Digitale VS Analogico

Digitale VS Edizioni Fisiche. Indievolution

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Bentrovati ragassuoli, oggi torna il tanto chiaccherato tema che sta fortunatamente appassionando tutti i commensali di questa webbettola, la nodosa questione del Digitale contro le edizioni fisiche. L’argomento si sta ingrandendo e quindi non ci si limita più a confrontare semplicemente “Book Vs Ebook” ma stiamo cercando di ragionare a più ampio respiro. Nel corso del precedente post ad esempio, si è parlato di prezzi, costi e pirateria.

I due episodi fin’ora scritti, li trovate qui e quo dal prossimo post ci sarà anche qua e poi vedremo quale altro papero tirare in causa.

Premessa doverosa, hai evitato di commentare le risposte di chi ha partecipato per paura che se qualcosa dovesse venir scritto in maniera sbagliata possa dar adito a fraintendimenti e davvero non è proprio il caso perché non c’è assolutamente intenzione di farlo. Il rischio era alto visto la tua scarsa capacità di mettere insieme due parole e una virgola. 

Ma quindi sto demonio di digitale che deprime i collezionisti e ti tenta di diventare un pirata digitale, è solo il male?

No certamente no, ci sono anche interessanti risvolti.

Il più grande vantaggio dell’era digitale è la libertà di arrivare ovunque a chiunque. L’internet è potenzialmente il luogo più libero del mondo. Tutti possono dire la loro, tutti possono leggere, ascoltare, guardare quello che vogliono.

Si sono diffuse le produzioni individuali indipendenti che consistono nel “Mi sveglio la mattina, scrivo un libro e lo metto in vendita negli store digitali” che è una possibilità fantastica (ovvio hai estremizzato ma è per far capire). Tutti i sognatori e gli aspiranti possono davvero mettersi in gioco scavalcando il problema”, lo Scoglio” della produzione e delle case editrici, vampiri malvagi che fin’ora non hanno mai ritenuto il tuo materiale sufficiente per investirci dei soldi.

Musicisti, Scrittori, Videomaker e programmatori possono finalmente dar sfogo a tutta la loro creatività senza freni e lanciarsi come liberi professionisti nel loro settore di competenza. Sul mercato sono disponibili a costi accessibili tutto gli strumenti necessari che una volta erano sono a disposizione del professionista. Videocamere, Reflex, PC di alta fascia e tanta altra robba bellissima sono presenti anche nel catene del mediamondo. Striscia la carta e portati a casa la tua videocamera e gira il tuo film.

Oh, quindi tutto bello, tutto fantastico. Viviamo in un epoca dalle infinite possibilità si stanno creando molto professioni, alcune apparentemente strane ma che oggi più che mai si stanno rivelando ricercate.

Il problema però qual’è? Eh, è che si sono diffuse tante fregnacce come se non ci fosse domani. Di cento ebook autoprodotti o di cinquanta band autoprodotte o di videogiochi indie, ciò che si salva ai limiti della decenza si conta davvero sulle dita delle mano non di più. Non che prima non ci fosse lo schifo ma c’era ragionevolmente un controllo all’origine.

Ecco perché poi giustamente non tutti sono disposti a spendere soldi (anche pochi) per un prodotto “indipendente” e ragionevole non voler azzardare una spesa. Neanche dare alla Mondadori 20 eurini per un libro magari rilegato male o tradotto a pene di cane sia giusto. Sia chiaro.

Quindi caro amico aspirante, certo lo strumento lo puoi comprare ma il talento e le idee, sorry, ma le devi avere tu.

Puoi anche avere una D4 da 5000 crediti imperiali o una Les Paul ma se non hai il manico, lascia perdere, desisti. Oppure, studia, suda e impara.

Questo è il vero male delle società che producono questi strumenti. Tutte le campagne di marketing si basano su questo: Ti vendono il cellulare in versione X dicendoti che sarai un grande fotografo. Son tutte balle. Pur di vendere hanno creato una massa di appassionati arroganti e altezzosi che pensano che aver speso un sacco di quattrini li rende automaticamente degli esperti ma non lo sono.

Detto questo però apparentemente il sistema dell’autoproduzione garantirebbe finalmente la meritocrazia. Tutti hanno le stesse possibilità chi è più bravo, chi si è pubblicizzato meglio riuscirà a farsi notare. Non c’è il più il concetto della conoscenza, del gancio” giusto o del clientelismo. Il mio ebook è su amazon insieme ad altri diecimila sconosciuti autori. Vuoi vendere quel libro? Bene tira fuori le palle, nessuno ti aiuterà.

Poi chiaramente anche il mercato dell’autoproduzione si è evoluto: Unioni, collaborazioni, società di marketing, tutto cambia per trasformarsi in settori ibridi che fanno bene e creano un settore che è una buona via di mezzo.

Tantissimi videogiochi che ad esempio Nintendo sta portando su Switch sono produzioni da cantina che si sono evolute nel tempo. oppure nel piccolo di questa blog’o’sfera segui alcuni scrittori che si spaccano la schiena e collaborano tra di loro per raggiungere dei risultati dignitosi e di esempi ne potresti fare anche tanti altri.

Resta comunque il fatto che ora chi vuole ha un’occasione potente per provarci e una scusa in meno su cui piangere il proprio fallimento.

Anche questa webbettolaccia personale è una pubblicazione indipendente se non ci fosse l’internet nessuno lo leggerebbe, vi risparmiereste tutte ‘ste fregnacce e guadagnereste un paio di minuti al giorno. Abbiate pietà del Cornerhouse, Ma almeno (per) oggi viva il digitale!

 

14 pensieri riguardo “Digitale VS Edizioni Fisiche. Indievolution

  1. La produzione “indie” è una grande fucina e ultimamente i giochilli che finisco per recenZzzire sono proprio produzioni che io amo chiamare da “garage”, come ai tempi di C64 e dei primi tempi dell’Amiga. Io però Journey e Flower me li sono presi anche in edizione fisica e quel capolavoro di bruschette agli occhi di To The Moon me lo sono masterizzato e confezionato in una bella scatolina con la sua bella copertina …Sono una bruttissima retrograda persona.

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  2. Aspetto anche Tip e Tap, preferisco i topi ai paperi! 😁
    Per le prossime volte, per quanto mi riguarda, sentiti libero di rispondermi come vuoi, non sono permaloso! “Emanue’, stai dicendo fregancce” detto da uno che conosco non mi offende.

    Per musica e attori improvvisati io ci vedo del positivo, scopro talenti che non stanno alla ribalta solo perché hanno dato il culo o sono idoli di ragazzini scemi.
    Poi c’è anche il male, come l’ultimo film di Boldi in cui hanno preso degli youtubers, facendo toccare il fondo al cinema italiota.

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