Quando Moriranno I Tuoi Miti

Quando ero adolescente i miei miti mi sembravano immortali, così lontani quasi alieni e io non desideravo altro che vivere con loro nell’olimpo. Avrei sacrificato tutto pur di far parte di quei pochi eletti e non mento quando dico tutto.

Un giorno poi ho incontrato una signora, la signora Dallafalce che coglie tutti comunque e sempre impreparati. Ho imparato a mie spese, che se bruci troppo oltre la mediocrità più le conseguenze saranno pericolose. Quello che capisci è che tu respiri ancora mentre chi credevi un mito non lo fa più. Il regno degli immortali non esiste è soltanto una chimera, un oblio vacuo fatto di solitudine e qualche volta narciso. Si certo una canzone, chissà quanti dei tuoi amici conosceranno i Ragni da Marte.

Neanche i ricordi quelli che lasci a chi ti siede accanto ti rendono eterno, un giorno anche chi ora ti ricorda, non passerà più da queste parti e tutto ciò che hai fatto, ciò hai realizzato andrà perduto, se nessuno sarà all’altezza del tuo lascito e saprà regalarne una parte a chi viene dopo.

Per questo, ma non solo, che proverai rabbia e dolore inseguendo la tua eternità, prenderai una chitarra o andrai oltre i tuoi limiti per dimostrare al mondo che esisti e sperando che qualcuno si accorga di te rischiando, però, di metterti in trappola da solo.

Alle volte sarà una gabbia paranoica la tua camera d’albergo, sarai solo nella folla che fa troppo rumore e tu non sai più come parlare che finisci con una corda intorno al collo per stringere forte e non far uscire più alcun rumore. Altre volte, nonostante il tuo sorriso è una precedenza non rispettata a ridere per ultima facendosi gioco del tuo infame destino.

Un giorno tu ed io saremo distanti così lontani che non ci capiremo. Correrai forte anche tu perché ambirai al tuo spazio sul monte olimpo. Io sarò stupido da non capirti anche se io per primo sono stato come te. Mentre tu penserai di me che sono solo un vecchio da buttare per questo che te lo scrivo ora che sono ancora in tempo prima di ingrigirmi.

Non c’è niente di peggio per un genitore di vivere più di tuo figlio, non c’è niente di peggio per un bambino di crescere senza un padre. Si è banale, fa ridere hai ragione, ma non pensavo fosse vero, eppure. Ascoltami, prima di prendere una di quelle strade da cui non si torna indietro, spera ancora che ti faccia paura e chiediti se farai del male a chi ti siede accanto.

Ma se sai che sei sulla strada giusta, tieniti stretto ciò che ami, continua forte e non mai perdere l’equilibrio.

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Informazioni su Johnny Cornerhouse

Nerd appassionato di boardgames, giochi 8 bit, fumetti e mattoncini Lego. Nelle sue vite precedenti è stato un fotografo ed un musicista ora dice che sono solo Hobbies. La forza scorre potente in lui. Segui il suo canale youtube

Pubblicato il 23 maggio 2017, in Diario con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Bel post Mastro. Struggente e con una vena malinconica che non conoscevo. Ma poi perché inseguire un’eternità che ci è negata dalla nascita, perché inseguire un illusione di eternità nei nostri figli, quando ciò che è veramente importante non è altro ciò che facciamo oggi, l’esempio che diamo ai nostri figli oggi perché loro un domani facciamo ciò che è giusto e il bene. Ma non chiuderò il commento con un coerente ‘carpe diem’, ma con un ‘Ad maiora!’

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    • Beh la vena di malinconia meriterebbe un approfondimento son d’accordo ma far parte del mio clone non nerd, quello con il talento per capirci. Purtroppo la scomparsa di Cornell e di Hayden mi ha toccato, il primo perchè è sempre stato uno dei miei cantanti preferiti, il secondo perchè da motociclista so cosa rischio ogni giorno. Detto questo io ho sempre pensato di andare oltre di poter avere di più non ha caso Blade Runner è uno dei miei film, la musica ha permesso al mio clone di creare di fare qualcosa che va oltre di lui perchè quando quelle dieci persone che lo andavano ad ascoltare cantavano le canzoni che lui aveva scritto era andato oltre, oltre la sua vita oh almeno fino a quando qualcuno si ricorderà di lui. Il punto è che ci sono vuoti che difficilmente si riempiono ed il motivo per cui prima si canta poi ci si fa, ed infine si fa quel che non si può. Ora il clone sta sopravvivendo a tutti i suoi miti ne mancano due e poi saranno andati tutti. Questa cosa lo deprime perchè se anche fosse arrivato la alla fine sarebbe tornato ad essere polvere pure lui e si rende conto forse non scriverà mai quella cosa che gli permetterà di essere oltre.

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