La Città Incantata

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Ebbene ragassuoli ieri sera tu e Carlotta avete colmato una lacuna mastodontica, gargantuesca (ah quanto fa pheeeego dirlo). Avete visto nella classica posizione spapanzati sul divano (marchio registrato) La Città Incantata, il capolavoro di Hayao Miyazaki uscita in europa nel 2003 (in giappone è uscito nel 2001) e vincitore di un Oscar e di un Orso D’oro del festival di Berlino.

Immagino che a nessuno serva un recensione anche perché chiunque ha più o meno i tuoi stessi interessi conosce sicuramente almeno di nome questo film e poi lo sapete, al Cornerhouse non si scrivono recensioni ma baggianate. Quindi… La Città Incantata è definito come il capolavoro di Miyazaki e uno dei migliori film d’animazione se non il migliore, mai prodotti. Tu stesso hai sempre saputo della qualità del film, ma non eri convinto che a tua moglie potesse piacere (errore clamoroso) quindi hai sempre posticipato la visione di quel discoraggioblu ma ieri sera il tempo è stato propizio.

La Città Incantata vi ha emozionato come pochi altri film, vi ha graffiato l’anima come poche altre opere d’arte hanno saputo fare. Il film ha saputo portare nel tuo cuore un senso di pace nonostante i messaggi forti che si porta dietro. In questa prima visione ne hai saputo cogliere alcuni ma sei convinto che se guardassi ancora altre volte il film sapresti goderti di più le immagini completamente dinamiche e sapresti ascoltare gli altri messaggi che si nascondono tra i disegni di questo anime.

La nostalgia, il rispetto della natura, l’amore per il mare e la critica verso una società che distrugge perchè vuole solo arricchirsi, Il lavoro che rende schiavi sono solo alcuni dei temi che Miyazaki esplora ne La Città Incantata. All’inizio pensavi anche che fosse una storia di formazione: Quando Chihiro entra nella città è un certo tipo di bambina e quando ne esce è completamente cambiata. Riflettendoci su ti sei reso conto di quanto questo pensiero fosse in errore. La bimba è fin da subito intelligente da capire che deve lasciar stare il cibo, che si deve dar da fare e per tutta la storia mantiene la sua coerenza e la sua distanza dal mondo consumistico degli adulti.

Un’interpretazione che lo stesso Miyazaki ha fornito di quest’opera è che si tratti non solo di una critica alla società moderna giapponese ma anche un critica satirica allo studio Ghibli stesso dove le terme rappresentano lo studio, Kamaji è lo stesso Miyazaki  che per finire i lavori ha bisogno di molte più braccia mentre Yubaba è il presidente dello studio Ghibli.

Ma aldilà di qualsiasi ricerca sul vero significato del film, la città incantata è un mondo che ti ha affascinato per davvero, i suoi personaggi, le sue forme tutto ciò è vivo ma non solo, un regno di fantasia al confine con la realtà, una magnifica allegoria che porta pace al proprio spirito.

Questa non sarà sicuramente l’ultima volta che vedrai questo film, ma anzi è soltanto l’inizio verso la scoperta di tutti i lavori dello studio ghibli (si hai visto solo Porco Rosso gli altri no, scusate tanto) tanto ti serviva giusto una scusa per dare in pasto ad amazon ancora una volta la tua carta di credito.

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Informazioni su Johnny Cornerhouse

Nerd appassionato di boardgames, giochi 8 bit, fumetti e mattoncini Lego. Nelle sue vite precedenti è stato un fotografo ed un musicista ora dice che sono solo Hobbies. La forza scorre potente in lui. Segui il suo canale youtube

Pubblicato il 3 luglio 2017, in Cinema e Serie TV con tag , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 6 commenti.

  1. E’ davvero un piccolo gioiello, nulla da dire. E credo proprio sia il mio preferito del maestro.

    CervelloBacato

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  2. Quando potete e volete, guardateli tutti: de gustibus etc. ma sono tutti belli per qualche motivo – la delicatezza del disegno che non disdegna di sfociare nella violenza (mononoke hime) le musiche spesso stupende, i paesaggi e i colori, i personaggi sovrumani stile Conan il ragazzo del futuro, i metaforoni…

    A oggi, il mio preferito è ancora Il castello errante di Howl, nonostante la storia sia raccontata in modo più puntuale nel libro che l’ha ispirato, ma la combo musiche/immagini è notevole e il tocco steampunk gli dona.

    Comunque, con Miyazaki si cade in piedi – senza di lui, ai lavori Ghibli manca sempre qualcosa, pur restando dei buoni film.

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  3. Non mi vergogno ad ammettere di non averlo mai visto, di Miyazaki ho visto solo il mio vicino Totoro (che non mi è piaciuto) e Ponyo sulla scogliera (caruccio), non è esattamente il mio genere ma soprattutto quando si parla di questi titoli strafamosi che tutti, ma proprio tutti osannano… un po’ mi viene l’orticaria. Mi spiego: non mi sento tanto motivato a guardarli nrl momento in cui laggente tende a definire l’opera X “capolavoro” solo perché lo fanno altri piuttosto che ammettere che di quell’opera non ci han capito nulla, ovviamente non mi riferisco a nessuno di voi, anzi avete spiegato abbondantemente i motivi per cui vi piace. La stessa cosa l’ho vissuta con Akira di Otomo, tutti lo definiscono capolavoro ma nessuno sa dire davvero il perché.

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    • Capisco la sensazione: quando tutti dicono che devi vedere qualcosa perché sì, ti passa la voglia. Per esempio, non ho mai visto Il Padrino perché non mi piacciono le storie sulla mafia, e credo che negli USA questo sia reato di lesa maestà XD
      Tornando a Miyazaki, credo che i suoi film migliori siano Laputa (chi ha apprezzato Il mistero della pietra azzurra, scoprirà che la serie Gainax ha pescato molto da qui) perché e avventuroso il giusto e ha un’ambientazione suggestiva.
      Poi: Il castello errante è bello per tanti motivi, ma la storia manca un po’ di coerenza e a volte, i personaggi agiscono un po’ a caso.
      Mononoke Hime l’ho visto il secolo scorso, quando le mie capacità critiche erano anche peggiori di adesso, ma se la memoria non mi inganna, la storia era abbastanza coerente.
      La città incantata è forse il più preciso, come trama ed estetica: non dico che debba piacere a tutti, ma probabilmente, a molti sì.
      Per chi vuole andare in leggerezza: Kiki’s Delivery Service è grazioso, e I sussurri del cuore dovrebbe essere piacevole, ma un po’ “girly” (nota: non l’ho visto, ho letto il fumetto e so che Miyazaki reinterpreta molto – per dire, nel castello errante non c’era mica, il tema bellico!

      Non ne cito altri perché li ricordo poco/non li ho visti/non sono tra i miei preferiti 😛

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  4. Non è mai troppo tardi per recuperare la Città Incantata.
    Film stupendo 😀

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  5. Il film che mi ha fatto innamorare di Miyazaki, prima conoscevo solo Mononoke Hime, che non avevo (ho) mai visto, per lo stesso problema di Arcangelo, era stato osannato troppo prima dell’uscita (nel piccolo circolo di nerd, non come La Città Incantata), forse qualche romano ricorderà la trasmissione Maniaks, presentata da Sonia di Super 3 e condotta dai ragazzi dello Star Shop di Roma (sul tubo si trovano un paio di video). Uno di questi veniva chiamato Ricciotto e l’aveva talmente smielata da farmi salire il diabete.
    L’ho recuperata da un paio d’anni, col doppiaggio vecchio ma ancora devo vederla.

    Tornando alla Città, nei primi anni 2000, predicando il verbo del “Walt Disney giapponese”, andavo regalando una copia del DVD ai bambini di mia conoscenza tra i 3 e i 5 anni. In quegli anni andava tanto l’odioso Nemo, così predicavo ai loro genitori di mostrare questo capolavoro a cui NESSUN film Disney si sarebbe mai avvicinato (e sono un fan della casa americana fino ad Aladdin mi pare, dopo ha iniziato a rompermi le palle, mentre non ho mai digerito la Pixar, reputata sempre da me per un pubblico di massimo 4 anni).
    Spero di aver fatto del bene e che oggi quei bimbi siano bravi ragazzi e non bimbiminkia di YouTube.

    Comunque ne devo vedere ancora parecchi del maestro, tempo tiranno! 😠

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