Mercurio Loi 4 Il Cuoco Mascherato

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Bentrovati ragassuoli, oggi torniamo a parlare dell’ultima serie regolare mensile a colori che Sergio Bonelli Editore ci ha proposto da qualche mese a questa parte ovvero Mercurio Loi.

Per chi volesse o se li fosse persi può recuperare i precedenti commenti qui, quo e qua.

Fin’ora a parte il primo numero che ti è garbato un sacco perché ha rispettato le tue aspettative, non sei rimasto soddisfatto dalla serie, tant’è che hai mostrato più volte dei seri dubbi sul continuarla o meno. Oh però, ti sei sopportato dodici numeri di Morgan Lost, puoi sopportarli anche per Mercurio che comunque è meglio della serie di Chiaverotti.

Il principale motivo per cui eri rimasto deluso è che ti eri fatto un’idea personale sul personaggio che a conti fatti si sta rivelando sbagliata. Hai sempre immaginato Mercurio come lo Sherlock de Roma in cui ogni storia dovesse “raccontare” come il brillante personaggio nato dalla penna di Alessandro Bilotta riuscisse a risolvere qualche intricato crimine.

Il numero De Le Storie e il primo albo della serie regolare a tuo personale giudizio rientrano a pieno nella categoria Sherlock De Noantri ma nei due numeri successivi si sta delineando una percorso narrativo decisamente diverso allontanandosi “apparentemente” dalle storie investigative nel senso più stretto del termine.

Hai lasciato passare praticamente più di due mesi tra la lettura del terzo numero e questo quarto albo mentre in edicola, invece, è già uscito il quinto proprio per cercare di fare tabula rasa, di dimenticare idee, convinzioni e preconcetti per provare a leggere Mercurio Loi sotto una luce diversa.

Complice una storia forse più riuscita delle altre, il tuo tentativo sembra aver dato i suoi frutti. Questo quarto numero: Il Cuoco Mascherato ti ha lasciato soddisfatto con delle buone sensazioni in cui per la prima volta sei riuscito ad apprezzare la storia in se senza l’ansia di trovare qualcosa del personaggio di Baker Street. Certo, va detto che comunque l’ispirazione è palese ma sotto la giusta ottica alcuni dei momenti “ispirati” diventano qualcosa di diverso, una caratterizzazione del personaggio di Mercurio che lo rende solo più interessante.

Alla luce di questo, in tutta onesta, chiedi scusa a tutti i baldi e appassionati lettori di questa webbettola, potresti aver sbagliato ad interpretare il fumetto e a formulare la tua opinione. è ovvio come sia presto per un nuovo giudizio quasi opposto a quello che hai scritto nei precedenti post. Magari dal prossimo numero succede dell’altro che ancora potrà deluderti. Diciamo però che leggendo l’albo con una certa idea in testa alla fine il numero quattro di Mercurio Loi è un buon albo, scritto bene, piacevole da leggere e da guardare. Se quanto meno questo fosse lo standard di tutte le storie (ma tanto lo sappiamo che per un mensile è sempre difficile mantenere un certo standard) allora potremmo essere davvero di fronte ad un opera a fumetti diversa dalla classica lettura d’avventura con cui Bonelli fin’ora ci ha sempre abituato.

Oggi c’è molto entusiasmo, meglio non aggiungere altri aggettivi o scomodare paragoni anche grossi che poi si rischia di fare l’effetto opposto e di rimanere di nuovo delusi. Pensiamo a tutto questo come un nuovo inizio e poi vediamo!

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Informazioni su Johnny Cornerhouse

Nerd appassionato di boardgames, giochi 8 bit, fumetti e mattoncini Lego. Nelle sue vite precedenti è stato un fotografo ed un musicista ora dice che sono solo Hobbies. La forza scorre potente in lui. Segui il suo canale youtube

Pubblicato il 11 ottobre 2017, in Bonelli, Libri e Fumetti con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. Eccomi.
    Guarda, la quinta avventura torna a essere più sherlockiana, direi che Mercurio travalica i generi.
    Io anzi spendo altri aggettivi molto volentieri: il mio percorso è stato del tutto contrario al tuo, con il numero de Le Storie che mi piacque (e già subodorai l’ipotesi di una serie regolare), ma col primo numero della medesima che mi lasciò un po’ interdetto. Forse non ero entrato bene nell’ottica, perché -e qui spendo aggettivi GROSSI- Mercurio Loi è un fumetto d’autore, lo è per davvero, non segue uno schema preciso in ogni puntata. Mercurio Loi è come un nuovo Corto Maltese (o, se proprio vogliamo tenerci bassi, come uno dei fumetti pubblicati su riviste tipo Corto Maltese).
    Di certo, per me, Mercurio Loi è il miglior fumetto Bonelli di sempre.

    Moz-

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  2. Non lo sto leggendo, ma spero per te che mantenga un buon livello: investire aspettative ed emozioni (e soldi) in un fumetto e scoprire che non va bene per te è fastidioso, lo sappiamo tutti 😛

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  3. Ho preso questo numero e mi è garbato parecchio. Concordo con Moz che sia una ventata di fumetto fuori dai soliti canoni e perciò forse più difficile a “ingranare”, ma era parecchio che non leggevo Bonelli e – complici i tuoi ottimi post – mi è risalita prepotente la scimmia.

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