Lupin III – Il castello di Cagliostro

Eccoti di ritorno finalmente a riaprire il CornerHouse dopo le tue (im)meritate vacanze. Questa volta nel bagaglio hai aggiunto qualche film e qualche gioco da tavolo per goderti a pieno i tempi di Relax che Carlotta ti ha lasciato tra un “portami qua e poi la” e l’altro.

Non si perdono le vecchie abitudini e il lunedì si parla come sempre di cinema con il primo film che hai visto durante i tuoi giorni cantabrici: Lupin III e il castello di Cagliostro.

Pronti Noi Zi Va (Motto orchesco per affrontare il primo giorno di lavoro).

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Lupin e il Castello di Cagliostro l’hai trovato nell’Hard Disk di tuo padre e incuriosito dal nome hai deciso che volevi vederlo che in fondo Lupin ti è sempre garbato. Il Film in realtà si è poi rivelato decisamente diverso da come te lo aspettavi. Pur mantenendo un impostazione molto leggera e divertente, spesso cazzona, l’aria che si respira in tutta la pellicola d’animazione è di tutt’altra pasta. Un mantello di seta romantica e sognante avvolge tutta la storia. Un cuore nobile che si nasconde, un cupido che lancia le sue frecce quando meno te lo aspetti si insinua tra le scene marcatamente action ricche di gag e capovolgimenti di fronte. Il rapporto che si andrà poi a creare tra Lupin e Zazà è stato uno dei momenti più alti di tutto il film. La trama, che scrivi per dovere di cronaca, vede Lupin e Jigen imbattersi in falsario il conte di Cagliostro perché vuole obbligare Clarissa (la protagonista femminile) a sposarlo per i suoi loschi interessi. Lupin deciderà quindi colpito dalla dolcezza della fanciulla di salvarla dalle avide mani del malvagio conte.

Poco fa hai detto di come Lupin e Zazà siano assolutamente due personaggi fantastici nella storia, il loro dualismo, il loro non poter esistere senza l’altro è raccontato in maniera ineccepibile peccato che gli altri tre comprimari Jigen, Gamon e Fujiko siano assolutamente delle comparse in una storia che potrebbe esistere e funzionare tranquillamente anche senza di loro. Soprattutto la sexy ladra risulta assolutamente diversa dall’idea che più o meno tutti hanno di lei. Una tuta leopardata al posto di una mimetica non le fanno raggiungere la sufficienza.

Infine il finale, la scoperta del tesoro nascosto nel castello si rivela essere un magico sogno ad occhi aperti che stenta davvero troppo ad essere credibile pure per la tua mente che si beve quasi qualsiasi cosa quando guarda un film. Hai chiesto a Carlotta se le era piaciuto il film lei ti ha detto di si mentre tu eri perplesso. Da applausi Zazà il resto non boh…

Quest’oggi avresti dovuto far uscire questo post con il voto dell’incerto quello con Batman e Darth Vader perché percepivi che c’era qualcosa di strano che non avevi compreso poi ieri sera prima di spegnere la luce del comodino hai avuto l’idea (finalmente una buona) di andare a leggere un po’ di informazioni in più sulla pellicola ed ecco che il mistero si è finalmente risolto.

Un film con una tale carica di sensibilità non poteva essere figlio di un regista qualunque. La mente che ha sognato questa storia non era certamente una mente banale e così quando hai letto il nome di Miyazaki hai capito il perché dei tuoi dubbi.

Il mondo di Miyazaki ha davvero invaso fin nel più profondo intimo ogni aspetto di questo film. Un diverso film su Lupin, una fiaba onirica, un viaggio inaspettato verso un Lupin romantico, una mosca bianca in un mondo cinico e più adulto a cui tutti i fan del ladro era abituati.

Alla luce di quanto hai scoperto all’ultimo secondo risulta davvero difficile mantenere lo scetticismo che ti aveva colpito inizialmente. Se vai ad un concerto pensando di sentire Rock ed invece improvvisamente ascolti musica classica non toglie valore a quest’ultima ma sono le tue aspettative ad essere non corrisposte ma per colpa della tua superficialità non per altro. Per tanto voler esprimere un pensiero su questo film tralasciando Miyazaki addirittura prima di Nausicaa solo perché è la prima impressione che conta sarebbe davvero limitante.

La magia di questo film è la sua diversità, il suo fiabesco e romantico punto di vista su un antieroe, una canaglia dal grande carisma. Una storia unica che come tale va ascoltata.

Per capire questo onirico racconto ti mancava la chiave che apriva lo scrigno dei suoi segreti ed ora invece che è salda tra le tue mani puoi riassaporare i toni di un mondo lontano che non esiste se non nei sogni.

“Il premio cui ambisco è un tesoro di grande valore che un mago cattivo tiene chiuso in cima a un’alta torre. Damigella, permetti a questo umile ladro di portarlo via.”

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Informazioni su Johnny Cornerhouse

Nerd appassionato di boardgames, giochi 8 bit, fumetti e mattoncini Lego. Nelle sue vite precedenti è stato un fotografo ed un musicista ora dice che sono solo Hobbies. La forza scorre potente in lui. Segui il suo canale youtube

Pubblicato il 24 agosto 2015, in Cinema e Serie TV con tag , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 13 commenti.

  1. Ricordo di averlo visto anch’io e di essere rimasto dubbioso per molto tempo.
    Non per colpa della storia ma per l’aspettativa che il personaggio mi aveva fatto nascere.

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  2. Semplicemente è come guardare Lupin da un punto di vista differente, un punto di vista speciale e magico.
    Capito questo, si può apprezzare davvero questo film!

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  3. Hai ragione ad essere sconvolto da un film intitolato Lupin 3 ma con simili contenuti: il simpatico donnaiolo è qui un nobile ladro, le atmosfere violente e a tratti discutibili sono oscurate dalla classica dicotomia bene/male, i furti sono messi in disparte per lasciare in primo piano ideali profondi e altruisti… non è quello che ci aspettavamo, eh?
    In realtà non è la prima volta che accade in quanto Miyazaki ha diretto altri episodi della saga di Lupin, ma comunque rimane una distorsione dell’originale che, nel portarlo dalla penna matura dell’autore al mondo fatato del regista, ha causato non pochi conflitti tra i due, tanto che con il tempo si sono lasciati di malo modo e non hanno più collaborato insieme (da quel poco che ne so).
    Sicuramente hai notato che al posto della stupenda macchina di Lupin c’è una pacioccosa 500, invece della camicia rossa ce n’è una verde, al posto della sensuale Fujiko c’è la cosiddetta Rosaria, figura di sfondo pronta a darsi alla guerriglia per aiutare Lupin invece di stuzzicarlo con i suoi soliti tranelli…
    Insomma, è un esperimento curioso che lascia perplessi ma non oltraggiati. C’è da sottolineare nuovamente, però, che non si tratta del Lupin “originale” ma una sua forma parallela nell’universo Miyazaki.

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    • Grazie Pakap per questo “commentone” molte dettagliato ed interessante. Se non erro la giacca di Lupin ha lo stesso colore di quella della prima stagione dove il suo carattere è molto diverso da questo di Miyazaki. Ancora da qualche parte avevo letto che la 500 e l’ambientazione a metà tra la costa ligure e Mont Saint Michel è volutamente ispirata a quei luoghi perchè in qualche modo cari a Miyazaki!

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      • Figurati! Anzi, magari un giorno ci faccio un’analisi completa visto che ho iniziato un ciclo di post Miyazaki (ma la pigrizia mi ha fermato al 2°).
        Probabilmente è così, ha un modo tutto suo di rappresentare i luoghi e l’ambiente e da qualche parte deve essersi ispirato. Piuttosto la 500 credo sia per rimarcare il suo pacifismo, visto che l’auto originale di Lupin mi risulta essere lo stesso modello di quella di Hitler, così come la pistola (la mitica Walther) era un’arma di dotazione nazista. Corrono voci riguardo la mentalità dell’autore, ma non so se sono vere e non mi interessa scoprirlo…

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        • “ammappa” quanti dettagli. Queste piccole cose mi incuriosiscono sempre. Ora che mi è chiara la questione del rapporto tra Lupin e Miyazaki sono “voglioso” di vedere altri suoi lavori oltre a Nausicaa oltre (se riuscirò a trovarle) alle puntate della serie di Lupin che aveva realizzato prima di questo film.

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          • Ci sono un sacco di splendidi lavori di Miyazaki. Quelli che preferisco sono di ambientazione steampunk, come Il Castello Errante di Howl e, per l’appunto, Laputa; ovviamente senza nulla togliere alla incredibile Città Incantata, che si contente il titolo di miglior film del regista con il sovracitato castello. Sempre nello stesso filone c’è Nausicaa, che affronta i temi preferiti del regista come ancora avviene in Principessa Mononoke.
            Insomma, ne hai finché ne vuoi!

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  1. Pingback: Cornerhouse Pub News: Le niusss della settimana 29/08/2015 | Corner House Pub

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