Cinema e Serie TV

Big Fish

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Questa settimana il piano di programmazione della vostra webbettola di fiducia avrebbe previsto tutt’altro. Oggi ad esempio sarebbe dovuto uscire il commento (Spoiler Free) di Dunkirk, ma ieri sera, complice alcune questioni, hai preferito restare a casa e posticipare la visione del film magari al weekend che tanto le previsioni minacciano pioggia.

Ieri sera era proprio la serata giusta per godersi qualcosa di bello con la dolce Moglie nella classica modalità spapanzati sul divano (Marchio Registrato). L’unica cosa da capire era se continuare a guardare qualche serie tv già iniziata o, visto che in fondo era programmato cinema, guardare effettivamente un film.

Inizialmente hai fatto scorrere il catalogo di Netflix lungo le commedie. Serviva qualcosa di divertente, pensavi, ma niente aveva attirato il vostro occhio. Allora vi siete spostati su Fantasy e Fantascienza (detto tra noi la classificazione di Netflix è davvero orribile) e dopo interminabili minuti di indecisione, eravate giunti all’ardua decisione di scegliere tra Edge Of Tomorrow (che nessuno aveva ancora visto) e Big Fish (che tu avevi visto ma almeno quindici anni fa, mentre tua moglie no). Alla fine avete optato per il film di Burton che per qualche strano motivo in qualche modo altrettanto strano sembrava proprio ti stesse chiamando.

Urca urca, è stata una scelta azzeccatissima. Non ti ricordavi Big Fish così bello o forse a vent’anni non avevi capito a pieno il suo senso, o più semplicemente, l’avevi dimenticato con tutto il tempo che è passato dalla prima e unica volta che hai visto questo film.

Big Fish racconta la storia un padre e di un figlio che si trovano distanti. Con il sopraggiungere della morte, il figlio tenta in ogni modo di riavvicinarsi al proprio padre. Per farlo, però è “costretto” ha iniziare a credere alla storia della vita “ricamata e fantasiosa” che il padre amava raccontare ogni volta che poteva.

Una visionaria e poetica lotta tra la razionalità e i sogni che ieri ti ha incredibilmente commosso (accidenti a queste bruschette!). Una romantica storia d’amore e magia che ha saputo colpirti al cuore. Tanti temi insomma. Quasi tutti gli schemi narrativi del registra statunitense trovano una perfetta collocazione all’interno di questa storia tratta dal romanzo omonimo di Daniel Wallace (che non hai letto). Forse una delle vette più alte della poetica di Tim Burton. I mostri, le streghe, la vita, l’amore e la morte. C’è tutto, proprio tutto, per questa irripetibile storia.

Oltre al talento di Tim Burton, Big Fish viene anche interpretato da attori di un certo livello che hanno eseguito delle brillanti prove attoriali. Obi-Wan Kenobi che fa il padre da giovane, Il Dr Manhattan che interpreta il figlio. La musa e ex compagna di Burton Helena Bonham Carter (la strega) e la musa del Cornerhouse Marion Coutiliard (Moglie del figlio). Un gran Cast niente da dire.

Per questo, ragassuoli, anche se molti di voi hanno già visto questo film, il cornerhouse vi consiglia di dedicare di nuovo due ore del vostro tempo per (ri)verdere Big Fish perché accidenti se ne è valsa la pena!

Oggi probabilmente non riuscirai a fare le views che Dunkirk ti avrebbe garantito ma forse è meglio così perché ieri grazie a Big Fish è stata una serata veramente speciale.

16 pensieri riguardo “Big Fish

  1. Questo è a mani basse il mio film preferito di Tim Burton e mi riporta alla mente un’epoca felice in cui Tim Burton faceva ancora film belli. Ti dirò, col tuo articolo mi hai fatto venire voglia di riguardarlo.

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  2. Big Fish è molto bello, porca zozza se lo è! Forse rende bene anche perché non è la solita goticata alla Burton con i borghesi che sono i veri mostri – certi suoi film sembrano più esercizi di stile che la volontà di raccontare una bella storia.
    Bello anche vedere che le esagerazioni del padre avevano il loro fondamento nella realtà, come le due gemelle congiunte. ^ ^
    Neanche io ho letto il romanzo, ogni tanto sta lì, alla Feltrinelli, che mi dice “comprami”, ma lo fa quando non ho soldi 😛

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    1. Si ha qualcosa di magico che i film più recenti di Burton non hanno. Miss Peregrine che mi è piaciuto tanto comunque, non ha lo stesso fascino! Tra l’altro sto leggendo proprio in questi giorni il primo libro di Ramson Riggs! Tu li avevi letti se non ricordo male! Vero?

      "Mi piace"

      1. Sì, li ho letti 🙂
        Il primo è il migliore come tecnica narrativa, secondo me – credo che gli altri abbiano avuto una gestazione più rapida, forse per via del successo del primo, ma non sono stato a confrontare le date 😛

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  3. Questo film va e viene nell’istinto spendaccione quando scorro i film che vorrei vedere. E’ da molto tempo che mi sono affrancato dall’affezionarmi a un regista o un autore e quindi Burton o non Burton è cosa relativa. Il regista è umano con i suoi alti e i suoi bassi. I suoi film a volte sono originali, a volte piagati da un manierismo esasperato. Amo La Sposa Cadavere è il suo remake de La Fabbrica del Cioccolato, Alice in Wonderland (visto due volte) non mi è piaciuto, Sweeny Todd mi è piaciuto. La tua recensione trasmette emozione e vi percepisco qualcosa di più profondo e personale (forse sbaglio, ma è qualcosa da Sesto Senso).
    Mi hai convinto! Alla prossima razzia amazzone, finisce nel carrello.

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