi qualcosa che poi non è stato, o almeno qualcosa che è Mercurio in soltanto in minima parte, attendi sempre con trepidazione il nuovo albo. Per tanto puoi dichiarare apertamente la tua -ricordatelo sempre- personalissima opinione definendo Mercurio Loi il miglior fumetto italiano attualmente in corso.

Il fatto che sia passato, dopo soli otto numeri, da mensile a bimestrale purtroppo lascia presagire al peggio ma -porca zozza- se amate il fumetto fatevi un favore e date una possibilità a Mercurio Loi. Se questa collana finisse prima del tempo sarebbe davvero un peccato. Accidenti.

Il colore Giallo è l’ennesima dimostrazione del talento narrativo di Alessandro Bilotta che scrive ancora una volta un albo che pone domande, che fa riflettere, ma che al tempo stesso lascia al lettore il compito di rispondere. Mercurio Loi non risolve i problemi esistenziali di ogni di noi, non risolve omicidi complicati, ma ricorda ogni volta come forse non è mai la risposta, la soluzione ad un problema bensì ci viene detto come la domanda giusta sia il perfetto via per far scattare dentro di noi le reazioni giuste per compiere scelte decisive.

Alcuni fatti sono inevitabili e non controllabili. Non sempre possiamo risolvere ciò che in realtà non è un problema o quanto meno non un è problema per la definizione stessa di problema. Esso è tale sono quando ha una soluzione.

Così di fronte agli interrogativi sul divino, sull’anima e sul senso della vita non possiamo far altro che domandarci a cosa crediamo o se la fede è la risposta razionale ad un quesito irrazionale così universale e irrisolto.

Tutto questo armeggiare e mandare in pappa in cervello ovviamente va fatto rigorosamente a passeggio tra il lungo tevere e trastevere. Una camminata senza meta tra se e se, il cui unico scopo e non avere uno scopo preciso.

Siamo così soffocati dalla disperata ricerca di soluzioni ai nostri più angusti problemi o presesunti tali che ormai abbiamo perso di vista il piacere del perdere tempo, di rallentare un momento, di respirare un po’ di aria fresca.

Lasciamo dunque che il manico giallo di un bastone da passeggio sia il narratore di una storia dei temi così importanti e lasciamoci consigliare dai rumore della città, della vita, quel rumore bianco che costantemente ci culla lasciandoci ignari della sua presenza.

Tanto che ci piaccia o no, noi non siamo il centro del cosmo e se per qualche istante ci allontaniamo per riavvicinarci a noi stessi non faremo fortunatamente del male a nessuno.

Alle volte dal niente, da ciò che ci sembra vuoto o  senza una conclusione ben definita possiamo, invece,  trovare un tesoro.

Mercurio Loi è questo tesoro.

 

 

3 commenti

  1. Sarà che io mi ritrovo proprio nel personaggio, nel suo ozio, nel suo piacere di perdere tempo e riflettere… l’avventura per me è questa, quella che vive Loi. Alla faccia del resto della Bonelli. Che ha tra le mani un gioiello. Ok, ora bimestrale, prendiamola come un bene (per la qualità delle storie future). Se dovesse succedere il peggio, spero nell’intervento di un’altra casa editrice (non sarebbe la prima volta, vedi l’If che ha ripreso altre testate…^^)

    Moz-

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  2. “Siamo così soffocati dalla disperata ricerca di soluzioni ai nostri più angusti problemi o presunti tali che ormai abbiamo perso di vista il piacere del perdere tempo, di rallentare un momento, di respirare un po’ di aria fresca”

    Bella questa massima Johnny. Te la devo rubare 🙂

    Piace a 1 persona

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