Cinema e Serie TV · Diario

The Goonies

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Bentrovati ragassuoli. Questo non è un post fregnaccione dedicato alla recensione del film dei Goonies perché, dai, non c’è niente che non sia già stato detto nel bene (tanto) e nel male (va che mozzico!) su questa pellicola. Quello di cui vuoi parlare è dell’importanza che ha avuto questo film sulla tua vita.

Ci sono stati anni dove tu frequentavi gli altri bambini del palazzo e di quelli intorno. Erano le elementari sicuramente ed era estate perché di inverno i tuoi ti facevano uscire non molto spesso.

è stata un’estate dove era molti legato a quei coetanei, avevate tutti la BMX e un mondo (il quartiere) da esplorare. Il quartiere era la periferia di Torino quella parte di città circondata da quella che una volta era la Fiat e da qualche campo dove ancora qualche ostinato contadino aveva il suo piccolo orticello. Sullo sfondo da una parte le alpi e il Monviso da cui nasce il po, dall’altra parte, le colline e Superga.

Ricordi che era una giornata nuvolosa, non ricordi se fosse stato lunedì, martedì o, qualsiasi altro giorno. Immaginiamo che fosse un giovedì di luglio. Un giovedì non troppo caldo di luglio.

L’orario in cui si scendeva sotto in cortile erano le quattordici, non ricordi chi fu il primo a citofonare ma ricordi bene che non iniziasti tu. La cosa più bella di quei giorni è che quando le mamme rispondevano “chi è?” noi tutti insieme rispondevamo in coro “I Gunnis”.

Quando eravevamo tutti per strada, via pedalando a qualche centinaia di metri che a noi sembravano chilomentri, giù per il boschetto dietro alla “Cornaia” (una vecchia fabbrica abbandonata). Ci davamo dentro con il nostro fiato da pischelli e i polpaccetti pieni di acido lattico. Quei sentieri per noi erano la cosa più avventurosa e spaventosa che mai avremmo potuto fare.

Tu eri il Data della situazione. Tuo padre malato per 007 e tu che giocavi allo scienziato esploratore. Raccoglievi campioni di terra, di pietre e di foglie che trovavi lungo il percoso. “Terra Marrone sentiero bosco” “Terra Marrone un po’ diverso giardino di Andrea” oppure “Pietra Liscia” “Pietra liscia asfalto”. Un piccolo secchione (ai tempi mica si parlava di Nerd) incompreso.

Beh no in realtà ti avevano compreso purtroppo benissimo (abbandonate il secchione!). Quello fu un momento felice. Eri parti di un gruppo di amici. Un gruppo che oggi non esiste più almeno stando alle foto di Facebook. Il problema che poche estati dopo tu eri già dimenticato, perché a dodici anni, il secchione non va mai di moda. Specialmente se sei il secchione che primo fra tutti ha i videogiochi in casa, o che ancora sbarbato è in grado di assemblare da solo un PC. Ecco poi avevano preso il vizio di chiamarti solo se il pc si rompeva. Già.

Ma sti cazzi in fondo va bene così. Essere uno dei Goonies della Mirafiori Operaia è stato fantastico. Oggi quasi non ricordi le facce di tutti quei bimbi ma ricordi ancora nitidamente le emozioni che quelle spericolate passeggiate in BMX ti hanno lasciato.

L’altra sera riguardando il film e in questi giorni rileggendo il libro che ti sei preso per Natale hai capito come quella storia sia il racconto comune di tutti quelli che vanno tra i trenta e i quaranta come te. Ognuno di noi aveva un amico Chunk o un Data o un Walsh. Chissà quanti di noi potrebbero dire di aver fantasticato (come solo un bimbo sa fare) sulla sorella più grande di qualcuno dei suoi amici o di qualche classe più avanti.

Essere stato un Goonies significa aver vissuto a pieno i propri dieci anni all’aria aperta, sognando e immaginando che chissà cosa si nascondesse dietro ad un albero.

Forse gli anni 80 erano un mondo più semplice, forse semplicemente c’era meno wi-fi. Forse ci bastava di meno per essere felici.

Gli amici di Mirafiori Goon Docks non tradirò mai
insieme affronteremo gioie e guai.
Attraverso l’inferno della guerra nucleare
insieme sapremo camminare.
In città o in campagna
al mare on in motagna,
fra gli altri e gli uni
con orgoglio mi dichiaro un Goony

13 pensieri riguardo “The Goonies

  1. Mi ha emozionato il finale di questo post. Io non avevo i goonies, ma avevo un carissimo amico che a 12 anni si è separato da me, io nel girone dei nerd, lui in quello dei ragazzini più fighi anche se nel settore ‘alternativo’; ma anche altri amici negli anni si sono persi.

    E’ vero che le amicizie successive sono sopravvissute anche oggi.

    Ma la nostalgia di quelle vecchie amicizie è nostalgia perché oggi non ci sono più.

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  2. Io, per tanti motivi, amici ne ho avuto pochi da pischello – il mondo ha cospirato contro di me in molti modi.
    Le amicizie che mi porto dietro anche oggi le ho strette verso i 18 anni.

    Perciò, sentendo cose del genere sono sempre un po’ invidioso: non nel senso di “mannaggia a te” ma in quello di “beato! Anch’io vojo!” 😉

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  3. Non sono legato ai Goonies come te ma mi ritrovo in certe cose e per questo mi hai emozionato. 🙂
    Io forse sono stato un po’ più fortunato, c’è stato il distacco dai vecchi amici per via della scuola ma a 13 anni sono poi entrato negli scout e ho avuto modo di vivere quelle avventure per molti anni. E gli amici che mi sono fatto sono gli stessi che ho oggi.

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    1. L’amore per Indiana Jones l’ho sviluppato qualche anno dopo alle medie! Qualcuno ha parlato di Indiana Jones e il destino di Atlantide? Mentre per Ritorno Al Futuro è stato più un riscoprire qualcosa che da piccolo non mi aveva preso.

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  4. Chiamarlo culto è dire poco. Per me i Goonies sono un viaggio nella mia infanzia… praticamente lo conosco a memoria! Forse solo Stand by Me riesce a darmi emozioni maggiori…

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