Diario · Digitale VS Analogico

Digitale VS Edizioni Fisiche. Parte 2. Il Valore di un file.

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Bentrovati ragassuoli. Dopo una breve parentesi Nintendara dedicata alle news videoludiche, riprendiamo il discorso Digitale VS Edizioni Fisiche iniziato l’altro ieri. Per chi non l’avesse letto può recuperare il post proprio qui.

Dunque, partiamo dai commenti che sono ancora una volta sempre molto stimolanti. L’hai detto più volte che in questa webbettola ci gira gggente in gamba e anche questa volta non sei stato smentito. Daje regà!

I punti che hanno colpito di più sono tre: 

  • Il Collezionista, colleziona oggetti non file.
  • Come dare valore, un prezzo, ad un file
  • La comodità di trasporto

Il primo punto è facilmente comprensibile. Il collezionista prova piacere nell’avere mensole piene di cose, libri, giochi, vinili, quello che vi pare insomma. Difficilmente il collezionista avrà un orgasmo per una se cartella sul Piccì piena di file anche se opportunamente organizzati e archiviati. Diciamolo i Dischi rigidi da 2Tb pieni di cose non sono per nulla sexy anche se molti di loro hanno linee sinuose e arrotondate.

Pur definendoti un accumulatore piuttosto che un collezionista condividi il pensiero. Le mensole, le vetrinette piene di cose sono la consacrazione del collezionista. I file da questo punto di vista hanno scarso valore, quasi nullo. Ovviamente secondo te. Non ti senti un collezionista perché esiste una differenza sostanziale per te tra i due. Il primo compra tutto quello che può permettersi e che gli piace (si spera che nessuno mandi in vacca il conto in banca) il secondo compra anche a cifre significative secondo una logica ben precisa. Il primo compra tutte le action figure che gli piacciono. il secondo, collezionista compra solo quelle di un certo tipo ad esempio prende tutta la serie della marca tal dei tali delle action figure di quella serie tv. Certo, certo i due esempi sono estremizzati ma è per far capire perché non riesci a sentirti un collezionista. Magari con il tempo maturerai e ti sentirai tale..

Visto che abbiamo già iniziato a introdurre l’argomento portiamolo a compimento nel punto due. Quanto vale un file, che prezzo ha un file?

Creare un file costa zero, è facile, clicchi sul tasto destro del topo elettronico, nuovo” e tac eccoti servito il tuo bel file. Vuoto. Ripetiamolo: è vuoto.

L’insieme dei bit che compongono la sequenza binaria che poi tutti gli interpreti convertono in immagini, musica o parole come faccio a valorizzarla?

Giustamente è stato commentato che se il prodotto è liquido allora deve essere gratis o me la procuro in altra maniera. Si ci, sarebbe anche da aprire la parentesi della pirateria. Non giudichi nessuno che per te può fare quello che vuole ma sei completamente contrario alla pirateria perfino alla distruzione anche in famiglia di Hard Disk pieni di file. Vade retro!

“Fottiti Johnny un gioco per console costa 70 euro col cacchio che li spendo!” “Vero verissimo amico mio compralo quando scende a metà prezzo o comprane meno in un anno.”

Vale per te for sure, ma hai notato che pagare una cosa significa anche trattarla in un certo modo. Quando andavi all’università scaricavi dal mulo giochi e film, ovvio non avevi un soldo avevi dischi pieni di giochi che provavi una volta e non finivi mai. Ne avevi così tanti che, beh, il tempo è quel che è. Quando hai iniziato a lavorare ti sei comprato una ps2. La tua amata e perduta Ps2 e hai iniziato a giocare con molto più gusto godendoti tutti i giochi che ti pagavi con i tuoi soldi.

Il tuo pensiero è che file o libro stiamo solo parlando di un mezzo di trasporto non dell’oggetto in se. Non vuoi fare la morale a nessuno ma il film che tu lo stia vedendo su Bluray o che tu l’abbia pescato da un torrente comunque ha richiesto impegno e lavoro da parte di chi l’ha pensato, progettato e poi fisicamente creato. Uno scrittore ha scritto un libro sia che esca cartaceo sia che esca in pdf e questo impegno va pagato.

Quindi è la confezione il metro per definire se ha un oggetto valore?

O ancora, visto che è liquido allora fammelo pagare di meno, almeno elimina i costi di stampa, trasporto e distribuzione.

Alla prima domanda la tua risposta è no. Tutto il prodotto ha un valore. Un brano musicale esiste grazie allo sforzo di musicisti, arrangiatori e produttori che hanno lavorato” per ottenere quel risultato bello o brutto che sia. Per questo per te anche tutto il materiale digitale va pagato sempre e comunque. Niente dovrebbe mai essere gratis.

Ma ancora più interessante è la seconda domanda. Allora fammelo pagare di meno”. Beh ragioniamo: se un libro costa 15 e il suo pdf ne costa 7,5 cosa anche onesta visti i costi che l’edizione fisica richiede in più. Potenzialmente molte più persone sarebbero interessate ad acquistare l’ebook. In pratica comprando circa dodici libri in ebook di quelli da 15 euro ciascuno (quindi pagando 7,5) (uno al mese che per un appassionato di libri dovrebbe essere ragionevole) avrebbe risparmiato quasi cento euro, una cifra importante che garantirebbe l’acquisto anche di un lettore e problema risolto. Quindi dimezzando il prezzo dei libri che escono in ebook con buona facilità faccio contento amazon che vedrà le vendite del proprio kindle aumentare in maniera significativa.

Che succederà ai libri cartacei? Beh facile, i costi di produzione per singola copia venduta aumenteranno portando inevitabilmente ad un aumento dei prezzi delle edizioni cartacee mettendo in difficoltà tutti coloro che l’ebook non lo hanno o non vogliono/riescono ad usarlo. Ovviamente il problema è temporale perché facile facile che tra qualche generazione tutto questo ciarlare a proposito di questo finto problema non si ponga più. I bimbi di oggi sono già abituati a ragionare su app e smartphone e per loro acquistare da uno store diventerà la cosa più banale del mondo. La nostra generazione ha il compito di insegnare ai “collezionisti di domani” il valore di certe cose. 

Qui non si può fare filosofia, si deve ragionare pragmaticamente sulle leggi di mercato. Vogliamo mantenerli entrambi? i costi devono essere simili, vogliamo distruggere un mercato? allora spingiamo da una parte. Si arriverà al collasso quando le edizioni fisiche di libri, videogiochi o film saranno solo più merce rara per collezionisti. Nintendo ad esempio vedrete che non sbagli, sta spingendo forte sul digitale è presto o tardi eliminerà il problema delle cartucce. è solo questione di tempo.

La soluzione che tu auspichi è quella di un lieve abbassamento dei prezzi degli ebook per garantire anche gli smart ma scettici di infilarsi in questo canale e godere dei vantaggi che la tecnologia ha da offriti. 

Ultimo punto la comodità di trasporto. Oh beh qui si vince facile. Un ebook o un nintendo switch con tutti i giochi preinstallati sono la comodità fatta e finita. Niente da dire è insindacabile. Sono fuori di case e le mie mensole in questo momento nessuno le vede quindi ci sta. Funziona è tutto corretto.

Portarsi dietro il signore degli anelli richiede un certo sforzo portarsi il kindle con Il Signore Degli Anelli e tutti i libri de Il Trono di Spade è certamente un’altra cosa.

Da questa breve traversata sgrammaticata cosa emerge? Beh per prima cosa avere un ebook per chi legge ed è spesso in viaggio può essere una soluzione molto interessante. Tu, ad esempio, saresti disposto anche a pagare un pelo di più per comprare le edizioni in un colpo solo come spesso facevano sui bluray. Il film costa 15 euro, a 18 ti do anche il file digitale da portarti in giro. Si grande idea e quei tre eurini in più li spenderesti anche volentieri.

Unendo tutto questo con il discorso dell’altro giorno se io riesco ad associare un bel ricordo: “Ho letto il signore degli anelli perché in quel periodo della mia vita ho preso tanto il treno”. Forse non assocerò più il valore emozionale al libro fisico ma al concetto immateriale di Ho letto quel libro” rendendo più facile il passaggio verso la nuova forma di distribuzione delle cose.

20 pensieri riguardo “Digitale VS Edizioni Fisiche. Parte 2. Il Valore di un file.

  1. A seconda dei casi, l’ebook deve costare ancora meno della metà del prezzo di copertina: sul file non vanno a gravare nemmeno spese come magazzino e resi, per non parlare delle ristampe…
    Per un motivo o per l’altro, in Italia il prezzo degli ebook è spesso indecente: un libro da 13/15 € è qualcosa come Buona Apocalisse a tutti, che come veste non vale certo quel prezzo – formato tascabile, carta standard, traduzione vecchia, grafica idem – e se l’ebook costasse più di 3/4 € per me sarebbe un prezzo sbagliato.

    Sul versante giochi, idem, anzi peggio: la versione fisica si deprezza in fretta, quella digitale resta spesso immutata per anni, al massimo ci va uno sconto ogni tanto…

    Pirateria: è praticamente la vera concorrente dei editori, specie quando fa un lavoro migliore dei titolari -_- ‘
    Per dire, è capitato che alcuni editori vendessero come ebook un pdf fatto con scansioni di merda del libro: gente simile non ti dico cosa meriterebbe, roba da Sinestro Corps 😡

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    1. Si certo il discorso prezzo è un mondo complesso e ricco di casi. Io mi riferisco a “nuovo prima edizione”. Chiaramente se prendiamo in esame una seconda edizione o una nuova edizione con variazioni tipo nuova traduzione o immagini, il prezzo dei due ebook deve essere commisurato. L’ebook del vecchio libro potrebbe avere un costo irrisorio mentre la nuova edizione dovrebbe costare di più ma sempre meno del primo quando è uscito nuovo. Su molti prodotti il taglio di prezzo del fisico spesso è legato al distributore che pur di liberarsi spazio svende ma non si può pretendere che se al mediamondo c’è un taglio allora esso diventi sistematico è poi la concorrenza che si adatta. Gli store degli ebook nel bene e nel male non hanno questo vincolo quindi “dal loro punto di vista” non hanno bisogno di seguire il taglio.

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  2. La mia opinione è che tutta questa “spinta” verso il digitale sia originata per soddisfare un’esigenza del consumatore solo in minima parte. Le aziende – e fai bene a sollevare il discorso “cui prodest?”, “Chi ci guadagna?” – hanno capito, più o meno in anticipo che ci potevano guadagnare una barca di quattrini e risparmiarne altrettanti.
    L’esempio del Conte di libri scansionati e spacciati per e-book è emblematico dell’approccio della maggiore parte delle aziende a questo nuovo mercato o, meglio, questa nuovo segmento di consumatori (nello stesso mercato) che predilige la pragmaticità nell’utilizzo barattandola con la fisicità del prodotto (anche nella fase di ricerca e scelta).
    Ho visto cose…cazzarola posso dirlo avendo lavorato in Editoria!
    Rischio di esondare dal box del commento…Concludo: il prezzo del prodotto digitale spesso non corrisponde al suo reale valore aggiunto, anzi è pompato per marginare semplicemente in maniera aberrante. Il fatto che il cliente con un semplice clic e senza tirare fisicamente dal portafogli la banconota frusciante, aumenta la sua propensione al consumo, anche se inconsapevolmente, nello stesso modo in cui fa il prestito al consumo anche per cifre di importo basso.
    Mi fermo qui Mastro altrimenti esondo.

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    1. (Mi è partito il commento! XD) per alcuni CD acquistati ti vengono regalati anche i file da ascoltare online. Ormai lo sanno tutti che facciamo tutto in mobilità quindi potrebbe vendere di più un file che un CD ma se io ti regalo i file allora tu sei più contento di comprare anche il CD per avere l’oggetto da collezione, il libretto è tutto il resto.
      Lo stesso dovrebbe essere per i libri (non so se già lo fanno) e per tutto il resto. Magari anche per i videogiochi, limitandone l’uso all’accquirente ovviamente!

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  3. Riguardo la musica, molti musicisti boicottano boicottano i propri dischi per quei maledetti mafiosi legalizzati della SIAE, dicendo che il pane lo portano a casa grazie ai live, non di certo alla vendita dei dischi. Credo siano da escludere quelli ne vendono a milioni.

    Per i film io scarico quelli che già passa la TV, che vedrei comunque gratis, raramente scarico quelli appena usciti nell’home video, MAI quelli al cinema. Scarico quelli che escono su Sky o su Merdaset Premium perché non me ne frega se falliscono ma no quelli di Netflix, perché per pochi euro ti danno tanto e tante esclusive da loro prodotte.

    I videogiochi, come ti ho scritto, li scarico ma poi li compro quasi tutti. Comunque anche con loro, è dal 2005 che non compro al day one, sempre usato o nuovo ma anni dopo, da negozi che svuotano i magazzini. Quindi i soldi miei non andrebbero lo stesso al produttore. Gli unici giochi che ho scaricato qualche giorno prima dell’uscita (perché si trovano prima) sono stati Assassin’s Creed III e Ni No Kuni ma non ne vado fiero.
    Poi ci sono gli indie del PSN che comprerei al day one solo per sostenerli se facessero versioni retail.

    I libri purtroppo non li leggo, soffrendo da deficit d’attenzione, ci metto un’ora o due per un comic book da 20 pagine, figuriamoci i mesi o gli anni per un libro…

    Riguardo edizione fisica più quella digitale, la DC già lo fa, alle serie che sono aumentate di un dollaro per vendite più basse rispetto ai big, hanno aggiunto la versione digitale, ora non ricordo se dello stesso fumetto o di un altro, penso la prima.

    Sono contrario alla pirateria sfrenata ma di quella moderata ne faccio tranquillamente uso (mai abuso).

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  4. In passato scaricavo tantissimo ma le cose che mi piacevano davvero poi le compravo, il fatto è che indipendentemente dal poter scaricare il resto non lo avrei mai comprato lo stesso. Esempio, i film degli X-Men indipendentemente da tutto li avrei comprati in dvd, belli o brutti che fossero, idem un cd di Busta Rhymes. Oggi non ascolto quasi più musica e non quella che ascoltavo anni fa, al massimo la radio, gli ultimi cd che ho comprato risalgono al 2013 e non scarico più. I videogiochi invece dopo un periodo a scaricare l’impossibile per ps2 e a giocare a tipo un decimo di quel che avevo ora compro tutto, usato o a basso prezzo, difficilmente a prezzo pieno. La pirateria non è un male se non se ne abusa, senza di essa molte serie tv non riusciremmo nemmeno a vederle.
    Le letture digitali sono sicuramente comode, tempo fa viaggiavo spesso in treno durante i weekend e mica potevo portarmi dietro tutto, ma a casa devo sentire la mia amata carta!

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