Il Cornerhouse In Kilt. Episodio 1.

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Sveglia alle tre di mattina. Presto che entro le 6 va fatto il check-in. Controlla che casa sia chiusa. Il gas, stacca le prese che non servono, chiudi l’acqua in bagno.  Hai sonno. Tua moglie ti ha fatto andare a dormire a mezzanotte, solo tre ore fa. Tre giorni per preparare i bagagli: santa donna che sa sempre cosa portare. Alle volte, spesso, porta qualcosa di troppo ma non dimentica mai ciò che è necessario.

È notte ma fa caldo lo stesso. Frack! quant’è umida la nostra capitale. Quattro e mezza. Gli zaini sono in macchina. Pronti noi si va.

Lasci la macchina al parcheggio a pagamento. Si tengono la chiave. Questa cosa non la sopporti mai. Ma che puoi farci? Arrivate al T3 c’è coda per bacco. La graziosa hostess con accento latino vi fa passare davanti, prima di voi solo quelli che vanno ad Orly. Lasciate il trolley. Il solo e unico che vi siete portati. Incredibile vero? Le cose utili per due persone stanno in un trolley solo. I giocattoli. I tuoi giocattoli stanno nel tuo zaino. Johnny ma almeno un paio di mutande te le sei portate? Si tranquilli niente mutande croccanti.

Primi controlli. Easy, tanto a Fiumicino non sono fiscali. Urca c’è anche da fare l’immigrazione già Schengen e la Gran Bretagna non vanno d’accordo. Tra un po’ ci sarà da ridere. Ti presenti con la “ridotta malissimo” carta di identità, ti guardano. Tua moglie sorride e sembra affidabile vi fanno passare. Senza di lei non ti fare bero entrare neanche in un supermercato.

Hai sonno. Devi ancora prendere il trenino per raggiungere l’hub degli intercontinentali. Amore ricordi l’australia?  Hai sonno. Caffè e cornetto finalmente. Che stress. Si parte. Ferie!

Arrivi a Edinburgo. Piove ma guarda un po’. Ancora immigrazione il tuo documento fa ridere i doganieri. Si è terribile. Prendiamo il sacro trolley delle utili cose e usciamo del blocco bagagli/dogana dell’aeroporto. Hai fame. Starbucks. Caffè e cornetto per due 10 pound accidenti cominciamo bene. Mappa. Pipi e treno.

“Per la stazione di Edinburgo grazie.” Il ragazzo del biglietti parla spedito e tu non sei ancora preparato. Fatichi e per non ingarbugliarti troppo  non compri il biglietto andata e ritorno. Ti sei giocato tre pound. Pazienza.

Il panorama verso Edinburgo è sempre più grigio ti domandi se vedrai mai la luce del sole. oh buon dio dove siamo capitati. Piove hai ancora fame e ovviamente sonno. il sacro trolley lo devi trasportare tu. Che fatica. Sicura che faccia venti kili?

Il cuore si scalda quando vedi la città. Che meraviglia. Tutto quello che c’e di bello dei graziosi quartieri residenziali britannici e li davanti hai tuoi occhi. Per un motivo o per un altro vuoi già una birra che ti senti un po’ a casa. Anche se piove anche se da trentacinque gradi sei passato a quindici.

Dov’e l’albergo? Amore a un quarto d’ora a piedi dalla stazione. Per di qua seguimi conosco la strada. Fatale errore. Il GPS ti abbandona. Non ti carica le strade ma frack, governo Cylone! Piove, sudi e sto cacchio di trolley lo odi. Maledetto.

Quindici minuti? Un’ora vorranno dire. Ma una cacchio di indicazione niente. Albert street finalmente. No il semaforo è lontano accidenti. Arriviamo sfiniti sudati e bagnati. Si prendono le borse andiamo a cercare un posto dove far pranzo. Un pub? macchè un baretto snobbetto. Toast e Budweisser vabbè cominciamo cosi. Fuori piove, dentro la panza è vuota.

A pancia piena si ragiona meglio. Ha smesso di piovere va che bello! Il cielo resta grigio. Chiaro. Cominciamo a passeggiare risalite fino alla stazione a piedi. Che fatica. Arrivate in centro. Che meraviglia. Il monumento a William Scott. Il bambino che suona la cornamusa. Un soldato del nuovo ordine. Tutto al servizio del turismo. La città straborda turisti. Italiani in quantità industriale. Molti del Nord. Alcuni accenti sono inconfondibili.

Attraversi il ponte, vedi il castello arroccato in alto. Impenetrabile che sovrasta, governa e protegge questa città. Andiamo verso la città vecchia. Si sale, passo dopo passo. Arriviamo alla via dello struscio. Un fiume disumano di persone.

Non c’è ordine. Le auto rispettano  i semafori i pedoni no. Passeggiamo, cominciamo a prendere confidenza con l’ambiente. Facciamo foto, tua moglie come un giapponese tu che scatti solo se è quella giusta. La foto giusta.

Il Castello lo visitiamo domani. Sono le quattro e mezza è tardi. Poi ci sbattono fuori. Torniamo verso l’albergo. Il cellulare conta ventiquattromila passi. Concediamogli un po’ d’errore anche un dieci per cento ma di strada oggi ne abbiamo fatta davvero tanta.

Litighi con il wi-fi dell’albergo. Riesci a collegarti solo con il cellulare di tua moglie. Ti registri ventordici volte. Nessuna funziona lo fai lei. She Rules! Usate il suo account e va bene così. Parte lo spam. Parenti siamo vivi, stiamo bene. In Scozia non ci sono malattie strane. Noi dormiamo con il piumone voi schiattate di caldo! Tiè!

Usciamo per cena. Un Pub si un Pub finally. Il pub di chiama “J” peccato non stia per Johnny ma per Jeremiah. Vabbè ma sull’insegna non c’è scritto. “Una Ale grazie.” La migliore Ale di tutta la vacanza mannaggia a te che ti sei scordato il nome.

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Siamo stanchi. Le tre di mattina, il volo, il sudore. Il trolley, il contapassi. Una giornata piena, intensa ed ora di andare a fare la santa ninna.

 

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Informazioni su Johnny Cornerhouse

Nerd appassionato di boardgames, giochi 8 bit, fumetti e mattoncini Lego. Nelle sue vite precedenti è stato un fotografo ed un musicista ora dice che sono solo Hobbies. La forza scorre potente in lui. Segui il suo canale youtube

Pubblicato il 29 agosto 2016, in Diario con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 9 commenti.

  1. La terra degli Scoti, che pure i Romani evitarono come la Peste. Nuncell’ho! Quindi io mi appiccico al tuo trolley e così siamo a circa 100 kili…Johnny vedi di mangiare, oltre che bere, che anche se mi faccio liggiero liggiero, devi essere in forze. Un caldo saluto da una calda Caput Mundi.

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  2. Al viaggiatore così capace di portarti ‘DENTRO’ anche se sei sdraiato sul lettone ad aspettare il filmetto con quel gran pezzo della Kidman che venendo da terre Australi combina bene con il suddetto viaggiatore…la di cui esperienza fotografica rimembri ancor….
    Al viaggiatore che ti ha fatto sorridere di gusto come quando leggevi i libri anglosassoni sul genere TRE UOMINI IN BARCA di Jerome K.Jerome che per chi non o lo avesse letto , consiglio vivavemente
    Al viaggiatore che mi ricorda quando anche io scalavo le alture del Golan tra la Siria ed il Libano o scrutavi dà lontano la Mongolia dalla Muraglia cinese…ecco il magone…un abbracciooooo

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  3. Beh, che altro aggiungere…
    Mi fa piacere leggere che sia andato tutto bene 😀

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  4. Ecco, credo sarebbe bello andare in Scozia. Ed anche avere meno di 20 gradi non sarebbe male!

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